Articoli marcati con tag ‘Vaticano’
Esiste al mondo un piccolo posto

Esiste al mondo un piccolo posto, così piccino che sugli atlanti è indicato da un punto nero. Alla voce economia recita “terziario avanzato”.
Esiste al mondo un piccolo posto e seduto sulla cima del piccolo posto c’è un uomo solo che non sbaglia mai.
Esiste al mondo un piccolo posto dove un uomo solo è attorniato da uomini che si dicono sui amici, ma che nascostamente lo canzonano per il suo vezzo di vestire griffato.
Esiste al mondo un piccolo posto dove gli uomini indossano lunghe gonne di cangianti colori e condannano l’omosessualità.
Esiste al mondo un piccolo posto dove non si pagano le tasse e le bollette dell’acqua e della luce te la paga il vicino, anche se sta messo peggio del piccolo posto.
Esiste al mondo un piccolo posto che è così bello, pulito, sontuoso, che quasi diresti che il Paradiso è in terra.
Esiste al mondo un piccolo posto dove le donne servono gli uomini e questi comandano. Quando gli chiedono “Perché?”, rispondono che “la donna è nata dall’uomo”. Anche se l’uomo non può generare.
Esiste al mondo un piccolo posto dove ai cittadini è vietato sposarsi e a tutti è vietato divorziare. In quel piccolo posto non esiste né piacere né amore.
Esiste al mondo un piccolo posto che come Atlantide scomparirà: il Vaticano.
Welfare Bologna, Zani: “Macché sussidiarietà, è opa ostile”
Non s’è fatta attendere la voce di Mauro Zani, il segretario dei Ds chiamato a risolvere il disastro della vittoria nel 1999 di Guazzaloca e da sempre politico molto acuto e stimato in città, sulla questione della sussidiarietà. Il dibattito è ufficialmente aperto, dopo l’omelia filo-cielle del cardinale Caffarra e i pronti “sì” ricevuti in risposta dal sindaco Virginio Merola, dal governatore Vasco Errani e dal segretario provinciale del Pd Raffaele Donini.
Zani intitola il suo ragionamento “Ideologie”, per esplicitare quanto la sussidiarietà sia figlia, politicamente, del liberismo. L’agenzia Dire l’ha ripreso e così sintetizzato:
COMUNE BOLOGNA. ZANI: MACCHE’ SUSSIDIARIETA’, E’ OPA OSTILE. “ANCHE QUESTA E’ IDEOLOGIA, E FA MOLTO COMODO ALLA CHIESA”
DIRE, Bologna, 13 ott. – “Si approfitta della difficoltà degli enti locali per lanciare una vera e propria Opa ostile al sistema pubblico sotto forma di sussidiarietà”. Va controcorrente Mauro Zani, ex segretario dei Ds di Bologna ed europarlamentare. Con un intervento apparso oggi sul suo blog, Zani ironizza sulla presa di posizione nei confronti dei “passatisti” da parte del segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini (“Sembra reduce da una dieta a base di bistecche di leone”), e denuncia quella che a suo giudizio è a sua volta una “ideologia”, appunto quella della sussidiarietà. “Se si vuol andar oltre le ideologie – scrive – bisogna ammettere che in Italia, storicamente, quel tanto di sussidiarietà tra pubblico e privato che s’è introdotto nella gestione dei pubblici servizi è risultato soprattutto utile alla costruzione di veri e propri sistemi di potere. Privati naturalmente. E spesso d’ordine confessionale”. Comunione e Liberazione, “tanto per parlare di qualcosa di noto e conosciuto – annota ancora Zani – non potrebbe essere quella potenza anche economica che in effetti ancor oggi è senza quel continuo drenaggio di soldi pubblici di cui s’è dimostrata capace”.
C’è anche una citazione, nel post di Zani, per un esempio di società mista pubblico-privata che funziona, come Seribo, l’azienda che sforna le pappe per le scuole bolognesi. “Se in altri campi, magari non ancora esplorati, qualche privato può e vuole associarsi al pubblico fornendo oltre ad un servizio di qualità concordata anche un utile di gestione al Comune ben venga. Se invece, com’è spesso accaduto in questi anni sull’onda del “privato è bello”, ci si vuol appropriare di funzioni pubbliche per meri ed esclusivi scopi di profitto privato, allora rientriamo nel campo della sussidiarietà ideologica e malandrina del San Raffaele”. Ma questo, conclude Zani, “solo per chiarire che in verità l’ideologia della sussidiarietà viene usata dalla destra (e molto spesso dalla Chiesa) come un grimaldello politico per aprire la cassa pubblica ai privati e non per supplire generosamente alle indubbie difficoltà e/o carenze del sistema pubblico”.
Sull’argomento segnalo anche il comunicato stampa del Circolo UAAR di Bologna e il mio articolo di approfondimento su Il Fatto Quotidiano online.
Caro Nichi, “solo” un appunto

Caro Nichi,
hai fatto un gran discorso, riassumendo in 60 minuti il programma di governo della sinistra. Hai detto tutto bene. Quasi, “solo” un appunto.
Il tuo uso delle parole “laicista” e “anti-clericale” urta i nervi ed io rabbrividisco nell’ascoltarlo.
Perché? Perché un politico che è in grado di ribaltare il senso comune di vent’anni di berlusconesimo, non dovrebbe poi introiettare strumentalmente due millenni di dominazione confessionale. Specialmente tu, Vendola, che affermi d’essere contro i “calcoli politici” alla D’Alema… Detto altrimenti: che facciamo, lottiamo contro il dogma liberista e teniamo quello clericale, che devasta le nostre vite e inibisce l’estensione dei diritti civili e individuali?
Al netto di questa fondamentale precisazione, sei il nostro uomo, l’uomo giusto.
Ci vediamo alle primarie, dove tanti e tante ti sosterranno. Laicamente.
Ciao,
Maurizio Cecconi.
Fratelli nel nome dell’esenzione e del privilegio

