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Articoli marcati con tag ‘Trans’

Bologna, 14 – 17 Maggio: Divergenti, festival di cinema trans

BOLOGNA DIVERGENTI, FESTIVAL TRANS
Il Manifesto, 13.05.2009

Toma a Bologna Divergenti (14 – 17 Maggio), il festival intemazionale di cinema dedicato al mondo trans e transgender, negli spazi del Lumière. Una edizione, la seconda, incentrata in particolare sulla memoria, coincidendo infatti con le celebrazioni per i 30 anni dalla nascita del Mit e per i 40 anni dalla rivolta di Stonewall. A chiudere la kermesse, il 17 maggio, la Giornata internazionale contro l’omofobia. “Quest’anno la giornata è dedicata proprio alla transfobia” ha sottolineato il presidente del MIT (promotore dell’evento), denunciando che “in Italia l’odio, la violenza e le aggressioni verso i trans sono in aumento vertiginoso”. In programma al festival 16 proiezioni di film e mediometraggi, tra cui moltissime prime nazionali.

Cecconi, Bologna Città Libera: “Assenti le coppie di fatto dal programma di Delbono”

Bologna Città Libera
COMUNICATO STAMPA
28 Aprile 2009

BOLOGNA, PROGRAMMA UNIONE DELBONO.
CECCONI: “ASSENTI LE COPPIE DI FATTO E I DIRITTI CIVILI.
IL 31 MAGGIO IN PIAZZA PER CELEBRARE IL LIBERO AMORE.”

Maurizio Cecconi, attivista del movimento omosessuale, insieme ai consiglieri comunali di BCL, sull’eliminazione dei diritti delle persone gay e lesbiche dal programma dell’Unione di Delbono.

21 pagine, 60.000 caratteri e mai che siano pronunciate le parole: omosessuale, gay, lesbica, bisessuale, trans. Scompare del tutto il tema del riconoscimento delle coppie di fatto, etero e gay, e viene sostituito da un generico quanto irrilevante ‘contrasto ad ogni forma di discriminazione’”, così Maurizio Cecconi, candidato consigliere di Bologna Città Libera e da oltre dieci anni attivista del movimento gay in città. E’ amareggiato e offeso Cecconi, da quella che definisce “una farsa intollerabile. Siamo passati dalla tragedia del divieto di Rutelli ai PACS, alla buffonata del programma di Delbono che, pur di non offendere l’ala cattolica del partito e dell’Unione, non dice nulla di rilevante su come estendere i diritti di cittadinanza alle persone omosessuali, grazie ai possibili interventi dell’amministrazione comunale nel welfare, nelle scuole, nella prevenzione”. Conclude Cecconi: “Nulla, non c’è nulla. Com’è possibile? L’anno scorso abbiamo tenuto a Bologna il Pride nazionale e questo è il risultato? Questa è la capacità di ascolto del centro-sinistra?”.

Il candidato sindaco di BCL, Valerio Monteventi, non risparmia critiche, specialmente nei confronti dell’ala sinistra dell’Unione di Delbono: “Pensano di difendere i lavoratori alleandosi col partito del sindaco condannato per comportamento anti-sindacale, pensano di difendere la laicità delle istituzioni e di estendere i diritti delle persone omosessuali alleandosi coi cattolici più retrivi e accettando i veti che questi pongono al programma. La sinistra unionista si dimostra ancora una volta una sinistra da salotto, velleitaria e attenta solo alle briciole di potere che le vengono elargite“.

Bologna Città Libera è l’unica forza politica ad aver inserito nel proprio programma di mandato un capitolo relativo agli orientamenti sessuali. Siamo fieri del lavoro fatto, grazie all’impegno di Maurizio Cecconi. Ci sono proposte qualificanti, uniche nel panorama bolognese: la partecipazione del sindaco ai Pride; le misure anti-crisi estese ai single; le campagne contro l’omofobia e il bullismo; l’avviamento agevolato al lavoro per le persone trans; la distribuzione gratuita dei preservativi; la consulta per la laicità“, così Serafino D’Onofrio, consigliere e candidato per BCL.

