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Matrimoni gay, pubblicate le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha pubblicato le motivazioni della sentenza con cui ha respinto la richiesta di riconoscere l’accesso al matrimonio civile anche alle coppie omosessuali.

L’Associazione radicale Certi Diritti, protagonista, insieme alla Rete Lenford, della campagna di Affermazione Civile, ha così commentato le motivazioni:

Le motivazioni della sentenza contengono tre punti rilevanti favorevoli alle coppie gay.

1) Riconoscimento che l’unione omosessuale, come stabile convivenza, è una formazione sociale degna di garanzia costituzionale perché espressione del diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia.

2) Neppure il concetto di matrimonio è cristallizzato dall’Art. 29 della Costituzione e quindi non è precluso alla legge disciplinare il matrimonio tra gay, anche se restano possibili per il legislatore soluzioni diverse.

3) Il legislatore deve intervenire e se non interviene la Corte potrà intervenire per ipotesi particolari, in cui sia necessario costituzionalmente un trattamento omogeneo tra la coppia coniugata e la coppia omosessuale.

L’antichità di un pregiudizio non è buona ragione per la sua sopravvivenza

L’antichità di un pregiudizio non è buona ragione per la sua sopravvivenza. La schiavitù è durata in questo Paese per un secolo e mezzo, il colonialismo per il doppio, il divieto di matrimoni interrazziali ancora di più, e la dominazione maschile per millenni. Tutte erano basate su assiomatici fattori biologici e sociali, tutti un tempo erano sanzionati dalla religione ed imposti dalla Legge. I primi due oggi sono visti con assoluta riprovazione, ed il terzo con vari gradi di disprezzo, vergogna e imbarazzo. Allo stesso modo, il fatto che la Legge incarni le visioni convenzionali maggioritarie non diminuisce in alcun modo il loro impatto discriminatorio. Sono precisamente quei gruppi che non possono fare conto sul supporto popolare e su una forte rappresentanza negli organi legislativi che hanno il diritto di rivendicare i loro diritti fondamentali attraverso il ricorso alla Carta dei Diritti.

Nozze gay, stop alle bolognesi

Diritti. La Consulta rigetta i ricorsi. Uno era stato presentato anche da una coppia di Casalecchio
Nozze gay, stop alle bolognesi. “Ma la battaglia non si fermerà”
La sentenza non deprime l’Arcigay: “Esortazione e stimolo per il parlamento e i politici”
Di Gian Basilio Nieddu
Il Bologna, Giovedì 15 Aprile 2010

Forse non ci credevano neanche loro ma un briciola di speranza sotto sotto covava ancora per la sentenza della Corte Costituzionale che ieri, però, ha detto no alle nozze gay. Decisione che chiude le porte anche al ricorso della coppia omosessuale bolognese, (si tratta di due donne), che vive a Casalecchio. Almeno secondo l’avvocato Giovanni Genova, legale delle donne, che nutre poche speranze per il sogno della coppia di sposarsi o quantomeno di vedersi riconosciuta in un’unione civile. La sentenza però non delude completamente le associazioni LGTB bolognesi che apprezzano il rimando dei giudici al Parlamento. In parole povere la Corte avrebbe chiesto – si aspetta di leggere le motivazioni – alla politica di prendere una decisione. Il fenomeno sociale esiste, sono migliaia le coppie gay che convivono ma non esiste nessuna legge che regoli la materia.

Maurizio Cecconi, uno dei cinque coordinatori del Comitato “Sì, lo voglio”, vede il bicchiere mezzo pieno: “Noi rispettiamo la decisione della Corte Costituzionale, non l’attacchiamo perché organo di garanzia e non vogliamo sminuire la sua autorevolezza, a differenza di come fa la destra, e poi rimette la materia alla politica”. C’è prudenza, “aspettiamo di leggere le motivazioni”, ma si spera che i giudici chiedano alla politica di legiferare sul tema. “Per non fare come i politici quando escono gli exit poll, aspettiamo le motivazioni – spiega Elisa Manici, presidente di Arcilesbica Bologna – per vedere se c’è un rimando sterile o un esortazione al Parlamento”. In ogni caso la lotta continua: “Questa battaglia va avanti nonostante questo primo stop, si può ricorrere anche alla Corte di Strasburgo – annuncia Cecconi – . Poi continua il lavoro culturale e politico”. Emiliano Zaino, presidente Arcigay Il Cassero, è cauto: “Non possiamo esprimerci in tutto e per tutto ma risulta chiaro che c’è un rinvio al Parlamento. Che deve legiferare. Se non piace il termine matrimonio si può fare come in Germania che parlano di civil partnership“. Non conta il nome ma il riconoscimento dei diritti delle tante coppie gay senza legge.

