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Articoli marcati con tag ‘The Italian Miss Alternative’

La fantasia al potere

In viaggio per il Portogallo, Benedetto XVI dichiara che il terzo segreto di Fatima aveva previsto l’esplosione dello scandalo della pedofilia clericale.

Nel 1996, sempre Ratzinger dichiarò: “non c’è nulla di preoccupante nel terzo segreto”. Sempre secondo la Chiesa cattolica, il terzo segreto di Fatima avrebbe previsto l’attentato a Wojtyla del 1981. Che serietà! Che autorevolezza!

Secondo me, il terzo segreto di Fatima ha previsto anche tutte le prime 15 modelle vincitrici di The Italian Miss Alternative, il concorso per giovanotti travestiti.

The Italian Miss Alternative 2009 – Le foto

Fotografie di Remediosandme

The Italian Miss Alternative 2009. Paura!

“Il Cassero” – Gay & Lesbian Center è lieto di presentare
THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE
PAURA!

XVI Edizione

Giovedì 9 Luglio – H 21.30
Cortile della Cineteca
Via Azzo Gardino 65 – Bologna [vedi mappa]

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[Scarica il comunicato stampa]

Prevendite
Poltronissima prima fila – Sostenitori
50 euro al Cassero – 52 euro online
Posti a sedere numerati
18 euro al Cassero – 19 euro online
Biglietto senza posto numerato 12 euro

L’intero ricavato sarà devoluto alle associazioni bolognesi
di lotta all’AIDS: IDA – MIT – LILA – CASSERO SALUTE

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE - PAURA!

Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009

E’ disponibile per il download [74 MB, .pdf in alta risoluzione] il numero estivo di Cassero Magazine. Da segnalare lo speciale dedicato a The Italian Miss Alternative, che si terrà quest’anno Giovedì 9 Luglio, nel cortile della Cineteca. Notevole anche il portfolio del fotografo Maurizio Fiorino, a cui è dedicata la copertina che vedete nell’immagine di questo articolo.

L’analisi del voto delle recenti elezioni amministrative tenutesi in città è affidata a Bruno Pompa, con un editoriale confuso, che identifica nella pluralità di candidati/e lgbt un difetto piuttosto che una ricchezza. L’analisi proposta è palesemente lontana dalla realtà quando afferma che la pluralità di candidati gay e lesbiche “non ha portato a risultati migliori in termini di visibilità dei nostri temi”. Evidentemente, Pompa non legge i giornali né s’informa in rete (e cito solo un’iniziativa; ce ne sono state molte altre durante la campagna elettorale che mi ha visto tra i candidati gay più attivi e presenti). Resta dunque un mistero la scelta di affidare a chi ignora il dibattito cittadino il compito di esprimere il punto di vista dell’associazione. Un punto di vista vecchio come il mondo: mettersi all’ombra del potere politico, laddove, imbrigliati dalle logiche di partito, si parla di tutto fuorché dei diritti delle persone omosessuali. Lo ammetto: sono molto deluso. Da quella che è anche la mia associazione, mi aspettavo un riconoscimento della generosità e dell’impegno con cui in diversi abbiamo sostenuto le nostre battaglie di laicità e di civiltà. Mala tempora currunt.

[Scarica Cassero Magazine ; 74 MB]

Cassero Magazine Luglio / Agosto 2009 - Copertina

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009

L’editoriale del nuovo numero di Cassero Magazine, a cura del Consiglio Direttivo, dedicato al bilancio della Giunta Cofferati e alle elezioni amministrative di Bologna.

A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoë a Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso – in fuga – verso la Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche Cristiano Malgioglio – la chìra meno vocata alla fascia tricolore – potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perché non provare…

Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì perché a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo baillame vorremmo un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perché a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa rainbow per orientarvi nella giungla di questa campagna elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con un preciso orientamento, frutto di una discussione che si è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a una particolare forza politica bensì sostiene tutti e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale, quale che sia il simbolo che colora la loro scesa in campo. Tre di loro in particolare – Bruno Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice – sono espressioni dirette della nostra storia associativa che ancora oggi si intreccia con la loro militanza. Stesso ragionamento per il Quartiere Porto, quello all’interno del quale il Cassero si trova: due candidati glbt corrono per la carica di consigliere, entrambi godono della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci, invece, questo Consiglio Direttivo ha scelto di non dare indicazioni bensì di aprire un confronto diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore, cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna. Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.

Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna, quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative, il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente quel fazzoletto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso. Fortuna che a Genova – dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride – sono quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque incomprensione.

[Scarica Cassero Magazine ; 5 MB]

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009 - Copertina

Bologna, nasce il “Giardino Stefano Casagrande”

La Giunta del Comune di Bologna ha approvato la nascita del “Giardino Stefano Casagrande”, compreso fra le antiche mura medievali lungo Viale Silvani, Via Calori e Via Graziano [vedi mappa]. Tutto era nato da una richiesta della Maison du Casserau, produttrice di The Italian Miss Alternative, d’intitolare una piazza all’ideatore della più blasonata ed eccentrica sfilata di beneficienza italiana. Ogni anno Miss Alternative coinvolge decine di persone nell’organizzazione della passerella destinata a raccogliere fondi per la prevenzione dell’AIDS. Dopo il rifiuto della Giunta Cofferati a concedere l’uso di Piazza Maggiore per la sfilata, la madrina Nostra Signora Inès scrisse un’accorata lettera per chiedere d’intitolare una piazza in onore di Casagrande. Tutto cominciò da qui. Eccola.

