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Articoli marcati con tag ‘Walter Rovere’

Marcelo Brajnovic, l’uomo che sfidò la NATO

Lo scirocco schiarisce il cielo, prima nuvoloso e carico di pioggia; l’afa ingrassa l’aria, incollando i vestiti alla pelle. Non è facile giungere all’Embassy Of God, dove la bandiera col simbolo di Jahvè sventola garrula. A condurmici è Nataša Bošnjakovic, giovane laureanda dell’università di Fiume, impegnata in una tesi sulle teorie astrologiche relative al calendario Maya e al 21 dicembre del 2012, giorno in cui finirà il «Lungo Computo» durato 5.125 anni e avrà inizio l’«Era dell’Acquario», un’epoca di pace e di profonda evoluzione spirituale.

Marcelo Brajnovic e la sua famiglia – composta di artisti affermati – vivono in un paesino dell’entroterra di Rovigno, nella religiosa Croazia, su una collina accerchiata da boschi di pini mediterranei. Qui ha fondato e costruito l’Ambasciata di Dio, che si presenta composta da tre strutture in pietra: una casa con le fattezze di un piccolo santuario, una torre a due piani e una fontana «dell’Apocalisse». Gli edifici sono stati costruiti secondo un suo disegno, che riprende elementi dell’architettura votiva e di quella jugoslava. Le forme geometriche del quadrato e del rettangolo s’uniscono al cerchio e all’edera, scolpita sui muri in altorilievo. L’insieme offre una sensazione di «fermo-immagine fantastico». Il bianco dei muri contrasta con l’azzurro terso del cielo e col verde brillante della vegetazione.

Seduti su assi di legno poste di fronte alla fontana circolare, ha inizio la nostra conversazione, o meglio: il suo monologo, interrotto sporadicamente da qualche mia domanda chiarificatrice.
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Annamaria Bernardini De Pace, “Diritti diversi” al Cassero

DIRITTI DIVERSI
LA LEGGE NEGATA AI GAY

Martedì 19 Maggio, H 21.30
Arcigay “Il Cassero”
Via Don Minzoni 18 – Bologna

Incontro con Annamaria Bernardini De Pace
Conducono Walter Rovere e Matteo Giorgi

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Diritti diversi - La legge negata ai gay, Annamaria Bernardini De Pace

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009

L’editoriale del nuovo numero di Cassero Magazine, a cura del Consiglio Direttivo, dedicato al bilancio della Giunta Cofferati e alle elezioni amministrative di Bologna.

A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoë a Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso – in fuga – verso la Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche Cristiano Malgioglio – la chìra meno vocata alla fascia tricolore – potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perché non provare…

Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì perché a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo baillame vorremmo un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perché a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa rainbow per orientarvi nella giungla di questa campagna elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con un preciso orientamento, frutto di una discussione che si è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a una particolare forza politica bensì sostiene tutti e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale, quale che sia il simbolo che colora la loro scesa in campo. Tre di loro in particolare – Bruno Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice – sono espressioni dirette della nostra storia associativa che ancora oggi si intreccia con la loro militanza. Stesso ragionamento per il Quartiere Porto, quello all’interno del quale il Cassero si trova: due candidati glbt corrono per la carica di consigliere, entrambi godono della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci, invece, questo Consiglio Direttivo ha scelto di non dare indicazioni bensì di aprire un confronto diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore, cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna. Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.

Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna, quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative, il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente quel fazzoletto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso. Fortuna che a Genova – dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride – sono quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque incomprensione.

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Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009 - Copertina

Cassero Magazine Marzo / Aprile 2009

E’ disponibile per il download [.pdf file, 5 MB] il numero di Marzo / Aprile 2009 di Cassero Magazine. Tra i contenuti da segnalare, l’editoriale di Bruno Pompa, direttore artistico del Cassero e consigliere: una riflessione sulla mancanza di risultati politici di rilievo in 40 anni di storia del movimento lgbt e una doppia intervista a Daniela Santanchè e a Franco Grillini.

