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Articoli marcati con tag ‘Simone Buttazzi’

Le belle vetrine

Il mio dolcissimo amico Simone m’invia da Berlino, quartiere Mitte, questa fotografia. Riproduce la vetrina di un negozio. Notiamo, in ordine da sinistra a destra, uno stemma dell’Unione Sovietica, un manichino nudo con in mano una motosega, un finto (spero) scheletro umano e un canide impagliato che addenta un ramo. Il tutto immerso in un acceso rosso porpora. Resta solo da chiedersi: che cavolo vendono in questo negozio?

Berlino, le belle vetrine

Marcelo Brajnovic, l’uomo che sfidò la NATO

Di Maurizio Cecconi
Cassero Magazine, Novembre / Dicembre 2009

Lo scirocco schiarisce il cielo, prima nuvoloso e carico di pioggia; l’afa ingrassa l’aria, incollando i vestiti alla pelle. Non è facile giungere all’Embassy Of God, dove la bandiera col simbolo di Jahvè sventola garrula. A condurmici è Nataša Bošnjakovic, giovane laureanda dell’università di Fiume, impegnata in una tesi sulle teorie astrologiche relative al calendario Maya e al 21 dicembre del 2012, giorno in cui finirà il «Lungo Computo» durato 5.125 anni e avrà inizio l’«Era dell’Acquario», un’epoca di pace e di profonda evoluzione spirituale.

Marcelo Brajnovic e la sua famiglia – composta di artisti affermati – vivono in un paesino dell’entroterra di Rovigno, nella religiosa Croazia, su una collina accerchiata da boschi di pini mediterranei. Qui ha fondato e costruito l’Ambasciata di Dio, che si presenta composta da tre strutture in pietra: una casa con le fattezze di un piccolo santuario, una torre a due piani e una fontana «dell’Apocalisse». Gli edifici sono stati costruiti secondo un suo disegno, che riprende elementi dell’architettura votiva e di quella jugoslava. Le forme geometriche del quadrato e del rettangolo s’uniscono al cerchio e all’edera, scolpita sui muri in altorilievo. L’insieme offre una sensazione di «fermo-immagine fantastico». Il bianco dei muri contrasta con l’azzurro terso del cielo e col verde brillante della vegetazione.

Seduti su assi di legno poste di fronte alla fontana circolare, ha inizio la nostra conversazione, o meglio: il suo monologo, interrotto sporadicamente da qualche mia domanda chiarificatrice.
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Elettore gay del PD esprime il suo sostegno alla mia candidatura per Bologna Città Libera

Ricevo da Simone Buttazzi, iscritto al Partito Democratico e attivista di 3D, l’associazione delle persone lgbt iscritte al PD, un invito a sostenere la mia candidatura come consigliere comune per Bologna Città Libera e a votarmi.

Un sostegno, il suo, tanto più importante perché giunge da chi non sta abitualmente al fianco della sinistra radicale. La forza delle sue parole la trovo nella sua qualità di uomo libero, che si tiene lontano dalle logiche di appartenenza e di partito, che privilegiano gli interessi del potere piuttosto che quelli delle persone lgbt.

Anch’io sono un uomo libero. Per questo ho scritto esplicitamente (e lo ripeto) che se fossi eletto (come mi auguro di essere, anche col vostro sostegno) e se ci fossero questioni su cui la mia forza politica, Bologna Città Libera, sarà in contrasto con le rivendicazioni di laicità e di pari diritti, io mi dissocerò da questa e prenderò posizione a favore delle nostre rivendicazioni. Non credo succederà, ma preferisco mettere in chiaro le cose, fin da subito.

Non mi resta che aggiungere: Grazie Simone, mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo sostegno e quello delle molte altre persone che si sono espresse come te.

Buona lettura e buon voto.

Care amiche e cari amici bolognesi,

come ben sapete non sono né Bob Dylan né tanto meno Oprah Winfrey, quindi questo mio endorsement elettorale conta quel che conta.

Ho deciso di esprimerlo comunque per una serie di ragioni. Perché le amministrative sono elezioni importanti. Perché quest’anno c’è il rischio di perdersi tra tutte le liste in lizza. E perché, dopo solo 5 anni dall’interregno di Guazzaloca, si sente già il bisogno di un cambiamento netto.

Vi parlo da osservatore della politica, da tesserato (spazientito) del PD e da socio (entusiasta!) dell’associazione 3D, nata per scrollare il PD al suono di quattro lettere che il partito sta facendo finta di non sentire: lgbt. Acronimo che sta per lesbiche, gay, bisessuali e trans.

