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Articoli marcati con tag ‘Sacconi’

Rosso Fiom

Le donne della Fiom di Reggio EmiliaStamattina a Bologna s’è tenuto lo sciopero generale della Fiom-Cgil, in anticipo d’un giorno rispetto a quello nazionale, che si terrà venerdì 28 Gennaio.

30.000 partecipanti, operai da tutta la regione e poi studenti, pensionati, precari. Altissima l’adesione nelle fabbriche, con percentuali oscillanti tra l’80 e il 100%.

Il corteo è passato davanti alla sede dell’Arcigay “Il Cassero”, che aveva esposto un cartello gigante: “Le vostre battaglie sono le nostre battaglie”.

Tante le bandiere delle forze politiche di sinistra, tra cui brillavano per assenza quelle del Partito Democratico. Guai a pensare male e ad essere prevenuti: erano “nascosti” dietro il palco in Piazza Maggiore, a raccogliere firme per mandare a casa Berlusconi. In Emilia ne hanno raccolte più di 60.000; gliene restano da raccogliere circa 9.940.000: auguri!

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Mi sono piaciuti gli interventi di Stefano Tassinari, a nome di un gruppo di scrittori bolognesi e non solo, e quello di Maurizio Landini. Emozionato, con voce rotta, il segretario della Fiom ha duramente attaccato Confindustria, Fiat, Cisl e Uil per la miopia dimostrata e l’assenza di una seria politica industriale; ha difeso il lavoro quale fondamento della dignità di ognuno/a.

In conclusione, ha chiesto che la Cgil proclami lo sciopero generale. La piazza ha scandito in coro “Sciopero generale!” e la richiesta è proseguita anche all’inizio dell’intervento di Susanna Camusso, che s’è ben guardata dall’annunciare una protesta che, oramai, non si comprende per quali motivi il sindacato non organizza. A causa di questa reticenza, la segretaria confederale s’è presa qualche fischio; non tanti, ma qualcuno e più che giustificato.

Un duro commento al discorso di Camusso è arrivato da Giorgio Cremaschi, componente del comitato centrale della Fiom: ha definito “deludente” il suo intervento e s’è chiesto “dove vuole andare la segreteria della Cgil, in un momento in cui la grande maggioranza dei lavoratori e sicuramente degli iscritti all’organizzazione chiede e vuole lo sciopero generale?”.

Mi domando, al di là delle inevitabili dietrologie, per quale motivo la Cgil sceglie di essere trascinata invece che porsi lei stessa all’avanguardia di questa lotta che, non dimentichiamolo, è appena iniziata e, dunque, ha davanti a sé ancora molta strada da percorrere.

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Il premio “simpatia ed entusiasmo” va allo spezzone formato dalle donne della Fiom di Reggio Emilia che, animate da un megafono, scandivano ripetutamente “chi non salta una Ruby è”.

Il premio “asino stipendiato” va al Ministro del Lavoro Sacconi, che ha dichiarato di “non capire perché il sindacato manifesta”.

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Qui potete vedere qualche foto che ho scattato e qui quelle pubblicate da Città del Capo – Radio Metropolitana.

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Come disse una volta Picasso, “quando finisco il blu, uso il rosso”. Oggi, insieme alle tute blu, raccolti attorno al rosso Fiom, c’erano i movimenti che non s’arrendano di fronte all’affermarsi di un capitalismo straccione e predatorio.

Essere genitori omosessuali – Una storia vera da raccontare a Giovanardi e a Sacconi

Una coppia di genitori gay

Una coppia di genitori gay

In questi giorni in cui si tiene a Milano una pessima “Conferenza nazionale sulla famiglia”, che esclude programmaticamente le unioni omosessuali, con o senza figli (e in cui i ministri iraniani Giovanardi e Sacconi si sono distinti per l’impegno con cui ci riportano al medioevo), due miei cari amici metodisti (una coppia eterosessuale) mi hanno inviato un estratto della rubrica “Dialoghi con Paolo Ricca”, pubblicata sul settimanale Riforma, periodico delle chiese evangeliche battiste, valdesi e, per l’appunto, metodiste.

Nel botta e risposta tra un lettore perplesso e critico e la risposta del teologo valdese, emerge una storia vera, fatta d’amore e d’impegno verso il proprio compagno e i propri figli. Mi stupisce constatare che Ricca, per vie assai diverse da quelle da me percorse, che sono ateo, arrivi alle mie medesime conclusioni. Questo evidenzia, a mio avviso, quanto conti l’assenza di dogmatismo accompagnata alla capacità di cogliere lo spirito delle regole (anche se il teologo chioserebbe della “Scriptura”) di una comunità, di una polis.