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Cassero Magazine Marzo / Aprile 2009 - Copertina

Cassero Magazine Gennaio / Febbraio 2009

E’ disponibile per il download [.pdf file, 11 MB] il numero di Gennaio / Febbraio 2009 di Cassero Magazine. Ad aprire il primo numero del nuovo anno, un editoriale in versi di Bruno Pompa. Il portfolio artistico è dedicato questo bimestre a José Villarrubia; sua la copertina: una bocca di donna insanguinata, secondo l’uso sumero di spezzare i denti alle donne lesbiche. Come ci racconta Walter Rovere, co-direttore del magazine, “l’immagine fu realizzata nel 1988 dal famoso scrittore di fumetti Alan Moore come atto di protesta contro la Clause 28, una norma promulgata dal governo di Margaret Thatcher che imponeva agli insegnanti di non promuovere la cultura omosessuale”. L’inchiesta è affidata a Vincenzo Branà, che si occupa delle proposte governative di togliere la prostituzione dalle strade (e basta). Io e Fabio Saccà abbiamo dedicato un articolo alla mobilitazione contro le posizioni del Vaticano, contrarie alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo e alla proposta franco-olandese di presentare all’ONU una dichiarazione a favore dell’abolizione del reato di omosessualità. Per la sezione cinema, troviamo una recensione di Milk, che il Gender Bender Festival offrirà in anteprima il 20 gennaio a Bologna, grazie alla collaborazione con la BIM. Seguono le interviste a Lucia Ocone, a Rose Troche, ai Poppens DJs e a Franca Valeri, al direttore del coro gay ospitato al Cassero, Paolo V. Montanari e per finire a José Villarrubia. A corredare il tutto, il programma del Gay & Lesbian Center di Bologna per i prossimi due mesi. Buona lettura.

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Cassero Magazine Gennaio / Febbraio 2009 - Copertina

Cassero Magazine Novembre / Dicembre 2008

E’ disponibile per il download [.pdf file, 34 MB] il numero di Novembre / Dicembre 2008 di Cassero Magazine. Ad aprire questo numero natalizio è un editoriale del consigliere Vincenzo Branà che, a seguito dell’ultima dichiarazione di Paola Binetti e la successiva risposta di Walter Veltroni, annuncia che il Cassero darà indicazione di non votare il Partito Democratico “finché all’onorevole teodem non verrà ritirata la tessera”. Da segnalare inoltre l’inchiesta sull’AIDS e le opere fotografiche di Matthias Herrmann, intervistato per Cassero Magazine da Peter Weiermair, ex direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna che fu il primo scopritore del lavoro del fotografo firmandone il catalogo della prima mostra nel 1994. Buona lettura.

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Little Britain – Proiezioni al Cassero

Secondo Walter Rovere, direttore di Cassero Magazine,

Little Britain è la più irresistibile sitcom televisiva degli ultimi anni: nata nel 2003 da uno show radiofonico, ha confermato lo stato di grazia della tv inglese (caratterizzata soprattutto da uno spirito laico che non ha paura di parlare di “certe cose” in televisione) con uno show irriverente e beffardo che ricorda soprattutto le unghiate date alla società inglese dai primi Monty Python.

Gli incredibili Matt Lucas e David Williams interpretano tutti i personaggi principali, dei quali di episodio in episodio seguiamo le avventure: Sebastian Love, segretario personale perdutamente innamorato di un primo ministro alla Blair, costantemente impegnato a fare scenate di gelosia a ogni uomo politico che incontra; Emily, il “travestito poco convincente” che predilige il vestirsi in pizzi vittoriani e fare “cose da signora”; Maggie, dama di carità dell’aristocrazia inglese che non può però trattenersi dal vomitare ogni qualvolta assaggia prodotti che non siano fatti da persone di razza bianca e eterosessuali; Marjorie Dawes, grassa istruttrice di un corso per la perdita di peso impegnata a svillaneggiare i suoi allievi, e in particolare la partecipante Meera per la sua origine indiana; il finto disabile Andy, che finge di aver bisogno della sedia a rotelle per tiranneggiare il suo accompagnatore Lou; la diciottenne Vicky Pollard, rozza studentessa delinquente giovanile; Dame Sally, scrittrice di romanzi rosa alla Barbara Cartland, che detta romanzi di due facciate all’assistente Miss Grace e escogita poi modi casuali per ragiungere il numero di pagine richieste; e soprattutto Daffyd Thomas, gay battagliero che esibisce sgargianti tutine in latex nella città gallese di Llanddewi Brefi (ma però non suscitano nessuna reazione data l’estrema liberalità degli abitanti) e ancora vergine dato che si considera “l’unico gay del villaggio” e caccia con disprezzo qualunque altro gay che incontra. Dopo aver raccolto un’infinità di premi (e il record del maggior numero di DVD venduti da una serie comica), la serie ha visto anche la partecipazione di varie superstar tra cui George Michael, Robin Williams ed Elton John.