Roberto Panzacchi, presidente della Commissione Consiliare ‘Istruzione, Cultura, Turismo e Sport’, incalza: “E’ necessario invertire la tendenza che vede progressivamente diminuire i finanziamenti alle associazioni che promuovono la cultura della diversità. Bologna era famosa per essere tollerante; vogliamo che torni ad essere un modello di riferimento per tutta l’Italia”.

Conclude Cecconi e rilancia combattivo: “L’ultima domenica di campagna elettorale, il 31 maggio, per combattere il tentativo di marginalizzare il tema dei diritti civili, saremo in piazza per celebrare il libero amore. Il candidato sindaco di Bologna Città Libera unirà simbolicamente le coppie gay, lesbiche ed eterosessuali che vorranno partecipare a questo momento festoso di rivendicazione di pari diritti e di pari dignità per tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale, e impegnarsi verso il proprio compagno o la propria compagna davanti alla città di Bologna”.

Baracca Obama a DACCELA (la tua preferenza)

Sarà Baracca Obama con la sua musica black/soul/jazz ad animare la serata DACCELA (la tua preferenza). Baracca Obama è alla sua prima apparizione dopo l’elezione alla Capanna Bianca.

Reduce dall’estenuante fatica delle primarie del Partito Fantomatico, Baracca Obama aprirà le danze con un valzer dedicato a Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera: “Amandoti” dei CCCP.

Ai candidati Maurizio Cecconi e Fulvia Casagrande, invece, il compito d’illustrare il programma omosessuale, bisessuale, trans e queer di BCL.

Baracca Obama, note biografiche

Baracca Obama, nata a Foggia nel 1986, è fiera della sua famiglia poco tradizionale, allargata agli amanti, agli amici e alle amiche, ai compagni di affetti e di lotta. A vent’anni è emigrata dallo slum di periferia fino al nord industriale, per studiare relazioni internazionali ed iniziare la sua poco promettente carriera. Baracca Obama lotta per il diritto all’aborto e per migliorare le condizioni di vita al Sud – che continua ad amare, nonostante la lontananza. Baracca Obama è favorevole ai matrimoni gay, indossa solo pellicce sintetiche e ha compilato il suo testamento biologico. I gioielli, però, afferma di non volerli lasciare a nessuno.

Baracca Obama durante la prova trucco

Giornalista si finge trans e documenta le discriminazioni sul lavoro

LAVORO: GIORNALISTA SI FINGE TRANS E DOCUMENTA DISCRIMINAZIONE
PER LA TRASMISSIONE “L’ALTRA INCHIESTA” DELL’EMITTENTE RETESOLE

Adnkronos, Roma, 2 Mar. – “Se sei un transessuale è quasi impossibile trovare un lavoro”. Questa la conclusione cui giunge il servizio “Francesco era disoccupata” di Francesco Palese per la trasmissione “L’Altra Inchiesta” dell’emittente Retesole, disponibile online all’indirizzo www.laltrainchiesta.com e su YouTube. Palese, pochi mesi dopo essersi finto un gay in cerca di casa, registrando i rifiuti da parte dei proprietari, si è messo nei panni di una transessuale appena trasferitasi a Roma da Lecce, in cerca di un lavoro e di un alloggio. La puntata di “L’Altra Inchiesta”, che vede come ospiti Vladimir Luxuria e Fabrizio Marrazzo dell’Arcigay, sarà trasmessa domani, martedì 3 marzo, alle 21.10 su Retesole. Nel corso della trasmissione Francesca Eugenia Busdraghi di Azione Trans racconta in un’intervista il suo calvario lavorativo. Con tanto di travestimento il giornalista ha ripreso con telecamera nascosta il rifiuto della disponibilità di lavoro da parte di diverse agenzie interinali di Roma, pochi minuti dopo che le stesse avevano offerto alla sua complice, Francesca Bastone, diverse soluzioni. Una volta che alla complice era stato offerto, ad esempio, un posto da contabile, nell’agenzia faceva irruzione la finta trans che dichiarava di avere esperienza in quel settore, ma la posizione svaniva nel nulla. Nel video anche un’agenzia immobiliare che ha negato al giornalista di avere immobili in affitto poco dopo averli offerti invece alla complice.

