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Die Linke, Gut!

La flessione della CDU, il tracollo della SPD e l’avanzata della Linke e dei Verdi sono il segno di una gran voglia di sinistra in Germania. Gut!

Un momento della festa per il successo della Linke

Bologna, elezioni comunali 2009 – I risultati: sindaco e liste

Dati a cura della Prefettura di Bologna

Risultati delle elezioni del 2009 per il Comune di Bologna - Sindaco e liste

Alternative al proibizionismo – Bologna Città Libera

Bologna Città Libera – Bologna Città Laica
presenta

ALTERNATIVE AL PROIBIZIONISMO
Dietro ogni divieto c’è un Padre/Sceriffo

Martedì 24 Marzo 2009, H 20.30
Sala Bianca, Palazzo d’Accursio
Piazza Maggiore 6 [vedi mappa]

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Introduce
Valerio Monteventi
Bologna Città Libera

Intervengono
Beatrice Bassini, psicologa del Sert
Bruno Pompa, direttore artistico Arcigay “Il Cassero”
Piero Capone, giunta di segreteria Radicali Italiani
Maria Laura Valente, Comitato Libera Pratello
Roberto Panzacchi, Consigliere comunale

Modera
Giusi Marcante, giornalista
“Città del Capo – Radio Metropolitana”

Organizzano
Bologna Città Libera
Gruppo Consiliare Verdi – Comune di Bologna

Ascolta e scarica lo spot radiofonico

Viviamo in un paese dove si preferisce vietare piuttosto che educare. Viviamo in una città dove – alle già considerevoli limitazioni alle libertà personali, imposte da una legislazione moralista che condanna senza valutare gli effetti negativi dei divieti – s’aggiungono le politiche neo-proibizioniste del partito/sindaco/sceriffo al governo di Bologna.

Tutto cominciò con un sindacalista in trasferta che promise un rinnovato patto di cittadinanza e d’inclusione. In tanti ci credettero. Finì con un sindacalista melomane in cerca di un teatro lirico che lo accogliesse come direttore pro-tempore. Nel frattempo, cinque anni di macerie: vietato lavare i vetri agli angoli delle strade (il temibile “racket dei lavavetri”); vietato farsi piercing e tatuaggi, anche se maggiorenni; vietato girare con una lattina di birra in mano dopo le dieci di sera; vietato sostare in più di tre davanti a un bar; diminuiti i finanziamenti ai servizi sociali che si occupano di “ridurre i danni” derivati dalle tossicodipendenze; vietato ballare per strada e in piazza d’estate; vietato proporre una socializzazione che consideri i giovani come utenti e creativi, e non come criminali da imbrigliare in spazi periferici, lontano lontano dalle finestre di Palazzo d’Accursio.

Di tutto questo e delle concrete alternative da proporre parleremo insieme agli operatori socio-assistenziali, agli animatori della notte, ai comitati a difesa della vivacità artistica e culturale di Bologna, ai politici anti-proibizionisti, ai giovani e agli studenti. Non mancate. Dal vivo o in diretta video.

La diretta video dell’iniziativa sarà fruibile dal sito
www.bolognacittalibera.org

Inviate le vostre domande da rivolgere agli ospiti
scrivendo a diretta@bolognacittalibera.org

In differita si potranno consultare le riprese video
sul canale YouTube di Bologna Città Libera
www.youtube.com/bolognacittalibera

Scarica e diffondi la locandina: .jpg | .pdf

Alternative al proibizionismo - Bologna Città Libera

La cultura a Bologna. Monteventi: il sistema Delbono non regge

CULTURA BOLOGNA. MONTEVENTI: IL SISTEMA DELBONO NON REGGE
“GRANDI EVENTI? LE AZIENDE NON HANNO I SOLDI NEANCHE PER LORO”

