Articoli marcati con tag ‘Sergio Spina’
Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore – Corriere di Bologna
In Piazza dell’Unità i “matrimoni di fatto” del candidato BCL
C’è anche la pasionaria no Gelmini Mascagni
di Daniela Corneo, Corriere di Bologna, 31 Maggio 2009
Una Piazza dell’Unità multicolor. In tutti i sensi. Per l’arcobaleno della bandiera-manifesto del movimento omosessuale appesa agli alberi che fanno da cornice al campo da basket. E per la variopinta popolazione del cuore della Bolognina, che ieri pomeriggio s’è affacciatta all’evento di Bologna Città Libera con curiosità e i cellulari pronti a inunortalare l’evento.
Perché ieri il candidato sindaco Valerio Monteventi ha unito simbolicamente 17 coppie (cinque gay, due lesbiche e dieci eterossessuali) che al termine della “celebrazione” laica hanno firmato un registro simbolico. Verrà spedito alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il PD. “Così nella sua sede – spiega Maurizio Cecconi, candidato della lista BCL e novello “sposo” – ci sarà almeno un documento con la parola omosessuale”.
Tutte in fila, chi con un mazzo di fiori, chi in abito da cerimonia e chi in vestiti casual, qualcuno con gli anelli da scambiarsi con il compagno/a e qualcun altro commosso proprio come succede nei matrimoni tradizionali, una a una le coppie hanno pronunciato il loro “sì” davanti a un Monteventi in scarpe da ginnastica, camicia color lavanda e in mano il megafono per pronunciare la formula. “Le coppie – ha detto l’ex PRC al pubblico della Bolognina – si sono impegnate a sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà”. Bacio appassionato, lancio del riso, foto di rito, qualche lacrimuccia, i tortellini con il simbolo del candidato consigliere Cecconi a far da bomboniera. E un fragoroso applauso alle coppie più note che si sono unite sotto lo sguardo di Eva Robin’s: Marzia Mascagni, la maestra “pasionaria” delle Longhena, Sergio Spina, consigliere provinciale ex PRC al suo secondo sì (il primo, ufficiale, in Comune) con sua moglie e lo stesso Cecconi, che è stato seguito anche dalla sorella (che si è “sposata” con il suo compagno tenendo in braccio il figlio), e dal fratello che si è unito con la fidanzata.
“Già nel ’95 – ricorda Monteventi – in questa città si parlava di firma sul registro delle unioni civili, la proposta arrivò in consiglio, ma i cattolici di tutti gli schieramenti bloccarono la proposta: siamo qui per rilanciare la questione”. A stroncare l’iniziativa “Monteventi unisce” ieri sono state le donne del PD bolognese: “Inutile folklore, non fa bene a nessuno, nemmeno a loro”, ha liquidato l’evento la parlamentare Donata Lenzi.

Bologna, 17 “matrimoni” gay. Celebra Monteventi – Il Manifesto
Il Manifesto, 31 Maggio 2009
Singolare iniziativa pre-elettorale (per le amministrative) e a favore dei diritti civili ieri a Bologna. Diciassette coppie – cinque gay, due lesbiche e dieci eterosessuali – si sono unite simbolicamente nel pomeriggio di ieri in Piazza dell’Unità, benedette dal candidato sindaco della lista di sinistra Bologna Città Libera Valerio Monteventi, con tanto di fascia tricolore. Come testimone, la transessuale Eva Robin’s. Poi hanno firmato un registro simbolico delle coppie di fatto che sarà spedito, polemicamente, alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il centrosinistra, perché “così nella sua sede ci sarà almeno un documento sul quale è scritta la parola omosessuale”, hanno spiegato gli organizzatori dell’iniziativa. Una alla volta e sotto gli occhi di anziani e famiglie multietniche che popolavano la piazza, le coppie si sono impegnate a “sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà” (questa la formula recitata da Monteventi), prima di baciarsi ed essere sommerse dal riso lanciato da parenti e amici. Dopo la firma, tortellini sono stati regalati agli invitati a mo’ di bomboniera. Tra i freschi sposi anche Maurizio Cecconi, candidato consigliere per la lista di Monteventi, suo fratello e sua sorella e poi Marzia Mascagni, maestra del fronte no Gelmini (con il suo compagno, lo stesso da 26 anni) e Sergio Spina, consigliere provinciale ex-PRC al suo secondo sì (con la stessa donna, il primo in Comune).