Gentilissimo Sindaco, Caro Sergio Gaetano Cofferati,

I quindici anni di “carriera” rendono ormai The Italian Miss Alternative una piccola istituzione, una carovana sui tacchi nota in tutto lo stivale e che per lo stivale, più volte, è corsa ad appuntare il fiocco rosso della lotta all’aids. Le modelle della Maison du Cassero hanno bisbigliato costanti il loro motto, come si conviene alle signore, e negli anni hanno tenuto vivo quel piglio concepito quindici anni fa nel corridoio di una casa in via San Felice. A quel civico, signor sindaco, viveva Stefano Casagrande, un omone dall’aria austera e col baffone tipico dei Quartieri Spagnoli. Un artista, un pensatore, un vero leader: per anni il Cassero è stato animato dal suo estro, per anni i palcoscenici di tutta Bologna hanno goduto della sua brillante comicità. Fu Stefano, quindi, a partorire The Italian Miss Alternative: chiunque per un giorno poteva essere una mannequine, a prescindere da peli baffi e barba, indossando tutto quello che si trovava nell’armadio. O più in generale nella camera, in cucina, nel bagno, in garage. L’importante era portare con sé un po’ di gente, mettere tutti la mano al portafoglio e raccogliere qualche soldo per rinvigorire lo scudo contro il diffondersi del virus dell’Hiv. Miss Alternative, da allora, non ha mai interrotto la sua corsa e negli anni ha fatto sempre sentire il suo sostegno alle associazioni che a Bologna si occupano di lotta all’Aids. Purtroppo, però, non è bastata l’energia del nostro sgambettare in passerella a far sì che Stefano Casagrande, ancora oggi, corresse insieme a noi. Ma creda, sindaco, l’essere qui sui tacchi ancora, a quindici anni da quella “prima” in corridoio, a perpetrare la sua lotta, è il modo che tutti e tutte naturalmente abbiamo scelto per non dare per persa fino in fondo quella sfida. Quest’anno però, con il suo aiuto, vorremmo fare qualcosa di più. “Ognuno ha la sua croce” è il titolo del defilée alle porte, e proprio una croce, in fondo, è quello che le chiediamo: la metta su una mappa, quella di Bologna, della nostra città. E la metta proprio vicino all’attuale sede del Cassero, dove i cantieri stanno ultimando la nuova Manifattura della Arti. Accanto a quella “x”, le chiediamo, di scrivere il nome di Stefano Casagrande, a ricordo di quanto ha fatto per la nostra comunità e per Bologna tutta, e affinché ogni giorno ciascuno abbia in mente una lotta – quella contro l’aids – che abbiamo tutti il dovere di vincere.

In attesa di un suo cortese riscontro, celata da un ventaglio, le porgo i saluti della Maison.

Con osservanza,
Nostra Signora Inès.

E’ un giardino e non una piazza. E’ piccolo e nascosto ma, come dice Stefano Casi, il direttore dei Teatri di Vita, “siamo abituati a rendere visibili i luoghi nascosti dove ci vogliono sempre rimettere”. Un grande grazie a chi, modelle e factotum e addetti alla stampa e regine, s’è sbattuto per questo risultato, credendoci e salendo con coraggio su quei tacchi, per creare ogni anno la magia della solidarietà.

Lysandra Coridon - The Italian Miss Alternative

Miss Alternative 2008 – I video

Video By Alex Zanini

Bologna Pride 2008 – The Italian Miss Alternative 2008, le foto

Album completo su Picasa

Avviso ai naviganti e alle navigatrici

Il software che mi segnala quali parole di ricerca sono state usate su www.puta.it offre un’indicazione inequivocabile: state cercando in centinaia le foto e i video del Bologna Pride, del party e di Miss Alternative. Abbiate pazienza, sono centinaia quelle che ho scattato. Arriveranno e quando arriverranno, aspetto i vostri complimenti :-D .

Intervista impossibile a Celine Dior, (co)presentatrice di The Italian Miss Alternative 2008

Due gambe filiformi, crocette ferraresi abbrustolite dall’incuria della massaia. Tailleur castigato o abito da gran sera, crine rigorosamente ramato. Celin Dior è praticamente un manichino della Standa, ma talmente irresistibile da far convertire tutti – anche i più snob – all’Oviesse. Sara lei, a Miss Alternative, la parentesi della televendita, lo stacchetto con le pecorelle, a tratti la peggio scarica di blob. Ma nel torbido saprete scorgere sicuramente la scintilla del suo talento. Soffiate e sarà tutto finito. Vincenzo Branà.

Sei arrivata al successo. Quale percorso intraprendere per diventare modelle?

Indossare dei tacchi, avere una buona musica in testa e nello stereo a tutta manetta e il resto viene da sè. Chiaramente, anche mandare un messaggio al pubblico aiuta.

Quanto pesi?

Mmmm... di preciso non lo so. Credo intorno ai 52 KG e mezzo.

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Maurizio Cecconi
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