DIRE, Bologna, 4 Mar. – La lista Bologna Città Libera all’attacco di Nicoletta Mantovani e dal candidato sindaco del Pd, Flavio Delbono. La vedova Pavarotti, critica il candidato sindaco Valerio Monteventi, “potrebbe garantire la continuazione dei grandi eventi e del cartellone estivo, ma il meccanismo economico proposto da Delbono non può reggere”. L’ex vice-presidente della Regione pensa infatti a “grandi eventi sponsorizzati da grandi aziende – ricorda Monteventi – con i cui proventi finanziare le associazioni culturali”. Il sistema non regge, attaccano da Bologna Città Libera, perché “le aziende non hanno soldi per i loro dipendenti, figurarsi per sponsorizzare eventi culturali”. In questo senso, gli anni in cui era sindaco di Bologna Walter Vitali sono stati “i più avanzati di tutti in campo culturale. Non abbiamo certo nostalgia della sua Giunta – ci tiene a precisare Franco “Bifo” Berardi – che ebbe moltissimi aspetti disastrosi, a partire dalle politiche di privatizzazione consigliate dal pessimo Delbono. Ma gli anni di Guazzaloca e Cofferati non hanno avuto una simile anticipazione di futuro”. E gli attuali candidati sindaco “mancano del tutto della comprensione del nuovo, a partire proprio da Delbono”. Per il prossimo mandato, la lista di Bifo e Monteventi si propone dunque di “lavorare sul vivaio di Bologna. Non servono grandi eventi – spiega Roberto Panzacchi, consigliere comunale dei Verdi e presidente della commissione Cultura in Comune – ma una rete che valorizzi il tessuto culturale della città”. Negli anni ’60, sottolinea Monteventi, “fu fatto un investimento politico sulle polisportive e sullo sport di base. Allo stesso modo bisogna permettere a tutte le persone che lo vogliono di fare cultura”. Per sostenere la cultura cittadina, Bologna Città Libera ribadisce l’intenzione di “spostare le risorse destinate alla Chiesa, alla motorizzazione privata, alla pubblicità e al commercio verso l’allestimento di strutture pubbliche per la produzione culturale”. In questo solco si inserisce la creazione di una “banca dei progetti”, dove radunare tutte i prodotti culturali che la città esprime. L’obiettivo è trasformare Bologna in una “città del libero consumo culturale”, consentendo il “diritto gratuito e paritario ai prodotti del sapere”. Sulla situazione culturale bolognese, la lista Bologna Città Libera ha organizzato una conferenza per dopodomani, venerdì 6 marzo, al Circolo Pavese di via del Pratello a partire dalle 17.30. Si parlerà non solo dell’associazionismo culturale di Bologna, ma anche dell’evoluzione del web e del “lavoro cognitivo precario. Tratteremo il tema della cultura partendo da quanto di negativo è stato fatto durante il mandato – spiega Giorgio Tinelli, uno degli organizzatori dell’iniziativa – la ricchezza di Bologna è andata scemando in questi anni”. Tra i relatori, lo scrittore Valerio Evangelisti e Carlo Formenti, docente di sociologia dei media all’Università di Lecce.

Cultura

Kultmeet – Bologna Città Libera

KULTMEET

Circolo Pavese di Bologna
Via del Pratello, 53 [vedi mappa]
6 Marzo, Ore 17.30 – 23.30

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Ore 17.30 – 20.00

EVOLUZIONE DELLA RETE E LAVORO COGNITIVO PRECARIO

Intervengono
Franco Berardi “Bifo”, Saggista
Carlo Formenti, Docente di sociologia dei nuovi media
Bruno Giorgini, Fisico teorico e scrittore

Ore 20.00 – 21.30
Cena di autofinanziamento di Bologna Città Libera

Ore 21.30 – 23.30

SERVIZI ASSOCIAZIONISMO AUTOGESTIONE:
QUALE CULTURA PER BOLOGNA

Intervengono
Claudio Borgatti, Bologna Città Libera
Giorgio Tinelli, Università di Bologna
Maurizio Bergamaschi, Università di Bologna
Valerio Evangelisti, Scrittore

Conclude
Roberto Panzacchi
Consigliere gruppo Verdi al Comune di Bologna

Organizzano
Bologna Città Libera
Gruppo Consiliare Verde al Comune di Bologna

Ascolta lo spot radiofonico

Info
www.bolognacittalibera.org | info@bolognacittalibera.org

Kultmeet

Traffico a Bologna, Verdi e SD contro Delbono

TRAFFICO BOLOGNA. SD E VERDI CONTRO DELBONO: ORA CI CHIAMI
GUERRA-NALDI: SIRIO NON SI TOCCA; PANZACCHI: NON FATE L’ACCORDO

