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Pronto il sit-in davanti a Montecitorio contro il ddl Calabrò
Il presidio è convocato dal Coordinamento Laico Nazionale e dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.
Il testo in discussione in Parlamento è giudicato dalle associazioni, dai medici e dal mondo scientifico, liberticida e incostituzionale, in quanto contrario al principio di autodeterminazione terapeutica, sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione.
Le associazioni chiedono infatti un testamento biologico dove si possa scegliere se accettare o se rifiutare l’alimentazione e l’idratazione forzata. Libertà di scelta vietata dal ddl Calabrò.
Dall’account Twitter e dalla pagina Facebook del Coordinamento Laico Nazionale sarà possibile seguire la diretta della manifestazione.
Prima di tutto le scuse alla città
Bologna partecipa al TDOR, Transgender Day of Remembrance – Venerdì 20 Novembre
IL 20 NOVEMBRE PRESIDI, FIACCOLATE, MOSTRE, MUSICA E FILM
Venerdì 20 Novembre a Bologna (e in altre tre città italiane: Napoli, Torino e Verona) verrà celebrato il TDOR, ovvero il Trangender Day of Remembrance che dal 1998 ricorda in tutto il mondo le vittime della transfobia. Cioè “chi ha dovuto pagare con la propria vita”, spiega una nota dell’associazione Movimento Indentità Transessuale, il prezzo per poter essere sé stesso o sé stessa. In Italia “si consuma il più alto numero di omicidi di transessuali”, continua la nota, “le aggressioni omofobiche si susseguono a ritmo serrato”, l’esclusione e l’emarginazione dei transessuali è “altissima”. Nonostante ciò, scrive il M.I.T., “si preferisce non parlarne e girare la testa dall’altra parte perché la cosa non è importante”. Tranne nel caso in cui, continua la nota con un riferimento implicito alla vicenda dell’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, scoppi lo scandalo “che vede coinvolto il personaggio di spicco beccato il flagranza con il simbolo stesso del peccato”. Il 20 novembre, quindi, “non vogliamo celebrare la solita ricorrenza con la solita mestizia e rassegnazione ma con il nostro orgoglio e la nostra dignità che noi e solo noi ci siamo guadagnati”. Si svolgeranno presidi e fiaccolate, reading, performance teatrali, mostre fotografiche, eventi musicali e proiezioni cinematografiche.
Venerdì 20 Novembre
Ore 18.00
Piazza del Nettuno
Sit-In / fiaccolata per ricordare le vittime dell’ultimo anno
Ore 19.00
Performance dimostrativa altamente visiva all’incrocio della T
(Via Indipendenza / Via Rizzoli)
Ore 21.30
Davide Tolu e Matteo Manetti presentano “One new man show”
Cassero, Via Don Minzoni 18
(In collaborazione con la CGIL)
[Promuovi l'evento su Facebook]
[Scarica il report 2009 sulle violenze transfobiche: .doc oppure .pdf]
La comunità omossesuale si ribella. Cecconi: “E’ ora di reagire a questa violenza”
Numerosi episodi di violenza sono stati commessi ai danni di esponenti della comunità omosessuale negli ultimi tempi in varie parti d’Italia e anche Bologna non è rimasta immune. Contro questa ondata omofobica è nato un movimento spontaneo di protesta, che ha organizzato il sit-in di Piazza Maggiore dello scorso 4 settembre e ora, in vista della manifestazione di Roma del 10 ottobre, sta mettendo in atto in questi giorni un’iniziativa di raccolta fondi per poter arrivare nella capitale muniti di bandiere arcobaleno, simbolo del movimento lgbt. Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori del movimento, Maurizio Cecconi.
Di cosa si tratta e cos’è più nel dettaglio questa iniziativa?
È nata da un gruppo informale creato su Facebook (Bologna contro omofobia, lesbofobia e transfobia) che ha organizzato il sit-in di Piazza del Nettuno del 4 settembre, che ha visto la partecipazione di 500 persone. In quell’occasione, ci siamo resi conto che molte persone non avevano con sé la bandiera arcobaleno, nonostante avessimo chiesto di portarla. Volendo mantenere questa modalità di manifestare esclusivamente sotto l’egida della bandiera arcobaleno, anziché di simboli di partito e associativi, abbiamo pensato di fare una colletta per raccogliere 400 euro, che sono la cifra minima per acquistare uno stock di bandiere, e, qualora riuscissimo a superare questa soglia, anche un megafono, che è mancato alla manifestazione del 4 settembre, al punto che molte persone non sono riuscite a sentire quanto si è detto. Si può andare da Melbookstore, in via Rizzoli 18, e lasciare una quota di 10 euro.
