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Bologna, acquista la tua bandiera arcobaleno

Ci siamo accorti che, chiedendo alle persone di venire in piazza col simbolo del movimento gay/lesbico/bisex/trans, la maggior parte non possiede una bandiera arcobaleno.

Per questo vogliamo acquistare 100 bandiere rainbow, con cui partecipare alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Roma contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia. 100 majorettes polisex e colorate a Roma!

Il preventivo più basso è di circa 400 euro.
Con una quota di 10 euro a testa ce la faremo.

ATTENZIONE: la bandiera arcobaleno non viene consegnata al momento del versamento della quota, in quanto prima è necessario raccogliere l’intera somma e pagare il fornitore. Al momento del versamento della quota, vi chiediamo di lasciare nome e cognome, cellulare ed e-mail, così da potervi avvisare appena arrivate :-)

***

Marino Buzzi ha dato la sua disponibilità a raccogliere le quote, presso la libreria in cui lavora, Melbookstore, in centro città, in Via Rizzoli 18.

Potete andare da lui in questi orari e giornate:

Lunedì 14 settembre: dalle 9.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Martedì 15 settembre: dalle 9.00 alle 15.00
Mercoledì 16 settembre: dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00
Giovedì 17 settembre: dalle 9.00 alle 14.00
Venerdì 18 settembre: dalle 9.00 alle 14.00

[Promuovi l'evento su Facebook]

[Iscriviti al gruppo contro l'omofobia di Bologna su Facebook]

La bandiera rainbow

E’ concesso…

E’ concesso far notare che lo striscione omofobo apparso oggi è firmato “Comunità Militante Tiburtina”, il cui leader, Valerio Febo, era candidato in una lista collegata ad Alemanno ? Che “Svastichella” era iscritto ad Alleanza Nazionale ? Che i petardi alla Gay Street li hanno buttati dei naziskin ? E’ concesso o si passa per “quelli che non vogliono il dialogo con le istituzioni” ?

I froci al Colosseo, ma coi leoni

Speriamo bene che arrivino in ritardo

Da quando sento alcune persone adirarsi stizzite perché chiediamo di venire alle manifestazioni contro l’omofobia solo col simbolo rainbow, non riesco a levarmi questa canzone dalla testa.

Morire per delle idee
Fabrizio De André

Morire per delle idee, l’idea è affascinante
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perché chi ce l’aveva, una folla di gente,
gridando “viva la morte” proprio addosso mi è caduta.

Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè
ma di morte lenta.

Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all’altro mondo bighellonando un poco
perché forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.

Ora se c’è una cosa amara, desolante
è quella di capire all’ultimo momento
che l’idea giusta era un’altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.

Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant’anni almeno.

Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.

E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè,
ma di morte lenta.

A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.

E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole arrivare dietro il grande stendardo
pensa “speriamo bene che arrivino in ritardo”
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè,
ma di morte lenta.

E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c’è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.

Manifestazioni lgbt dal basso a Radio Città Fujiko – L’audio

Prima di tutto grazie a Radio Città Fujiko e ai simpatici e gentili conduttori di Bolobazzalive, Rapso & Gazz. E’ stata un’occasione per una chiacchierata informata e approfondita. | Download [42 MB]

Radio Città Fujiko

Compriamo delle bandiere arcobaleno?

Sabato 10 Ottobre a Roma si terrà la manifestazione nazionale contro l’omofobia. Siccome abbiamo constatato che pochi hanno una bandiera rainbow (e quindi diventa vano chiedere che partecipino solo con quella), abbiamo pensato di fare una colletta, chiedere un preventivo e acquistare uno stock di bandiere arcobaleno. Chi è interessato ed è iscritto a Facebook, può lasciare la sua disponibilità sul gruppo di Bologna, oppure lasciando un commento a questo post.

Bologna contro l’omofobia – Rassegna stampa 04.09.2009

Venerdì 4 Settembre, H 18.00 | Sit-in contro l’omofobia a Bologna

Siamo un gruppo di persone: uomini e donne, gay, lesbiche, bisessuali, trans e queer ed eterosessuali – e non mancano i genitori delle persone lgbt! – .

Vogliamo organizzare un sit-in contro l’omofobia a Bologna, come è stato fatto con successo a Roma.

Ci siamo dati appuntamento per questo Venerdì 4 settembre alle ore 18.00 in Piazza del Nettuno.

La manifestazione farà la staffetta con la fiaccolata serale che si terrà a Roma, anch’essa spontanea e auto-organizzata.

Ci sembra che in questo momento, dopo ripetuti atti di violenza omofoba che hanno messo a rischio la vita di molte persone, sia importante farci vedere, prendendo la parola coi nostri corpi, con le bandiere rainbow del movimento e senza attendere di essere convocati.

Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutt*: partecipate e diffondete la notizia.

