Articoli marcati con tag ‘UAAR’
Il crocifisso e l’ammucchiata clericale: Governo Berlusconi, Napolitano, destre e PD contro la laicità
Il 30 Giugno la “Grande Chambre” della “Corte europea dei diritti dell’uomo” si dovrà pronunciare sulla vertenza Lautsi contro Italia.
La signora Lautsi ha presentato denuncia, sostenuta dalla UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, perché costretta a inviare i propri figli in una scuola pubblica dove sono presenti dei crocifissi nelle aule.
La Corte s’è già espressa, dando ragione in pieno alla signora Lautsi.
Il Governo Berlusconi ha presentato ricorso contro la decisione della Corte. La Grande Chambre è chiamata ad esprimersi.
Dopo l’annuncio del ricorso del Governo italiano, molteplici le dichiarazioni del Vaticano, di politici di destra e di sinistra. Il PD sostiene il ricorso del Governo e, al Senato, ha presentato un disegno di legge per legalizzare la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche.
E’ intervenuto anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha dichiarato che “la laicità dell’Europa non può essere concepita in termini tali da ferire sentimenti popolari e profondi”. Per il Quirinale sarebbe meglio che decidessero i singoli Stati e non le corti europee.
Singolare idea di laicità e di Europa, quella di Napolitano.
A dargli man forte e a definirlo “laico”, nei giorni scorsi, ci ha pensato Eugenio Scalfari: “le private credenze o non credenze non influiscono in nessun modo sulla concezione politico-costituzionale” del Presidente Napolitano.
Che pena, vedere questi uomini così potenti, supini e incapaci di staccare l’Italia dal cordone ombelicale della Chiesa Cattolica.
Che pena, questa sinistra da oratorio, che non rispetta la laicità dello Stato italiano in nome della “bontà delle tradizioni”.
Postilla: i laici sono fiduciosi che la Grande Chambre confermerà il verdetto della Corte. Se succederà, faremo un bel brindisi, alla brutta faccia di questi ipocriti. Quando ci vuole ci vuole.
Matrimoni gay, il Comitato nazionale “Sì, lo voglio!” sulle motivazioni della Corte Costituzionale
COMITATO NAZIONALE “SÌ, LO VOGLIO!”
16 APRILE 2010
COMUNICATO STAMPA
I portavoce del Comitato nazionale “Sì, lo voglio!” in merito
alle motivazioni della sentenza n. 138/2010 della Corte Costituzionale.
Abbiamo atteso un giorno dopo la pubblicazione, da parte della Corte Costituzionale, delle motivazioni della sentenza n.138/2010, che ha rigettato il ricorso presentato dalle coppie protagoniste della campagna di “Affermazione Civile”, volta ad ottenere l’accesso al matrimonio anche per le persone omosessuali.
Abbiamo atteso un giorno per aver modo di studiare le motivazioni redatte dalla Consulta e per poter ricevere la consulenza dei giuristi che ci hanno affiancato durante questo percorso.
Le motivazioni della sentenza contengono importanti aspetti positivi.
La Corte ha stabilito che la Costituzione Italiana impone il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali e che questo “necessariamente postula una disciplina di carattere generale”, attualmente assente. Dunque, la Corte individua nella legislazione ordinaria una lacuna. Tutti – forze politiche e Istituzioni – da oggi dovranno confrontarsi con la presenza di un vuoto legislativo illegittimo per la nostra Costituzione.
Queste le parole della Corte, che crediamo valgano come monito al Parlamento: “Per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”.
Il secondo aspetto positivo della sentenza è che la Corte reputa plausibile che il legislatore s’attardi – come l’esperienza purtroppo insegna – a riconoscere giuridicamente le coppie omosessuali e pertanto, in permanenza di tale, illegittimo, vuoto, la Consulta stessa si riserva di tutelare le unioni omosessuali ogni qual volta si presentino singole esigenze di tutela omogenee a quelle delle coppie eterosessuali sposate.
Il mio 8×1000 e il mio 5×1000
Invece il mio 5×1000 quest’anno se lo aggiudica la UAAR, che lotta per la laicità delle istituzioni italiane.