Queste manifestazioni sono sorte in risposta ai recenti episodi di omofobia. Pensi che il problema sia cresciuto in termini numerici o sono solo i media che gli danno maggiore visibilità?
Non si può sapere se i casi di omofobia siano in aumento in termini statistici; saranno gli studi a darci una risposta. Quello che si può dire è che una destra becera nei toni e nelle motivazioni ideali apre le porte a una violenza maschilista diffusa in tutta Italia e che in posti come Roma trova una concentrazione maggiore. C’è da dire anche che, come nel caso della violenza sulle donne, rispetto al passato è aumentata la protesta contro la violenza. Non c’è un allarme quindi omofobia in senso stretto. Ciò che sta succedendo è che le persone gay, lesbiche e trans stanno alzando la testa.
Cosa si può fare per sensibilizzare al problema le nuove generazioni ed evitare una deriva ancora più violenta in futuro?
Non credo che la sensibilizzazione sia la priorità; la questione va affrontata a più livelli. Il primo riguarda la vita quotidiana delle persone gay, lesbiche e trans, che devono scendere in piazza e dimostrare che a loro non va bene questa situazione. La seconda risposta dev’essere di tipo legislativo: la legge italiana non prevede nessuna aggravante in caso di violenze dovute all’identità di genere o all’orientamento sessuale. Per questo abbiamo chiesto di estendere in questo senso la legge Mancino in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Infine viene un’opera di sensibilizzazione da parte delle istituzioni: siamo scesi in piazza il 4 settembre anche per chiedere al Comune di fare una campagna contro l’omofobia e la transfobia. Il Comune di Bologna ha aderito alla rete nazionale degli enti locali contro le discriminazioni, si è impegnato a fare questa campagna e ha ribadito questa volontà approvando due volte degli ordini del giorno ad hoc. I tempi quindi sono maturi affinché anche Bologna faccia un’opera di informazione.
Quindi necessità di procedere sul piano legislativo. Da oltre un anno si aspetta di mettere in calendario in Parlamento una proposta di legge contro l’omofobia e quasi tutte le forze parlamentari si dichiarono d’accordo nel discutere questa proposta. Pensi che i limiti culturali e politici possano essere superati per giungere all’approvazione a larga maggioranza di questa legge?
A me sembra che la destra, attraverso i suoi apparati culturali e politici stia cercando di minimizzare il problema omofobia, il che è propedeutico a un insabbiamento dell’approvazione della legge. La proposta di legge di Paola Concia a noi piace, ma le preferiamo l’estensione della Legge Mancino, in quanto più forte dal punto di vista legislativo. Non bisogna però dimenticare che questa proposta faceva originariamente parte della legge contro lo stalking e la destra ha deciso di stralciarla. L’ostruzionismo da parte della destra quindi c’è già stato, vedremo se ora intendano continuare a percorrere questa strada oppure, in maniera ancora più pericolosa, “fare melina” su questo tema.
Quali sono le vostre iniziative future per continuare questa battaglia?
L’evento più vicino è la partecipazione alla manifestazione nazionale contro l’omofobia del 10 ottobre a Roma. Ci siamo poi posti l’obiettivo di essere una sorta di gruppo di “pronto intervento” nei casi di episodi di violenza che colpiscono le persone gay, lesbiche e trans. Stiamo anche pensando a altre iniziative, come un altro sit-in o altre azioni più performativa ma comunque forti dal punto di vista politico. In generale vorremmo aumentare la nostra presenza sui social network per creare gruppi informali di persone sensibili sul tema dei diritti civili, ad esempio invitando a iscriversi al nostro gruppo di Facebook, dove si possono proporre nuove iniziative da mettere in atto.
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Speriamo bene che arrivino in ritardo
Morire per delle idee
Fabrizio De AndréMorire per delle idee, l’idea è affascinante
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perché chi ce l’aveva, una folla di gente,
gridando “viva la morte” proprio addosso mi è caduta.Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè
ma di morte lenta.Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all’altro mondo bighellonando un poco
perché forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.Ora se c’è una cosa amara, desolante
è quella di capire all’ultimo momento
che l’idea giusta era un’altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant’anni almeno.Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè,
ma di morte lenta.A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole arrivare dietro il grande stendardo
pensa “speriamo bene che arrivino in ritardo”
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè,
ma di morte lenta.E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c’è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.
