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Articoli marcati con tag ‘Valerio Monteventi’

Chiamparino, sindaco di Torino, sposa due donne. Delbono faccia altrettanto

Antonella e Debora avranno il loro “sì”. Sarà un “sì” – come si dice – senza valore legale. Ma per loro, e non solo per loro (la popolazione lesbica, gay, bisessuale e transessuale è stimata il 5-10% del totale), sarà prezioso comunque. Lo pronunceranno davanti al sindaco Sergio Chiamparino, che ha accettato di “celebrare” quello che lui definisce “un atto privato”. Privato ma anche politico. “Posso fare un atto che richiami – spiega il sindaco – alla scelta che dovrebbe essere dei parlamentari: una proposta di legge che introduca uno strumento giuridico, che non è il matrimonio, che consenta alle persone dello stesso sesso di riconoscersi diritti e doveri per il presente e per il futuro. Uno strumento che si affianchi al matrimonio civile”. | Fonte La Stampa

L’iniziativa è promossa dalla Rete Lenford e da Certi Diritti. Un applauso.

E a Bologna?

A Bologna il 30 Maggio scorso si sono unite 17 emozionatissime coppie gay, lesbiche ed eterosessuali. In Piazza dell’Unità è stato celebrato un rito civile per chiedere uguaglianza e pari diritti, il riconoscimento di tutte le unioni e l’accesso al matrimonio. Tutte le coppie hanno firmato un registro, che è stato consegnato alla sede elettorale di Flavio Delbono.

Sarebbe importante che Bologna s’unisse a Torino nel sostenere le richiesta di uguaglianza. Per questo dico a Delbono: se il sindaco di Bologna è disposto a compiere il gesto di civiltà di Chiamparino, io e il mio fidanzato siamo disponibili. E insieme a noi molte altre coppie. [Video: 1 | 2]

Bologna Città Libera contro le leggi razziali del Governo Berlusconi

Una delle caratteristiche del nazionalsocialismo nella sua fase iniziale fu quella di partorire per via legislativa criminali di nuovo tipo: criminali che non avevano commesso crimini. Il Parlamento della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza contro il nazifascismo ha il 2 luglio 2009 approvato una legge che, sub-specie di salvaguardare la sicurezza dei cittadini, esattamente fa la stessa cosa: produce criminali di nuovo tipo, criminali che non commettono crimini. Ieri erano gli ebrei, oggi i cittadini stranieri che non avendo il permesso di soggiorno, perciò stesso diventano criminali, pur non commettendo crimine alcuno. Una legge simile crediamo non esista in alcun paese al mondo, certamente non in Europa. Certamente non nelle Americhe. Si tratta di una legge che viola palesemente i diritti umani, viola palesemente i diritti civili, viola palesemente la nostra Carta Costituzionale. Non sappiamo cosa faranno e diranno le istituzioni di garanzia, il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale. Neppure sappiamo cosa faranno e diranno gli eletti dal popolo nelle rappresentanze locali e regionali, i Sindaci, i Presidenti di Provincia, i Presidenti di Regione, e i rispettivi Consigli. Sappiamo cosa faremo noi, liberi cittadini della libera città di Bologna: ci opporremo alle neonate leggi razziali in ogni luogo della società, faremo ogni giorno obiezione di coscienza contro una legge cui non riconosciamo legittimità alcuna fin quando questa vergogna non sarà cancellata, opereremo in tutti modi possibili perché a Bologna nessun cittadino sia straniero.

Bruno Giorgini, Claudio Borgatti, Maurizio Cecconi, Angela Attianese,
Valerio Monteventi, Tiziana Milito, Sandy Da Fè, Tiziano Loreti, Micol Todesco

Io non ti denuncio

Just Married

Parto per la Spagna: una settimana di vacanze e di viaggio di nozze. Prima Valencia, poi Barcellona. Vi lascio con un bellissimo video.

Bologna, cattolici e gay nel fritto misto targato PD

Un commento politico di Massimo Gagliardi, oggi su Il Resto del Carlino. Assolutamente condivisibile. PS: il “gay di Monteventi” sono io.

Cattolici e gay nel fritto misto targato PD
di Massimo Gagliardi, 13 giugno 2009, Il Resto del Carlino

