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Articoli marcati con tag ‘Vaticano’

Anonima Masi

Luciana LittizzettoDi gran carriere torna alla ribalta Mauro Masi che, con una lettera, sequestra Luciana Littizzetto e Vauro, rei di aver fatto della satira sulle affermazioni di Benedetto XVI in merito all’educazione sessuale e sul prolungato silenzio del Vaticano in merito alla prezzolata vita sessuale di Berlusconi.

Le agenzie di stampa riportano che Masi chiede “massimo rispetto per le tematiche religiose, con particolare riferimento a quella cattolica“. E’ questo il richiamo contenuto nella lettera che il direttore generale della Rai ha inviato a tutti i direttori di rete e testata, invitandoli a evitare messaggi di “lassismo o di colpevole superficialità”, anche nei programmi “di cosiddetta satira”.

In Danimarca il giornale Jyllands-Posten ha difeso la libertà di stampa, d’espressione e di satira pubblicando le famose vignette su Maometto.

Da noi un funzionario della più grande azienda culturale del paese chiede ai suoi direttori di censurare preventivamente e di reprimere “post facto”.

(La vignetta mostrata ad Annozero la trovate qui. Il video di Luciana Lettizzetto qui; la parte “incriminata” inizia dal minuto 6:58).

E se vi state chiedendo “Esiste l’educazione sessuale in Italia?”, la risposta è no.

Due interventi

Rete Laica BolognaDa un mese va in onda sulle frequenze di Radio Radicale “Amore civile – Certi Diritti in radio”, rubrica curata dall’omonima associazione.

Nella puntata del 29 dicembre 2010 sono intervenuto a nome della Rete Laica Bologna, per discutere, insieme a Filomena Gallo, avvocato dell’Associazione radicale Luca Coscioni e a Maria Laura Cattinari, presidente dell’Associazione Libera Uscita, di testamento biologico e più in generale di laicità.

Invece sabato 15 Gennaio 2011 si poteva leggere, sull’edizione bolognese del Corriere della Sera, una mia intervista, in seguito alle minacce di morte al cardinale Caffarra.

Vaticano S.p.a.

Vaticano S.p.a.Segnalo la mia recensione dell’ottima indagine di Gianluigi Nuzzi, Vaticano S.p.a.

Nuzzi ha ricostruito, su basi documentali, la gestione dell’Istituto per le Opere Religiose (IOR).

Nuzzi esamina con certosina precisione la costruzione di uno “IOR parallelo”, dedito al riciclaggio del danaro proveniente dalla mafia, dal narcotraffico, dalle tangenti.

Leggete il libro e se vi va anche la recensione.

Fedeli alla linea

Berlusconi bacia la mano di Benedetto XVINon si può tacciare d’incoerenza la Chiesa Cattolica nei confronti della vita sessuale a pagamento di Berlusconi.

Infatti prima hanno nascosto gli abusi dei sacerdoti sui minori, ora contestualizzano i festini ad Arcore.

La linea è la stessa: chi comanda, può tutto.

L’importante è non ostentarlo.

Mea culpa, mea grandissima culpa

Leggo molte critiche nei confronti di Berlusconi, che vorrebbe chiamare “Italia” il suo partito-azienda.

Le reputo piccinerie: il nome scelto, in fin dei conti, è di buon auspicio e propiziatorio.

Se fosse rimasto al dato di realtà, avrebbe dovuto chiamarlo “Vaticano”.

Sottotitolo: “Mea culpa”.

Non giacerai con maschio come con la femmina

Una vignetta di Altan

Una vignetta di Altan

Questo post parla delle “terapie riparative” e delle organizzazioni contigue alla Chiesa Cattolica che le promuovono.

Chiariamo subiti quali sono i presupposti teorici (e anti-scientifici, argomento che tratterò più avanti) delle cosiddette “guarigioni”: questi “terapisti” predicano che esiste solo l’eterosessualità e che l’omosessualità è un problema medico e/o la devianza psicologica di un “eterosessuale latente”.

