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Delbono playboy? Cecconi: “Poteva fare di meglio. Monteventi icona gay”

Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per Bologna Città Libera, sulla qualifica di ‘uomo affascinante con le donne’, positivamente attribuita da ‘La Repubblica’ Bologna a Delbono.

“A parte l’implicito sciovinismo di considerare un attributo positivo l’essere un ‘conquistatore di donne’ – caratteristica attribuita oggi da ‘La Repubblica’ Bologna a Delbono e che ha il sapore berlusconiano del ‘tombeur des femmes’ – è evidente che il candidato sindaco del centro-sinistra avrebbe potuto fare di meglio. Per esempio distinguersi dalla maggioranza e diventare un’icona gay, come Monteventi“, commenta Maurizio Cecconi, candidato consigliere per Bologna Città Libera e attivista del movimento omosessuale, che continua: “Adoro quando per incitarci a un lavoro di squadra, Monteventi fa dei paragoni omoerotici con gli spogliatoi di rugby, sport da lui praticato per molto tempo e che gli è rimasto nel cuore. Tra le molte doti che Monteventi possiede e che mancano a Delbono c’è persino l’avere un sito a lui dedicato in qualità di sex-symbol gay”. “Ma non chiedetemi l’indirizzo: non lo svelerò”.

Valerio Monteventi icona gay

Bologna. Al Consiglio Comunale e al Quartiere Porto vota CECCONI – Guarda come

Elezioni 2009. A Bologna scoppia il dibattito su “cos’è una famiglia”

Partito in sordina, il tema delle famiglie esplode nell’ultima parte della campagna elettorale per le amministrative, grazie al chiaro contributo dato da Bologna Città Libera con l’iniziativa sulle unioni civili. Da sabato, si parla soprattutto di questo. Ieri le coppie unite da Monteventi sono intervenute con una lettera aperta indirizzata alle donne del PD bolognese ed io con un comunicato stampa in cui sollecito Flavio Delbono ad esprimersi a favore dei matrimoni gay.

I titoli dei giornali di oggi:

  • Daremo vantaggi alle coppie sposate (Cazzola)
  • E’ scontro sulla famiglia (ACLI)
  • Appoggio ai candidati coerenti con la fede (ACLI)
  • Cattolici PD, l’affondo di Vecchi: “Rispettate il pensiero del Cardinale” (Curia)
  • Critiche a Caffarra, gli ex DC contestano l’assessore Paruolo (PD)
  • Adesso tutti si rifugiano nella famiglia

Unioni civili e matrimoni gay. Cecconi: “Consegnato registro alla sede di Delbono”

Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per BCL, sulla consegna del registro delle coppie unite sabato 30 maggio durante l’iniziativa ‘Monteventi Unisce’ e sulle dichiarazioni di Zampa e Lenzi a nome delle donne del PD di Bologna.

Oggi abbiamo consegnato alla sede elettorale di Via Farini di Flavio Delbono il simbolico registro delle coppie di fatto, con le firme di quante si sono unite sabato 30 maggio in Piazza dell’Unità. Speriamo non lo buttino via, visto che è l’unico documento in loro possesso dove non ci si vergogna a pronunciare le parole: gay e lesbica. La signora anziana che l’ha preso in custodia è stata gentile e s’è segnata anche il mio nome e cognome, numero di cellulare e e-mail”, così Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per Bologna Città Libera, che commenta: “Si sono unite 17 coppie (5 gay, 2 lesbiche e 10 etero). Questi numeri sono la miglior risposta a chi afferma, come la Curia, che le nostre richieste sono quelle di una minoranza. No. Sono le richieste della maggioranza di una società matura, educata e determinata a conquistare ciò che le spetta, anche se colpevolmente ostacolata da chi dovrebbe rappresentarla“, come commentano le coppie nella lettera aperta alle donne del PD bolognese, in risposta a Lenzi e a Zampa.

Come coppie aderiamo all’appello lanciato dall’associazione ‘Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford’ e da GayNet affinché si dia vita ad un vero movimento di opinione sulla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutta la società“, in seguito all’ordinanza del Tribunale di Venezia, che chiede alla Corte Costituzionale di verificare se nelle leggi vigenti che stabiliscono l’impossibilità di sposarsi tra persone dello stesso sesso non ci si sia posti fuori dalla Costituzione italiana che, in base all’articolo 3, dispone l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alle legge.

“Anche Delbono sostiene nel suo programma che il cardine delle politiche famigliari è l’articolo 3 della Costituzione. Per cui gli chiediamo di esprimersi a favore dei matrimoni gay. In alternativa, di non citare la Costituzione“, conclude Cecconi.

Lettera aperta delle coppie lesbiche, gay ed etero alle donne del PD bolognese

Gentilissime Sandra Zampa e Donata Lenzi,

siamo le coppie – quasi tutte, alcune sono partite per il loro viaggio di “nozze” – che si sono unite sabato 30 maggio in Piazza dell’Unità, grazie all’iniziativa promossa da Bologna Città Libera e celebrata da Valerio Monteventi.

