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Il sondaggio di Montezuma

Luca Cordero di Montezemolo

Interno di famiglia, ora di cena. Ho preparato il riso basmati, le verdure al forno col cumino egiziano che mi piace assai, un’insalata verde, uova fritte, tanto sangiovese in tavola. Suona il telefono, risponde Brunella, che inizia a replicare con dei sì e dei no a quelle che sono evidentemente delle domande che il misterioso interlocutore le sta ponendo.

Le chiediamo a gesti “Chi è?” e Brunella risponde col labiale “La Ipsos”. Le domande le capiamo dalle risposte: “Zero” (“Voto al Governo Berlusconi?”), “Vendola” (“Miglior candidato premier?”), “Centro-sinistra” (“Quale coalizione voterà alle prossime elezioni?”), “Sinistra Ecologia e Libertà” (“Quale partito voterà alle prossime elezioni?”), etc…

La lasciamo alle sue risposte e riprendiamo a mangiare, mentre l’intervista prosegue, lunga. Infine il telefono è sulla tavola, muto e possiamo domandarle: “Sarai una percentuale di Ballarò?”. Brunella: “No, era un sondaggio commissionato da Montezemolo. Dopo avermi chiesto un giudizio sul Governo Berlusconi e sui suoi ministri, sulla coalizione che voterò e sul partito a cui darò la preferenza, mi hanno domandato cosa ne pensavo della presenza di Montezemolo in politica, se avrei votato il suo partito, con chi avrebbe dovuto allearsi il suo partito. Un sacco di domande su Montezemolo”.

Voilà! Ecco le frontiere del telemarketing politico e il nuovo che avanza, così simile all’imbolsito satrapo di Arcore.

Dopo che un padrone a Palazzo Chigi ha quasi distrutto l’Italia (col concorso attivo di opposizioni dementi), gli italiani si preparano a installarvi un secondo impresario, desideroso di rendere il Paese identico al nostrano mondo imprenditoriale: rachitico, privo di coraggio, parassitario, paraculo a spese dello Stato, corporativistico e tendenzialmente monopolistico e privo di concorrenza.

***

Post scriptum: dalle parti dei Pd sono molto preoccupati. I ragionamenti che sviluppano nei loro corridoi sono di questo tenore: “dopo che abbiamo tanto faticato, quando siamo a una passo dal raggiungere il governo e il potere, non può arrivare un nuovo salvatore della patria a toglierci il premio che meritiamo”.

Amici democratici, siate realisti: avete oliato la corda a cui appendervi per ven’anni, sostenendo in lungo e in largo che “privato è bello”, “privato è meglio”, “viva l’efficenza e la velocità decisionale” ed altre scemenze liberiste. E’ del tutto naturale che gli elettori scelgano di affidarsi direttamente al paladino confindustriale, invece che ai suoi confusi intermediari (voi).

Caro Nichi, “solo” un appunto

Nichi Vendola

Caro Nichi,

hai fatto un gran discorso, riassumendo in 60 minuti il programma di governo della sinistra. Hai detto tutto bene. Quasi, “solo” un appunto.

Il tuo uso delle parole “laicista” e “anti-clericale” urta i nervi ed io rabbrividisco nell’ascoltarlo.

Perché? Perché un politico che è in grado di ribaltare il senso comune di vent’anni di berlusconesimo, non dovrebbe poi introiettare strumentalmente due millenni di dominazione confessionale. Specialmente tu, Vendola, che affermi d’essere contro i “calcoli politici” alla D’Alema… Detto altrimenti: che facciamo, lottiamo contro il dogma liberista e teniamo quello clericale, che devasta le nostre vite e inibisce l’estensione dei diritti civili e individuali?

Al netto di questa fondamentale precisazione, sei il nostro uomo, l’uomo giusto.

Ci vediamo alle primarie, dove tanti e tante ti sosterranno. Laicamente.

Ciao,
Maurizio Cecconi.

L’uomo giusto

Nichi Vendola alla manifestazione di Sel in Piazza Navona, 01.10.2011

Grazie a Elena Tagliani, che ha pubblicato il discorso integrale sul suo canale YouTube, ho potuto rivedere l’intervento di Nichi Vendola alla manifestazione organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà in Piazza Navona.