Rosy Bindi è la presidente del Pd; Pierferdinando Casini è il leader dell’Udc.
Bindi era iscritta alla Democrazia Cristiana; anche Casini era iscritto alla Dc.
Bindi è vergine, non è sposata ma una volta, tanto tempo fa, ha avuto un fidanzato. Casini non s’è negato le gioie d’un paio di matrimoni, grazie al favore concessogli dal Tribunale della Sacra Rota, che ha annullato il primo e salvaguardato la sua ortodossia religiosa.
Bindi vuole Bersani premier, Bersani vuole se stesso Primo Ministro ma il suo gran elettore D’Alema pensa che sia meglio che Casini diventi Presidente del Consiglio, per salvarlo dal matrimonio con la destra. Casini sa che qualunque alleanza stipuli, con la destra e la sinistra, comunque vincerà. E insieme a lui trionferà la Chiesa Cattolica; non tutta per la precisione, ma l’ala più guerrigliera, legata a doppio filo a Ruini, a Bagnasco, alla Cei e alle immense ricchezze di quest’ultima – Casini infatti non gode delle simpatie di Bertone, segretario di stato del Vaticano.
In questi tempi di crisi economica e finanziaria, verrebbe naturale rimettere in discussione i privilegi fiscali di cui gode la Chiesa, ma né Bindi né Casini intendono mettere mano a questo capitolo. Entrambi intendono proteggere l’intoccabilità dei tesori cattolici, costruiti coi soldi dei contribuenti. Entrambi sostengono che i contributi pubblici finanziano attività sociali, ma è una menzogna: più dell’80% dell’8×1000 viene speso per il mantenimento del clero e delle gerarchie.
Per questo tipo di bugie la Chiesa dispensa ringraziamenti e non richiede confessioni.
Fratelli nel nome dell’esenzione e del privilegio.
Biotestamento, l’unico vincitore è il Vaticano
Questa mattina sono stato intervistato a proposito del ddl Calabrò approvato ieri dalla Camera dei Deputati.
A questo link è possibile scaricare il comunicato stampa del Coordinamento Laico Nazionale.
Qui è invece possibile ascoltare l’audio trasmesso da Radio Città Fujiko.
Biotestamento: prima che sia troppo tardi
Il 5 luglio (a meno che non ci siano ulteriori slittamenti) la legge crudele e liberticida contro il testamento biologico tornerà all’esame della Camera dei Deputati.
In previsione e quasi in concomitanza con la discussione parlamentare la UAAR – Unione deli Atei e degli Agnostici Razionalisti lancia la campagna Liberi di scegliere.
La campagna è così sinteticamente presentata:
“La Chiesa Cattolica, il Popolo della Libertà, la Lega Nord, l’UDC, l’API, i Popolari del Partito Democratico vogliono una legge che nega valore alla volontà dei cittadini e ai loro testamenti biologici. E prima che sia troppo tardi, prima che l’ennesima calendarizzazione parlamentare del ddl Calabrò si possa concludere con la sua conversione in legge, l’UAAR invita tutti coloro che non sono d’accordo a diffondere il video” di protesta e a scrivere ai gruppi parlamentari.
Dunque, bambine mie, condividete il video e scrivete le vostre email di protesta (le info su come fare son qui).
[Invita gli amici con l'evento su Facebook]
La povertà delle sinistre e la forza della Chiesa Cattolica
“Esistono quattro grandi pericoli da cui l’Italia moderna deve essere tutelata: una Chiesa troppo forte in uno Stato troppo debole, l’ubiquità del clientelismo; la ricorrenza della forma dittatura; e infine la povertà delle sinistre.[...]
La classe politica italiana appare infatti incapace di esprimere una cultura politica laica degna del nome e della memoria di Cavour.
Inseriti i Patti Lateranensi nella Costituzione, la classe politica italiana nel complesso ha mostrato un atteggiamento sostanzialmente subalterno alla Chiesa, nel timore di alienarsi il Vaticano e di perdere voti”.
Paul Ginsborg
Salviamo l’Italia
Einaudi
Il punto sulla legge contro il testamento biologico
Oggi Radio Città Fujiko mi ha intervistato per la trasmissione “L’antipasto”.
Abbiamo fatto il punto sulla legge contro il testamento biologico, che tornerà a fine febbraio in discussione in Parlamento.
Ecco l’audio.
Italia, prove tecniche di “Große Koalition” clericale
Il Partito Democratico si prepara alla Große Koalition col Terzo Polo ed espunge qualunque riferimento dal suo programma ai diritti civili e individuali.
Non una parola sul testamento biologico, sulla laicità, sull’uguaglianza di fronte alla legge per i cittadini omosessuali, bisessuali e trans.
(“Große Koalition” all’italiana, perché invece in quella tedesca i diritti non sono mai scomparsi).
La sussidiarietà e i finanziamenti alle scuole cattoliche invece erano già presenti e dunque non c’è stata necessità d’inserirli.
Con questo armamentario ottocentesco, sperano nel sostegno del potere forte del Vaticano.
In spregio a numerosi articoli (2 e 3) della nostra Costituzione, che millantano di voler difendere; in particolare dell’articolo 7, laddove s’afferma che “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”.
Propongo un Lodo Bersani. Si riscriva quest’ultimo articolo, nella più onesta formula “L’Italia è una Repubblica a sovranità limitata”.