La Corte Costituzionale dice no ai matrimoni gay. La destra esulta, il movimento lgbt prosegue la lotta nei tribunali, nella società, nel Parlamento

Cronaca del 14 Aprile. ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.

Il tabù dei matrimoni gay: 5 proposte impolverate in Parlamento http://bit.ly/9Ody32

Matrimoni gay: Parlamento o tribunali, la battaglia continua http://bit.ly/chnr5I

ANSA: Photostory sui matrimoni gay. Le associazioni non demordono http://bit.ly/bpWX45

Matrimoni gay, coppia Firenze: “Speravamo in una sentenza della Consulta più coraggiosa” http://bit.ly/ciHZkN

Matrimoni gay, Franco Grillini (IDV): “Dopo Consulta rilanciare battaglia nel paese” http://bit.ly/9xKGzD

ANSA: Same-sex marriage suits rejected http://bit.ly/du4FDG

Matrimoni gay, Toniollo (CGIL): “Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale” http://bit.ly/crE6JF

Matrimoni gay, Scalfarotto (PD): “Avere portato il caso davanti alla Corte Costituzionale è già una grande vittoria” http://bit.ly/d6gUZM

Matrimoni gay, Dalla Torre (LUMSA): “Inutile invocare art. 3 per difendere i gay da inesistente discriminazione” http://bit.ly/csbfYv

Matrimoni gay, Lupi (PDL): “Bene Consulta, non è possibile ”scimmiottare” un’istituzione civile e religiosa” http://bit.ly/bDs5GN

Matrimoni gay, La Loggia (PDL): “Matrimonio è tra uomo e donna” http://bit.ly/bJqOp2

Matrimoni gay, Forum Famiglie: “Consulta ha scelto per il bene della società” http://bit.ly/cJJ6qE

Italy’s Highest Court: No Gay Marriage http://bit.ly/bYhjmW

Matrimoni gay, Arcigay “Il Cassero”: “Rinvio al Parlamento è chiaro richiamo al legislatore perché garantisca diritti” http://bit.ly/cdQ8lp

Matrimoni gay, Comitato “Sì, lo voglio”: “Noi andremo avanti” http://bit.ly/asyxNn

Matrimoni gay, Vladimir Luxuria: “Serve legge su convivenze omosessuali che ci riporti in Europa” http://bit.ly/dl9BH6

Matrimoni gay, una testimonianza: “Insieme da 12 anni, ma in ospedale siamo cugine. Sentenza Consulta fa molto male” http://bit.ly/cC6Gpp

Matrimoni gay, Mazzocchi (PDL): “No alle nozze, sì al riconoscimento dei diritti” http://bit.ly/cwemvv

Matrimoni gay: Voglia di famiglia, dai PACS al no alle nozze. Falliti finora i tentativi di regolare le unioni civili http://bit.ly/cK3JpV

Matrimoni gay: Orlando e Bruno, 45 anni d’amore in attesa http://bit.ly/9tknBj

Matrimoni gay, Rondini (Lega Nord): “In Italia non c’è nessuna discriminazione nei confronti degli omosessuali” http://bit.ly/aNazwq

Matrimoni gay, Radicali: “Parlamento calenderizzi la discussione delle proposte di legge in materia” http://bit.ly/ce9m0e

Matrimoni gay, Francesco Piomboni: “Siamo sgomenti” [video] http://bit.ly/ajX8ER

Matrimoni gay, Bertolini (PDL): “Bene Consulta, desideri non sono diritti” http://bit.ly/a5gAel

Matrimoni gay, prima coppia in Italia: “Prematuro commentare sentenza, ma amarezza non ci fermerà” http://bit.ly/cF5xTr

Matrimoni gay, Enrico Oliari (GayLib): “Amarezza ma rispetto per la Corte Costituzionale” http://bit.ly/aIJ6XY

Matrimoni gay vietati, “Estense”: “Crolla il sogno della coppia ferrarese” http://bit.ly/bv8Idf

Matrimoni gay, Concia (PD): “Consulta stabilisce che Costituzione non vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso” http://bit.ly/8Ya8iJ

Matrimoni gay, Roccella (PDL): “Corte Costituzionale ribadisce le ragioni del Family Day” http://bit.ly/cBMpm5