Sabato scorso abbiamo voluto rivendicare un diritto negatoci dallo stato italiano e dalle maggioranze politiche di destra e di centro-sinistra, come quella che sostenne il Governo Prodi, che ha miseramente fallito il progetto prima dei PACS poi dei DiCo poi dei CUS – per inciso ci chiediamo: perché tutti questi cambi di nome? Avete dei problemi a chiamare le unioni civili col loro semplice nome? Volete “mascherarle”? – .

Maggioranze di destra e di centro-sinistra unite nell’opportunismo politico a sostegno della Chiesa invece che dell’uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini. Maggioranze di centro-sinistra che hanno disatteso le aspettative dei cittadini omosessuali e di tutti i laici di buona volontà, tradendole a livello nazionale e apprestandosi a tradirle anche nel governo della città di Bologna. La continuità Prodi-Cofferati-Delbono, da questo punto di vista, è sotto gli occhi di tutti e non saranno sufficienti tecniche dilatorie per nasconderla.

Il candidato sindaco Valerio Monteventi ha avuto, per ora lui solo, il coraggio di rivendicare, in una piazza che è un simbolo della rinascita democratica del nostro paese grazie alla Resistenza, questo importante diritto civile. Purtroppo a Bologna nessun altra forza politica si è ancora unita a questa proposta. Non per questo è meno giusta e meritevole di essere avanzata con forza.

Invece che sostenere l’uguaglianza, al contrario avete, in rappresentanza delle donne del Partito Democratico, stigmatizzato con arroganza e pessimo gusto la manifestazione di sabato. Avete bollato l’iniziativa come “inutile e folkloristica: una sparata”.

Le vostre offensive dichiarazioni sono identiche nella sostanza e nella forma a quelle che rilascia periodicamente il Vaticano e rilanciate dai politici di destra, quando accusano il movimento omosessuale di essere “un fenomeno da circo”, “una baracconata”, “una volgare esibizione”.

Alla luce delle dichiarazioni delle donne del PD ci chiediamo: il Vaticano, la Santanché e il PD hanno lo stesso ufficio stampa?

Come possono delle donne, in quanto tali spesso discriminate, discriminare a loro volta?

In Piazza dell’Unità si sono unite 17 coppie (5 gay, 2 lesbiche e 10 etero). Questi numeri sono la miglior risposta a chi afferma che le nostre richieste sono quelle di una minoranza. No. Sono le richieste della maggioranza di una società matura, educata e determinata a conquistare ciò che le spetta, anche se colpevolmente ostacolata da chi dovrebbe rappresentarla.

Come coppie partecipanti alla manifestazione di sabato siamo fieri di aver firmato il simbolico registro delle unioni civili. Siamo coppie lesbiche, gay ed eterosessuali e ci siamo impegnati di fronte ai cittadini di Bologna, a sostenerci reciprocamente “in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà ed ad aver cura dei nostri figli”. Questo è il senso della nostra pubblica unione. Come potremmo non esserne felici?

Ed è di questi giorni la notizia dell’ordinanza dei giudici del Tribunale di Venezia, grazie alla quale la Corte Costituzionale dovrà chiarire se l’interpretazione delle norme vigenti, secondo la quale due persone dello stesso sesso non potrebbero sposarsi, sia o meno conforme alla Costituzione italiana. Come coppie aderiamo all’appello lanciato dall’associazione ‘Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford’ e da GayNet, affinché si dia vita ad un vero movimento di opinione sulla questione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, non solo ai livelli più alti del mondo accademico e giudiziario ma soprattutto in tutta la società.

***

Carissime, invece che offenderci avreste potuto partecipare. Era una manifestazione aperta a tutte e a tutti. Ma avete invece preferito difendere gli “interessi di bottega” piuttosto che quelli collettivi. Per questo, ve lo diciamo serenamente, ci auguriamo che sarete colpite nell’unico aspetto che avete testimoniato di considerare: il voto.

Cordiali saluti,

Maurizio Cecconi e Tomas Kutinja?
Davide Turrini e Laura Budriesi
Domenica D’Amico e Nicoletta Magenti
Giulia Tonucci e Sara Gradoni
Daniele Bacchini e Federica Naldi
Valerio Cosma e Manuel Baù
Camilla Stabile e Massimiliano Cecconi
Valeria Verlicchi e Marcello Franchini
Omar Casagrande e Grazia Mazzoli
Marzia Mascagni e Renato Lideo
Alfonso Santolero e Silvia Modena
Sonia Cecconi e Stefano Silvagni.

Le coppie in fila per "Monteventi Unisce"

MONTEVENTI UNISCE coppie lesbiche, gay ed etero – I video

Video di Tonio Di Carlo

MONTEVENTI UNISCE coppie lesbiche, gay ed etero – Rassegna stampa

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Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore – Corriere di Bologna

Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore
In Piazza dell’Unità i “matrimoni di fatto” del candidato BCL
C’è anche la pasionaria no Gelmini Mascagni
di Daniela Corneo, Corriere di Bologna, 31 Maggio 2009

Una Piazza dell’Unità multicolor. In tutti i sensi. Per l’arcobaleno della bandiera-manifesto del movimento omosessuale appesa agli alberi che fanno da cornice al campo da basket. E per la variopinta popolazione del cuore della Bolognina, che ieri pomeriggio s’è affacciatta all’evento di Bologna Città Libera con curiosità e i cellulari pronti a inunortalare l’evento.