Ascoltatelo, perché lui è l’uomo giusto di cui questo Paese ha bisogno come Presidente del Consiglio. Capace di scegliere e non mediare al ribasso tra le spinte clericali vaticane e quelle, altrettanto poderose, dei paraculo confindustriali.

Sinistra e gay contro la cognata di Casini

Commissione Pari OpportunitaCorriere della Sera, lunedì 25 luglio 2011

Loro ne fanno una battaglia in difesa delle libertà civili. Lei, l’”avversaria”, si appella alle regole della democrazia. In mezzo ci sono le pari opportunità nella regione Emilia Romagna. E una presidenza, ancora da assegnare, che fa già discutere.

Sinistra e libertà, Italia dei valori, Federazione della Sinistra, movimenti in difesa dei diritti degli omosessuali: tutti contro il consigliere udc Silvia Noè, candidata a ricoprire il ruolo di presidente della commissione Pari opportunità della Regione. Creando più di un grattacapo al governatore Vasco Errani, uno dei maggiori sponsor della Noè.

I primi malumori nella giunta sono arrivati già venerdì. Secondo dipietristi e vendoliani con la nomina della Noè verrebbe meno il carattere “laico” della commissione. E non nascondono il fastidio su un presunto accordo tra Pd e Udc che avrebbe portato alla candidatura centrista. La Noè è una democristiana di ferro e moglie di Federico Casini, il fratello del più famoso Pier Ferdinando. Sinistra e associazioni Lgbt la ritengono inadatta a ricoprire quel ruolo proprio per il suo retaggio.

Oggi, davanti al Palazzo della Regione, ci sarà pure un presidio dei movimenti gay con tanto di padelle e mestoli da far sbattere “per protestare contro l’avvento di un moderno Medioevo”. “Chiediamo una presidenza rispettosa del diritto di autodeterminazione di ogni donna o uomo”, dicono. “Non vogliamo una persona contraria all’aborto e all’esercizio delle libertà individuali”.

“Obiezioni infondate”, taglia corto la Noè. “Il ruolo del presidente di commissione è quello di garantire il rispetto delle regole di lavoro, non di decidere i temi”. Secondo la centrista l’obiettivo dei contestatori sarebbe un altro. “Mi attaccano per la mia formazione cristiana e per questo vogliono zittirmi. Ma io non mi farò chiudere la bocca: siamo in una democrazia”. “Il presidente è una persona seria e sarà garante delle regole della Regione”, dice la Noè. “Le sinistre non possono stravolgere questo principio”. Anche perché, se Errani dovesse cedere, “potrebbero esserci ripercussioni anche a livello nazionale”.

Ne’ al mare, ne’ in montagna: voto laico

Lo stemma del Comune di BolognaPer la prima volta nella mia vita, la decisione su come e chi votare alle elezioni amministrative di Bologna mi ha visto appartenere alla categoria degli “indecisi”, nella quale puoi stare, volendo, fino all’ultimo, ma prima o poi è meglio se “esci dal tunnel” e prendi una decisione. Dopo molte chiacchierate con amici e amiche che stimo, scrivo qualche riga per spiegare quali crocette metterò infine sulla mia scheda elettorale.

Punto primo: astenersi o votare?

I partiti affermano tutti d’essere impegnati a sanare la frattura fra società e mondo politico; poi discutono del nulla per un anno e mezzo, ben sapendo che così s’anestetizza l’opinione pubblica e s’aumenta quel distacco che si vorrebbe a parole colmare. Che l’astensionismo aumenti in realtà non gliene importa granché, sebbene sia la più grande sconfitta per quel “primato della politica”, la cui difesa millantano una volta alla settimana. Perché? Perché contano solo i risultati in percentuale dei voti espressi. Se su 100 elettori ne votassero solo 60 e di questi sessanta il 40% votasse me-partito, io-partito comunque avrò eletti per il 40%; se invece di quei cento elettori votassero in 80, il mio 38% di quegli ottanta sarebbe sì più voti in cifra assoluta (dunque più persone che ho persuaso e mobilitato), ma meno seggi ed eletti. Ai partiti che gliene importa se i cittadini e le cittadine maturano la convinzione dell’inutilità del voto? Niente, anzi gli fa comodo, perché meno cittadini esercitano la loro sovranità col voto, meno forte è il controllo che la società esercita sull’occupazione delle Istituzioni e la continua distorsione delle loro funzioni.

