Articoli marcati con tag ‘SexyShock’
Betty & Books Party – Sabato 1 novembre 2008
Betty & Books Party
Sabato 1 novembre, dalle 23 fino a notte inoltrata
Auditorium Sale Prove Scolopendra
Via Aldo Moro 14, Cicogna [mappa]
San Lazzaro di Savena – Bologna
Si balla tutta notte, perché quando la crisi si fa dura, chi era già in crisi inizia a sentirsi a casa! Sala danzante, Info-Sex Shop, Tavolo da gioco, Pillole performative “30 secondi di crisi”.
Alla consolle a scatenare le nostre gambette
Dj Bettinjia – brazilian sentimiento
Dj Lurex – tecno yeye’
Paco Casal – house …e il temibile Dj Bubble!
Vj set
miZz Pravda
SexyShock
Dress Code : In Crisi
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MercoLady, SexyShock – IO/cose: tutto quello che diciamo è falso
Mercoledì 15 ottobre
Dalle 19.30 alle 22.00
Via Rialto, 23/a – Bologna
MercoLady exibizionismi
IO/cose: tutto quello che diciamo è falso
In mostra fino al 18 novembre 2008
IO/cose opera in Italia e in Europa dal 2006. Organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e la costruzione sociale dei significati.

O tutte o nessuna – Ovvero di cosa parliamo quando diciamo prostituzione?
O tutte o nessuna
ovvero di cosa parliamo quando diciamo prostituzione?
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Martedì 7 Ottobre, H 21.00
Sala Enzo Biagi – Sala Borsa
Piazza del Nettuno 3 – Bologna
A settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge presentato dalla Ministra Mara Carfagna sulle misure contro l’esercizio della prostituzione che, modificando la legge Merlin, introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e “in luogo pubblico”. Le “misure contro la prostituzione” messe a punto dal Ministro per le Pari Opportunità andranno a colpire sia le donne che si prostituiscono in strada che i loro clienti con un’ammenda da 200 a 3000 euro o addirittura con l’arresto da cinque a quindici giorni. Siamo sicure che il ddl presentato dalla Carfagna con i ministri Maroni e Alfano sia la soluzione giusta? Betty non ne è sicura. Il mercato del sesso è un mondo complesso che chiama in causa innumerevoli dimensioni: le politiche sull’immigrazione, la povertà, le disuguaglianze di genere e il diritto di ogni donna a poter scegliere come gestire la propria sessualità e il proprio corpo. Questa serata, dunque, sarà un’occasione per raccontare il mercato del sesso fuori dalle banalizzazioni e dai moralismi della politica e della cattiva informazione, per offrire delle posizioni alternative di politiche sul mercato del sesso che mettono al centro i diritti delle persone che si prostituiscono. L’iniziativa proposta fa parte della campagna di comunicazione e informazione: Anche io sono una puttana, promossa da Sexyshock e Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.

O tutte o nessuna

Con queste parole le Betty del SexyShock propongono di diffondere lo slogan Anche io sono una puttana:
Per il Bologna Pride abbiamo prodotto un bollino, “anche io sono una puttana”, riprendendo una spilletta prodotta da un collettivo di donne catalane. Ci piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della “vergogna” comunemente associata al mestiere. Perché alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell’ “epiteto” che ancora oggi – tutte le donne sanno – corrisponde ad un’offesa. “Puttana”, ben lungi da designare una professione, e’ innanzitutto qualcuna che “la da’ via”. Il sotto testo, ci fosse bisogno di spiegarlo, è che la cosa peggiore che una donna può fare, è avere una vita sessuale di cui disporre liberamente. E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se la puttana è un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perché tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci!

Ni Coupables Ni Victimes – Né colpevoli né vittime
Proiezione del documentario composto da una serie di interviste spontanee fatte con una installazione in videobox presso l’European Conference on Sexwork, Human Rights Labour & Migration: nell’ottobre del 2005, a Bruxelles, lavoratori e lavoratrici sessuali di tutta Europa si sono incontrati, hanno discusso, condiviso, progettato, tessuto reti.
Martedì 24 giugno , H 16.00
AULA C Autogestita di Scienze Politiche
Strada Maggiore 45 – Bologna

Bologna Pride: prove tecniche di Pink Park
Sabato 21 Giugno
Via dell’Arcoveggio, 59/8 – Bologna
PROGRAMMA
Dalle 15.30
1) Verso il Pride 2008
Fiorisci il tuo balcone e la tua bicicletta
stoffe, vestiti, una macchina da cucire, fiori finti, balconcini, striscioni per allestire te stess@ e il tuo mezzo di locomozione in vista del 28 giugno.
2) Workshop di Fighette al occhiello a cura di Serpica Naro Crew
una spilla-ninnolo da mostrare con fierezza, da realizzare assemblando scampoli, pizzi di vecchi reggiseni o assestando qualche sapiente punto di uncinetto. Creatività, scambi di saperi e riciclo, mentre si discute di corpo, piacere e di come andare fiere della propria fica. Che tu abbia o non abbia la fica poco importa, te ne puoi sempre autocostruire una!
3) Safe sex/SexToys un grande classico che fa sempre bene
impara a usare i tuoi giocattoli, ad avere cura di te, del tuo piacere e della tua salute. A ciascun@ il suo.
4) Bio è bello
fai da te. portati con te bottiglie e vecchi contenitori di detersivi. stand point di detersivi fai da te, ingredienti e istruzioni per farsi i detersivi da sé con materiali biologici e non inquinanti.
Dalle 19.30
Aperitivo e cena con verdure biologiche delle campagne bolognesi
Women diggei set
COME ARRIVARE
Autobus: numero 11c capolinea
Bicicletta: pedala pedala, dal centro sono 15 min. (segui Via dell’Arcoveggio)