E voi come vi comportate?
Il PD propone il crocifisso nelle aule scolastiche obbligatorio per legge
Art. 1
1. In considerazione del valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo, come segno del valore e del limite delle costituzioni delle democrazie occidentali, in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.
2. Se l’affissione del crocifisso è contestata per motivi religiosi o di coscienza dal soggetto che ha diritto all’istruzione, ovvero dai suoi genitori, il dirigente scolastico, sulla base del princìpio di autonomia scolastica, nel rispetto dei princìpi di tutela della privacy e di non discriminazione nonché tenendo conto delle caratteristiche della comunità scolastica, cerca un accordo in tempi brevi, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.
3. Qualora non venga raggiunto alcun accordo ai sensi del comma 2, nel rispetto dei princìpi di cui al medesimo comma 2, il dirigente scolastico adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile.
Leggi anche:
Bologna, elezioni 2009 – Domande sulla laicità. Il silenzio dei tre big
Dieci quesiti movimentano la politica.
Esempio: spendere per edilizia scolastica o di culto?
Non rispondono i tre candidati
Alfredo Cazzola, Flavio Delbono e Giorgio Guazzaloca
Pierpaolo Velonà, L’unità, 29 Maggio 2009
L’UAAR (Unione atei, agnostici e razionalisti) chiede ai candidati sindaco di bloccare i finanziamenti comunali all’edilizia di culto: oltre 4 milioni di euro stanziati da Palazzo d’Accursio per le confessioni religiose, nei sette anni che vanno dal 2000 al 2006 (e, in proporzione, fino al 2009). In cima alla lista dei beneficiari, la Curia bolognese: solo nel 2004 ha ottenuto dal Comune 698mila euro (in totale 3.939mila euro). Ebrei, testimoni di Geova e Avventisti del settimo giorno hanno ricevuto una media di 27mila euro all’anno. Tutto secondo la legge dello Stato che da carta libera ai Comuni, ricorda l’UAAR, prevedendo un’apposita voce nel bilancio: “Oneri di urbanizzazione secondaria per opere relative a chiese ed edifici per servizi religiosi”. I Comuni, però, non avrebbero alcun obbligo in tal senso: tanto che l’amministrazione di Civitella Val di Chiana che, nel 2001, decise di chiudere i rubinetti, vinse il ricorso al Tar presentato dalla diocesi locale. “E’ una regalia che si aggiunge all’otto per mille. Piuttosto si aiuti l’edilizia scolastica pubblica” dice Roberto Grendene, coordinatore dell’Uaar bolognese, che ha come presidenti onorari il ginecologo Carlo Flamigni, l’astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi e il vignettista Sergio Staino. Per stoppare i finanziamenti a partire dal prossimo mandato, l’Unione degli atei ha lanciato una petizione al Comune di Bologna (1.360 le firme raccolte), rivolgendosi anche ai candidati sindaco.
Hanno firmato Gianfranco Pasquino (candidato della lista ulivista omonima), Valerio Monteventi (BCL), Michele Terra (Partito comunista dei lavoratori) e Giuseppina Tedde (in corsa con la lista di donne Altra città).
Non hanno invece aderito i tre big Flavio Delbono (PD), Alfredo Cazzola (PDL e Lega) e Giorgio Guazzaloca (UDC). I quali, sostiene l’UAAR, hanno anche evitato di rispondere alle “10 domande laiche”. Petizione a parte, Grandene ha interpellato gli aspiranti sindaco sui finanziamenti comunali alle scuole confessionali, sull’impegno a garantire un’alternativa valida all’ora di religione, sugli spazi per matrimoni e funerali civili, sulla raccolta dei testamenti biologici.
“Sono argomenti ritenuti a torto di nicchia”, dice Pasquino, che, dal canto suo, ha compilato il questionario. Le risposte di Pasquino e quelle di Tedde sono già disponibili sul sito internet www.uaar.it/bologna. Oggi saranno caricati gli interventi di Terra e Monteventi.