Dunque, votare o non votare prima di tutto per me significa esercitare la mia sovranità di cittadino, desideroso di stare “col fiato sul collo” all’arroganza dei partiti, maturata dalla fine della prima repubblica ad oggi. Un voto espresso non è mai inutile, per questo motivo.

Se per caso vi state chiedendo se ho una pessima opinione dei partiti, così come li conosciamo, la risposta è: sì.

Punto secondo: come e chi voto

Io vorrei votare semplicemente centrosinistra. Vorrei, ma non posso. Non posso perché il candidato sindaco, Virginio Merola, è contrario al referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private. Se anche votassi solo un candidato/a di una lista del centrosinistra, il mio voto verrebbe comunque conteggiato anche a Merola e non intendo legittimare chi non è capace, a prescindere dal merito del quesito referendario, di dire chiaramente che gli strumenti di democrazia diretta sono strumenti utili e benvenuti, per far decidere la cittadinanza su alcuni punti fondamentali dell’agenda politica. A maggior ragione se quella persona si candida a rappresentare tutta la città.

I referendum sono sotto attacco tanto a Roma quanto a Bologna e, con essi, la sovranità dei cittadini; è una partita importantissima, il cui esito pare pendere a sfavore della democrazia. E’ una questione della massima priorità.

Disgiungerò il mio voto, dando la mia crocetta come sindaco a Michele Terra, del Partito Comunista dei Lavoratori. Lo considero un voto ben speso, il suo programma è il migliore.

Per la preferenza, metterò la crocetta sulla lista di Amelia/Vendola e a fianco scriverò il nome di Mirco Pieralisi, un bravo candidato del movimento in difesa della scuola pubblica.

Punto terzo: i miei obiettivi

Non sostenere chi ha posizione filo-clericali, votare laico, aiutare la crescita di una formazione socialdemocratica, quale manca in Italia. E se devo scegliere degli avversari a sinistra, che siano i migliori.

Buon voto a tutt*.

Appello ai componenti del Consiglio Superiore della Magistratura

Intervento di Gianni Sofri alla direzione del Partito Democratico di Bologna

Desidero cominciare il mio intervento con alcune precisazioni. Sono del tutto libero da appartenenze correntizie così come da ambizioni personali (è noto a tutti che ho avuto un ruolo pubblico e che l’ho tranquillamente lasciato, preannunciando la mia decisione con un anticipo di due anni). In passato, mi è capitato di dare una mano, convintamente, a Virginio Merola e a Claudio Merighi (due personaggi con ruoli e figure molto diversi all’interno del Partito), ma nessuno di loro ha letto il mio intervento o ne conosce il contenuto neppure nelle sue grandi linee. Dico queste cose perché nessuno possa ascoltarmi pensando a quali siano i miei scopi più reconditi. Semplicemente, non ci sono. Non ho mai amato le dietrologie e le teorie del complotto o simili. Per me le parole valgono per quello che dicono. Quanto al mio scopo, è solo quello di contribuire, con una franchezza che mi è permessa forse dall’età (è noto che il passare degli anni fa cadere i freni inibitori, e questo a volte -ma solo a volte- è positivo); di contribuire, dicevo, al dibattito sulle sorti future del nostro partito e, soprattutto, della società in cui esso opera.
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Matrimoni gay, sentenza rinviata a dopo il 12 Aprile. Il fuoco amico di Bersani e le reazioni del movimento

Cronaca delle giornate del 24 e del 25 Marzo. ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.