Matrimoni gay, Giovanardi (PDL): “Per Governo è giusta e corretta la decisione della Corte” http://bit.ly/dwXy3L

Matrimoni gay, Certi Diritti: “Grazie alle coppie che hanno dato vita alla battaglia e agli avvocati di Rete Lenford” http://bit.ly/aqOkdw

Matrimoni gay, Sergio Rovasio (Certi Diritti): “Prima o poi vinceremo. Avanti con la campagna di affermazione civile” http://bit.ly/9gWtQG

Matrimoni gay, Paola Concia (PD): “La Corte Costituzionale non può legiferare. Stimolo al Parlamento” http://bit.ly/csR2ih

Matrimoni gay, Bianconi (PDL): “Per la Consulta la famiglia è fondata sul matrimonio tra persone eterosessuali” http://bit.ly/cyn8IK

Matrimoni gay, MOIGE: “Alla base del matrimonio c’è la famiglia naturale, composta da un uomo ed una donna” http://bit.ly/8XSTKt

Matrimoni gay, Praitano (Mario Mieli): “Nostro interlocutore è il Parlamento più oscurantista della storia d’Italia” http://bit.ly/a0xPfD

Matrimoni gay, Marco Volante: “Corte pavida, i giudici abdicano dalla loro funzione giurisdizionale” http://bit.ly/boFHt2

Matrimoni gay, Imma Battaglia (Di’Gay Project): “Sintonia tra Corte Costituzionale e Vaticano” http://bit.ly/b4r8LX

“L’antichità di un pregiudizio non è un buon motivo per la sua sopravvivenza”, Corte Suprema del Sudafrica sul matrimonio gay.

Arcigay: “Vogliamo il matrimonio civile” http://bit.ly/cIYjcC

Matrimoni gay, Arcigay: “Avanti con ostinazione e tenacia per permettere alle persone omosessuali di veder garantiti i propri diritti”.

Matrimoni gay, ore 16.00 conferenza stampa del Comitato “Sì, lo voglio” a Montecitorio, Roma http://bit.ly/bOZrUs

“Nozze gay: a quando? Ce le imporrà l’Europa?”, di Tommaso Cerno, L’Espresso http://bit.ly/aOoN7R

Matrimoni gay, dove sono legali in Europa e nel mondo http://bit.ly/csNcHM

Matrimoni gay, la Corte Costituzionale rigetta il ricorso. Questo il comunicato http://bit.ly/9jtI3C

Matrimoni gay, no della Consulta: “Discrezionalità del legislatore” http://bit.ly/bkaNqe

Matrimoni gay, Paolo Patanè (Arcigay): “Abbiamo grande rispetto per la Corte Costituzionale e il lavoro che ha fatto” http://bit.ly/9A3Fug

Matrimoni gay, Franco Grillini (Gaynet): “Attendiamo fiduciosi la sentenza. Nostra battaglia continuerà con forza” http://bit.ly/cQNA7c

Matrimoni gay, Francesco Bilotta (Certi Diritti): “Rispetteremo sentenza della Corte Costituzionale” http://bit.ly/dyWoaJ

Matrimoni gay, l’attesa del verdetto della Consulta tra serenità e rispetto http://bit.ly/aQZRa8

Manifestazione contro l’omofobia. Le associazioni ascoltino le voci della piazza

Sabato 10 Ottobre s’è tenuta a Roma una manifestazione nazionale contro l’omofobia e per l’uguaglianza dei cittadini lgbt di fronte alla legge. Era un azzardo. Preceduta da due mesi intensi di mobilitazioni in tutta Italia contro gli episodi di violenza omofoba e anticipata dalla delusione per un testo di legge Concia contro l’omofobia che, per dirla con le parole di Beppe Ramina, è utile quanto “una maionese allo yogurt”, c’era il rischio concreto che poche persone trovassero le ragioni e la voglia di partecipare.

Se a questo aggiungiamo l’auto-lesionismo delle associazioni lgbt nel concedere incontri ai ministri del Governo Berlusconi proprio a due giorni dalla “prova della piazza”, si comprende che i timori che le assenze pesassero erano concreti. Anestetizzare le rivendicazioni e i conflitti è una tattica di ogni potere esecutivo. Stupisce vedere 50enni scafati da trentanni di militanza politica attiva abboccare ancora all’amo delle promesse mai mantenute. Un “Grazie Ministra Carfagna per la richiesta d’incontro, preferiremmo vederci dopo il 10 Ottobre” ci stava tutto. Peccato non averlo sentito.
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Legge contro l’omofobia. E’ tempo della piazza

Prosegue la turbolenta vicenda della legge Concia contro l’omofobia.