MONTEVENTI UNISCE su Città del Capo – Radio Metropolitana
Con questa formula – ripresa in parte dal codice civile con cui vengono sposate le coppie in Comune – Valerio Monteventi, candidato sindaco per Bologna Città Libera, ha unito in matrimonio oggi pomeriggio – con tanto di fascia policroma – 17 emozionatissime coppie gay, lesbiche ed eterosessuali che hanno voluto partecipare al rito simbolico. A partire dalle 17.30, in piazza dell’Unità (scelta appositamente per il nome), si è svolta l’iniziativa con la quale, spiega lo stesso Monteventi, “abbiamo voluto manifestare l’assenza dei temi della laicità e dei diritti civili nei programmi dei tre candidati sindaci considerati favoriti”.

Già nel 1995 e nel 1999, ricorda Monteventi, “in questa città si parlava di firma sul registro delle unioni civili”. La proposta arrivò in Consiglio comunale ma, dice il candidato, “i consiglieri cattolici di tutti gli schieramenti posero condizioni e ricatti che bloccarono” la proposta. “Oggi siamo qui per rilanciare la questione e chiedere uguali diritti per tutte le coppie”.
Con Eva Robin’s in veste di testimone, le coppie hanno firmato un registro simbolico delle unioni di fatto che sarà spedito, polemicamente, alla sede elettorale di Flavio Delbono. “Così – ha detto Monteventi – nella sua sede ci sarà almeno un documento sul quale è scritta la parola omosessuale”. Dopo la firma, sono stati regalati tortellini agli invitati come “bomboniera”. Tra i freschi “sposi” anche Maurizio Cecconi, candidato consigliere per la lista BCL, suo fratello e sua sorella e poi Marzia Mascagni, la maestra del fronte no Gelmini (con il suo compagno, lo stesso da 26 anni) e Sergio Spina, consigliere provinciale PRC al suo secondo sì, con la stessa donna già sposata in Comune.
Da Imola sono arrivati anche Marcello e Valeria, convivono insieme da quattro anni e con la loro presenza sottolineano “la necessità che tutti abbiano pari diritti”. Valeria ha in mano un mazzo di rose rosse e sul matrimonio ufficiale dice “ci penseremo”. Ma sul significato della manifestazione non ha dubbi: “E’ giusto che tutti abbiano gli stessi diritti e sarebbe giusto anche affidargli bambini”. | Fonte Città del Capo – Radio Metropolitana