DIRE, Bologna, 3 Mar. – Su “Sirio e Rita indietro non si torna”. Anzi, “bisogna continuare ad espandere il telecontrollo delle corsie preferenziali per realizzare un vero salto di qualità nell’offerta pubblica di mobilita’”. I distinguo di Flavio Delbono su Sirio fanno arrabbiare i Verdi ed SD, che piantano ben saldi i loro paletti sul programma per le amministrative di giugno. “Crediamo che le tecnologie come Sirio e Rita – scrivono in una nota congiunta il segretario provinciale Daniela Guerra (Verdi) e la capogruppo in Comune Milena Naldi (SD) – non possano essere messe in discussione vista la loro assoluta utilità nella regolamentazione degli accessi al centro storico”, i cui “benefici sono evidenti”. Le formazioni della sinistra chiedono dunque chiarezza al candidato. “Bisogna al più presto avviare incontri tra le forze politiche e il candidato sindaco, così da potersi confrontare a fondo sulle strategie e le proposte di merito”, chiedono Guerra e Naldi. Ritenendo “non utili i botta e risposta fatti sui giornali – scrivono ancora – che denunciano la mancanza di un progetto complessivo e la rincorsa degli interessati consensi di chi da sempre si oppone ad una seria pedonalizzazione del centro storico”. Ma intanto Bologna Città Libera prova a scavare la fossa che si è aperta tra gli ambientalisti e il candidato. “Mi fa piacere che i Verdi abbiano già criticato Delbono, spero siano altrettanto severi nel valutare se appoggiarlo”, auspica Roberto Panzacchi, ex capogruppo del Verdi a Palazzo d’Accursio e oggi al fianco di Valerio Monteventi. “Delbono – attacca Panzacchi – si sta qualificando come il candidato meno attento ai temi ambientali. Raramente ne parla e, se ne parla, sembra scimmiottare Guazzaloca”. Per l’ex del Sole che Ride, che non ha rinnovato la tessera del suo partito, la verifica su Sirio e Rita promessa dal democratico “è allucinante, quella è stata una battaglia del centrosinistra per il 2004. Invece Delbono parla solo di parcheggi e di commercio, mai di ambiente e salute”. Valutazioni che si traducono in un invito in extremis perché gli ex compagni del Sole che Ride non firmino l’intesa elettorale con il candidato PD. “Non riesco a capire, penso sia imbarazzante appoggiare Delbono”.

Il traffico in tangenziale a Bologna

L’elettorato gay a Bologna. Né come Montanelli né come Cipputi

Discutendo del tema “elezioni amministrative a Bologna e persone omosessuali, bisessuali e transessuali”, sono uscite delle considerazioni che reputo molto significative. Pur comprendendole, non le condivido. I dubbi amletici che “trafiggono” in questo momento le persone lgbt sono questi: votare o non votare la coalizione ulivista che ha come candidato sindaco il cattolico Flavio Delbono? Se perde l’Ulivo a Bologna, avanzerà la destra in città e in Italia? Esiste un’alternativa alla coalizione ulivista?

Voglio qui scrivere un paio di pensieri sulle questioni sollevate e ambire a fornire delle risposte dal carattere pubblico.

La prima obiezione sollevata è che la vittoria della destra a Bologna rappresenterebbe un passo in avanti verso la fascitizzazione dell’Italia.

La destra a Bologna ha già vinto una volta, con Guazzaloca. Se vincerà, vincerà nuovamente con Guazzaloca – tutti i sondaggi registrano l’impossibilità per Cazzola di arrivare al ballottaggio – . Guazzaloca non è di destra (è di centro come il PD, qualunque cosa significhi “centro”) e ha governato la città (questa è la mia personale opinione) facendo politiche meno conservatrici del PD che ha eletto Cofferati. Quindi meno dannose. Se abbiamo sopportato come gay, lesbiche, bisex e trans, Cofferati per cinque anni andandoci anche talvolta a braccetto, non abbiamo niente da spaventarci per un possibile arrivo di un Guazzaloca-bis. Non sarà un’altra giunta mediocre come l’attuale a far sparire il movimento per i diritti civili e per le libertà dell’individuo, forte e storicamente consolidato da più di trent’anni sotto le Due Torri.

Non per questo dobbiamo rinunciare a ragionare su quale situazione politica sarebbe ottimale per il movimento. Semplicemente, ricordiamocelo, quando qualcuno farà dell’allarmismo coercitivo e vagamente intimidatorio, invocando il voto utile, l’unità delle sinistre, la destra che avanza e tutto distrugge, etc…

La seconda obiezione è che non esiste un’alternativa al PD+SD+PSI++PRC+VENDOLIANI+VERDI = ULIVO e che se anche esiste, è inutile farla crescere e appoggiarla perché è meno probabile che vinca.