Bologna contro l’omofobia – Rassegna stampa 05.09.2009
Il Bologna
Il Resto del Carlino
La Repubblica – Bologna
L’Unità
L’informazione di Bologna
Web
GayNews24
Telesanterno
Emilianet
Francesco Baldini
Marino Buzzi
Sergio Lo Giudice
Fotografie
Flavio Michele Pinna
Angelo Scotto
Sandro Mattioli
Giulio Garuti
Jonathan Mastellari
Gay.it
Video
Crossing-TV Bologna
Sandro Mattioli
Poche parole di presentazione per il sit-in di Bologna contro l’omofobia
Tutta la città è invitata a partecipare, con bandiere, fazzoletti, cappelli, ombrelli arcobaleno e con cartelli contro l’omofobia.
Le nostre richieste sono semplici:
- al Parlamento chiediamo una legge contro l’omofobia;
- al Comune una campagna contro l’omofobia la lesbofobia e la transfobia a Bologna, come s’è impegnato a realizzare.

Altre adesioni al sit-in di Bologna contro l’omofobia
Non si può stare a guardare quello che sta succedendo alla comunità GLBT, per questo sarò con voi domani pomeriggio a Bologna con gratitudine per avere organizzato questo presidio. L’arretramento davvero drammatico di questo paese avrebbe bisogno su questi temi di una politica alta che non c’è, ma non bisogna smettere di pretenderla.
Un abbraccio,
Katia Zanotti.
ZANCA SPRONA L’EMILIA ROMAGNA:
APPROVARE PDL SU PARI OPPORTUNITÀ
E ANNUNCIA: SOCIALISTI AL SIT-IN DI DOMANI A BOLOGNADIRE, Bologna, 3 Settembre – Paolo Zanca, segretario regionale del Partito Socialista e vice-presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna annuncia l’adesione del partito al sit-in contro l’omofobia che si terrà domani alle 18 in piazza Nettuno a Bologna. E coglie l’occasione per sollecitare l’approvazione del progetto di legge sulle pari opportunità e contro le discriminazioni di cui è primo firmatario e che ancora stenta ad essere presentato in aula per il voto. “Mi chiedo che cosa aspettiamo, che altri ragazzi vengano brutalmente offesi, dileggiati e sottoposti a violenza?”, sbotta Zanca alla vigilia della manifestazione organizzata dopo i ripetuti episodi di aggressione alla comunità omosessuale avvenuti nella Capitale. “Credo che il nostro dovere – aggiunge in una nota – debba essere quello di dare a questa Regione e a questo Paese una forte impronta di civiltà, e per fare questo devono essere politica e istituzioni a fare il primo grande passo”. Del resto, ammonisce, “gli atti di natura omofobica compiuti in questo ultimo mese, non solo devono far riflettere con quale bieca realtà devono confrontarsi coloro che vivono una sessualità diversa da quella eterosessuale”, ma soprattutto “spingono a scendere convintamente in piazza a fianco delle associazioni lgtb e di tutti coloro che vorranno manifestare vicinanza e solidarietà a coloro che quotidianamente vengono classificati come cittadini di serie B”. Infine, il consigliere regionale invita a seguire il “modello che ha portato la Spagna socialista di Zapatero a diventare uno dei Paesi più civili e democratici d’Europa, introducendo fra le materie scolastiche lo studio della cittadinanza”. Perché, conclude, “è fondamentale che si parta dall’educazione nelle scuole per fermare i fenomeni di bullismo nei confronti degli omosessuali e transessuali”. | Fonte GayNews
GAY: BOLOGNA, DOMANI SIT-IN IN PIAZZA CONTRO OMOFOBIAAdnkronos, Bologna, 3 Settembre – Un sit-in contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia si terrà domani a Bologna dalle 18 alle 19.30 in piazza Nettuno. All’iniziativa, organizzata dalla comunità lgtb di Bologna, dopo i recenti episodi di violenza contro gli omosessuali, sarà presente anche il segretario provinciale del PD Andrea De Maria, per portare la solidarietà e il sostegno dei Democratici. | Fonte Romagna Oggi
***L’associazione radicale di Bologna Giorgiana Masi aderisce al sit-in contro l’omofobia di venerdì 4 settembre alle ore 18:00 in Piazza Nettuno a Bologna. Dopo le ultime notizie di cronaca sulle aggressioni e indimidazioni ai danni di persone e di gruppi LGBT, è necessario che le istituzioni rispondano sanzionando con maggior rigore e contrastando la diffusione di una cultura intollerante.