“Dalle parrocchie sono arrivati tantissimi voti. E, se guardiamo le preferenze, possiamo dire di essere il partito più cattolico di tutti”. Così Andrea De Maria, segretario PD, come riferito da Luca Orsi sul Carlino Bologna di giovedì. I cattolici quindi si sarebbero spostati in massa, anzi in maggioranza, sul candidato PD. Sarà vero? In base a quali calcoli? Delbono ha ottenuto al primo turno il 49% dei consensi. Cazzola e Guazzaloca, per i quali è difficile votino in massa atei o agnostici, assieme hanno fatto il 41. Cosa dovremmo pensare, che son spariti laici, riformisti e comunisti? Difficile crederlo. In realtà De Maria parla di preferenze ottenute dai futuri consiglieri comunali. E sarà pur vero ma ovvio, visto che si parla di un partito che da solo sfiora il 40 per cento. Ma perché il segretario PD ci tiene a farlo sapere e a sottolinearlo? Perché, come teorizzano il PCI dal ’78 e poi Ds e Pd, “senza voto cattolico in Italia nessuno governa”. A questo punto due domande: essere il più grande partito dei cattolici vuoi dire anche essere il partito che sostiene i valori cattolici? Che ne pensano i dirigenti del PD dell’aborto, del divorzio, dell’eutanasia, della legge 40, delle famiglie allargate e delle unioni omosessuali? Questa domanda è sempre rimasta senza risposta, ed è uno dei grandi buchi neri di questa campagna elettorale. Sui PACS, lo ricordiamo, ha fallito il governo Prodi. Seconda domanda: i compagni nati col PCI, o quelli della Cosa, della svolta della Bolognina, quelli che insomma credono a un vero riformismo (magari anche un po’ socialista) sono contenti di quell’affermazione? Come riesce il candidato Delbono a conciliare i diritti gay con i valori cattolici? Ci permettiamo di anticipare un risultato: non ci proverà nemmeno, proverà a tenerli distinti evitando “le buche più dure”. E quindi? Né i cattolici né i gay potranno dire di aver ottenuto reale rappresentanza. In questo senso è stato esemplare (e acceso) il dibattito di pochi giorni fa al Cassero dove Sergio Lo Giudice, rappresentante dei gay nella maggioranza di Cqfferati, è stato duramente attaccato da un omosessuale della lista Monteventi per essere, in sostanza, “un gay di potere”. Il problema, ammettiamolo, non è semplice. Ma è quello che si trovano a dover risolvere tutti coloro che vogliono tenere assieme tutto e il contrario di tutto, in una macedonia colorata ma senza sapore.

Bologna, Cofferati divide e la sinistra va in frantumi

Cofferati divide e la sinistra va in frantumi
di Giusi Marcante, 11 giugno 2009, Il Manifesto

Doveva essere la novità della campagna elettorale bolognese e si era candidata a rappresentare quella galassia di scontenti dell’amministrazione del sindaco “sceriffo” Sergio Cofferati e che allo stesso tempo non aveva nessuna intenzione di affidarsi al prodiano Flavio Delbono e ai raggruppamenti della sinistra che lo appoggiano, da Rifondazione più PDCI a Sinistra per Bologna (che raccoglie i vendoliani e Sinistra Democratica). La lista Bologna Città Libera, ideata e voluta dall’ormai ex consigliere comunale Valerio Monteventi e da Franco Berardi “Bifo”, ha ottenuto un risultato molto basso, solo l’1,6%. Allo stesso modo anche Terre Libere, la lista che ha corso in provincia candidando l’ex segretario del PRC Tiziano Loreti, ha raccolto lo 0,6%. Un risultato talmente modesto che per 900 voti ha superato il candidato di Forza Nuova. Eppure gli osservatori più attenti hanno sicuramente fatto questo calcolo: a Bologna al netto dell’astensione i voti dati al centro-sinistra aumentano. Da una parte il PD scende di dieci punti rispetto alle politiche del 2008 ma la coalizione che sostiene Delbono raccoglie il 50,52%. E se a questo dato si aggiungono i risultati di tutte le liste sicuramente di sinistra, da Bologna Città Libera a quella del politologo Gianfranco Pasquino, a quella delle donne di Giuseppina Tedde (ex PRC), al PCL e alla sorpresa della lista Beppe Grillo si raggiunge il 58,11%. Eè una somma che supera di poco quella che ha dato la vittoria a Cofferati nel 2004. Il mondo però è completamente cambiato, soprattutto sotto le due torri, e ora è il momento della riflessione. A partire proprio dall’esperienza di Bologna Città Libera (BCL) che non si vuole fermare e proseguire come progetto politico fuori dalle istituzioni suo malgrado. Monteventi non nasconde la sua amarezza e il fatto che più di una cosa non abbia funzionato. “Non siamo riusciti a non fare una lista Monteventi – spiega – forse abbiamo avuto poco tempo ma nei quartieri abbiamo ottenuto quasi il doppio dei voti, tutte persone che non se la sono sentita di votarci per il sindaco”. E poi guarda all’area movimentista cui è sempre stato vicino, dagli spazi sociali alle realtà più varie, che ha “espresso diffidenza verso il nostro progetto, ho avuto difficoltà a discutere con loro”. Il voto a BCL è stato essenzialmente espresso nei quartieri del centro storico mentre il risultato è inesistente nelle zone più popolari della periferia. Eppure c’è voglia di continuare e lo sottolinea anche Loreti: “Sarà un percorso lungo ma non lo considero neanche così negativo, il nostro è un progetto altro della sinistra”. L’ex segretario del PRC che ha rotto con il partito proprio sulla decisione di allearsi con Delbono proporrà nelle due assemblee di riflessione di BCL e Terre Libere di dotare il progetto di “uno spazio fisico dove far nascere il nostro municipio e il nostro insediamento in città”. Maurizio Cecconi, giovane candidato gay di BCL, la mette sui numeri e sottolinea che “con i nostri 3600 voti abbiamo preso 300 voti in meno del PRC più Comunisti Italiani”. Appunto, come sono andati gli altri della sinistra? I vendoliani con SD vanno al 2,1% e forse eleggono un consigliere, PRC e PDCI prendono 1’1,8% mentre scompaiono letteralmente i Verdi, alleati di Delbono ma annichiliti da uno 0,9% dei voti. Tra due settimane ci sarà il ballottaggio tra Delbono e Alfredo Cazzola. Le sinistre fuori dalla coalizione stanno decidendo cosa fare, per Monteventi “Cazzola non va votato”. E Delbono? “Noi siamo alternativi a entrambi”, ripete Loreti.