Il background culturale in cui si sono innestate queste organizzazioni è quello della condanna umana e sociale dell’omosessualità, che la Chiesa Cattolica diffonde ogni giorno. Questo terreno fertile affonda le sue radici nella Bibbia, in particolare in un libro dell’Antico Testamento, il Levitico, laddove leggiamo che “non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio” (18,22) e che “se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (20,13). Lo stesso Levitico condanna come abominio i tatuaggi, mangiare i crostacei e radersi; andrebbe infatti letto con spirito critico e capace di calarlo nel tempo in cui stato scritto, con un approccio storico.

Da quelle cinque frasi, la Chiesa Cattolica ha elaborato, nel corso dei secoli, un florilegio di prescrizioni sessuofobiche e dense di stigma sociale verso le persone omosessuali. Posizioni mai disconosciute.

Saverio Tommasi s’è infiltrato in un “gruppo di guarigione” ospitato in un convento e ne ha tratto un’illuminante inchiesta video, disponibile a questo indirizzo. L’inchiesta è stata presentata su Arcoiris TV.

L’Ordine Nazionale degli Psicologi ha condannato le “terapie riparative”, con queste chiare motivazioni scientifiche: “Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri, e quindi nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna “terapia riparativa” dell’orientamento sessuale di una persona“. L’ultimo grassetto è mio.

La posizione dell’Ordine è particolarmente importante ed stata approfondita da un’altra inchiesta di Saverio Tommasi.

In Italia esistono due organizzazioni, appoggiate dal Vaticano, che s’incaricano di “guarire” l’omosessualità dei “pazienti” che si rivolgono loro. Sono Agapo e il Gruppo Lot. Se leggete qualche volontino o altro che ne reclamizza le attività, non esitate a denunciarli, rivolgendovi alle associazioni lgbt a voi più vicine, che potranno contattare, grazie alla vostra testimonianza, l’Ordine regionale degli psicologi.

Anche l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna ha infatti duramente condannato le “terapie riparative” e, in questa recente occasione, ha realizzato una video-intervista a Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay.

Morale della favola: infinocchiatevi e non fatevi raggirare da chi vuol trasformare una condizione personale che, come tutte le condizioni, regala gioia se vissuta con consapevolezza, in un “peccato”, una “perversione”, una “malattia”.

Due simboli di troppo

Due simboli di troppo

Due simboli di troppo

Si discute assai, in questi giorni e settimane, del nuovo polo scolastico di Adro, intitolato a Gianfranco Miglio. La discussione verte non sulla figura del “filosofo” della Lega Nord, bensì sulle originali decorazioni di cui è costellata la scuola. Sui cestini, sui tappeti, sulle pareti, troviamo impresso un cerchio dal cui centro s’irraggiano sei petali: è un antico emblema eurasiatico, che è stato denominato, in periodi storici differenti, rosa celtica, fiore a sei petali, rosa dei pastori e, in età medievale, anche rosa carolingia.

FareFuturo Web Magazine ne riporta le storiche tracce:

Evocativo del sole e del suo potere vivifico, è sempre stato inteso come stemma bene augurante e inciso su costruzioni, abitazioni, portali e chiese, su pietra, legno o metallo. Diffuso dall’India alla Scandinavia e assunto, con piccole variazioni formali, come simbolo di varie comunità di tutto il contesto euroasiatico, in Italia fa la sua comparsa già dalla fine del VI secolo a. C. Ne restano antiche reminiscenze disseminate lungo tutta la penisola: sull’urna etrusca di Civitella Paganico in Toscana; in Puglia sulle cosiddette Stele daunie, monumenti funerari in pietra calcarea proveniente dal Gargano, in uso presso l’antica civiltà dei Dauni; in Val Camonica; nell’arte celtica; nell’iconografia longobarda; nell’area di influenza celtoligure; sul pavimento del santuario di Saronno; nei rosoni absidali della chiesa dei santi Giovanni e Paolo a Venezia; a Roma nella basilica di san Clemente. Lo stesso simbolo è diffuso anche in Campania, in particolare sull’isola di Ischia, dove è una tipica decorazione degli architravi degli antichi edifici del centro storico di Forio. Compare anche, privo della circonferenza di contorno, nella parte superiore dello stemma della provincia di Lecco.

