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Articoli marcati con tag ‘Scuola’

Scuole private, Comunione e Liberazione conquista il Consiglio comunale

Ancora tanti soldi alla Chiesa cattolica

1. Vi segnalo il mio articolo per Il Fatto Quotidiano online.

2. Lunedì 12 settembre il referendum sui finanziamenti alle scuole private va in trasferta alla Festa dell’Unità di Bologna. Non mancate!

Mare Nostrum

Olivio Romanini, un bravo giornalista del Corriere di Bologna, pubblica un post sul suo blog, nel quale annota che il milione di euro destinato ogni anno dal Comune di Bologna alle scuole private paritarie rappresenta lo 0,19% del bilancio generale dell’Amministrazione e, dunque, sarebbe poco significativo lo stanziamento di fondi agli istituti cattolici. Ne consegue che il referendum, sebbene legittimo, è inutile.

Il dato è tanto corretto quanto fuorviante.

Faccio un esempio. Chiunque può sostenere, senza paura d’esser smentito, che l’Adriatico è un piccolo mare, se comparato a tutta l’acqua presente sul pianeta terra. Se invece lo inseriamo nel suo contesto, il Mediterraneo, ecco che acquista la dignità che merita.

Stesso discorso vale per i finanziamenti alle scuole private: un milione è poco se lo rapportiamo al bilancio generale del Comune (che comprende strade, welfare, edilizia, etc) , ma diventa molto significativo se invece lo inseriamo nel suo giusto contesto, ovvero il capitolo di spesa destinato all’istruzione. Ecco che la percentuale non è più insignificante.

Un pacato consiglio: concentriamoci sul “Mare Nostrum”, la scuola pubblica, senza sviare i lettori.

Un laico “antipasto” a Radio Città Fujiko

Radio“L’antipasto”, trasmissione di approfondimento di Radio Città Fujiko, mi ha intervistato e ha reso disponibile il file audio.

S’è parlato di Europride Roma 2011, dell’omofobia e di come contrastarla, del referendum sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche, del registro dei testamenti biologici.

Buon ascolto!

Ne’ al mare, ne’ in montagna: voto laico

Lo stemma del Comune di BolognaPer la prima volta nella mia vita, la decisione su come e chi votare alle elezioni amministrative di Bologna mi ha visto appartenere alla categoria degli “indecisi”, nella quale puoi stare, volendo, fino all’ultimo, ma prima o poi è meglio se “esci dal tunnel” e prendi una decisione. Dopo molte chiacchierate con amici e amiche che stimo, scrivo qualche riga per spiegare quali crocette metterò infine sulla mia scheda elettorale.

Punto primo: astenersi o votare?

I partiti affermano tutti d’essere impegnati a sanare la frattura fra società e mondo politico; poi discutono del nulla per un anno e mezzo, ben sapendo che così s’anestetizza l’opinione pubblica e s’aumenta quel distacco che si vorrebbe a parole colmare. Che l’astensionismo aumenti in realtà non gliene importa granché, sebbene sia la più grande sconfitta per quel “primato della politica”, la cui difesa millantano una volta alla settimana. Perché? Perché contano solo i risultati in percentuale dei voti espressi. Se su 100 elettori ne votassero solo 60 e di questi sessanta il 40% votasse me-partito, io-partito comunque avrò eletti per il 40%; se invece di quei cento elettori votassero in 80, il mio 38% di quegli ottanta sarebbe sì più voti in cifra assoluta (dunque più persone che ho persuaso e mobilitato), ma meno seggi ed eletti. Ai partiti che gliene importa se i cittadini e le cittadine maturano la convinzione dell’inutilità del voto? Niente, anzi gli fa comodo, perché meno cittadini esercitano la loro sovranità col voto, meno forte è il controllo che la società esercita sull’occupazione delle Istituzioni e la continua distorsione delle loro funzioni.

Dunque, votare o non votare prima di tutto per me significa esercitare la mia sovranità di cittadino, desideroso di stare “col fiato sul collo” all’arroganza dei partiti, maturata dalla fine della prima repubblica ad oggi. Un voto espresso non è mai inutile, per questo motivo.

Se per caso vi state chiedendo se ho una pessima opinione dei partiti, così come li conosciamo, la risposta è: sì.

Punto secondo: come e chi voto

Io vorrei votare semplicemente centrosinistra. Vorrei, ma non posso. Non posso perché il candidato sindaco, Virginio Merola, è contrario al referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private. Se anche votassi solo un candidato/a di una lista del centrosinistra, il mio voto verrebbe comunque conteggiato anche a Merola e non intendo legittimare chi non è capace, a prescindere dal merito del quesito referendario, di dire chiaramente che gli strumenti di democrazia diretta sono strumenti utili e benvenuti, per far decidere la cittadinanza su alcuni punti fondamentali dell’agenda politica. A maggior ragione se quella persona si candida a rappresentare tutta la città.

