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Articoli marcati con tag ‘Sergio Lo Giudice’

Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009

L’editoriale del nuovo numero di Cassero Magazine, a cura del Consiglio Direttivo, dedicato al bilancio della Giunta Cofferati e alle elezioni amministrative di Bologna.

A Bologna ci vorrebbe un sindaco gay. Come Wowereit a Berlino e Delanoë a Parigi. Omosessuale dichiarato e laico convinto, proprio come loro due. Bologna se lo meriterebbe proprio a questo punto, quanto meno per invertire il flusso di cervelli (creativi in testa) che da questa città si è mosso – in fuga – verso la Mittel Europa. E seppure non siamo tra quelli che sostengono l’esistenza di un fattore “gay” portatore automatico di successo (o forse ne siamo intimamente convinti, ma non ne facciamo una dottrina), dobbiamo arrenderci davanti all’evidenza che dinanzi alla deriva in cui è finita la nostra città, neanche Cristiano Malgioglio – la chìra meno vocata alla fascia tricolore – potrebbe essere in fondo una catastrofe. Quindi, perché non provare…

Invece anche per questa volta niente banana ossigenata, nessun colpo di scena. Per la chiamata alle urne che ci apprestiamo ad onorare ci dobbiamo accontentare dell’ordinario, seppure in dose decisamente abbondante. Sì perché a Bologna, a questo giro, tutti vogliono fare il sindaco, perfino un prete negazionista mandato a spendere perfino da Caffarra e Beppe Maniglia, che nel caso si sposterebbe solo di qualche metro. E si litiga questo giro, e alla grande, quasi si arriva alle mani. Poi si fa a gara a chi ha i trigliceridi più bassi, a chi infila più lettere anonime sotto le porte, a chi si cala di più l’onorario per sostenere le foche orfane dell’isola di Pantelleria. Povere. Noi da questo baillame vorremmo un po’ prendere le distanze, senza voltare le spalle però, perché a votare bisogna andarci: è un diritto e un dovere. Nelle pagine che seguono quindi tenteremo di offrirvi una mappa rainbow per orientarvi nella giungla di questa campagna elettorale. Una mappa non neutrale, anzi disegnata con un preciso orientamento, frutto di una discussione che si è articolata nei diversi momenti partecipativi del nostro circolo. Solo per le europee indichiamo nettamente una preferenza, quella per Alessandro Zan in corsa nelle fila di Sinistra e Libertà. Per le comunali invece il Cassero a Bologna non esprime indicazioni di voto legate a una particolare forza politica bensì sostiene tutti e cinque i candidati glbt al Consiglio comunale, quale che sia il simbolo che colora la loro scesa in campo. Tre di loro in particolare – Bruno Pompa, Maurizio Cecconi e Sergio Lo Giudice – sono espressioni dirette della nostra storia associativa che ancora oggi si intreccia con la loro militanza. Stesso ragionamento per il Quartiere Porto, quello all’interno del quale il Cassero si trova: due candidati glbt corrono per la carica di consigliere, entrambi godono della nostra totale fiducia. Per i candidati sindaci, invece, questo Consiglio Direttivo ha scelto di non dare indicazioni bensì di aprire un confronto diretto con tre dei tanti aspiranti alla fascia tricolore, cioè Flavio Delbono, Giorgio Guazzaloca e Valerio Monteventi. Anche di questa scelta, e delle conseguenti esclusioni, troverete più avanti le motivazioni. Con la speranza che le risposte all’intervista che gentilmente ci hanno concesso siano per voi di qualche utilità per sciogliere le ultime incertezze sul voto. Infine un’incursione nelle comunali di Ferrara dove è candidato Flavio Romani. Flavio è un nostro caro amico, un attivista di prima linea, una delle persone che ha contribuito a rendere grande il Pride di Bologna. Non abbiamo perciò alcun dubbio nell’indicare agli amici di Ferrara il nome di Flavio per la carica di consigliere comunale.