La L.U.O. – Libera Università Omosessuale offre la possibilità di vedere tutta la prima seria in tre serate: Martedì 14 e Martedì 21 ottobre e Martedì 4 novembre, alle ore 21.00. La seconda serie sarà proiettata Martedì 9 e Martedì 16 dicembre, sempre alle ore 21.

Non mancate, c’è morir dal ridere.

Gender Bender 2008 – Il programma

E’ disponibile in download [.pdf 1,8 MB] il programma di Gender Bender 2008. Qualche appunto su cosa contiene lo trovate qui.

Cassero Magazine Settembre / Ottobre 2008

E’ disponibile per il download [.pdf file, 10 MB] il numero di Settembre / Ottobre 2008 di Cassero Magazine. Oltre al mio articolo sulla partecipazione del Cassero alla festa del Partito Democratico, contiene un ottimo approfondimento sul prossimo Gender Bender, oramai alle porte. Buona lettura.

FALLO! Gender Bender 2008

Dal 28 ottobre al 2 novembre 2008 Bologna accoglie la 6° edizione di Gender Bender, festival internazionale dedicato alle nuove rappresentazioni del corpo e agli immaginari contemporanei prodotti dagli artisti intorno alle identità di genere e di orientamento sessuale.

Viviamo un’epoca di continui e rapidi mutamenti. Le profonde trasformazioni sociali e culturali, avvenute a partire dalla metà del secolo scorso, ci portano quotidianamente a interrogarci su uno dei temi fondanti di questo inizio Millennio: l’identità nel cambiamento. Gender Bender dedica quest’anno un’attenzione particolare al Maschio del Futuro.

Quale sarà il maschio di domani? È possibile già intuirlo nelle opere lievi e intense, oneste e sfaccettate, molte in prima nazionale, degli artisti invitati: nei due giovanissimi interpreti di 13 diretti dalla madre, la coreografa Beth Cassani, nei corpi espansi oltre i diktat imposti dall’estetica del fitness dipinti su grandi pareti dall’artista finlandese Jukka Korkeilla, nelle lucide ed ironiche riflessioni di Chris Waitt, regista e interprete eterosessuale del film A complete history of my sexual failures, nella favola al contrario della compagnia di teatro belga Clinic Orgasm Society, nell’intimo e struggente duetto maschile Still difficult duet dei coreografi Pieter Ampe & Guilherme Garrido, o nelle dolorose testimonianze dei protagonisti del documentario sull’ Iran Be like Others, costretti al cambio di sesso per vivere la propria omosessualità, altrimenti perseguibile con la morte.

Attraverso questi e molti altri artisti, il festival continua ad esplorare gli ambiti di libertà espressiva in cui le persone cercano una possibile felicità, al di là dei limiti imposti dagli stereotipi e dalle norme.

Il Festival è prodotto da Arcigay Il Cassero – Gay Lesbian Center ed è realizzato con il patrocinio del Comune di Bologna, della Provincia di Bologna e della Regione Emilia-Romagna.

Scarica il poster di GB2008 in alta risoluzione

Ascolta la presentazione di Daniele Del Pozzo [direttore del Festival]
e di Walter Rovere [curatore della sezione cinematografica]

Un video reportage su GB2006

Un foto reportage su GB2006

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Maurizio Cecconi
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