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Ho visto anche degli zingari felici – Claudio Lolli

Ho visto anche degli zingari felici
Claudio Lolli, 1976

Siamo noi a far ricca la terra, noi che sopportiamo la malattia del sonno e la malaria, noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano, e noi piantiamo il mais su tutto l’altopiano. Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane, le nostre braccia arrivano ogni giorno più lontane. E siamo noi a far bella la luna con la nostra vita coperta di stracci e di sassi di vetro. Quella vita che gli altri ci respingono indietro come un insulto, come un ragno nella stanza. Riprendiamola in mano, riprendiamola intera, riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l’abbondanza. E’ vero che non ci capiamo, che non parliamo mai in due la stessa lingua. E’ vero che spesso la strada sembra un inferno o una voce in cui non riusciamo a stare insieme, dove non riconosciamo mai i nostri fratelli. Ma io ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro, far l’amore e rotolarsi per terra. Io ho visto anche degli zingari felici in Piazza Maggiore, ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.

Ritratto di una famiglia zingara

Prendete le impronte anche a noi! – Le foto

Album completo su Picasa
Foto di Cristian Colio

Impronte ai rom. Gay in piazza

Il testo della mia lettera al giornale,
pubblicata oggi da Il Domani di Bologna.

Oggi alle 17.00 in Piazza del Nettuno, la cittadinanza bolognese si ritrova per un appuntamento promosso dall'Arci e dall'Ufficio Stranieri della CGIL: Prendete le impronte anche a noi!. L'obiettivo è protestare contro le schedature dei rom avviate dal Ministro degli Interni Roberto Maroni. Durante il Bologna Pride, gli organizzatori hanno sottolineato con iniziative e dichiarazioni che questi provvedimenti prefigurano l'avvio di una politica discriminatoria su base etnica e che ricordano dolorosamente le leggi razziali. Leggi razziali che il fascismo approvò contro la popolazione ebraica e che portarono al confino e ai campi di concentramento anche molte persone omosessuali. La comunità gay e lesbica bolognese sarà in piazza a lasciare le sue impronte: se qualcuno dev'essere schedato, che lo siano tutti, allora. Zingari, froci, etero, donne, operai, casalinghe, impiegati, disoccupati. Tutti. Fabrizio De André cantava che gli zingari sono speciali perché sono la memoria vivente del nostro lontanissimo passato di nomadi e cacciatori. Che questi versi risuonino anche nelle stanze del Viminale: "Porto il nome di tutti i battesimi / ogni nome il sigillo di un lasciapassare / per un guado, una terra, una nuvola, un canto / un diamante nascosto nel pane / per un solo dolcissimo umore del sangue / per la stessa ragione del viaggio, viaggiare".

Il Bologna Pride contro le schedature dei rom: “la società scenda in piazza con noi contro il ritorno di pratiche fasciste”

Bologna, 27 giugno - I portavoce del Pride che si svolgerà domani a Bologna commentano le ultime battute del Ministro degli Interni: "Ultimo raccapricciante segnale la volontà mostrata dal Ministro dell'Interno Maroni di schedare i minori rom che abitano nei campi nomadi. Nonostante la sua ridicola giustificazione, la tutela dei bimbi che "hanno diritto a restare" (mentre gli altri? Sono da buttare via?), il paragone con l'epoca fascista sorge spontaneo. Questo genere di metodi, che mira a schedare chi è diverso rispetto allo standard di maschio bianco eterosessuale cattolico, non può non preoccuparci. Quali erano i gruppi tradizionalmente schedati nel periodo fascista? Gli ebrei, i rom, gli omosessuali, le prostitute. Oggi siamo ancora i primi a essere vittime della violenza feroce che si è scatenata da quando questo governo si è insediato. Chiediamo a tutte le forze politiche, ai singoli, alle associazioni di prendere posizione contro fatti gravi come questo, e di vigilare sulla salute del nostro sistema democratico. Un sonnacchioso disinteresse da parte della popolazione può facilmente scivolare nel consenso nei confronti di iniziative antidemocratiche, discriminanti e ideologicamente violentissime".

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