Mi stupisce ma non mi coglie impreparato, perché la fecondità politica, umana e ideale della Rete Laica Bologna è nella sua pluralità, nel suo testimoniare, per il solo fatto di esistere, che uno stato laico può far convinvere e far progredire i suoi cittadini e le sue cittadine, siano essi ed esse credenti, atei, agnostici, eterosessuali, gay, lesbiche, trans, bisessuali e tuttifrutti.

Questa storia, che mi hanno inviato Guido ed Elisabetta, è un bel regalo e desidero condividerla con voi.
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Espellere o non espellere i teodem dal PD? Non è questo il punto. Il problema è l’assenza della laicità

Enrico Letta ha appena dichiarato che “voterà a favore” del Disegno di Legge sul testamento biologico presentato dal Governo Berlusconi. I teodem, con in testa Paola Binetti, hanno fatto sapere che saranno tanti i voti favorevoli dei parlamentari del PD al suddetto Disegno di Legge. E subito dopo sono iniziate le partite di fioretto all’interno del rassemblement democratico. C’è chi propone di espellere tutti i parlamentari del PD che voteranno a favore. Se il PD li espellesse tutti, resterebbero nel partito poco meno dei DS, più qualche cattolico del dissenso (una decina). E’ un discorso puramente teorico: non espelleranno nessuno, come nessuno hanno espulso sulla questione dei DiCo. Binetti arrivò persino a votare contro la fiducia al traballante Governo Prodi. Conseguenze: zero. Il PD ha scelto in tutta lucidità di accettare gli ordini del Vaticano; c’è poco da elucubrare, compiuta questa scelta politica. Il problema non è l’espulsione, ma l’assenza nel PD della laicità, quale architrave portante dell’agire politico. In questo senso, il PD è un partito confessionale. Con appena qualche prurito in più del PDL. Né il potere esecutivo (il Governo) né il potere legislativo (il Parlamento) possono impedire l’esecuzione di una sentenza definitiva della Magistratura (il potere giudiziario), quale è quella che permette a Beppino Englaro di disporre lo stop all’alimentazione forzata di sua figlia. Il tentativo di riassumere tutti e tre i poteri nel Governo è lo scopo del Disegno di Legge di Berlusconi/Sacconi. Il problema è che in questa battaglia non avremo al nostro fianco la più grande forza politica del centro-sinistra, perché su questo tema come su tutti quelli relativi alle libertà della persona e ai diritti civili, è paralizzata al suo interno dai veti vaticani. Walter Veltroni è ancora lì, inascoltato e surreale, a supplicare che la “politica resti fuori da questa vicenda” e il PD organizza manifestazioni a sostegno del Presidente Napolitano, invece che al diritto all’auto-determinazione di ogni individuo. In altre parole, non sarà il PD a difendere la Costituzione Italiana. Difesa oggi richiesta a gran voce da tanti cittadini, uomini e donne. Non sarà nemmeno la sinistra radicale a salvarla, occupata ad aggirare lo sbarramento del 4% alle elezioni europee e assente dal Parlamento nazionale. Sia detto chiaramente e senza acrimonia; questi sono i dati di fatto. Sarà l’azione pacifica, spontanea e incazzata della società civile a salvare la Costituzione e la democrazia [1 ; 2]. Forse. Dipende da noi.

Aggiornamento
Il vice-segretario del PD, Dario Franceschini, ha dichiarato che quando il DDL arriverà questa settimana in aula, i parlamentari avranno libertà di voto: “I parlamentari cattolici del PD ascolteranno la voce della Chiesa, poi decideranno nel loro ruolo di legislatori, senza indicazioni di voto, soltanto secondo la loro coscienza”. Che dire? Amen.

Arcigay: il Ministro Sacconi faccia distribuire un milione di preservativi in occasione del Bologna Pride

Adnkronos, Roma, 19 giu. - "Purtroppo in Italia dopo decenni di ommissioni colpevoli da parte dei responsabilii politici della Sanità, la parola preservativo è ancora una parola tabù e sesso è una parola che viene pronunciata ancora con un certo imbarazzo, quindi, è forte il rischio che la breve parentesi dell'anno scorso venga cancellata. Chiediamo a Sacconi - aggiunge il presidente nazionale Arcigay - di pronunciarsi pubblicamente e di dirci come intende agire". "Invitiamo il ministro ad approfittare della manifestazione nazionale del Bologna Pride del 28 giugno per far partire in tutta Italia una diffusa distribuzione di preservativi nei luoghi di aggregazione giovanile etero ed omosessuale, un milione di preservativi ed opuscoli informativi per combattere efficacemente la preoccupante tendenza a dimenticare una patologia, che invece è di nuovo in preoccupante espansione tra tutte le generazioni - conclude Mancuso - tra tutti gli orientamenti sessuali".

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Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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