Vi voglio maschie

Non dev’essere una coincidenza il fatto che oggi, durante l’assemblea della curia romana, dedicata in questo periodo alla scambio degli auguri natalizi, davanti a una platea di prelati in gonna lunga, pellicce al collo e addobbi roccocò che neppure Moira Orfei possiede, Benedetta Sedicesima sia sbottata e abbia gridato: “Basta brutte checche! Vi voglio più maschie. No! Solo maschie”. Il suo segretario particolare, spostato il ciuffo che gli oscurava la vista della sala, gli ha ricordato che la Chiesa viene spesso accusata di essere misogina e che la frase appena pronunciata poteva essere letta come un invito alla marginalizzazione delle donne dall’Ecclesia. E’ così che alla fine è entrata nella Storia l’espressione: “Solo Dio può decidere se siete maschie o femminucce, capito?!”. I sacerdoti seduti nelle poltroncine sotto il trono papale si davano di gomito, scambiandosi dei rassegnati “Ci risiamo con la predica sul buon gusto”. L’ufficio stampa del Vaticano, come sempre in questi casi, quando Benedetta Sedicesima perde la pazienza con le colleghe in sottana, ha sospirato e rivolto lo sguardo al Cielo. Un chirichetto lì vicino giura d’averlo sentito pregare: “Gesù Santissimo come rimedio alle cazzate di questa isterica repressa?”. Il chirichetto, ulteriormente interrogato, giura che dall’Alto non è arrivata nessuna risposta. Una lampadina luciferina s’era però accesa nella testa dell’ufficio stampa. “L’altro giorno non abbiamo sottoscritto la “Dichiarazione sui diritti dei disabili” perché non c’era un riferimento all’aborto, ieri abbiamo detto che è meglio un frocio impiccato di uno sposato col suo moroso, oggi… Oggi… Oggi… Ah! Usiamo la parola “Gender” che fa figo ed esterofilo, ‘sto latino ha rotto il cazzo. Attacchiamo le persone trans e con un sol colpo rendiamo prigionieri i corpi dei trans, degli uomini e delle donne. Sono un genio, Sua Santità me lo deve riconoscere. Mi farò prestare per un mese quel suo bel paggetto svizzero, come premio”. Scondinzolando felice sino alla più vicina tastiera, eccolo battere solerte lo stringato comunicato rilasciato dalla Santa Sede, che qui, per dovere di cronaca, riportiamo.

CITTA’ DEL VATICANO, 22 DIC 2008 – DURANTE L’UDIENZA TRADIZIONALMENTE DEDICATA ALLO SCAMBIO DEGLI AUGURI NATALIZI, PAPA BENEDETTO XVI HA RIVOLTO UN ACCORATO APPELLO. ”NON SONO UNA ROCK STAR. SONO IL VOSTRO CAPO. SOPRA DI ME C’E’ SOLO DIO, CHE PARLA PER VOCE MIA E M’IMPONE DI RICORDARVI CHE SOLO LUI, IDDIO NOSTRO SIGNORE, PUO’ DECIDERE SE SIAMO MASCHI O FEMMINE, COMUNQUE SEMPRE CARNEFICI DELL’ALTRUI FELICITA. BUON NATALE, FRATELLI E SORELLE”.

[Leggi il comunicato di Arcigay e del Gender Bender International Festival]

Das Em

TRANSbus Day – Napoli, Sabato 6 Dicembre

Il collettivo lgbtq Tiresia lancia una singolare iniziativa per il 6 dicembre, in quel di Napoli.

Pochi giorni fa nel capoluogo partenopeo è avvenuto un selvaggio pestaggio ai danni di confronti di una trans. Sul sito del M.I.T. leggiamo che la trans picchiata è

L. B. (componente del Direttivo dell’Associazione Libellula – Circolo Anthias), che era sull’autobus per Ponticelli quando si è ritrovata accerchiata da un gruppo di ragazzi tra i 17 e i 25 anni che, nell’indifferenza dei presenti, l’hanno aggredita verbalmente e fisicamente.

Per denunciare la violenza verso le/i trans e la transfobia, che per l’ennesima volta colpisce a Napoli, il collettivo Tiresia propone quindi a chiunque salga sui bus questo sabato d’indossare un capo d’abbigliamento o un accessorio rosa o fuxia.

