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Fare la storia
Walter Veltroni e il Partito Democratico hanno ribadito al Lingotto che “vogliono uscire dal ’900″.
Tradotto significa rinunciare alla possibilità di ribaltare i rapporti di forza tra capitale e sfruttamento del lavoro, per consegnarsi, mani e piedi legate, alla gestione di un presente sempre peggiore.
Possiamo tranquillamente affermare che, per ora, l’unico e inutile risultato che hanno ottenuto è d’uscire dalla storia.
Là dove la storia si fa.
Neanche un Nichelino di laicità
A Nichelino, comune alle porte di Torino, un giovane consigliere del PD, Fabio Salerno, a inizio luglio ha presentato una mozione per istituire un registro delle unioni civili. La sua iniziativa è stata bocciata dal Consiglio Comunale, coi voti dei suoi compagni di partito e della destra. Stesso copione di Pesaro.
A nulla è servito l’esempio che la città di Torino avrebbe dato da lì a pochi giorni e di cui si discuteva da mesi.
Neanche un Nichelino di laicità.
Sindone. Flop della visita di Benedetto XVI a Torino
Bologna, matrimonio gay. Omaggio a Caffarra: una copia della Costituzione
Omaggio gay a Caffarra: copia della Costituzione
Dopo il rifiuto di Flavio Delbono la coppia si rivolge ai prossimi candidati sindaci.
L’accusa di Franco Grillini: “Ennesima forte invasione dell’arcivescovo e della Chiesa”
Di Francesco Mura
Il Bologna, 16 Febbraio 2010
Quando il cardinale arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, parla di Dico e coppie di fatto è inevitabile che il polverone che solleva sia di quelli per i quali servono giorni se non addirittura settimane per smaltirli e ritrovare la giusta calma e concentrazione. Difficile immaginare una diversa reazione soprattutto da parte di chi ha vissuto una vita improntata alle battaglie civili. “E’ l’ennesima, forte, invasione dell’arcivescovo bolognese e della Chiesa nelle vicende dello Stato – assicura Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e candidato alle regionali per l’IdV – ma vorrei ricordargli che quando il parlamento approva una legge vale per tutti. Arcivescovo Caffarra e Chiesa compresi”. Ieri la polemica è stata alimentata dalle due coppie gay – Maurizio Cecconi e Tomas Kutinjac, Giuseppe Lombardo e Angelo De Battisti – che avevano chiesto al sindaco Delbono di essere uniti in matrimonio. “Quando abbiamo chiesto a Delbono di unirci simbolicamente in matrimonio – scrivono i quattro – siamo rimasti amareggiati per il suo rifiuto di celebrarlo e di incontrarci. Certo si espresse a favore di una legge nazionale, ma noi gli avevamo chiesto un gesto concreto come quello di Chiamparino, sindaco di Torino, e non una dichiarazione di principio. La sua risposta – continuano – ci sembrò contraddittoria e spaventata: cosa significa “Non posso, manca la legge”. Insomma, niente legge niente matrimonio. Nemmeno simbolico. “Se ci fosse la legge – assicurano i quattro – noi coppie gay non avremmo necessità di chiedere ai sindaci di compiere un atto simbolico a sostegno dell’uguaglianza delle persone omosessuali”. Poi, ironicamente, scrivono sulle dimissioni del sindaco. “E’ proprio il caso di notare – ironizzano – che rifiutare di celebrare i matrimoni gay porta sfortuna”. Un intermezzo ironico prima di lanciare il loro monito ai futuri candidati sindaci. “Ora che si profilano all’orizzonte nuove elezioni – scrivono – ai candidati sindaco rivolgeremo la fatidica domanda che rivolgemmo a Delbono: ci sposate?. Li inviteremo a rispondere e a farlo pubblicamente affinché la cittadinanza sia informata della decisione assunta”. L’ultimo pensiero, invece, è per l’arcivescovo bolognese. “Al cardinale Caffarra, invece, inviamo oggi una copia della Costituzione italiana in regalo, con l’articolo 3 sottolineato in grassetto. Una buona lettura è un toccasana prima di dormire”. | Fonte Delbono Sposaci!
Bologna, matrimoni gay. Delbono scrive alla coppia che il Comune rifiuta di sposare: “E’ un’ingiustizia”
Plauso del Cassero e considerazioni più caute di Arcilesbica Bologna: “Parole interessanti ma sono importanti le azioni concrete. Ci saremmo augurate che intraprendesse in prima persona un’azione come quella messa in atto da Chiamparino a Torino”.
Anche Franco Grillini invita il sindaco a passare dalle parole ai fatti.
Bologna, i consensi di Delbono in lieve calo
Matrimonio gay, Bologna non s’arrende. Un’altra coppia chiede al sindaco di sposarla
Giuseppe Lombardo e Angelo De Battisti formano da ben 15 anni una coppia. La seconda a chiedere al Sindaco di Bologna di unirli simbolicamente in matrimonio tramite l’iniziativa Mille Chiamparino. Già Maurizio Cecconi e Tomas Tomas Kutinjac, infatti, avevano avanzato la stessa richiesta al loro primo cittadino, ma senza fortuna.