In tempi più recenti è diventato il Sole delle Alpi e, con tale nuova denominazione, è assunto a simbolo della Lega Nord. Il simbolo del “Sole delle Alpi” è un marchio registrato. Lo è in forma descrittiva dal 1998 e in forma grafica dal 2001, identico in tutto e per tutto al logo con cui è stata tappezzata la scuola. Il marchio è stato regolarmente depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, e risulta di proprietà di Nord Scarl, società amministrata da Cota, Stefani, Bricolo e altri leghisti.

Giustamente l’Italia che si riconosce nel pluralismo è indignata per questa colonizzazione partitica di una scuola. Mai era successo nella storia della nostra tormentata Repubblica.

La nostra Costituzione fonda la scuola pubblica sulla libertà d’insegnamentoArt. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” – dunque il diritto ad esprimere le proprie opinioni filosofiche, esistenziali, religiose e politiche è garantito dalla Carta. Tale diritto è teso a disegnare la scuola come uno spazio in cui tutti gli individui (e futuri cittadini) hanno pari dignità, in un contesto dove l’Istituzione non dovrebbe privilegiare né questa né quell’altra corrente di pensiero filosofica, esistenziale, religiosa e politica. Una scuola laica, appunto. Questo era l’intento delle mamme e dei papà costituenti.

Tale intendimento costituente è stato ampiamente disatteso e osteggiato dal centrosinistra degli ultimi vent’anni.

(Del centro e della destra non occorre scrivere: la scuola pubblica, laica e pluralista, la vedono come fumo negli occhi. Una minaccia alla salute degli italiani e, con proditoria coerenza, si battono affinché sia ridotta a un cumulo di macerie nel più breve tempo possibile. Nel mentre che la demoliscono, l’affidano alle “cure” della Chiesa Cattolica: insegnanti di religione a ruolo senza graduatoria, insegnanti scelti e rimossi dal vescovo, più finanziamenti alle scuole private, bibbie distribuite nelle aule scolastiche dal Governatore Zaia. A domanda, “cosa ne pensa del simbolo della Lega Nord nella scuola di Adro?”, il ministro Gelmini ha risposto che è “rassicurata dalla parole del sindaco, che non si tratta di un simbolo di partito”: questi politici al governo, in un paese civile, andrebbero denunciati e processati per tradimento della Costituzione*).

Torno rapidamente al centrosinistra, che merita invece una riflessione in più.

Vadano i partiti della fu sinistra a protestare ad Adro. E’ una questione capitale ed è bene mobilitarsi perché non venga accettata come un dato di fatto, oramai compiuto. Ci vada soprattutto il PD, che sulla scuola pubblica si sta mobilitando in tutta Italia e sta investendo tempo, energie e risorse. E, come suggerisce Mauro Zani, “perché non chiedete che i carabinieri vadano a rimuovere i simboli della Lega. Ce ne sarebbe ben donde”. Il centrosinistra faccia, insomma, tutto il possibile, perché “proprio da queste simboliche gestualità, per nulla minori, passa la formazione di un senso comune. Una certa idea dell’Italia”.

E dopo questa meritoria mobilitazione per salvaguardare la scuola pubblica dalla colonizzazione partitica, il centrosinistra apra una riflessione sull’opportunità della presenza di un altro simbolo che offende la laicità e il pluralismo delle nostre aule scolastiche: il crocifisso.

Non è accettabile lottare contro la presenza di un simbolo (quella della Lega Nord) e spendersi per salvaguardare la presenza di un altro (il crocifisso), in nome della “tradizione culturale italiana”.

Sono balle, lo sapete bene. Le sostenete in nome di una possibile alleanza con le gerarchie ecclesiastiche vaticane e in quanto ne siete culturalmente subalterni.