I referendum sono sotto attacco tanto a Roma quanto a Bologna e, con essi, la sovranità dei cittadini; è una partita importantissima, il cui esito pare pendere a sfavore della democrazia. E’ una questione della massima priorità.

Disgiungerò il mio voto, dando la mia crocetta come sindaco a Michele Terra, del Partito Comunista dei Lavoratori. Lo considero un voto ben speso, il suo programma è il migliore.

Per la preferenza, metterò la crocetta sulla lista di Amelia/Vendola e a fianco scriverò il nome di Mirco Pieralisi, un bravo candidato del movimento in difesa della scuola pubblica.

Punto terzo: i miei obiettivi

Non sostenere chi ha posizione filo-clericali, votare laico, aiutare la crescita di una formazione socialdemocratica, quale manca in Italia. E se devo scegliere degli avversari a sinistra, che siano i migliori.

Buon voto a tutt*.

Il mio nuovo blog su Il Fatto Quotidiano

Il Fatto QuotidianoCon piacere vi segnalo l’indirizzo web del mio nuovo blog su Il Fatto Quotidiano, che si occuperà di diritti individuali e civili e di laicità delle Istituzioni emiliano-romagnole.

Potete anche seguirlo via feed rss.

Il primo post l’ho dedicato alla scuola.

Scuola bene comune. Tre interventi

Una bambina perplessa sul suo bancoDopo l’annunciato referendum consultivo sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie, è cominciato un dibattito in città.

Ho partecipato a una trasmissione di approfondimento di Città del Capo – Radio Metropolitana. E’ intervenuto anche Rossano Rossi, presidente della FISM, la federazione delle scuole materne private cattoliche, convenzionate col Comune di Bologna. Molto interessante le opinioni dei genitori, raccolte davanti a delle scuole pubbliche e a delle scuole private.

Anche Radio Città Fujiko ha dedicato spazio alla notizia, ecco l’audio.

Infine, a nome della Rete Laica Bologna, sono intervenuto al convegno organizzato dalla Federazione della Sinistra, con una relazione dal titolo “Scuole bene comune”.

Bologna, presentato referendum sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie

Il Comitato Articolo 33 – di cui la Rete Laica Bologna è co-promotrice – ha presentato un quesito referendario, per chiedere ai cittadini di Bologna se preferiscono che tutti soldi dell’Amministrazione vadano alle scuole pubbliche o se parte di essi debba andare anche alle scuole private.

A me hanno affibbiato “la pesca” di fare il portavoce.

Chiedo a tutti i lettori di questo blog, agli amici e alle amiche, ai e alle simpatizzanti della laicità delle Istituzioni, di aiutarci a promuovere questa iniziativa, tanto importante quanto impegnativa.

Il Comitato Articolo 33 ha aperto un sito dove saranno pubblicati tutti i materiali e le notizie relative al referendum. E’ stata aperta anche una pagina Facebook e un account Twitter: iscrivetevi!

Infine, ecco il primo manifesto [jpg | 2 MB] della campagna referendaria. Noi lo troviamo bellissimo. Voi?

La parola ai cittadini

Berlusconi e Bersani sono d’accordo

Silvio Berlusconi & Pierluigi BersaniBerlusconi: “Con noi al governo mai riconoscimento delle famiglie gay e mai adozioni ai single. La scuola pubblica non educa”.

Bersani: “Nessuna politica pro-famiglie, governo immobile”.

Ovvero, nella sostanza, sono d’accordo, ma il secondo non si vuole limitare agli annunci.

Quale preferire?

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Tutti gli uomini sono bugiardi

Via il crocifisso

Via il crocifisso

“Io volevo essere parte di quella trasformazione che in quasi tutta la Spagna iniziava ad avvertirsi lentamente, come un cambio di stagione, come la fine di una lunga malattia. Ognuno di noi, della mia generazione intendo, la percepì in modo diverso, in un momento diverso. A me, te lo racconto, accadde un giorno a scuola, alla fine delle lezioni. Stavo per lasciare l’aula quando la direttrice, una donna molto severa, molto formale, entrò e mi disse di aiutarla. Prese uno dei cestini di plastica grigia che c’erano nelle aule e me lo mise in mano. Dopo sistemò una sedia sulla pedana, l’avvicinò alla lavagna, staccò il crocifisso appeso al muro e lo gettò nel cestino. Percorremmo tutte le aule, togliendo crocifissi. Riempimmo due cestini. Poi li abbandonammo in un angolo della cappella della scuola, davanti agli occhi attoniti di uno dei due preti che facevano lezione di religione. Il giorno dopo, quando mi sedetti al mio banco, mi sentii per la prima volta più libera, meno oppressa”.

Tutti gli uomini sono bugiardi
Alberto Manguel
Feltrinelli, 2010

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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