Zeno Gobetti
Segr. Ass. radicale “G.Masi”
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Il PRC di Bologna sarà presente al sit-in contro omofobia, lesbofobia e transofobia che si svolgerà oggi a Bologna alle ore 18 in piazza Nettuno. Il susseguirsi di episodi di discriminazione e di violenza confermano che l’omofobia vive una reale escalation, volta ad innescare la paura nelle/negli omosessuali, lesbiche e transessuali italian*. Ci uniamo all’appello dei promotori invitando la città a partecipare e far sentire la propria voce, perché sia chiaro che la reazione di tutte e tutti è esattamente opposta: NOI NON ABBIAMO PAURA. Inoltre, ci associamo alla richiesta al Parlamento italiano di una legge contro l’omofobia, mentre ci impegneremo con il Comune di Bologna nella realizzazione di una campagna contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia nella nostra città, tanto con la nostra presenza istituzionale, quanto con la nostra mobilitazione nelle piazze.
Rossella Giordano – segretaria provinciale PRC Bologna.
GAY BOLOGNA. SINDACO CASTEL MAGGIORE:
OMOFOBIA ALLARMANTE
DA MONESI SOLIDARIETA’ E ADESIONE
AL SIT-IN DI OGGI POMERIGGIODIRE, Bologna, 4 Settembre – “Il ripetersi di aggressioni ai danni di persone gay in diverse parti del nostro paese è allarmante e non può non far pensare, se non a un disegno preordinato, ad un clima generale di intolleranza, di chiusura, di inciviltà e anche di indifferenza che sta avvelenando il nostro paese, allontanandolo dalla cultura europea e dalla mentalità di apertura e rispetto delle differenze che caratterizza i paesi più avanzati”. E’ opinione di Marco Monesi, sindaco di Castel Maggiore, che a nome dell’amministrazione comunale esprime “ferma solidarietà alla comunità gay e adesione alla manifestazione di solidarietà e lotta contro le discriminazioni indetta per oggi alle 18″ a Bologna in piazza Nettuno.

Arcigay: la Regione Emilia-Romagna approvi legge contro le discriminazioni
INTANTO CRESCONO LE ADESIONI AL SIT-IN DI DOMANI A BOLOGNA
DIRE, Bologna, 3 Settembre – La Regione Emilia-Romagna approvi al più presto una legge per tutelare gay, lesbiche e trans dalle discriminazioni. L’esortazione arriva da Flavio Romani, portavoce regionale dell’Arcigay, che in una nota invita Viale Aldo Moro a prendere una posizione netta dopo gli episodi di violenza omofobica degli ultimi giorni, culminati con l’esplosione di due bombe carta in un abituale ritrovo della comunità omosessuale a Roma. “Sono fatti che dovrebbero far riflettere riguardo l’imbarbarimento civile a cui è arrivata la nostra società – scrive Romani – conseguenza dell’ignoranza e dei mille messaggi che da molte parti tendono a criminalizzare chi viene considerato diverso, facendolo diventare facile bersaglio di insulti, violenze e aggressioni”. La comunità gay sta ancora “aspettando dal Parlamento e dal Governo una risposta riguardo una legge nazionale che identifichi e punisca i crimini d’odio omofobico”, ovvero l’estensione della legge Mancino alla discriminazione sessuale. Ma anche per la Regione Emilia-Romagna “siamo ancora dei fantasmi sociali – attacca Romani – da anni è in preparazione un progetto di legge che dovrebbe tutelare dalle discriminazioni anche le persone gay, lesbiche e transgender che vivono e lavorano nella nostra regione”. E’ già stato consegnato “da tempo alla prima commissione un testo unificato che prevede una serie di provvedimenti nei campi della scuola, del lavoro, della salute, della casa, dell’associazionismo e dei servizi in generale”, su cui nel maggio 2008 fu fatta “un’audizione con Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Mit”. Da allora più nulla, ma “i tempi e i fatti di cronaca mostrano che è dovere di questa legislatura discutere e approvare quella normativa, che in Toscana e Piemonte è in vigore e in Calabria e Liguria è in via d’approvazione”, fa notare Romani. Nel frattempo i Giovani Democratici di Bologna, il movimento giovanile del PD, annunciano in una nota la loro adesione al sit-in di domani, alle 18 in piazza del Nettuno, contro l’omofobia. “Ci dichiariamo fortemente preoccupati – afferma Carmine Casella, segretario dei giovani del PD – dal crescente senso di violenza e intolleranza che ha macchiato la cronaca dell’ultimo periodo”. Per questo, “aderiamo alla manifestazione di solidarietà e lotta contro le discriminazioni”, con l’augurio che “il clima politico e sociale del Paese sia presto contrastato da norme severe contro questo tipo di crimine”. Un cartellone di protesta verrà anche esposto allo stand dei Giovani Democratici alla Festa dell’Unità di Bologna al Parco nord.