Bologna Città Libera, presidi laici contro le benedizioni cattoliche delle istituzioni – Le foto
Presentazione della lista di Bologna Città Libera e di Terre Libere
ANSA, Bologna, 27 Marzo – C’è anche il semiologo di fama Paolo Fabbri (che fu tra i fondatori del Dams) tra i candidati di Bologna Città Libera, lista per Valerio Monteventi sindaco, che oggi ha presentato alla stampa nomi e programma. Il simbolo comprende due torri bianche su fondo rosso che si baciano ed è ispirato a un graffito disegnato su uno dei vicoli del centro di Bologna da Matteo Chiappa, il graffitaro di 23 anni morto nello scorso ottobre a Falconara (Ancona), fulminato da una scarica elettrica dopo essere salito sul tetto del vagone di un treno per fare una foto. Confermato pure il poeta Nanni Balestrini mentre l’ex direttore di Liberazione Piero Sansonetti, che ha ribadito la disponibilità a candidarsi a Bologna, non c’è perché impegnato con un nuovo progetto giornalistico. La lista, rigorosamente suddivisa al 50% tra uomini e donne, comprende il leader del ’77 Francesco “Bifo” Berardi, e i due consiglieri comunali uscenti Serafino D’Onofrio (ex occhettiano) e Roberto Panzacchi (Verdi). Diversi anche gli ex di Rifondazione Comunista, come Marzia Mascagni, l’insegnante che ha guidato la protesta contro la riforma Gelmini alle scuole Longhena; il consigliere provinciale Sergio Spina; l’ex assessore di un comune della provincia Michele Cirinesi; e soprattutto Tiziano Loreti, ex segretario bolognese del Prc e ora candidato alla presidenza della Provincia con la lista sorella Terre Libere. ”Ci sono state scelte difficili che ci hanno anche angosciato, dopo 15 anni in un altro partito. Ma oggi è una storia finita e continuiamo con un nuovo progetto”, ha spiegato Loreti, che ha tra l’altro annunciato che al quartiere San Donato sarà candidato un senzatetto che vive in città da 35 anni, Elio Colucci. Nella lista per il Comune ci sono professionisti, insegnanti, operai che hanno un lavoro ed ex operai ora licenziati. C’è anche il primo romeno che si candida per il consiglio comunale: Constantin Constantin, che è stato spesso portavoce dei suoi connazionali dallo sgombero sul Lungoreno del 2002 in poi. E l’attivista del Cassero e consigliere di Arcigay Maurizio Cecconi, impegnato sui temi della laicità dello Stato e dell’etica come il testamento biologico. Tra i temi forti del programma, la ricontrattazione dei mutui con le banche attraverso la mediazione del Comune per le famiglie al di sotto dei 70.000 euro lordi di reddito; fondo di solidarietà attivato dal Comune con risorse fornite da fondazioni e imprese per disoccupati e lavoratori in cassa integrazione; nella mobilità ‘no’ al passante nord e valorizzazione del Servizio Ferroviario Metropolitano, già disponibile ma che – ha rilevato Monteventi – ”non è pienamente operativo per mancanza di vetture e personale”; investimenti in energia rinnovabile; apertura del mercato ortofrutticolo all’ingrosso (Caab) tutti i giorni e non solo due come avviene oggi; recupero di immobili nei quartieri da destinare ai giovani e alla cultura, un settore in cui ”non si fa più niente da dieci anni”. La campagna elettorale sarà fatta in economia: ”per ora abbiamo 8.000 euro, non un milione come ha detto che spenderà Cazzola, alla faccia di chi subisce la crisi”, ha detto ancora il candidato sindaco. Per muoversi non ci saranno pullman ma un ecologico triciclo con il cassone davanti, opportunamente allestito. E la colonna sonora sarà una versione di Stand By Me interpretata da suonatori di strada di tutto il mondo e piratata da YouTube.
Bologna, divieto di manifestazione. Monteventi: “Non ci fermeremo”
DIRE, Bologna, 13 Mar. – “Questa è una battaglia di civiltà, contro la privazione di un diritto. Non stiamo scherzando e non è una denuncia che ci fa paura, continueremo a lottare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi fino a quando questa direttiva non verrà ritirata”. Valerio Monteventi, candidato sindaco nella lista Bologna Città Libera, difende la scelta di violare il divieto di manifestare nel weekend in alcune vie e piazze del centro storico di Bologna. Stamattina lui e altri quattro attivisti di Bologna Città Libera hanno incassato una denuncia per manifestazione non autorizzata, ma Monteventi non intende fermarsi. “La direttiva del Ministro Maroni viola il diritto di manifestare sancito dalla Costituzione – afferma Monteventi – e la sua interpretazione bolognese, poi, è anche peggio, perché le limitazioni previste dal Prefetto Angelo Tranfaglia non si sono viste in nessun altra città. Nei prossimi giorni faremo una capillare campagna di comunicazione per pubblicizzarla, vogliamo che la gente capisca che questo provvedimento colpisce tutti”. Monteventi non risparmia critiche al PD, che “non ha avuto nulla da ridire su questa ordinanza. A Bologna è stata approvata con l’assenso di Beatrice Draghetti e Sergio Cofferati”. Sergio Spina, capogruppo di Terre Libere in Provincia a Bologna, esprime solidarietà ai denunciati e contesta “l’ennesima declinazione delle politiche securitarie bolognesi”.