Roma, fiaccolata contro l’omofobia

La fiaccolata contro l’omofobia tenutasi ieri a Roma, auto-organizzata e auto-convocata senza attendere l’invito a manifestare delle istituzioni, è un bell’esempio di vitalità da parte del movimento. Una pratica – l’agire noi in prima persona e senza intermediari – da assumere come modello. I miei complimenti ai/alle partecipanti. L’organizzazione è avvenuta attraverso un gruppo su Facebook. Dopo il sit-in di ieri, la fiaccolata verrà ripetuta ogni venerdì sera. Il prossimo appuntamento è per Venerdì 4 Settembre.

[Guarda i video: 1, 2 | Guarda le foto]

Omosessuali sensibili? No! Incazzati

Roma non è omofoba

Dopo l’accoltellamento a una coppia gay e l’incendio della discoteca Qube – dove si svolgono le serate organizzate dal Mario Mieli -, penso sia necessario aggiungere alla manifestazione prevista per il 10 ottobre un sit-in da tenere questa settimana, per dare una pronta risposta alle ripetute violenze omofobe. “Roma non è omofoba”, Gianni Alemanno, sindaco della capitale, 25 agosto 2009.

Frocio

Aggressioni omofobe. Io non ho paura

Desidero condividere con chi legge queste righe un malessere che, da quando è avvenuta l’aggressione omofoba a Roma, non riesco a scacciare.

Le dichiarazioni che ho letto (di tantissimi soggetti: associazioni e politici) sono variegate. Ognuno si assume la responsabilità di quello che dice ed io non intendo sindacare con nessuno.

E’ presente una tendenza, un filo rosso che lega quelle di alcuni esponenti e di alcune associazioni lgbt che hanno chiesto e continuano a chiedere:

  • più telecamere;
  • più arresti;
  • ipotizzano ronde;
  • dicono che “abbiamo paura”;
  • dicono che “vogliamo fuggire dall’Italia”.

Cerchiamo di capirlo, questo filo rosso: danno una risposta di destra (la paura e i suoi facili e inefficaci rimedi per combatterla) a un problema di destra: la violenza sul diverso.

E’ allucinante constatare che la cultura leghista della paura del migrante e delle risposte razziste ai problemi della convivenza abbia fatto tanta strada anche tra di noi, tanto da non farci cogliere che stiamo percorrendo a passi lunghi e ben distesi lo stesso percorso. E’ allucinante e dovrebbe interrogarci tutti quanti.

Male, credo, hanno fatto quanti hanno approvato le parole di Gianni Alemanno, che chiede un arresto ma non propone che la sua giunta faccia un’azione culturale nella capitale contro l’omofobia, con un’estesa campagna d’informazione ed educazione. L’aggressore che ha accoltellato un ragazzo gay era iscritto ad Alleanza Nazionale, la stessa formazione politica da cui proviene il sindaco di Roma. Invece che costringerlo pubblicamente a stare sulla difensiva, invece di rendere evidenti le contraddizioni illiberali della cultura di destra, gli diciamo: grazie… Delle serie: più tonti di così non si può.

Bene invece hanno fatto Arcigay + Arcilesbica + Agedo + Famiglie Arcobaleno a indire una manifestazione, avente come piattaforma l’estensione della legge Mancino. E’ sul piano del diritto che dobbiamo muoverci per ottenere una salvaguardia valida per tutti/e.

Ed è sul piano del “contropotere” che possiamo/dobbiamo agire per tutelare la nostra quotidianità: i gay, le lesbiche e i/le trans non hanno paura. Io non ho paura, lo voglio scrivere chiaramente. Ci accoltellano di notte, quando il controllo sociale è meno presente? Bene: facciamo una manifestazione notturna per riprenderci “la felicità della notte”. S’incazzano perché ci baciamo/limoniamo con passione per strada? Bene, organizziamo “un’orgia di baci nelle piazze”. Invocano il sacro pudore perché esprimiamo la nostra sessualità anche nei luoghi pubblici, anche con scopate/pompini dietro le siepi e gang-bang all’aria aperta? Noi rispondiamo che la sessuofobia è una forma di repressione interiorizzata e organizziamo un sit-in di nudisti/e che disegnano coi loro corpi la parola libertà.

In altre parole, all’azione legislativa è necessario affiancare un’estensione del conflitto nella società, per supportare le nostre richieste e per non restare in difesa, facendo un passo indietro al giorno.

Finora abbiamo agito come se il solo piano dell’azione legislativa esaurisse l’intera possibilità di azione e fosse persino efficace. Meglio dircelo infine: non è così.

Vorrei che la voce del movimento gay/lesbico/bisessuale/trans fosse diversa dalle altre voci italiane, vorrei che fosse una voce capace di assumersi le proprie responsabilità e di tenere i piedi per terra, anche criticando quanto detto da alcuni/e e indicando soluzioni politiche e non militari.

***

“I froci hanno perduto quel loro sguardo ferito”
1969, Allen Ginsberg

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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