Articoli marcati con tag ‘Video’
L’uomo giusto
Grazie a Elena Tagliani, che ha pubblicato il discorso integrale sul suo canale YouTube, ho potuto rivedere l’intervento di Nichi Vendola alla manifestazione organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà in Piazza Navona.
Ascoltatelo, perché lui è l’uomo giusto di cui questo Paese ha bisogno come Presidente del Consiglio. Capace di scegliere e non mediare al ribasso tra le spinte clericali vaticane e quelle, altrettanto poderose, dei paraculo confindustriali.
Biotestamento: prima che sia troppo tardi
Il 5 luglio (a meno che non ci siano ulteriori slittamenti) la legge crudele e liberticida contro il testamento biologico tornerà all’esame della Camera dei Deputati.
In previsione e quasi in concomitanza con la discussione parlamentare la UAAR – Unione deli Atei e degli Agnostici Razionalisti lancia la campagna Liberi di scegliere.
La campagna è così sinteticamente presentata:
“La Chiesa Cattolica, il Popolo della Libertà, la Lega Nord, l’UDC, l’API, i Popolari del Partito Democratico vogliono una legge che nega valore alla volontà dei cittadini e ai loro testamenti biologici. E prima che sia troppo tardi, prima che l’ennesima calendarizzazione parlamentare del ddl Calabrò si possa concludere con la sua conversione in legge, l’UAAR invita tutti coloro che non sono d’accordo a diffondere il video” di protesta e a scrivere ai gruppi parlamentari.
Dunque, bambine mie, condividete il video e scrivete le vostre email di protesta (le info su come fare son qui).
[Invita gli amici con l'evento su Facebook]
Bioetestamento: “Io non costringo, curo”
Parte la controffensiva della Cgil sul biotestamento, a poche settimane dall’approdo in aula alla Camera, il prossimo 21 febbraio, della legge voluta dalla maggioranza per regolare il tema. Un testo contro cui, da oggi, girerà un appello del sindacato per tentare di “bloccarne” l’approvazione.
“Io non costringo, curo”: è lo slogan scelto dalla Fp-Cgil e dalla Fp-Cgil Medici per promuovere l’iniziativa, presentata oggi a Roma insieme al senatore Pd, nonché noto chirurgo specializzato in trapianti, Ignazio Marino che, con l’oncologo Umberto Veronesi, è stato uno dei primi dieci firmatari. Fra gli altri, Amato De Monte, responsabile della equipe medica che due anni fa ha interrotto alimentazione e idratazione ad Eluana Englaro, la neurologa Daniela Tarquini, Pierino Di Silverio, presidente della Federspecializzandi.
“Faremo iniziative negli ospedali e nelle università per promuovere l’appello” – ha detto Rossana Dettori, segretario generale della Fp-Cgil. “Poi lo gireremo a tutti i parlamentari, chiederemo ai gruppi politici un incontro. Questa legge è sbagliata, bisogna dire stop all’attacco ai diritti e alle libertà dei cittadini. Vogliamo che i medici facciano sentire la loro voce contro questo accanimento terapeutico”.
Il disegno di legge prevede che l’interruzione di idratazione e alimentazione non possano essere oggetto di testamento biologico. “Ma il 77% degli specialisti è già pronto a disobbedire e il 78% dei cittadini dice che vuole libertà di scelta” – ha detto Marino. “Il punto non è se si è credenti o meno, ma se si vuole riconoscere alle persone il diritto di esprimere un consenso rispetto alle terapie che gli verranno somministrate. Purtroppo la politica tratta questi temi come se i cittadini fossero sudditi e non elettori. Spero che in Parlamento ci sia un ripensamento”.
L’appello è chiaro e si apre così: “I medici e gli operatori sanitari non vogliono una legge che costringa a mantenere in vita con tecnologie straordinarie o sproporzionate chi ha deciso di rifiutarle in modo consapevole”. Il testo ricorda che la legge che si voterà in Parlamento viola “la Costituzione e la deontologia professionale che garantiscono il rispetto della volontà dell’individuo sulle terapie da effettuare”. | Fonte DIRE
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I promotori dell’appello ha realizzato anche due bellissimi spot, che v’invito a condividere.