Le ultime parole le spendiamo per Cofferati, il sindaco di Bologna, quello che se ne va. Il peggiore mai passato da queste parti, questa è l’unica cosa su cui attualmente sembrano convergere sia la destra sia la sinistra. E noi, innanzitutto. La nostra liason col sindaco sindacalista è una favola breve che intitoleremmo “la piazza”: inizia a Roma, coi milioni di manifestanti ai piedi dell’allora leader della Cgil. Quella piazza allora ci fece sognare. Poi però arrivò piazza Maggiore, negata a Miss Alternative, il nostro defilée che ogni anno ricorda alla città che bisogna lottare contro l’Aids, e concessa poi a ogni corsa, volata, tiro a canestro. Perfino all’expò dei cazzi di cioccolata, tutti regolarmente senza preservativo. E con l’ultimo capitolo, poi, chiuderemmo parlando di un giardino. Quello che la Giunta ha scelto proprio poche settimane fa di intitolare a Stefano Casagrande, dando risposta alla richiesta che facemmo in occasione del Gay Pride. Chiaramente quel fazzoletto di verde, per quanto piccolo e nascosto, per noi è già un cortile di Versailles. E il “grazie” dinanzi a un dono, a una concessione, è un costume dal quale non ci sottraiamo. Ma se a qualcuno, ai tempi del Bologna Pride, era parso di aver sentito Cofferati parlare di una “via” sappia che non si era sbagliato. Magari poi già allora intendeva giardino, vai a sapere. Oppure più semplicemente si è confuso. Fortuna che a Genova – dove appena trasferito ci vedrà arrivare per il Gay Pride – sono quasi tutti vicoli e stradine: una mappa più semplice che gli eviterà in futuro qualunque incomprensione.

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Cassero Magazine Maggio / Giugno 2009 - Copertina

Bologna. Gay e lesbiche al voto – Le foto

Finita l’epoca, per il movimento omosessuale, dell’internità al partito unico PCI-PDS-DS-PD e iniziata la stagione della maturità, la vera novità della campagna elettorale per le amministrative bolognesi è la presenza di tanti candidati e tante candidate lgbt in forze politiche diverse. Ieri sera s’è svolto un bel dibattito tra alcuni rappresentati di questa nuova pluralità: io, Bruno Pompa, Sergio Lo Giudice e Cathy La Torre, moderati da un parzialissimo e divertito Franco Grillini. La discussione è stata vivace e interessante; piena la sala. Molti i punti toccati: i finanziamenti alle scuole private approvati dal centro-sinistra al governo della città, gli atti di adesione simbolica alle battaglie del movimento, la discontinuità-continuità con l’amministrazione Cofferati, gli spiccioli che il Comune destina alle politiche per le differenze, a fronte dei milioni che regala alla Curia, le campagne di prevenzione dell’AIDS boicottate dall’assessore alla sanità del PD.

Bologna. Gay e lesbiche al voto

Bologna alle urne. Si rinnova il consiglio comunale. Per la prima volta numerose persone omosessuali, dichiarate e visibili, sono candidate in varie liste. Abbiamo affidato all’attitudine giornalistica di Franco Grillini, direttore di Gaynews, la gestione dell’incontro con quattro di queste candidature, tutte “vicine” al circolo e tutte per il consiglio comunale. Un dibattito per conoscere gli individui, i loro partiti e programmi di riferimento, le istanze di un movimento che agisce localmente, le sfumature che distinguono pratiche ma che accomunano sogni. Ad un anno di distanza da uno dei più grandi e ben riusciti Pride della storia italiana recente, esponenti del mondo lgbt cercheranno di mettere ordine tra le priorità nazionali e i desiderata locali che possono migliorare il nostro grado di cittadinanza, purtroppo ancora confinato alla serie B.

Mercoledì 13 maggio 2009
Arcigay “Il Cassero” – Gay & Lesbian Center
presenta

GAY E LESBICHE AL VOTO
aperitivo e tribuna politica

[Promuovi l'evento su Facebook]

Incontro con

Maurizio CecconiBologna Città Libera
Cathy La TorreSinistra per Bologna
Sergio Lo GiudicePartito Democratico
Bruno PompaSinistra per Bologna

Modera

Franco Grillini – Direttore GayNews

Aperitivo H 20.00
Inizio dibattito H 21.00

Ingresso gratuito e senza obbligo di tessera

[Scarica l'invito in alta risoluzione]

Gay e lesbiche al voto

Delbono e i gay, piovono pietre su Facebook

BOLOGNA. DELBONO SUL FRONTE GAY, PIOVONO PIETRE SU FACEBOOK
IL CANDIDATO: UFFICIO AD HOC FUNZIONERA’, LO GIUDICE LO DIFENDE

