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Blitz Festival 2013

Italiani! Italianofoni!

Il 30 e il 31 agosto prossimi a Rovigno – perla dell’Adriatico settentrionale, a due passi dal Bel Paese – si terrà il primo Blitz – International Performing Arts Festival: una due giorni dedicata al teatro e alle performance, con l’obiettivo di mettere lo spettatore al centro della scena e avente come scenografia la magnifica città marinara istriana.

Le Istituzioni e alcuni sponsor ci supportano e per questo li ringraziamo; il bilancio richiede però d’essere integrato, perché i fondi non sono sufficienti.

Per questa ragione, vi chiediamo un piccolo ma fondamentale aiuto: una donazione, anche solo di pochi euro, permetterà al festival di nascere e di evolversi.

Da questa pagina è possibile effettuarla:
http://www.indiegogo.com/projects/blitz-performing-arts-festival

Grazie di cuore e non dimenticate di condividere la campagna dedicata all’auto-finanziamento.

Blitz staff

Costumi rovignesi #03

Turisti a RovignoI rovignesi dividono l’umanità in due categorie, con sadica precisione: i rovignesi e i turisti. I rovignesi sono gli abitanti di Rovigno – slavi croati e discendenti italiani, con varie spruzzatine di migranti serbi, bosniaci, montenegrini, macedoni e albanesi (questi ultimi trattati con una punta di superiorità) – . I turisti sono il resto del mondo. La categorizzazione ha svariati scopi, utili alla pacifica convivenza tra i due universi. L’economia di Rovigno si basa infatti sul turismo. La città passa dai 15.000 abitanti scarsi dell’inverno agli oltre 50.000 della stagione estiva, che qui va da Pasqua a fine ottobre. Un fenomeno, questo, paragonabile all’affollarsi della riviera romagnola tra luglio e agosto. Mentre Rimini, Marina di Ravenna e Riccione, se le visiti d’estate sembrano non avere abitanti e osservi solo orde di truzzi D&G e di struzze Mötivi che affollano locali al neon-fammi-vedere-la-tua-abbronzatura-posticcia-che-esalta-il-muscolo-gonfiato-e-la-pancia-liscia, qui le strade, i ristoranti, la vita cittadina nel suo variegato complesso è condivisa tra autoctoni e turisti. Viene da chiedersi: come hanno fatto i rovignesi a non farsi divorare dal turismo? La risposta è tanto semplice quanto efficace come soluzione: l’hanno dislocato. Non hanno permesso che il centro storico fosse abbandonato e occupato dagli hotel. Non hanno costruito una quantità oscena di infrastrutture turistiche in paese, ingrandendolo a dismisura, squarciandone l’anima urbanistica in nome del profitto. Hanno preferito – a mio avviso saggiamente – distribuire gli hotel e i campeggi (numerosi e molto grandi) lungo la costa ai due lati della città. Così i tedeschi, gli italiani, i russi, i cechi, gli inglesi, i francesi che amano passare le vacanze nella rossa terra d’Istria godono sia di infrastrutture immerse nella macchia mediterranea, in ottime posizioni in riva al mare, sia di un paese vivace in cui passeggiare di giorno e di sera e che è considerato, con un’espressione altisonante non distante dal vero, “la perla dell’Adriatico settentrionale”. Finita la stagione estiva, verso ottobre, il paese torna alla sua dimensione: mare, pioggia, quiete, silenzio, assenza di lavoro, noia. Allora i rovignesi diventano turisti e partono per le vacanze.

Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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