Una coalizione ulivista al governo dell’Italia l’abbiamo già avuta tre volte. E’ servito a qualcosa? A noi è servita a qualcosa? Ha portato dei cambiamenti reali nella vita delle persone LGBT? Cambia qualcosa se stavolta l’edizione ulivista è locale, sul territorio bolognese, invece che nazionale? Non ci sono gli stessi veti, le stesse ingerenze, le stesse paralisi costruite sulle richieste delle persone LGBT? Gli stessi tradimenti della laicità costituzionale? Io li vedo e non posso concordare che la soluzione stia nel turarsi il naso alla Montanelli e nel porgere le chiappe alla Cipputi. Credo nella costruzione di un’alternativa di sinistra autonoma dai partiti che hanno fatto la rappresentanza elettorale del novecento o che ne sono i figli. Credo che in questa nuova autonomia ci siano le nostre possibilità di creare nuovi spazi di libertà e di liberazione e di riavviare un discorso pubblico capace di innovare le richieste di giustizia delle persone. Richieste che sono vive e vegete come sempre, ma che non hanno voce e rappresentanza. Bologna Città Libera si presenta alle elezioni per fornire alle istanze di uguaglianza il posto che meritano nella nostra comunità: al centro del nostro agire.

Cosa le costa provare Flavio Delbono?

Englaro: il Governo contro la Costituzione – Martedì 10 Febbraio, fiaccolata in Piazza del Nettuno a Bologna

PER ELUANA E BEPPINO ENGLARO E PER LO STATO DI DIRITTO
Fiaccolata in Piazza del Nettuno, Bologna
Martedì 10 Febbraio 2009, H 17.30

Promossa dalla Consulta di Bioetica in tutta Italia

[Scarica e stampa i manifesti: File 1 | File 2]

Eugenio Scalfari invita a partecipare alle manifestazioni di Roma e di Bologna
“E’ una cosa buona che i cittadini vadano in piazza a difendere la Costituzione”
RepubblicaTV

L’appello di Margherita Hack
madrina del Bologna Pride
“Bisogna reagire”

Ascolta l’invito ad aderire di Antonio Bagnoli
che a nome della Consulta di Bioetica
invita alla partecipazione al sit-in [fonte Radio Città del Capo]

Aderiscono
Bologna Città Libera, Circolo UAAR di Bologna,
Associazione LiberaUscita, Associazione Politica e Classe,
Arcigay, Arcilesbica, Rivista “Lucidamente”, Fuoricampo Lesbian Group,
Scuola e Costituzione – Comitato di Bologna, Associazione Politeia,
Associazione Coscioni, Radicali Italiani, Radicali Adelaide Aglietta,
Verdi Toscana, Fondazione Critica Liberale, Associazione Radicale Certi Diritti,
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, Presente è Futuro, Let’s Queer,
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Agedo Bologna,
Arcilesbica Bologna, A.N.P.I. – Sezione Pianoro, Associazione Vita di Donna
Per le adesioni lasciate un commento

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, all’unanimità, un disegno di legge che interviene sul caso di Eluana Englaro. Un solo articolo che recita: “In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita, l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”.

Ora che con l’approvazione del disegno di legge lo stato di diritto è stato sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. Vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

Eluana, a causa di un incidente, è in stato vegetativo permanente da 17 anni. Eluana aveva esplicitamente detto al padre che mai avrebbe voluto sopravvivere in simili condizioni. Come ha detto, giustamente, Beppino Englaro: “Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto. La cosa più naturale è quella di lasciarla morire, e quindi di sospendere i sostegni vitali perché lei si era espressa in questo senso”. L’alimentazione artificiale ha interrotto il percorso della natura.

Fiduciosi che la vicenda di Eluana si potesse finalmente concludere come Lei stessa avrebbe voluto, non siamo intervenuti prima per ottemperare alle richieste di silenzio della famiglia Englaro. Ora che lo Stato di diritto è sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. E vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

C’è una sentenza della magistratura, c’è la volontà di Eluana, c’è la battaglia di libertà di un padre. C’è la battaglia di laicità per questo paese.