Invita al parco i tuoi amici e le tue amiche
e aggiungi l’appuntamento al tuo calendario
Bologna Pride: in piazza le donne permale e le donne perbene

Bologna Pride: il desiderio, motore che non inquina
Il desiderio è un motore che non inquina!
By SexyShock & Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
Per il Pride Nazionale di Bologna, il 28 giugno 2008, SexyShock e il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute organizzano uno spezzone ecologicamente sostenibile: in piazza con mezzi di trasporto non inquinanti ed economici, carrelli della spesa, carretti, pattini, biciclette e tacchi. Fiori che spuntano da reggiseni a balconcino, gerani e piante aromatiche sui cestini delle bici.

Così descrivono la loro partecipazione: “saremo dei balconi viventi, un ponte simbolico tra la casa e la piazza: per portare i dati sulle violenze consumate contro le donne prevalentemente in spazi privati e domestici (definiti come sicuri) e riprenderci lo spazio pubblico urbano (percepito come insicuro) da protagoniste attive e non come vittime da proteggere; per portare le nostre scelte quotidiane e i nostri comportamenti effettivi: diversificati, complessi, non riducibili alla sola famiglia eterosessuale individuata come unico modello legittimo. Saremo al Pride per noi stesse, perché in gioco ci sono i nostri diritti, i nostri comportamenti quotidiani, la nostra possibilità di scegliere. Chiediamo politiche sostenibili, che risolvano i problemi reali delle persone in carne e ossa, non retoriche e propagandistiche che producono continui nemici contro cui puntare il dito. Lo stato etico ci insegue? Noi pedaliamo più veloci e sul balcone (e sui balconcini) ci stendiamo gli affetti, meglio condivisi che protetti, perché non pensiamo che le scelte affettive o di vita siano una vergogna da chiudere nello spazio domestico. Esibizionismo? Degrado? Noi la chiamiamo visibilità.”

E concludono con un un divertito invito: “lesbiche, bisessuali, etero conviventi, trans, aspiranti mamme sterili o lesbiche, prostitute a tempo pieno o part-time, precarie nel lavoro e negli affetti: i nostri fiori li portiamo in piazza, ai pregiudizi gli diam di ramazza! Ci vediamo il 28 giugno: ci riconoscerete dagli ombrellini rossi e dai… balconcini!”
Bologna Pride: anche io sono una puttana

Bologna Pride: Guarda in faccia la violenza
Fino al 4 giugno, 15 sagome a grandezza naturale di donne lesbiche e di uomini gay saranno esposte presso la Biblioteca Italiana delle Donne, al Vicolo Bolognetti del quartiere San Vitale, Sala Borsa, Arcigay “Il Cassero” e la libreria Mel Bookstore.
Ad accompagnare le istallazioni brevi storie di ordinaria lesbofobia e omofobia; con ogni sagoma che diviene portatrice di una storia, un racconto di violenza lesbofobica o omofobica, fatti realmente accaduti in Italia in un arco di tempo che va dalla fine degli anni ottanta ai giorni nostri e che hanno coinvolto lesbiche e gay.
Barbara Marzocchi e Catia Campo, le artiste che le hanno realizzate, le descrivono così: “le sagome, saranno testimoni silenziose, statiche per definizione e, allo stesso tempo, sincrone con la città, con la vita quotidiana, con la vita. Perché le loro vite sono le nostre vite. Perché le violenze siano rese visibili, siano affrontate e combattute”.
Le storie prendono spunto da tracce messe a disposizione dalla Linea Lesbica di Milano, che le ha raccolte in tanti anni di attività. Ogni passante potrà entrare in relazione, in maniera autonoma e casuale, con Maria, Francesca, Alberto; e conoscere loro storie di violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica; toccando così con mano la crudeltà con cui gay e lesbiche sono stati colpiti, offesi, traditi. Ne potrà saggiare il dolore, nonché i danni della violenza e del tradimento della fiducia.
Le storie sono anche la testimonianza del coraggio, la forza, la determinazione con cui tante donne e tanti uomini, nonostante il trauma subito, sono riuscite a guardare in faccia la violenza, a rendersi conto che non ne avevano alcuna responsabilità, che non erano loro quelli “sbagliati” e a chiedere aiuto, a lottare per avere giustizia, per un futuro dignitoso e di nuovo sereno.
Le sagome saranno poi raccolte, il 4 giugno, in Piazza Santo Stefano dove si terranno attività a tema, fra le quali (dalle ore 15.00) laboratori di formazione alla pari non formali.
Nella stessa giornata (ore 18.00) anche il dibattito sulla violenza esercitata su donne lesbiche e uomini gay in Italia, con particolare riferimento a Bologna, alle buone pratiche per la prevenzione già in atto in Italia e ai nodi ancora irrisolti.