Chi vuole può scaricare il volantino da distribuire sugli autobus. Tiresia chiude con questa massima di saggezza zen: “Siamo tutte/i invitate/i a vestirci come ci pare, da donna o da uomo, non importa. Importante è il fuxia. E l’azione”.

Tanti auguri di cuore ai nostri amici e amiche napoletani. A cui, se volete, potete scrivere per chiedere maggiori informazioni: tiresi@email.it.

[Promuovi l'evento su Facebook]

Roma, uccisa trans brasiliana – Il comunicato del Coordinamento nazionale transgender Sylvia Rivera

E’ di ieri la notizia del ritrovamento di un corpo senza vita alla periferia di Roma. La morte è stata inflitta con un colpo di coltello al torace. La vittima era una ragazza trans, con tutta probabilità brasiliana. Pochi i dati, ad oggi, che non ci permettono di darle un nome. Questo comunicato potrebbe concludersi qui, senza spiegazioni, senza un perché, registrando l’ennesima vittima, conquistandosi un trafiletto nella cronaca nera o pochi secondi di notorietà televisiva, la notizia ci è stata riportata nella modalità scandalosamente nota, riservata esclusivamente alle persone trans, neanche l’omicidio di una persona riesce in qualche modo a far indignare l’opinione pubblica, tutta presa a festeggiare una realtà da reality troppo lontana da quel cadavere steso su un marciapiede.

La crescente situazione di insicurezza e pericolo che ci troviamo ad affrontare quotidianamente, non è solo frutto di politiche fatte di odio contro chi non rientra in assurdi canoni di “razza” così cari al nazi-fascismo, ma anche da una pressoché completa assuefazione a continui atti di violenza inaudita contro chi, come trans, omosessuali, lesbiche, donne, immigrati, riempie le pagine di cronaca, vittime ormai non solo di carnefici ma di un altrettanto pericolosa indifferenza. Noi non solo piangeremo la morte di questa ragazza assassinata, continueremo a gridare, a batterci, ad usare tutte quelle armi in nostro possesso per cercare di fermare questa mattanza transfobica nel nostro paese.

Torniamo a chiedere al Capo dello Stato di garantire pari dignità a tutte le persone, con particolare attenzione a chi viene perseguitata/o per motivi di odio razziale, pretendiamo l’indignazione su tali atti di violenza e la messa in atto di politiche di tutela e difesa contro l’odio transfobico.

Il Coordinamento nazionale transgender Sylvia Rivera, chiede che venga fatta luce sull’omicidio della ragazza assassinata a Roma e pretende che la sua memoria non venga lacerata come è successo con il suo corpo.

Coordinamento nazionale transgender Sylvia Rivera
www.sylviarivera.org

20 novembre – Transgender Day of Remembrance

Il 20 novembre
Transgender Day of Remembrance
contro transfobia, discriminazione e violenza

Betty&Books, H 19.30
Via Rialto 23/A

Dal mito alla realtà
Inaugurazione/Vernice della mostra fotografica
Commemorazione delle persone trans uccise nell’ultimo anno
A seguire dibattito + rinfresco
A cura del M.I.T. – Movimento Identità Transessuale
in collaborazione con SexyShock

Scarica il rapporto sulle aggressioni alle persone trans
e sugli omicidi di persone trans nel 2008

a cura di Arcigay

La mia famiglia – Paola Cortellesi

La mia famiglia
di Paola Cortellesi
da Non perdiamoci di vista

Una Medea trans al Festival di Segesta

Festival di Segesta

Compagnia G.B. Studio
con il patrocinio del Consolato Generale del Brasile presenta

Olà Medea!
Ipotesi di trasformazione e adattamento scenico alla vita

Diretto da Gianluca Bottoni
con Leila Daianis, Carol Tébar, Michele A. Arcaroli

15 Agosto 2008, H 19.00 al Teatro Antico
16 Agosto 2008, H 05.00 al Teatro Antico
16 Agosto 2008, H 21.00 al Castello Eufemio

Lo straniero bisogna che s'adegui alla città che lo ospita
ma non sta negli occhi la giustizia
se uno detesta prima di conoscerlo a fondo
un altro, per averlo visto,
senza aver subito nessun torto.

[Medea, Euripide]

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Maurizio Cecconi
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