Spulciando il sito si apprende che il politologo Pasquino ritiene che la Chiesa cattolica abbia già “finanziamenti più che sufficienti”. E che “bisogna ridiscutere trasparentemente la convenzione con la Fism (la federazione che riunisce le scuole materne cattoliche, ndr)”. Il professore promette poi “uno sportello per lo sbattezzo in Comune”.
Anche Sergio Lo Giudice, consigliere comunale Pd e presidente onorario di Arcigay, ha riposto alle domande. Si augura che “gli oneri di urbanizzazione secondaria vengano usati per scopi civili” e “che l’ora di religione sia sostituita con un’ora di educazione alla cittadinanza”.
Temi caldi che scatenano, di riflesso, un botta e risposta tra Monteventi e il vice del cardinale Caffarra, monsignor Ernesto Vecchi. “Nella fase di approvazione del Rue, il regolamento urbanistico edilizio – dice Monteventi – Vecchi ha chiesto che la possibilità di intervenire sugli immobili religiosi fosse estesa a tutti gli spazi della Curia, non solo alle chiese, e il Comune gliel’ha concessa”. “Chiediamo solo di essere trattati secondo le leggi che riguardano le attrezzature religiose”, replica Vecchi.
Quasi quasi mi sbattezzo. Aperitivo laico a fumetti
Fumetto di Alessandro Lise e Alberto Talami
BeccoGiallo Editore
Giovedì 21 Maggio 2009, Ore 21.00
[Promuovi l'evento su Facebook]
Le Stanze | Cafè Bistrot
Via del Borgo di San Pietro, 1/A
Bologna [vedi mappa]
In collaborazione con FAGplusONE
***
I candidati di Bologna Città Libera
FULVIA CASAGRANDE
MAURIZIO CECCONI
presentano il libro insieme agli autori
***
Illustrazione della campagna sullo sbattezzo a cura di
ROBERTO GRENDENE
Circolo UAAR Bologna
Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
***
Bologna Città Libera
Generi e orientamenti sessuali
[Scarica l'invito in alta risoluzione]

Bologna, elezioni 2009 – UAAR, 10 domande laiche ai candidati. Le mie risposte
1) Finanziamenti dell’edilizia di culto
Il Comune di Bologna finanzia l’edilizia di culto consegnando alle Chiese (quasi interamente alla Curia Arcivescovile) circa 700.000 euro l’anno, attraverso il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria. Il Comune però non è obbligato a versare questa quota alle Chiese e potrebbe destinare quei fondi ad altri scopi. Ne è a conoscenza? Non sarebbe preferibile utilizzare questa somma per asili, scuole, verde pubblico, manutenzione stradale, ecc.? Non crede che le Chiese godano già di finanziamenti più che sufficienti (come 8xmille, esenzione dall’ICI commerciale)?
Ne sono a conoscenza e sono contrario ai finanziamenti per l’edilizia di culto. Perché? Per due ragioni. La prima “di principio”: ogni confessione religiosa è uguale alle altre, per cui è sbagliato privilegiarne una a dispetto delle rimanenti. La seconda ragione è che in un periodo di grave crisi economica e di tagli progressivi ai bilanci degli enti locali, è un dovere morale della politica e dei politici destinare tutte le risorse disponibili prima di tutto ai servizi sociali.
2) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica
L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche l’UNICEF ha denunciato questa situazione). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all’accesso all’ora alternativa? E’ disposto a sostenere finanziamenti comunali per progetti didattici ed educativi a sostegno degli studenti dell’ora alternativa?
L’idea di un osservatorio è buona, purché sia affidato a una struttura indipendente dal Comune. Altrimenti ci troveremmo nella paradossale situazione di avere il controllato che controlla se stesso (e s’assolve quando sbaglia, come sempre). Il Comune dovrebbe altresì farsi carico di usare le possibilità offerta dall’ora di “educazione civica” per avviare campagne pedagogiche sull’educazione sessuale, priva di moralismi di parte.
3) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali
Il comune di Bologna ha stipulato una convenzione con la FISM, Federazione Italiana Scuole Materne (cattoliche, per intenderci) con la quale aggiunge ai già cospicui finanziamenti statali e regionali alla scuola privata (ora ridefinita “paritaria”) un contributo che supera il milione di euro l’anno. Basta che le scuole siano iscritte alla FISM per percepire il finanziamento; non sono previsti accordi con la singola scuola nè obblighi ad accettare ad esempio casi sociali o di handicap da parte delle scuole convenzionate. Si impegnerà a modificare questo stato di cose e come?
Questo accordo va semplicemente chiuso. Il milione di euro all’anno, destinato persino a scuole che discriminano in base al genere sessuale e alle condizioni sociali, è da destinarsi all’aumento delle scuole pubbliche e agli interventi di edilizia scolastica. Come candidato consigliere di Bologna Città Libera sto conducendo un’importante battaglia di civiltà su questa controversa decisione del centro-sinistra bolognese, approvata coi voti di tutto il Partito Democratico e di Sinistra Democratica.
4) Informazione sulla tassa di religione (8×1000)
Il Comune distribuisce i modelli per la dichiarazione dei redditi, con le istruzioni ministeriali. Ad esse dovrebbe aggiungere una informativa dettagliata sul meccanismo dell’8×1000 e sulla destinazione dei relativi fondi. E’ d’accordo?
Sì e credo che farebbe bene ad esplicitare anche un invito rivolto a tutta la cittadinanza affinché i fondi dell’8×1000 siano destinati alla Stato e in particolare che siano usati per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.
5) Funerali civili: più spazi e più civili
Il solo spazio comunale per una cerimonia di commiato laica è la “Sala d’Attesa” della Certosa. Non ne sono presenti nel cimitero di Borgo Panigale. Occorre avere più spazi da adibire a “sala del commiato”: non solo nelle zone cimiteriali ma anche vicino ai luoghi in cui si è vissuto (ad es. preparando allestimenti su richiesta in sale presso centri civici, sociali, sportivi). Qual è il suo parere?
Spesso si parla di Bologna come di una città virtuosa dal punto di vista del decentramento amministrativo, nei nove Quartieri che la compongono. In realtà tale decentramento è stato ostacolato dalla maggioranza di centro-sinistra, impedendo di fatto ai singoli quartieri di entrare in possesso di quei poteri decisionali fondamentali per poter creare ciascuno, tra le altre cose, anche le “sale del commiato”. Per questo ci batteremo affinché si moltiplichino gli spazi di laicità, chiedendo l’eliminazione delle cappelle cattoliche dagli ospedali e creando sale utili alle funzioni civili, utili a tutti e non solo a una minoranza della popolazione, per quanto significativa e che già possiede migliaia di chiese, a fronte di una carenza di spazi pubblici.
6) Matrimoni civili: più spazi, più tempi
I matrimoni civili a Bologna sono circa il 66% del totale (più del doppio di quelli con rito religioso). I cittadini possono utilizzare solo la Sala Rossa, in tempi contingentati e orari ristretti. Come già avviene in altri comuni, sosterrà l’ampliamento dell’orario ai giorni festivi e la concessione di altri spazi del patrimonio monumentale della città per il matrimonio civile?
Assolutamente sì, come ho spiegato nella domanda sulle “sale del commiato”.
7) Matrimoni civili: farsi sposare da una persona cara
La legge permette di farsi sposare da una persona stimata, dal migliore amico o dalla migliore amica. Basta che riceva la delega per svolgere questa funzione di ufficiale dello Stato. Il Comune e l’ufficio matrimoni dovrebbero informare e promuovere questa opportunità. E’ d’accordo?
Sì. Spesso alcuni consiglieri comunali tendono ad usare la loro funzione di ufficiale dello stato per celebrare centinaia di matrimoni e assicurarsi una visibilità politica a costo zero. Celebre è il caso del consigliere de “La Tua Bologna”, Rocco Di Torrepadula. E’ un malcostume che non andrebbe incentivato.
Riti e simboli religiosi negli uffici pubblici e in orario di lavoro
Benedizioni, visite pastorali, messe natalizie, inviti da parte dei superiori a cerimonie religiose sul luogo di lavoro e in orario di servizio, esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici. Tutto questo anche se non esiste più la religione di Stato, e senza considerare esigenze di chi è di altre religioni e meno che meno i cittadini atei e agnostici. Si impegna a rendere liberi dalla religione gli uffici pubblici, o in alternativa a fare in modo che anche l’UAAR abbia le stesse possibilità concesse alle confessioni religiose?