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Un'immagine di una fiaccolata in piazza a Bologna

Bassezze elettorali – La “sinistra” a Bologna

Alle elezioni politiche del 2008, i partiti che componevano l’alleanza denominata Sinistra Arcobaleno (PRC, Verdi, SD, PDCI) hanno subito la più grande e sonora sconfitta della loro storia. Non hanno raggiunto il quorum né al Senato (8%), né alla Camera (4%). Una disfatta in tutti i sensi. In parte, per l’inconsistenza del programma elettorale; in parte per non aver affrontato la questione – spinosa a destra quanto a sinistra – del rinnovo generazionale e dell’innovazione, dando così l’impressione (confermata) di essere un alleanza di “ceto politico”, senza un’eleborazione rispondente alle urgenze dell’elettorato di riferimento. A queste pre-condizioni per il disastro, s’è aggiunta la spallata data dal PD di Walter Veltroni con la favola del “voto utile per vincere le elezioni”. Risultato: 33% al PD, elezioni perse amaramente, sinistra scomparsa dal Parlamento.

Cosa dovrebbe fare la sinistra ora, dopo questa Caporetto esistenziale, è la domanda che da mesi si pongono in tanti e tante. C’è chi invoca l’unità poi fa altre scissioni, c’è chi riparte dal basso, con fatica, per riallacciare i nodi di una rappresentanza dispersa ma non scomparsa.

C’è un intero ceto politico, logorato dagli anni, che cerca lavoro. Va bene qualunque cosa: un’occasione, un ritaglio di giornale, uno scranno da cui pontificare sulle sorti magnifiche e progressive dell’umanità. Li vedete? Vengono dalle fila del PRC, dei Verdi, della Sinistra Democratica, dei Comunisti Italiani (questi ultimi, bisogna riconoscerglielo, con una tale assenza di senso della vergogna che suscita rispetto per il molto pelo sullo stomaco).

Fino alla vicenda della pseudo-riforma della legge elettorale europea, sembrava possibile una mediazione tra la burocrazia della sinistra e la necessità di ritrovare l’ossigeno necessario a ripartire. La soluzione s’era trovata in una serie di accordi locali col PD, per andare uniti alle elezioni amministrative e vincere dove possibile.

Certo è un bel rospo da mandare giù, quello di cercare un accordo con chi ti ha dato una mano a farti sparire. Ma in politica bisogna saper digerire anche questo, si sa. Fino a che… visti i sondaggi elettorali, che danno il PD in caduta libera, al 23%, Veltroni ha deciso di puntellare la sua vuota leadership con un accordo bipartisan con Berlusconi. Si son detti: “Mettiamo uno sbarramento abbastanza alto da elimare la rappresentanza dei partiti minori a destra e a sinistra, ridiamo fiato alle trombe del voto utile e arginiamo la diaspora”.

Ora, che faranno i reduci della Sinistra Arcobaleno? A livello nazionale già gridano allo scandalo, minacciano ricorsi, preparano sit-in davanti alle sedi del PD. Ma non dicono l’unica cosa che un’organizzazione con un po’, ma giusto un pochetto di dignità, dovrebbe dire: “Nessun accordo elettorale con voi, né locale né nazionale, finché non abbondonate la chimera del bipartitismo”.

Grideranno come polli incattiviti dalla presenza di una faina nel pollaio, poi si risiederanno tranquilli in un angolo, in attesa che il felino divori le uova e la possibilità di un futuro. Perché l’importante è che gli accordi, almeno a livello locale, si facciano. Della cagnara per salvare la faccia e tanta sottomissione programmatica per salvare qualche poltrona.

Cari amici e care amiche, a Bologna andrà così, ci vogliamo scommettere?

Post Scriptum: un’alternativa al PD+rametti-confusi c’è. L’unica realtà che non è disposta a scendere a patti con l’uccisione della rappresentanza e delle possibilità di un’azione di sinistra si chiama Bologna Città Libera. Fine del dispaccio.

Vota Antonio! Vota Antonio!

La Regione nega il patrocinio al Bologna Pride

DIRE, Bologna, 25 giu. - Il Gay Pride di Bologna non avrà il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, che comunque sosterrà singole iniziative. Meglio: "La Regione- sottolinea l'assessore regionale alla Cultura Alberto Ronchi a margine dell'Assemblea legislativa- ha deciso di sostenere alcune manifestazioni e non di dare il patrocinio" al Bologna Pride. Intanto, il consigliere regionale socialista Paolo Zanca, allarga l'invito di Marcella Di Folco, leader del Movimento Identità Transessuale all'arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra: "Cosa sono tutte quelle urla sui giornali? Magari, chi urla, se si vuol divertire può sempre partecipare". E comunque, sottolinea Zanca, "non penso che la millenaria storia di Bologna potrà essere stravolta dal Gay Pride, da una festa di gente che reclama dei diritti".
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Maurizio Cecconi
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