Articoli marcati con tag ‘Sinistra’
La povertà delle sinistre e la forza della Chiesa Cattolica
“Esistono quattro grandi pericoli da cui l’Italia moderna deve essere tutelata: una Chiesa troppo forte in uno Stato troppo debole, l’ubiquità del clientelismo; la ricorrenza della forma dittatura; e infine la povertà delle sinistre.[...]
La classe politica italiana appare infatti incapace di esprimere una cultura politica laica degna del nome e della memoria di Cavour.
Inseriti i Patti Lateranensi nella Costituzione, la classe politica italiana nel complesso ha mostrato un atteggiamento sostanzialmente subalterno alla Chiesa, nel timore di alienarsi il Vaticano e di perdere voti”.
Paul Ginsborg
Salviamo l’Italia
Einaudi
L’unica scommessa
Chiedere che Berlusconi si dimetta, che lo chieda un segretario di partito o cinque o dieci milioni di elettori, non serve a niente.
Si chiedano elezioni anticipate e si presenti un programma del centrosinistra basato sul lavoro, sulla democrazia e sui diritti civili.
Vincere da sinistra: è questa l’unica scommessa che possiamo fare per non morire berlusconiani.
Zani al Pd: non fate i greci
Intanto CaFini fanno sapere di “non voler mettere i bastoni fra le ruote al Governo Berlusconi”.
Partecipa a “Lenzuola per Bersani”
Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, è famoso per le sue metafore agresti e geriatriche. Passerà alla storia della politica per il lancio della proditoria “lenzuolata di liberalizzazioni”.
Con un’intervista a Repubblica, ha esplicitato quanto si andava temendo da giorni: avanti al centro. Che tradotto significa: alleanza con Fini e Casini, col terzo polo dell’integralismo cattolico e della destra.
Inevitabile corollario: archiviare le primarie a livello nazionale e, passate quelle in calendario, probabilmente anche quelle locali, dopo le brucianti sconfitte della Puglia, di Firenze e di Milano. La paura che vinca Vendola è troppo forte.
Il circo Barnum del Pd produce, dunque, sempre lo stesso topolino, destinato alla sconfitta e alla subalternità politica al centro e alla destra. Quando si è nati per perdere, l’unica vittoria pare essere la morte.
Ci vogliamo consegnare mani e piedi a questo andazzo? Non pare proprio il caso.
Qualche voce di dissenso s’è levata anche all’interno del Partito Democratico, per esempio quelle di Giuseppe Civati e di Ivan Scalfarotto. Non bastano.
E’ necesserio, anzi è estremamente necessario che gli elettori del centrosinistra facciano sentire la loro voce in prima persona.
Come? Partecipando a “Lenzuola per Bersani”.
Prendi un lenzuolo (meglio se vecchio, altrimenti poi chi le sente le mamme, le nonne, le zie, le compagne e i compagni di vita), scrivici sopra il tuo messaggio, chiaro e semplice, per il segretario. Stendilo o indossalo, scatta una foto alla tua opera e inviala a lenzuola.per.bersani@puta.it
Raccoglierò le foto delle nostre lenzuola di protesta e le pubblicherò in una galleria fotografica.
Di dover votare tra qualche mese il clericale Pierferdinando, quale Pres.del.Cons, non ne voglio sapere. E voi?
Avanti con le vostre foto!
Pier, ma come parli?
Ma come parli? E’ nata la destra democratica! Adesso possiamo essere di sinistra!
Fai mente locale: uguaglianza, giustizia, laicità.
I fondamentali, Pier: non ci sono più scuse.
Un viaggio inutile
“E’ la storia di quando, per la prima volta, a me membro del comitato centrale del Partito Comunista, i conti non tornarono”.
E ancora non tornano.
Don Gelmini rinviato a giudizio per abusi sessuali
Amico personale di Berlusconi, Gasparri & Co., ha sempre avuto rapporti intimi col mondo della politica, soprattutto di destra.
Non ha disprezzato le relazioni anche con la sinistra, specialmente di Amelia, dove è nata la Comunità Incontro. Amelia è guidata dal centrosinistra e ha condonato gli abusi edilizi compiuti dal sacerdote.
Per una biografia di don Gelmini, non autorizzata ed esemplare, vi rimando al testo “Paraventi sacri” dell’amico Valerio Gigante, che abbiamo avuto il piacere di ospitare a Bologna per un incontro della Rete Laica.
Assemblea di Bologna Città d’Europa
Come annunciato durante la sua conferenza stampa, Alberto Ronchi ha fondato l’associazione politico/culturale Bologna Città d’Europa. Sul sito leggiamo che
L’Associazione vuole essere un luogo aperto e trasversale di discussione per arrivare ad una proposta progettuale incentrata sulla valorizzazione della cultura e della creatività in funzione delle prossime elezioni amministrative.
E’ stata anche convocata la prima assemblea dell’associazione, prevista per Lunedì 28 Giugno, alle ore 18.30, presso La Scuderia di Piazza Verdi.
Per i maniaci di Facebook, come il sottoscritto, esiste anche un gruppo a cui iscriversi.
Quella pazza idea di andare in pensione
L’Unione Europea ci invia un secondo richiamo: l’Italia deve parificare l’età della pensione per gli uomini e per le donne che lavorano nella Pubblica Amministrazione. Attualmente è di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne.
La questione viene dibattuta a senso unico: equiparare equivale a innalzare a 65 anche per le donne l’etè della pensione.
Siamo sicuri che sia una buona idea? (Domanda retorica).
In un paese in cui aumenta drammaticamente la disoccupazione – tanto da doverla considerare come elemento costitutivo del sistema economico finanziario/capitalista -; dove i giovani non trovano impiego, né precario né tantomeno stabile, fin oltre i trentanni; in cui si registrano picchi di invecchiamento nella porzione di popolazione attiva nelle fabbriche e negli uffici; dove il ricambio generazionale è una chimera che ti fa invecchiare a forza di discuterne e ti ritrovi cinquantenne senza averlo mai avvistato, è corretto proporre di aumentare la permanenza delle donne al lavoro?
O non sarebbe meglio, partendo proprio dalla Pubblica Amministrazione, andare nella direzione opposta, equiparando sì l’età della pensione per uomini e donne, e diminuendola complessivamente a 60 anni?
Quante possibilità si aprirebbero per lo Stato! Stabilizzazione dei precari, fine delle politiche di esternalizzazione dei servizi, riqualificazione e snellimento della burocrazia italiana, nuove energie, nuove idee.
I conti dell’INPS sono in attivo. Ce lo potremmo permettere, con qualche accorgimento. E faremmo un passo in avanti, basato sull’innovazione, verso il superamento della crisi economica.
Una buona, pazza idea quella di andare prima in pensione.
Verrà anche solo valutata, presa in considerazione? No. Si ragiona solo per sottrazione, tanto a destra, quanto a sinistra, nei partiti e nei sindacati, da decenni in posizione di difesa di diritti sempre più fragili e inconsistenti.