Sinceramente, preferisco impegnarmi affinché nessun simbolo religioso sia esposto negli uffici pubblici e nelle scuole e perché s’abbandoni il proselitismo cattolico in orario di lavoro. Riconosco alla UAAR una funzione di impegno civile importantissima; farla entrare insieme alle religioni negli edifici pubblici però equivarrebbe a un indebolimento della causa per l’abolizione della presenza delle religioni. Bisogna tener duro su quest’ultima.
9) Raccolta e custodia dei Testamenti Biologici
Una legge liberticida, probabilmente incostituzionale e nei fatti “contro” ciò che da anni viene chiamato “testamento biologico” è in approvazione in Parlamento. Sosterrà la creazione di un registro custodito presso gli uffici comunali per i testamenti biologici redatti dai cittadini?
Sì, lo sosterrò. E’ una proposta avanzata per prima da Bologna Città Libera e già approvata in alcune amministrazioni italiane. Non a Bologna, a causa del boicottaggio del Partito Democratico, che ha deviato la discussione proponendo un suo spostamento sulla Provincia e di fatto insabbiando la questione, per lui spinosa, in quanto osteggiata dall’ala del cattolicesimo conservatore al suo interno.
10) Qualcosa di laico
Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo, oppure che ha già contribuito a realizzare se ha già ricoperto cariche amministrative.
C’è una questione generale e a mio avviso fondamentale, che va affrontata: l’assenza di controllo degli atti della pubblica amministrazione, per evitare che dietro delibere e cavilli si nascondano, come avviene ripetutamente, regalie alla Curia. Per questo ritengo che il mio impegno debba essere speso prima di tutto per far sì che nasca a Bologna una Consulta per la laicità, formata da associazioni e singoli cittadini e che potrà svolgere un ruolo, oggi assente, di controllo e di denuncia degli abusi del potere.

La Chiesa del no, Marco Politi. Incontro con l’autore – Bologna Città Libera
MARCO POLITI
MONDADORI, 2009
Venerdì 24 Aprile, Ore 18.00
Le Scuderie, Piazza Verdi 2, Bologna [vedi mappa]
Introduce
Franco Motta
Università di Torino
Ne discuno con l’autore
Alberto Melloni
Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII”
Rita De Santis
Presidente Agedo – Associazione Genitori di Omosessuali
Modera
Carla Codroma
Bologna Città Libera
Dare vita ad un lungo viaggio tra gli italiani per scoprire un Paese in cui il senso dell’etica convive con la comprensione per le scelte esistenziali difficili e la fede si coniuga alla laicità e all’attenzione per le idee altrui. E’ questo l’obiettivo del contributo di Marco Politi ”La Chiesa del no. Indagine sugli italiani e la libertà di coscienza”, in libreria per Mondadori. A 80 anni dalla la firma del Concordato Politi fa il punto, attraverso numerosi pareri e testimonianze, su argomenti ancora aperti come quello del divorzio, della fecondazione assistita, dell’aborto, delle coppie di fatto, dei gay, dei diritti del malato a sospendere nutrizione e idratazione artificiale in caso di stato vegetativo persistente. Alla ricerca di risposte, l’autore ha spaziato dal mondo ecclesiastico a quello della scienza, dalla medicina alla politica, dal diritto al cinema. Ha incontrato personalità come Alessandro Plotti, Gustavo Zagrebelsky, Ignazio Marino, Enrico Bellone, Vito Mancuso, Giulio Girello, Enzo Bianchi, donne dai destini diversissimi come Mina Welby e Rosy Bindi, uomini di spettacolo come Lino Banfi, seguace di Padre Pio, e sacerdoti dal percorso travagliato come Franco Barbero. Ma, soprattutto, ha incontrato Benedetto XVI, una personalità dalle molte sfumature e per molti versi enigmatica. Il libro riporta, infatti, il testo completo e inedito dell’ultimo colloquio avuto con lui prima della sua elezione al soglio pontificio.