Bologna, elezioni comunali 2009 – I risultati: sindaco e liste

Dati a cura della Prefettura di Bologna

Risultati delle elezioni del 2009 per il Comune di Bologna - Sindaco e liste

Maurizio e Tomas uniti da Monteventi – Il video

Monteventi Unisce
Sabato 30 Maggio 2009 – Piazza dell’Unità

Video su: Facebook | YouTube

Elezioni a Bologna. “Vota Antonio”, su Facebook campagna elettorale non si ferma

BOLOGNA. “VOTA ANTONIO”, SU FACEBOOK CAMPAGNA NON SI FERMA
ANCHE OGGI APPELLI, MANIFESTINI, PAROLE IN LIBERTA’ DEI CANDIDATI

DIRE, Bologna, 6 giugno – Silenzio elettorale o no, su Facebook la campagna elettorale continua fino all’ultimo momento. C’è il candidato che pubblica il link con il proprio ultimo appello al voto, chi ringrazia i fan per l’appoggio, chi semplicemente racconta l’attesa di quel giorno del giudizio che per ogni politico è il giorno del voto. Di fatto, mentre su altri mezzi la campagna elettorale per Bologna si è spenta, sul celebre social network i candidati continuano a essere ben presenti. In gran parte, c’è da dire, si tratta di poco noti “peones”, candidati dalle tantissime liste presenti in Consiglio o in quartiere. Ma non mancano nomi più noti. Come il vicesindaco in carica, Giuseppe Paruolo (PD), che questa mattina attorno alle 9.20 pubblicava i suoi manifesti (compreso quello simil-Obama che spopola sul web), il proprio invito al voto e uno “status” in cui si dichiara a “disposizione con l’orgoglio dei risultati ottenuti”. Sul fronte politico opposto invece il capogruppo uscente di Forza Italia, Daniele Carella, ha cessato di comunicare coi fan alle prime ore del mattino, direttamente dalla sua edicola. “Al Comune di Bologna occorre barrare il simbolo del PDL e scrivere accanto Carella”. Nella giornata di oggi su Facebook risuonano diversi appelli al voto. C’è quello del monteventiano Maurizio Cecconi (Bologna Città Libera) e quello del democratico Sergio Lo Giudice, entrambi esponenti del movimento gay. Nel secondo caso il candidato “si gode il primo giorno post campagna elettorale”, ma attorno alle 12.30 linka anche il proprio messaggio agli elettori. Si limita invece ai ringraziamenti un altro democratico, il consigliere comunale uscente Francesco Critelli. “Ci siamo, è stata una campagna elettorale massacrante ma bellissima. Grazie a tutti, e’ stata un’emozione continua”. Il “vota Antonio” è ancora più intenso tra i candidati per i nove consigli di quartiere della città. “Oggi e domani, sulla scheda rosa per il Quartiere Saragozza, votate e fate votare Di Stasi per il centrosinistra”, scrive un esponente del centrosinistra in quel quartiere. “Per il quartiere Porto vota e fai votare Carmine Casella”, esclama un altro. Ma non ci sono solo i social network: la caccia all’ultimo voto corre anche via sms, che diversi esponenti politici dei due schieramenti stanno inviando in queste ore.

La mia cartolina elettorale

Coppie di fatto alle urne. Cecconi: “Tenetevi per mano”

Maurizio Cecconi, candidato consigliere per BCL e attivista del movimento omosessuale, invita le coppie di fatto (gay, lesbiche ed etero) a recarsi alle urne tenendosi per mano.

Come segno tangibile della nostra esistenza e dell’assenza di diritti riconosciuti alle coppie di fatto – gay, lesbiche ed etero – rivolgo un invito affinché si rechino alle urne tenendosi per mano“, così Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale e candidato consigliere per Bologna Città Libera, che spiega: “E’ una proposta lanciata da Arcigay e che rilanciamo in città, per le elezioni amministrative ed europee”.

Ripartiamo dalla Bolognina – Il video del mio intervento

Bologna Città Libera ha voluto concludere la sua campagna elettorale con un’assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza, in cui sono intervenuto per parlare di diritti e di laicità, e di come questi siano la chiave di svolta per una sinistra capace di declinare il concetto di uguaglianza tanto sul sociale quanto sul piano delle libertà dell’individuo. Ecco il video del mio intervento (integrale), preceduto da un paio di minuti di quello di Franco Berardi “Bifo”.

Ripartiamo dalla Bolognina: YouTube | Facebook

La campagna
Maurizio Cecconi
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