Il briscolone di Bersani
Sudato, spaventato, alienato, ieri sera ad Annozero è apparso Pierluigi Bersani, intervistato da Sandro Ruotolo.
Sull’accordo di Mirafiori, con schiena dritta e grande visione ha affermato: “Ci auguriamo che i lavoratori abbiamo la forza di accettare il peso di questo scambio”.
Se ancora non l’avete fatto, leggetevi questo riassunto di cosa prevede l’accordo, realizzato dall’Ansa, oppure la versione originale di 36 cartelle.
Un canto d’amore
Siamo nel pieno delle feste natalizie e dunque desidero regalare qualcosa di bello e di raro ai miei cinque lettori.
Grazie alla rete, è possibile godersi per intero (dura circa 25 minuti) l’unico film di Jean Genet: Un chant d’amour.
Colpito più volte da forti tagli censori, perché tacciato di pornografia, e circolato solo in proiezioni private od alternative, è uno dei capisaldi del cinema gay.
Dalla recensione di Vincenzo Patanè per CulturaGay:
Muto ed in bianco e nero, il film è stato girato in economia e con discrezione (gli stessi nomi dei personaggi e degli attori sono particolarmente vaghi). Il fatto che sia ambientato in una prigione lo rende più che mai autobiografico (come del resto tutta la sua opera), una lirica e sensuale proiezione dell’immaginario fantastico di Genet. Ma è altresì il trionfo visivo di ogni immaginario omosessuale, in cui amore e violenza, sesso e poesia si mescolano potentemente, in un insieme di immagini riunite analogicamente (e talvolta alogicamente) con grande libertà, quasi un universo simbolico a sé stante. E’ un amore lirico nel sogno del tunisino, la sua fuga nei campi con il suo oggetto del desiderio, o i fiori di melo finalmente ghermiti; ma è un amore che si confronta con la violenza – il secondino che frusta e forse violenta il tunisino – e con il sesso, mai esplicito ma evidente in tanti simboli (la pistola nella bocca o la cannuccia con il fumo alludono ad una fellatio) e nella nudità dei personaggi, i cui corpi sono sfolgoranti di sensualità. Il film si realizza in realtà soprattutto sul piano delle immagini e degli sguardi: immagini di corpi avvinghiati in marcati controluce, che ricordano le foto di Platt Lynes, e di sguardi rubati all’intimità dei prigionieri che lo spettatore, più voyeur dello stesso secondino, riesce a spiare.
Con questi dirigenti non vinceremo mai
Un profetico Nanni Moretti, da riascoltare dopo l’omicidio delle primarie da parte della dirigenza del Partito Democratico.
Per la cittadinanza onoraria della città di Bologna a Beppino Englaro
Nel documento presentato leggiamo che
In questi anni Beppino Englaro è divenuto un simbolo, forse suo malgrado. Il simbolo migliore di un Paese che fatica a ritrovare il senso dello stato di diritto; il simbolo chiaro di un Paese che soffre eppure non si arrende; il simbolo dell’Italia che crede alla laicità, alla libertà, all’autodeterminazione degli individui. Beppino Englaro è divenuto il simbolo di un Paese che crede al rispetto e che disprezza l’arroganza dei potenti sui deboli, sugli ultimi, sui semplici cittadini. [...] Proponiamo la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro perché, attraverso questo atto prestigioso, si possa sostenere con maggior forza l’articolo 32 della Costituzione, laddove i padri e le madri costituenti hanno voluto scrivere inequivocabilmente che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Durante l’incontro organizzato in città con Beppino Englaro per discutere di testamento biologico, la proposta è stata resa pubblica. Di seguito il servizio del TG3 Emilia-Romagna e di Radio Città Fujiko, che ringrazio.