DIRE, Bologna, 30 aprile – Flavio Delbono pressato da “destra” e da “sinistra”, su famiglie e gay. Dopo l’uscita del programma del candidato democratico (e le critiche di Bologna Città Libera per riferimenti espliciti alle coppie di fatto), ad incalzare Delbono sull’argomento è stato oggi il presidente della commissione Politiche sociali in Comune, Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay. Delbono ha risposto sulla sua bacheca di Facebook, scatenando poi un acceso dibattito tra gli “amici” sensibili all’argomento. Il candidato punta sull’ufficio anti-discriminazione introdotto già dall’attuale giunta. Il servizio Lgbt “sarà messo in condizione di raggiungere i suoi obiettivi: contrastare omofobia e discriminazioni; fare iniziative culturali, formazione, assistenza legale anche insieme alle associazioni”. Sulle coppie di fatto, invece, Delbono ricorda che sono già equiparate a quelle sposate in alcuni servizi. Il fatto è che sull’argomento “manca una legge nazionale che, come avviene negli altri grandi paesi, garantisca diritti e dignità alle coppie gay e lesbiche. Mi auguro che il Parlamento italiano decida finalmente di approvare una buona legge che elimini la distanza fra l’Italia e l’Europa”. Parole, quelle di Delbono, che per molti iscritti al social network non sono soddisfacenti. E Lo Giudice ha un bel da fare a convincere gli “amici” più critici. “Diplomatico. Punto. Della serie quello che è fatto è fatto e quello che è ancora da fare non è affar mio, ma del Parlamento”, proclama Andrea. “A me non sembra diplomatico. Mi sembra chiaro invece e puntuale”, ribatte Michele. Ma i critici non si fermano: “Troppo diplomatico, non ha detto nulla”, obietta Lorenza, “ambiguo” sostiene un altro commentatore. Durissimo Flavio, omonimo (ma non troppo simpatizzante) del candidato: “Tornate a guardare “Improvvisamente l’inverno scorso”, giusto per rispolverare le posizioni dei DS sui diritti civili. Ragazzi ma questo arriva dalla Margherita o è già stato dimenticato? Non possiamo votare gente simile”. E un altro osserva: “Delbono si candida a fare il sindaco non a fare il parlamentare”. Come detto, a difendere Delbono ci pensa Lo Giudice, che sottolinea l’importanza della struttura contro la discriminazione: “Una struttura pubblica che abbia come obiettivo la sensibilizzazione della popolazione sull’omofobia, interventi di contrasto alle discriminazioni lgbt, la formazione dei dipendenti comunali: questa è oggi la nuova frontiera dell’azione di un Comune su questo tema”. “Ci credo quando lo vedo”, taglia corto uno dei critici.

“Coppie di fatto assenti dal programma di Delbono”, così Maurizio Cecconi
per Bologna Città Libera, “sui diritti civili, Delbono è come Prodi:
un cattivo ricordo da scacciare con un voto diverso”.

Some People Are Gay - Get Over It

Festa di laicità 2 – Arcigay “Il Cassero”

Della libertà e della natura
Festa di laicità 2

Sala Bianca – Palazzo d’Accursio
Piazza Maggiore 6, Bologna
31 marzo / 14 aprile 2009

Meno Gesù più Maria

Una legge contro l’omofobia – Associazione 3D

Associazione 3D
Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bsx e trans

presenta

Una legge contro l’omofobia

Venerdì 27 Marzo 2009, H 18.00
Sala Bianca, Palazzo d’Accursio
Piazza Maggiore 6 – Bologna [vedi mappa]

Introduce
Diletta Tega
Docente di Diritto Costituzionale
Università Bicocca di Milano

Intervengono
On. Anna Paola Concia – Deputata PD
On. Gian Luca Galletti – Deputato UDC
On. Enzo Raisi – Deputato PdL

Modera
Sergio Lo Giudice
Consigliere comunale – PD

Paola Concia - Deputata PD

Per la democrazia e contro la disinformazione – Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione

“PER LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA DISINFORMAZIONE
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE
IMPOSTO DAL PREFETTO E DAL SINDACO”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera,
sul sit-in odierno in Piazza Maggiore contro il divieto di manifestazione

“Bologna Città Libera ha violato con un sit-in, oggi pomeriggio, la direttiva del Ministro dell’Interno Maroni (che lede l’articolo 17 della Costituzione sul diritto a manifestare) e l’ordinanza applicativa emanata dal prefetto Tranfaglia (che vieta le manifestazioni in centro a Bologna il sabato pomeriggio e la domenica). Questa ordinanza è stata varata d’intesa con le amministrazioni locali guidate dal Partito Democratico nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico. Si tratta di un’ordinanza “abnorme”, secondo giuristi e costituzionalisti, ma che è stata difesa dal PD con un odg approvato dal Consiglio Comunale in cui non si chiede il ritiro del provvedimento“, queste le parole di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera.

Bologna Città Libera invita le cittadine e i cittadini a manifestare per la democrazia e contro la disinformazione e a partecipare ai prossimi sit-in che romperanno ancora il divieto di manifestazione.

In questi giorni la Doxa sta effettuando un sondaggio telefonico a Bologna sulle elezioni amministrative. Chiede a chi risponde se si conoscono i candidati a sindaco e per quale si voterebbe, ma ne “dimentica” due.

“La Doxa ha il dovere morale di rendere noto chi è il committente di questi sondaggi che creano confusione e che producono disinformazione”, chiede con forza Monteventi.