Parlo da acceso promotore dei diritti degli animali. Parlo da esterno ai giochi. La politica non è né sarà mai il mio mestiere, e dal risultato elettorale non me ne viene in tasca nulla. Ultima premessa: questo messaggio si limita all’elezione del Consiglio Comunale.

Ora, coi programmi sott’occhio devo dire che l’unica lista che ha colpito positivamente la mia attenzione si chiama Bologna Città Libera.

Prima di tutto perché è una lista fermamente laica.
L’unica con un capitolo del programma dedicato a identità di genere e orientamenti sessuali.

Inoltre, alla voce “ambiente” del programma di Bologna Città Libera ci si sofferma a lungo sul benessere animale, con una vasta gamma di spunti programmatici che scaturiscono dalla convergenza tra le due principali associazioni italiane a difesa degli animali: gli Animalisti Italiani e la LAV.

Tra i nomi della lista segnalo in particolare quello di Maurizio Cecconi, candidato al Consiglio Comunale e al Quartiere Porto.

Maurizio sta conducendo una campagna vivace, coerente e infaticabile. E’ da anni in prima linea nella lotta per i diritti civili delle persone lgbt…
e ha anche sposato la causa animalista!

In tema di unioni, vi invito a partecipare alla bellissima iniziativa MONTEVENTI UNISCE di sabato 30 maggio, che vedrà protagonisti, tra gli altri, Maurizio e il suo compagno Tomas.

[Evento su Facebook]

Se volete dare la vostra preferenza a Maurizio, ecco un agile vademecum.

Come piano B, per gli irriducibili del “voto utile” in stile politiche del 2008, caldeggio il nome di Sergio Lo Giudice, candidato PD al Consiglio Comunale. Sergio è una certezza da ormai sette anni: subentrato tra i banchi dell’opposizione ai tempi di Guazzaloca, è ora consigliere comunale uscente. A questo link trovate un report dettagliato del lavoro svolto finora.

E’ giusto ricordare che, per quanto il programma di Delbono taccia – colpevolmente – sulle tematiche lgbt, grazie agli sforzi di Sergio e dell’associazione 3D si è giunti a una serie di punti programmatici che il partito democratico di Bologna si è impegnato a realizzare.

Bologna Città Libera e Maurizio Cecconi sono una ventata di freschezza e di sana discontinuità. Un voto in questa direzione al primo turno può fare davvero la differenza nelle dinamiche del prossimo Consiglio Comunale. Soprattutto perché, al contrario di altre liste “o la va o la spacca”, Bologna Città Libera si prefigura come movimento, e non estinguerà la propria carica propositiva a elezioni archiviate. Ne va della qualità, anche umana, della vita bolognese.

Un voto a Lo Giudice è una garanzia basata sui fatti, sebbene ancorata a un candidato sindaco “di partito” piuttosto stinto.

Io mi auguro che vengano eletti entrambi, anche se tra una Hillary collaudata e… quell’altro, so già chi scegliere.

Cari saluti a tutt*, e perdonate se vi ho rotto le balle con queste faccenduole di schede puzzolenti e preferenze (in)crociate.

Simone Buttazzi

La mia cartolina elettorale

Gay Monument in Berlin – Le foto dell’inaugurazione

Grazie al germanista Simone Buttazzi, puta.it è molto, molto lieta di presentare le foto dell’inaugurazione del Monumento alle vittime omosessuali del nazismo, tenutasi a Berlino il 28 Maggio 2008. Tra i presenti, il sindaco della città, gay dichiarato, Klaus Wowereit e Rosa von Praunheim, regista militante e autore di un bellissimo documentario. Ancora mille grazie al nostro inviato per la succulenta italiana anteprima che ci permette di mostrare ai lettori e alle lettrici di questo sito.

Gay Monument in Berlin

E’ dedicato alle vittime omosessuali del nazismo. Sono state 50.000 le persone “diverse” perseguitate dalla dittatura hitleriana e per questo condannate ai campi di concentramento. Il monumento assomiglia a una kaaba e si trova nel Tiergarten, dall’altra parte della strada rispetto alla spianata di blocchi di cemento che commemora gli ebrei uccisi e la Shoah. L’intera operazione è costata 600.000 euro. Moltissime gay e lesbiche e trans presenti all’inaugurazione – anche Rosa von Praunheim, che nelle foto ha un ombrello arcobaleno – e qualche naso storto per via della posizione nel parco, che potrebbe dare il fianco ai vandali di sempre. Simile a un vespasiano color grigio metallizzato, da oggi sarà il quarto monumento presente in Europa alle vittime gay del nazismo. Uno è a Bologna, ai Giardini Cassarini e fortemente voluto da “Il Cassero”.

Fonti: Unwort | Kitsch | Blue-Highways | La Repubblica | Foto & Video By Simone Buttazzi

La pancia di Simone

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