Dimenticate un dato di fatto con cui siete stati e sarete chiamati a fare i conti: questa schizofrenia filoclericale è palese agli occhi degli elettori del centrosinistra. Ogni qual volta, in un’occasione pubblica, un oratore si spende a difesa della laicità delle Istituzioni, il pubblico applaude fino a spellarsi le mani. Non lamentatevi dunque se l’astensionismo aumenta e parallelamente, nonostante l’evidente crisi del centrodestra, i consensi che raccogliete diminuiscono. Non serve a nulla strapparsi le vesti, invocare come un mantra “innovazione, merito, riformismo”, quando i capisaldi costituzionali sono da anni merce di scambio.

Se volete il nostro sostegno e il nostro voto, dimostrateci che rispettate la Costituzione e che vi batterete coerentemente per essa. Dimostratelo da subito: sconfessate la proposta di legge, presentata da autorevoli parlamentari del Partito Democratico, per legalizzare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane.

Parliamoci chiaro: a scuola ci sono due simboli di troppo.

*Aggiornamento: Gelmini, pressata dalla manifestazione del centrosinistra, ha disposto la rimozione dei simboli della Lega Nord.

I papi e il sesso

I papi e il sesso - Eric Frattini

I papi e il sesso - Eric Frattini

Per il sito del Cassero ho recensito l’ultimo libro di Eric Frattini, “I papi e il sesso. Da San Pietro a Benedetto XVI, duemila anni di buone prediche e cattivi raccolti: storie di pontefici gay, pedofili, sposati, incestuosi, perversi”.

Troverete più scopate in questo saggio che nella raccolta completa dei film di Cadinot.

Appello ai componenti del Consiglio Superiore della Magistratura

CSM, accordo nel segno dell’omofobia

Michele Vietti

Michele Vietti

Sul nome di Michele Vietti, quale vice-presidente del CSM, Anna Finocchiaro, a nome del PD, ha dato il via libera: “Hai il nostro voto”.

Nonostante un appello della società civile indirizzato al Partito Democratico e sottoscritto da autorevoli parlamentari della stessa forza politica, affinché scegliesse candidati di qualità e non secondo logiche di spartizione, s’è consumato quanto previsto fin dall’inizio: sarà eletto un candidato dell’UDC, col sostegno determinante del PD e del PDL.

In cambio, al PDL l’UDC darà una mano a far passare la legge-bavaglio sulle intercettazioni. Il sostegno del PD al candidato centrista è invece una scelta della segreteria Bersani e di D’Alema: coltivare, in ogni modo, l’alleanza col partito del Vaticano.

Già così ce n’è abbastanza per schifarsi (un poco, ma non troppo, data la mole di vicende per le quali indignarsi).

Per noi lgbt c’è una ragione in più. Perché noi froci, lesbiche e trans, questo Michele Vietti sappiamo bene chi è.

Come ci ha ricordato Franco Grillini – che a nome dell’IDV ha espresso voto contrario alla sua elezione -

“Vietti, a nome dell’UDC, è stato l’autore dell’affossamento della legge sull’omofobia, attraverso una mozione di incostituzionalità dai contenuti fortemente offensivi verso la comunità omosessuale italiana. Si tratta, quindi, di un esponente niente affatto centrista e niente affatto moderato che esprime in materia di laicità e di diritti civili posizioni di estrema destra che non possono essere condivise da uno schieramento di centro sinistra”.

Queste le parole, di cui Vietti fu primo firmatario, contenute nelle pregiudiziali di incostituzionalità che uccisero sul nascere la proposta Concia di legge contro l’omofobia:

“La disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compreso incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo“.

Traduco in linguaggio non giuridico: secondo Vietti e l’UDC, prevedere un’aggravante per le violenze compiute in base all’orientamento sessuale leggittimerebbe altresì la pedofilia, l’incesto, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo. Chiaro, no?

Ancora una volta: Grazie Partito Democratico per l’aiuto che ci dai. Siamo con te.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
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Comitato Articolo 33
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