Matrimoni gay, Cristina Gramolini (Arcilesbica): “Bersani fornisce motivi per non votare PD” http://bit.ly/czRIrm

Arcigay cerca coppie che stiano assieme da almeno cinque anni per nuova campagna fotografica a favore dei matrimoni gay http://bit.ly/cSoUnf

Matrimoni gay, Comitato Napoli Pride 2010: “Inaccettabili le esternazioni di Bersani” http://bit.ly/aZHhCw

Sergio Rovasio, una voce di “Certi Diritti” per i cittadini lgbtq http://bit.ly/ck053x

“Il Manifesto”: “Sei più a destra della destra. Bersani litiga con l’Arcigay” http://bit.ly/bYvBIf

Italiani contrari o favorevoli ai matrimoni gay? Rispondi ai sondaggi http://bit.ly/bPKexK

Matrimoni gay, Ostilia Mulas (Arcilesbica): “Onorevole Bersani, non stiamo giocando” http://bit.ly/cszXVA

Matrimoni gay, Emma Bonino (Radicali): “Ciò che dirà la Corte rappresenterà un vincolo per tutti” http://bit.ly/bWFtxi

Beppe Ramina: “Bersani contrario matrimoni gay. Doveva aggiungere: democrazia, diritto, uguaglianza, Costituzione impongono di accettarli”.

Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay) a Repubblica TV: “Rinvio sentenza è segnale di attenzione della Consulta” http://bit.ly/93zQ0N

Bersani sul matrimonio gay conferma ciò che penso dalla nascita del PD: il problema non è/era la Binetti, ma l’assenza di un profilo laico.

“Il Tempo”: “I gay divorziano dal PD” http://bit.ly/a1oZrk

Matrimoni gay, Tibaldi (SEL): “Sì alla nozze. Dare a tutti gli stessi diritti” http://bit.ly/bK2UXR

“La Gazzetta del Sud”: “Unioni di fatto, quella voglia matta di famiglia” http://bit.ly/9ukDqk

“Il Riformista “: “Nozze gay, la consulta decide il 12 aprile” http://bit.ly/cNN4NW

“Il Messaggero”: “Matrimoni gay, bufera su Bersani” http://bit.ly/9zJRRc

Matrimonio gay, cardinale Rylko: “Chi non lo vuole non è retrogrado” http://bit.ly/aAH8MJ

Matrimoni gay e unioni civili, la situazione in Europa http://bit.ly/b4xLmd

Matrimoni gay, “Il Giornale”: “Retroscena: la Consulta verso il no alle nozze gay” http://bit.ly/8YQeIJ

Matrimoni gay, “Il Tempo”: “Bersani fa l’ambiguo e i gay lo mollano” http://bit.ly/9jAvId

Matrimoni gay, Bersani (PD) fa marcia indietro: “Attendiamo orientamento Consulta” http://bit.ly/azQ3ZN

Matrimoni gay, Barbara Pollastrini (PD): “Coi DiCo avevamo individuato una soluzione saggia” http://bit.ly/bpURZQ

Matrimoni gay, Enrico Oliari (GayLib): “Bersani taccia e aspetti la sentenza” http://bit.ly/bPJl1k

Ivan Scalfarotto, Vicepresidente del PD, si è iscritto a all’Associazione radicale Certi Diritti per il 2010 http://bit.ly/dooD8Z

Matrimoni gay, Paolo Patané (Arcigay): “Il PD a destra della destra europea?” http://bit.ly/9eqQL2

Matrimoni gay, Ivan Scalfarotto (PD): Monito a Bersani, “parola va lasciata a Consulta” http://bit.ly/8ZesQi

Matrimoni gay, Rossana Praitano (Mario Mieli): “Bersani imprudente” http://bit.ly/c619ex

Matrimoni gay, Cristiana Alicata (PD): “Avanti nonostante Bersani” http://bit.ly/b7v9Fz

Matrimoni gay, Paola Concia a Bersani: “Dichiarazione inopportuna” http://bit.ly/9tTjuI

Matrimonio gay, Franco Grillini: “Bersani faccia autocritica” http://bit.ly/c9v5P6

E Ber Sani sorride pensando al CEI Pride [Matteo Moder].

Matrimonio gay, Santacroce (3D): “Bersani aspetti la sentenza della Consulta e apra un dibattito dentro il partito” http://bit.ly/91SsaU

Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rinvio sentenza ci fa ben sperare” http://bit.ly/dcMagk

Matrimonio gay, Certi Diritti: “Rispettiamo Corte Costituzionale, non come Giovanardi” http://bit.ly/b3jAE6

Il PD ha scritto nel suo statuto che la bussola del partito è l’uguaglianza, ma Bersani si dice contrario ai matrimoni gay.