Oggi alla commissione giustizia della Camera sono stati bocciati tutti gli emendamenti migliorativi presentati. All’elaborazione degli emendamenti avevano contribuito sia Arcigay sia Certi Diritti sia Rete Lenford.

Subito è scoppiata una feroce polemica tra i deputati radicali eletti nel PD e i deputati del PD stesso, coi primi ad accusare i secondi di aver votato contro. Pronta la risposta della Concia che li ha definiti “bugiardi”, per poi presentare le proprie scuse in tarda serata, dopo un chiarimento coi Radicali.

Polemica chiusa a parte, di sicuro per adesso si sa – quando sarà disponibile il verbale della Commissione Giustizia poi vedremo esattamente come si sono svolti i fatti – che alcuni deputati del PD si sono astenuti sugli emendamenti migliorativi alla legge contro l’omofobia e che la stessa Concia ha chiesto alla deputata radicale Bernardini di ritirare l’emendamento che chiedeva l’approvazione del piano nazionale contro le discriminazioni. Dopo il rifiuto della Bernardini di ritirarlo, Concia ha votato a favore ma l’emendamento è stato ugualmente bocciato.

Il testo base approvato venerdì, che esclude i/le trans e che non permette di citare in giudizio chi insulta e diffama le persone lgbt, andrà alla votazione di tutta la Camera così come è stato approvato la settimana scorsa.

I radicali hanno promesso di ripresentare i propri emendamenti migliorativi. Le possibilità che siano approvati sono pressoché nulle.

Così come è del tutto improbabile che la legge possa essere migliorata. Anzi c’è da temere che il passaggio al Senato la peggiori ulteriormente.

Per questi motivi, è importante che la manifestazione di sabato 10 ottobre “Uguali” sia partecipata e rivendicativa, mettendo in primo piano quali sono le reali richieste del movimento lgbt. Stanno scritte nero su bianco nella piattaforma della manifestazione: estensione della legge Mancino e parità di diritti di fronte alle legge. Le nostre richieste sono quanto di più lontano ci sia dalle pessime mediazioni al ribasso. Dobbiamo essere noi i primi e le prime a non avere timori nel sostenerle.

Da Bologna, potete ancora prenotare i pullman rivolgendovi al Cassero; per chi arriva da altre parti d’Italia, potete consultare il sito web della manifestazione.

Infine, almeno una buona notizia c’è. Il Comune di Bologna invierà il gonfalone e l’assessora alle Pari Opportunità Simona Lembi in rappresentanza della città alla manifestazione nazionale contro l’omofobia. Lo stesso faranno altri comuni: Torino, Firenze, Pisa e Livorno. Bene.

L’alta sintesi sui diritti civili

L’ “alta sintesi” sui diritti civili è una feroce boiata. Sarebbe come dire a Rosa Parks: “Può sedersi – le pare che un nero non possa sedersi su un autobus? – ma soltanto il lunedì e il giovedì mattina, mi raccomando” [grazie a Chiara Lalli].

Rosa Parks

Tutti i candidati alla segreteria del PD sono contrari all’uguaglianza

Ignazio Marino, candidato alla segreteria del PD, propone le Civil Partnership, ovvero il modello inglese e tedesco, un istituto parallelo al matrimonio, che rimarrà riservato alle unioni eterosessuali. Riassumo: Adinolfi contrario ai matrimoni gay, Franceschini contrario ai matrimoni gay, Bersani contrario ai matrimoni gay, Marino contrario ai matrimoni gay. Il nostro miglior alleato non sarà un partito politico ma la nostra determinazione ad ottenere l’uguaglianza.

Ignazio Marino

Alcuni sono più uguali di altri

Oggi Franceschini ha presentato la sua candidatura alla segreteria del PD. Cinque le parole-chiave, tra cui uguaglianza. “L’uguaglianza è l’ideale che dà ad ogni uomo, indipendentemente dalla sua posizione sociale e dalla sua provenienza, la possibilità di essere considerato alla pari di tutti gli altri uomini in ogni contesto” [fonte Wikipedia]. Perché, quindi, Franceschini è contrario ai matrimoni gay?

No uguaglianza

La campagna
Maurizio Cecconi
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