Eppure “E’ arrivato il momento di fare qualcosa di concreto per le coppie omosessuali. Più siamo meglio è”, dice Giuseppe, 40 anni, che nella vita fa l’infermiere. “All’epoca non c’era internet. Ci siamo conosciuti con un annuncio su Telemontecarlo, racconta Angelo, operaio metalmeccaninco di 52 anni. Con loro vive anche la madre di quest’ultimo che «sarebbe felicissima se potesse vederci sposati”. Loro tre, insieme, formano una normalissima famiglia senza diritti come tante. “Mi auguro che Delbono risponda alla nostra richiesta – dice ancora Giuseppe -, altrimenti la delusione sarebbe grande. Anche perchè ha manifestato con noi in Piazza Nettuno in un sit-in contro l’omofobia”.
L’iniziativa del portale Gay.it s’ispira alla vicenda del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino che ha annunciato la volontà di sposare Antonella D’Annibale e Debora Galbiati Ventrella, due lesbiche torinesi che gli avevano chiesto proprio di poter celebrare le loro nozze simboliche. Per aderire basta compilare il modulo a questo indirizzo. Una mail automatica sarà inviata al Sindaco della propria città con la richiesta di nozze simboliche. | Fonte Gay.it
Matrimoni gay, il “virus Chiamparino” si diffonde. Nuova richiesta a Grosseto
Davide Buzzetti, 29 anni e Gianluca D’Amico, 23, sono i primi ad aver aderito all’iniziativa Mille Chiamparino. Presidente di Arcigay locale il primo, e grafico il secondo, Davide e Gianluca hanno scritto al Sindaco della loro città Emilio Bonifazi perché celebri le loro nozze. “Siamo fidanzati da 4 anni e da tre viviamo insieme”, dicono i due giovani a Gay.it. “Abbiamo aderito all’iniziativa di Gay.it – prosegue Davide – per due motivi: primo, perché più volte abbiamo pensato di espatriare per pacsarci o sposarci; secondo, perché vogliamo far vedere alla città che esistiamo e non siamo cittadini di serie B”.
Matrimoni gay, parte la campagna “Mille Chiamparino”
Per permettere alle coppie gay di chiedere al prorio sindaco di celebrare le loro nozze. Dopo il Sindaco di Torino, tanti altri possono dare voce ai nostri diritti.
E’ stato aperto anche un minisito, con un modulo di lettera da inviare al sindaco della vostra città:
http://www.gay.it/millechiamparino
Io e Tomas, che abbiamo chiesto al sindaco di Bologna di sposarci simbolicamente, invitiamo le coppie omosessuali a fare altrettanto:
Aderiamo con entusiasmo alla campagna “Mille Chiamparino” lanciata da Gay.it. Come coppia gay che ha scritto al sindaco della nostra città per chiedergli di sposarci, invitiamo tutte le coppie omosessuali a fare altrettanto, seguendo l’invito qui pubblicato. C’è estremo bisogno, in Italia, di una nuova stagione di uguaglianza e di laicità, che veda il movimento lgbt protagonista e in prima linea.
Tra i testimonial, Franco Grillini, Paolo Patanè, Vladimir Luxuria, Sergio Rovasio, Fabio Canino, Alessandro Cecchi Paone.
DIFFONDETE!
Matrimonio gay, il Sindaco Delbono non risponde alla nostra richiesta. Almeno ci incontri
Delbono: “Manca la legge per i matrimoni gay”Flavio Delbono si dice a favore dei matrimoni gay, ma non celebrerà quello simbolico fra Maurizio Cecconi e il suo compagno perché manca una legge nazionale. “Mi auguro che il Parlamento decida finalmente di approvare una buona legge che elimini la distanza dell’Italia dall’Europa – afferma il sindaco – purtroppo manca ancora una legge nazionale che, come avviene in altri grandi Paesi, garantisce la parità dei diritti e della dignità alle coppie gay e lesbiche”. In altre parole, lascia intendere Delbono, che non parla mai però esplicitamente di matrimonio (e sottolinea che anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, non ha celebrato delle nozze), l’auspicio è che si arrivi ad equiparare i diritti delle coppie etero e omosessuali. | Fonte La Repubblica Bologna
Dopo le lettere aperte inviate al Sindaco Delbono, scritte da me e dal mio compagno e dai miei genitori, abbiamo ricevuto molte felicitazioni e tante interviste da parte della stampa, che s’è dimostrata attenta alla richiesta di due cittadini nei confronti del Sindaco della loro città. Vi ringraziamo per questo e vi chiediamo di continuare in questa indispensabile opera d’informazione.
L’ultima giornalista che ci ha intervistato ci ha comunicato che l’ufficio stampa del Sindaco aveva diffuso una nota, in cui il primo cittadino afferma che è necessaria una legge nazionale per garantire pari diritti e dignità alle persone lgbt.
Purtroppo non dice nulla sulla nostra richiesta di celebrare un matrimonio omosessuale, seppur simbolico.
Io e il mio compagno non abbiamo mai pensato che fosse sufficiente scrivere un paio di lettere e il Sindaco ci avrebbe telefonato esclamando: “Cecconi e Kutinja?, correte nel mio ufficio che vi sposo!”.
Pensiamo che sia una decisione che richiede anche una riflessione e non desideriamo forzargli la mano.
Pensiamo che potrebbe incontrarci per darci l’occasione di spiegargli le nostre ragioni.
Anche il Sindaco Chiamparino, prima di decidere, ha incontrato Antonella e Debora.
Il fatto che il Sindaco della nostra città non ci risponda ci delude, ma non ci fa perdere la speranza che possa oggi, domani, dopodomani aprire la sua porta all’ascolto di una coppia omosessuale, desiderosa di unirsi pubblicamente davanti alla comunità cittadina, come fanno tutte le coppie eterosessuali che si sposano.
Restiamo in attesa di una chiamata, Sindaco!

