Enrico Letta ha appena dichiarato che “voterà a favore” del Disegno di Legge sul testamento biologico presentato dal Governo Berlusconi. I
teodem, con in testa
Paola Binetti, hanno fatto sapere che saranno tanti i voti favorevoli dei parlamentari del PD al suddetto Disegno di Legge. E subito dopo sono iniziate le partite di fioretto all’interno del
rassemblement democratico. C’è chi propone di
espellere tutti i parlamentari del PD che voteranno a favore. Se il PD li espellesse tutti, resterebbero nel partito poco meno dei DS, più qualche cattolico del dissenso (una decina). E’ un discorso puramente teorico:
non espelleranno nessuno, come nessuno hanno espulso sulla questione dei DiCo. Binetti arrivò persino a votare contro la fiducia al traballante Governo Prodi. Conseguenze: zero.
Il PD ha scelto in tutta lucidità di accettare gli ordini del Vaticano; c’è poco da elucubrare, compiuta questa scelta politica. Il problema non è l’espulsione, ma l’assenza nel PD della laicità, quale architrave portante dell’agire politico. In questo senso, il PD è un partito confessionale. Con appena qualche prurito in più del PDL. Né il potere esecutivo (il Governo) né il potere legislativo (il Parlamento) possono impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva della Magistratura (il potere giudiziario), quale è quella che permette a Beppino Englaro di disporre lo stop all’alimentazione forzata di sua figlia. Il tentativo di riassumere tutti e tre i poteri nel Governo è lo scopo del Disegno di Legge di Berlusconi/Sacconi.
Il problema è che in questa battaglia non avremo al nostro fianco la più grande forza politica del centro-sinistra, perché su questo tema come su tutti quelli relativi alle libertà della persona e ai diritti civili, è paralizzata al suo interno dai veti vaticani.
Walter Veltroni è ancora lì, inascoltato e surreale, a supplicare che la “politica resti fuori da questa vicenda” e il PD organizza manifestazioni a sostegno del Presidente Napolitano, invece che al diritto all’auto-determinazione di ogni individuo. In altre parole,
non sarà il PD a difendere la Costituzione Italiana. Difesa oggi richiesta a gran voce da tanti cittadini, uomini e donne.
Non sarà nemmeno la sinistra radicale a salvarla, occupata ad aggirare lo sbarramento del 4% alle elezioni europee e assente dal Parlamento nazionale.
Sia detto chiaramente e senza acrimonia; questi sono i dati di fatto.
Sarà l’azione pacifica, spontanea e incazzata della società civile a salvare la Costituzione e la democrazia [
1 ;
2].
Forse. Dipende da noi.
Aggiornamento
Il vice-segretario del PD, Dario Franceschini, ha dichiarato che quando il DDL arriverà questa settimana in aula, i parlamentari avranno libertà di voto: “I parlamentari cattolici del PD ascolteranno la voce della Chiesa, poi decideranno nel loro ruolo di legislatori, senza indicazioni di voto, soltanto secondo la loro coscienza”. Che dire? Amen.