Perché ieri il candidato sindaco Valerio Monteventi ha unito simbolicamente 17 coppie (cinque gay, due lesbiche e dieci eterossessuali) che al termine della “celebrazione” laica hanno firmato un registro simbolico. Verrà spedito alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il PD. “Così nella sua sede – spiega Maurizio Cecconi, candidato della lista BCL e novello “sposo” – ci sarà almeno un documento con la parola omosessuale”.

Tutte in fila, chi con un mazzo di fiori, chi in abito da cerimonia e chi in vestiti casual, qualcuno con gli anelli da scambiarsi con il compagno/a e qualcun altro commosso proprio come succede nei matrimoni tradizionali, una a una le coppie hanno pronunciato il loro “sì” davanti a un Monteventi in scarpe da ginnastica, camicia color lavanda e in mano il megafono per pronunciare la formula. “Le coppie – ha detto l’ex PRC al pubblico della Bolognina – si sono impegnate a sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà”. Bacio appassionato, lancio del riso, foto di rito, qualche lacrimuccia, i tortellini con il simbolo del candidato consigliere Cecconi a far da bomboniera. E un fragoroso applauso alle coppie più note che si sono unite sotto lo sguardo di Eva Robin’s: Marzia Mascagni, la maestra “pasionaria” delle Longhena, Sergio Spina, consigliere provinciale ex PRC al suo secondo sì (il primo, ufficiale, in Comune) con sua moglie e lo stesso Cecconi, che è stato seguito anche dalla sorella (che si è “sposata” con il suo compagno tenendo in braccio il figlio), e dal fratello che si è unito con la fidanzata.

“Già nel ’95 – ricorda Monteventi – in questa città si parlava di firma sul registro delle unioni civili, la proposta arrivò in consiglio, ma i cattolici di tutti gli schieramenti bloccarono la proposta: siamo qui per rilanciare la questione”. A stroncare l’iniziativa “Monteventi unisce” ieri sono state le donne del PD bolognese: “Inutile folklore, non fa bene a nessuno, nemmeno a loro”, ha liquidato l’evento la parlamentare Donata Lenzi.

Maurizio Cecconi mentre fa l'appello delle coppie

Bologna, 17 “matrimoni” gay. Celebra Monteventi – Il Manifesto

Bologna, 17 “matrimoni” gay. Celebra Monteventi
Il Manifesto, 31 Maggio 2009

Singolare iniziativa pre-elettorale (per le amministrative) e a favore dei diritti civili ieri a Bologna. Diciassette coppie – cinque gay, due lesbiche e dieci eterosessuali – si sono unite simbolicamente nel pomeriggio di ieri in Piazza dell’Unità, benedette dal candidato sindaco della lista di sinistra Bologna Città Libera Valerio Monteventi, con tanto di fascia tricolore. Come testimone, la transessuale Eva Robin’s. Poi hanno firmato un registro simbolico delle coppie di fatto che sarà spedito, polemicamente, alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il centrosinistra, perché “così nella sua sede ci sarà almeno un documento sul quale è scritta la parola omosessuale”, hanno spiegato gli organizzatori dell’iniziativa. Una alla volta e sotto gli occhi di anziani e famiglie multietniche che popolavano la piazza, le coppie si sono impegnate a “sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà” (questa la formula recitata da Monteventi), prima di baciarsi ed essere sommerse dal riso lanciato da parenti e amici. Dopo la firma, tortellini sono stati regalati agli invitati a mo’ di bomboniera. Tra i freschi sposi anche Maurizio Cecconi, candidato consigliere per la lista di Monteventi, suo fratello e sua sorella e poi Marzia Mascagni, maestra del fronte no Gelmini (con il suo compagno, lo stesso da 26 anni) e Sergio Spina, consigliere provinciale ex-PRC al suo secondo sì (con la stessa donna, il primo in Comune).

I tortellini gay di Maurizio Cecconi - Foto di David Pellicola

E Monteventi celebra le nozze gay – Il Resto del Carlino

E Monteventi celebra le nozze gay
di Sarah Buono, Il Resto del Carlino, 31 Maggio 2009

Diciasette coppie gay, alla faccia della scaramanzia, si sono unite “con rito simbolico ma altamente civile” ieri pomeriggio in Piazza dell’Unità sotto l’egida di Valerio Monteventi, candidato sindaco per Bologna Città Libera con la fascia arcobaleno: “Una cerimonia sobria ma molto importante, dal 1995 si parla di un registro delle unioni civili in questa città e non è mai stato approvato”. Il sax che suona, bouquet di fiori di plastica e pioggia di riso, forse anche troppo. “Occhio che sono pelato e fa male” supplica uno dei fotografi. Le più eleganti sono una coppia di lesbiche, una in bianco e l’altra in nero, mentre il più passionale è Maurizio Cecconi, candidato al consiglio comunale per BCL.

Foto di David Pellicola

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