Testamento biologico: Bologna Città Libera ne deposita 210 in Comune. Il vice-sindaco Paruolo (PD) apre alla possibilità di un ufficio che li raccolga
RICHIESTA DELLA LISTA BOLOGNA CITTA’ LIBERA,
CHE HA RACCOLTO 210 MODULI
DIRE, Bologna, 2 Mar. – Aprire un ufficio comunale a Palazzo d’Accursio che raccolga il testamento biologico dei bolognesi. E’ la richiesta di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, che questa mattina, insieme a Serafino D’Onofrio, ha presentato i risultati della serata di martedì, quando nel corso di un convegno in Cappella Farnese sul testamento biologico sono state raccolte 210 dichiarazioni di volontà. Il fascicolo è stato portato questa mattina al Protocollo generale del Comune, per essere consegnato al sindaco Sergio Cofferati. “Il nostro obiettivo – spiega Monteventi – è far aprire un ufficio comunale che abbia questo compito, dove i cittadini possono consegnare le proprie volontà”. A occuparsene dovrebbe essere il neo vice-sindaco Giuseppe Paruolo, assessore alla Sanità e alle Politiche sociali. “L’ex vice-sindaco Adriana Scaramuzzino – sottolinea Monteventi – si era già dimostrata disponibile”. E anche il sindaco di Monzuno Andrea Marchi (PD) si è detto disponibile ad accettare i cinque testamenti biologici dei cittadini del suo Comune che li hanno consegnati martedì sera in Cappella Farnese. L’impegno della lista Bologna Città Libera, annuncia dunque Monteventi, è di raccogliere le firme per una delibera popolare che istituisca l’ufficio comunale per i testamenti biologici, come è stato fatto a Roma. “Adesso non c’è tempo, perché siamo a fine mandato – spiega Monteventi – ma è l’impegno che ci prendiamo per l’inizio del prossimo mandato”. Dei 210 moduli raccolti martedì sera, 95 sono stati compilati da donne e 80 da uomini; a questi ne vanno aggiunti 35 di residenti in altri Comuni. Tra i politici bolognesi, il testamento biologico è stato compilato dai candidati sindaco Monteventi e Gianfranco Pasquino, dai consiglieri comunali D’Onofrio e Roberto Panzacchi, dai consiglieri provinciali Sergio Spina, Vania Zanotti e Sergio Caserta, da Monica Mischiatti dei Radicali, dal segretario provinciale dello SDI Franco Franchi, dall’ex segretario del PRC Tiziano Loreti e dalla ex deputata di SD Katia Zanotti.

TESTAMENTO BIOLOGICO. BOLOGNA, PARUOLO APRE SU UFFICIO AD HOC
SU PROPOSTA MONTEVENTI “GIUSTO CHE SI ESPRIMA CONSIGLIO COMUNALE”
DIRE, Bologna, 2 Mar. – Giuseppe Paruolo, vice-sindaco del Comune di Bologna, non si sbilancia ma appare possibilista sulla creazione di un ufficio ad hoc che accolga i testamenti biologici dei cittadini bolognesi. Rispondendo alla richiesta giunta in mattinata da Valerio Monteventi, candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, Paruolo afferma: “Credo che in questo caso sia giusto si esprima il Consiglio comunale”. Il vice-sindaco, che valuta “positive le sollecitazioni” che arrivano su questo tema, sottolinea che la Conferenza socio-sanitaria della Provincia di Bologna ha attivato un tavolo di lavoro per discutere della questione del testamento biologico. In ogni caso, ci tiene ad aggiungere Paruolo, “è giusto che sia il Parlamento ad esprimersi su questioni del genere: le azioni a livello locale sono sempre meno incisive. La discussione si può avviare in città se il Parlamento non dà indicazioni”.

Bologna, scissione in Rifondazione. Loreti verso Bologna Città Libera

In Provincia il Bologna Pride spacca la maggioranza
GAY PRIDE BOLOGNA. IN PROVINCIA IL CENTRO-SINISTRA SI SPACCA. Distanze incolmabili tra PD e Verdi, SD, PRC.DIRE, Bologna, 24 giu. - Il Consiglio provinciale di Bologna "aderisce ai principi di promozione e difesa dei diritti di uguaglianza a di dignità della persona che il Pride vuole porre all'attenzione". Ma non alla manifestazione in sé. E l'evento Glbt spacca di nuovo la maggioranza, mentre due esponenti della Giunta annunciano che saranno ugualmente in piazza: non solo Giuseppina Tedde, in quota PRC, ma anche Simona Lembi del PD. Questo il risultato del dibattito che si è articolato oggi, a Palazzo Malvezzi, nel corso della seduta consiliare. Prima Alfredo Vigarani (Verdi) ha ribadito il rammarico per la mancata approvazione, da parte della presidente Beatrice Draghetti, della proposta di far sfilare alla manifestazione Glbt il Gonfalone della Provincia.
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