Arcigay: “Scritta una pagina storica del diritto. In ogni caso motivazioni sentenza daranno spunto per proseguire” http://bit.ly/bBT79Q

Imma Battaglia: “Dopo Pasqua ci sarà risurrezione diritti civili. Positivo rinvio della sentenza” http://bit.ly/9EtgKd

Bossi: “Berlusconi ha salvato l’Italia dalla pedofilia e dai matrimoni gay” http://bit.ly/961faU

Lottiamo per l’uguaglianza di fronte alla legge e ci troviamo il fuoco amico del PD. Bersani amico di Comunione e Liberazione!

Bersani: “Regolare unioni gay in forma diversa dal matrimonio” http://bit.ly/c0eHkA

Matrimoni gay, Comitato “Sì, lo voglio”: “Attendiamo con fiducia la sentenza della Consulta”.

“La nuova Venezia”, quotidiano della città di una delle coppie ricorrenti, scrive di una “spaccatura fra i giudici” http://bit.ly/daeCGz

Reuters: “Consulta ha più scelte davanti. Dare ragione o torto ai ricorrenti o richiedere un intervento del Parlamento” http://bit.ly/aKVudj

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale, Ansa: “L’esame della Consulta non è nemmeno iniziato” http://bit.ly/9stWY4

Valuto positivamente lo slittamento della sentenza della Consulta, per evitare che i matrimoni gay diventino oggetto di scontro elettorale.

L’ufficio stampa della Corte Costituzionale avvisa che la discussione sul matrimonio gay è aggiornata alla settimana dopo il 12 Aprile.

Papa Benedetto XVI: “Matrimonio è unione tra uomo e donna” http://bit.ly/an4aVY

Italy, Constitutional Court Opens Same-Sex Marriage Hearings http://bit.ly/c3iHmo

Matrimoni gay, sit-in davanti a Montecitorio di martedì 23 Marzo 2010 – Le foto http://bit.ly/chfJHj

Matrimoni gay: “Dialogo fra le corti”, relazione di Marco Gattuso, presente nel volume regalato ai giudici della Consulta http://bit.ly/bCmgis

Matrimoni gay: Comitato “Sì, lo voglio”, attendiamo fiduciosi decisione Corte Costituzionale http://bit.ly/bLbi6L

ILGA Europe: “Europe is busy with LGBT families issues” http://bit.ly/dhHHYc

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale. Considerazioni di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico http://bit.ly/aPgrX3

Matrimoni gay, Cristiana Alicata ed Ernesto Ruffini oggi sull’Unità http://bit.ly/9TjZa7

RaiTV, attesa per il matrimonio gay: intervista a Enzo Cucco e Imma Battaglia del Comitato “Sì, lo voglio” http://bit.ly/aFmVx1

Matrimoni gay alla Corte Costituzionale: 8 giudici su 14 sono nati in Campania (acuta osservazione di una volontaria del Cassero). Forse è il caso di fare una telefonata a Bassolino.

Matrimoni gay, la rassegna stampa di Mercoledì 24 Marzo 2010 http://bit.ly/bNwt5I

Matrimoni gay, il servizio di Repubblica TV http://bit.ly/9WzRRG

Matrimoni gay, la situazione nel mondo http://bit.ly/9sz2Om

Bologna, per cosa m’impegno

Io m’impegno per avere una sinistra bolognese attiva e non subalterna al progetto del centrosinistra1.

Questo non significa – come alcuni traducono – mai accordi col PD. Significa avere un progetto politico autonomo e di senso compiuto per la città e spenderlo con propri candidati alle elezioni. Anche con un proprio/a candidato/a sindaco.

Un soggetto nuovo (come è la sinistra laddove è morta e dispersa) non può rinascere all’ombra dell’abbraccio mortale del Partito Democratico. Si veda la residualità politica di Sinistra Ecologia Libertà e di Rifondazione Comunista. Prima di fare degli accordi bisogna nascere, svilupparsi, essere pronti alla pugna. Perché la questione non è se sedersi a un tavolo di trattativa oppure no, bensì come sedercisi: se afoni o determinanti e determinati.

La sfida è alta, la posta in gioco è grossa ed è necessario osare. Rischiare.

  1. In risposta alla più che condivisa proposta di Mauro Zani
La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
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