La diretta della manifestazione è stata diffusa dal sito www.bolognacittalibera.org e attraverso lo spazio Twitter www.twitter.com/bocittalibera che Bologna Città Libera, primo movimento politico a Bologna ad averlo fatto, apre oggi per l’occasione e che vuole essere un modo per permettere a chi non ha potuto esserci di aderire e partecipare idealmente a questa battaglia di democrazia.

Bologna Città Libera, Valerio Monteventi: “Ritirare ordinanza anti-costituzionale e liberticida”. Il centro-sinistra concorda ma il sindaco Cofferati lo stoppa: “Utile e ragionevole”

MONTEVENTI, RITIRARE ORDINANZA ANTICOSTITUZIONALE E LIBERTICIDA
GIOVEDI’ COMMISSIONE SU DIVIETO MANIFESTAZIONI NEL WEEK-END

Adnkronos, Bologna, 23 Feb. – L’odg contro l’ordinanza del prefetto di Bologna che introduce il divieto manifestare il sabato e la domenica in alcune vie del centro della città, presentato oggi al consiglio comunale di Bologna, dal candidato sindaco di Bologna Città Libera Valerio Monteventi, sarà discusso giovedì prossimo in seno alla commissione Affari Istituzionali di Palazzo d’Accursio. Monteventi, che aveva chiesto la votazione immediata in aula, ha accettato la proposta avanzata dal capogruppo del PD, Claudio Merighi, che si è detto d’accordo sull’utilità di un confronto in merito al provvedimento concordato dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. In particolare, Monteventi chiede al prefetto Angelo Tranfaglia di “ritirare l’ordinanza in quanto lesiva degli articoli 17 e 21 della Costituzione” e impegna il sindaco Sergio Cofferati a “richiedere una convocazione urgente del Comitato per l’ordine pubblico per rivedere il provvedimento relativo alle gravi limitazioni del diritto di manifestare nella nostra citta’”. Un’iniziativa come il giuramento di ieri di Dario Franceschini a Ferrara sulla Costituzione, a Bologna non si sarebbe potuta tenere” fa notare Monteventi presentando il documento in aula e domandando perché “Bologna deve essere la prima città ad applicare la direttiva Maroni” mettendo in campo un’ordinanza “gravissima, liberticida e che limita la democrazia”. Contro il provvedimento del prefetto sono intervenuti anche Gian Guido Naldi (SD) parlando di “svolta autoritaria” e Sergio Lo Giudice (PD) che ha parlato di “concreta limitazione della libertà di manifestare”. Dopo il confronto in commissione, l’odg tornerà in consiglio lunedì prossimo per il voto.

Bologna, 200 fiaccole contro ogni criminalizzazione

[Leggi l'articolo completo a pagina 7]

BOLOGNA. VOTO PRO GAY IN CONSIGLIO. E IL POLO SI DIVIDE
D’accordo An, Forza Italia non partecipa.
Applausi delle associazioni omosessuali e poi fiaccolata.

Mercoledì 10 dicembre 2008, La Repubblica – Bologna

Il consiglio comunale sostiene la depenalizzazione del’omosessualità nei paesi islamici, anche col sì di An (Carella e Caracciolo). 21 voti favorevoli, e nessun contrario (più l’applauso finale dei movimenti gay), ma Forza Italia non partecipa al voto in aula, mentre il Pd contesta la posizione del Vaticano. E’ successo ieri a Palazzo d’Accursio dove gli esponenti bolognesi di Arcigay e Arcilesbica hanno inscenato la “protesta del cappio”: una ventina di persone, dopo la presentazione dell’ordine del giorno da parte del consigliere comunale del Pd, Sergio Lo Giudice, si sono alzate in piedi mostrando un cappio legato al collo e un triangolo rosa sul petto, all’altezza del cuore. Nell’odg manca però ogni riferimento alla polemica nata nei giorni scorsi dopo la presa di posizione della Chiesa contraria alla depenalizzazione dell’omosessualità. La ricorda invece la cattolica vicecapogruppo del Pd, Lina Delli Quadri: “Ritengo che il Vaticano avrebbe potuto continuare a difendere il diritto alla vita, come fa in tante altre occasioni”. Intanto Franco Grillini lancia i Comitati nazionali di boicottaggio all’8 per mille nella dichiarazione dei redditi per la Chiesa cattolica. E’ la proposta del leader storico del movimento gay avanzata alla fiaccolata organizzata nel pomeriggio in piazza del Nettuno contro il no del Vaticano alla depenalizzazione internazionale dell’omosessualità. “Tutti i paesi europei l’hanno appoggiata, significa che il Vaticano è fuori dall’Europa e con i diritti non c’entra nulla», ha scandito al megafono di fronte a 200 persone.

Bologna, Fiaccolata: Stop Vatican Attack, Support Homosexuality Decriminalisation – Le foto

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Maurizio Cecconi
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