Bologna, i laici sul testamento biologico e la fecondazione assistita: “Inadatti a legiferare”
FECONDAZIONE ASSISTITA. “STORICA DECISIONE
DELLA CORTE COSTITUZIONALE”
Comunicato stampa congiunto
Il cartello laico (composto da Bologna Città Libera, Terre Libere, UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti — Bologna, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Rivista “LucidaMente”, Radicali Bologna, Cellula “Luca Coscioni” — Bologna, Associazione Libera Uscita) oggi ha idratato e alimentato forzatamente la statua di Ugo Bassi, posta nella via omonima; era l’azione conclusiva della Tre giorni di laicità. Dopo mezz’ora di terapia forzata, il sondino s’è dimostrato inutile nel rianimarla.
L’iniziativa vuole evidenziare l’inapplicabilità della legge sul testamento biologico in approvazione in Parlamento, coi voti della maggioranza di centro-destra e col contributo dell’ala cattolica del Partito Democratico. La stessa maggioranza trasversale che approvò la Legge 40 sulla fecondazione assistita, durante il precedente governo Berlusconi. Allora fu il centro-destra, con la collaborazione della Margherita, poi confluita nel PD, a dir vita al mostro giuridico ieri bocciato nei suoi articoli fondamentali dalla Corte Costituzionale. Fatto, questo, che dimostra l’inadeguatezza dell’attuale classe dirigente a legiferare in materia di diritti della persona e di diritti civili.
La sentenza della Corte Costituzionale ha un grande valore politico. Smonta il desiderio del Vaticano di uno stato etico, smonta l’opportunismo politico trasversale agli schieramenti, sempre pronti a rinunciare al principio di laicità e a obbedire ai voleri delle gerarchie cattoliche. La sentenza della Corte Costituzionale riempe di gioia il cuore dei cittadini democratici, perché conferma la giustezza delle loro posizioni: non si può legiferare contro la dignità della persona umana.
E invece il DDL Calabrò sul testamento biologico ripropone la stessa logica da stato etico bocciata dalla Corte: espropria l’individuo del suo inalienabile diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita. Crediamo che la maggioranza degli italiani, da tempo, è matura per scelte laiche, non subordinate a questa o a quell’altra etica religiosa. Per questo, continueremo a batterci per il diritto di scelta e per una buona legge sul fin di vita.
Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo “fammi scegliere” perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no in caso si trovi in stato d’incoscienza. Ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell’individuo e nella sua capacità di scelta. L’adesione alla campagna si concretizza nell’esposizione di un semplice simbolo: una X che rappresenta la scelta, con due linee di diverso colore che si incrociano, perché ognuno è libero di prendere la strada che preferisce. Un simbolo da mettere su blog, social network, in casa, alle finestre, indosso, in luoghi pubblici e privati. Siamo convinti che la maggioranza degli italiani pensi che le persone siano in grado di decidere da sole quando si tratta della propria vita e che non vogliano delegare questa scelta a nessun altro. E allora facciamola vedere questa Italia diversa da quella che viene rappresentata in tv e in parlamento: un’Italia più libera e più umana.
Ugo Bassi è stato un sacerdote barnabita e un accorato predicatore. Nacque a Cento nel 1801. Si scontrò con le gerarchie religiose. Nel 1848 fu cappellano di Garibaldi a Roma. Riuscì a riparare a San Marino, con i garibaldini, ma fu arrestato a Comacchio. Trasferito a Bologna, fu fucilato dagli austriaci, a Villa Spada, la mattina dell’8 agosto 1849. La sua tomba divenne luogo di visite dei bolognesi che la coprirono di fiori. Per evitare che si trasformasse in un pellegrinaggio di popolo, il suo corpo fu nascosto nel cimitero della Certosa.
Bologna Città Libera
Terre Libere
UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti — Bologna
Comitato bolognese Scuola e Costituzione
Rivista “LucidaMente”
Radicali Bologna
Cellula “Luca Coscioni” — Bologna
Associazione Libera Uscita
Guarda le foto | Guarda il volantino distribuito







