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Articoli marcati con tag ‘Roma’

L’uomo giusto

Nichi Vendola alla manifestazione di Sel in Piazza Navona, 01.10.2011

Grazie a Elena Tagliani, che ha pubblicato il discorso integrale sul suo canale YouTube, ho potuto rivedere l’intervento di Nichi Vendola alla manifestazione organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà in Piazza Navona.

Ascoltatelo, perché lui è l’uomo giusto di cui questo Paese ha bisogno come Presidente del Consiglio. Capace di scegliere e non mediare al ribasso tra le spinte clericali vaticane e quelle, altrettanto poderose, dei paraculo confindustriali.

Un laico “antipasto” a Radio Città Fujiko

Radio“L’antipasto”, trasmissione di approfondimento di Radio Città Fujiko, mi ha intervistato e ha reso disponibile il file audio.

S’è parlato di Europride Roma 2011, dell’omofobia e di come contrastarla, del referendum sui finanziamenti del Comune di Bologna alle scuole private cattoliche, del registro dei testamenti biologici.

Buon ascolto!

La storia di Napolitano

Napolitano riscrive la storia del Bel Paese. Secondo il presidente, “la Chiesa e i cattolici hanno dato un grande contributo all’unità d’Italia”. Sorbole. Ma pensa te! E a me che al liceo avevano fatto studiare sui libri di storia che l’Italia unita era nata con la guerra contro lo Stato Pontificio e la breccia di Porta Pia; mi hanno insegnato male. Sussidiari tutti da rivedere.

Matrimoni gay, il Comitato nazionale “Sì, lo voglio!” sulle motivazioni della Corte Costituzionale

COMITATO NAZIONALE “SÌ, LO VOGLIO!”
16 APRILE 2010
COMUNICATO STAMPA

“CORTE IMPONE RICONOSCIMENTO GIURIDICO DELLE COPPIE OMOSESSUALI
MATRIMONI GAY SONO PIENAMENTE COSTITUZIONALI”

I portavoce del Comitato nazionale “Sì, lo voglio!” in merito
alle motivazioni della sentenza n. 138/2010 della Corte Costituzionale.

Abbiamo atteso un giorno dopo la pubblicazione, da parte della Corte Costituzionale, delle motivazioni della sentenza n.138/2010, che ha rigettato il ricorso presentato dalle coppie protagoniste della campagna di “Affermazione Civile”, volta ad ottenere l’accesso al matrimonio anche per le persone omosessuali.

Abbiamo atteso un giorno per aver modo di studiare le motivazioni redatte dalla Consulta e per poter ricevere la consulenza dei giuristi che ci hanno affiancato durante questo percorso.

Le motivazioni della sentenza contengono importanti aspetti positivi.

La Corte ha stabilito che la Costituzione Italiana impone il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali e che questo “necessariamente postula una disciplina di carattere generale”, attualmente assente. Dunque, la Corte individua nella legislazione ordinaria una lacuna. Tutti – forze politiche e Istituzioni – da oggi dovranno confrontarsi con la presenza di un vuoto legislativo illegittimo per la nostra Costituzione.

Queste le parole della Corte, che crediamo valgano come monito al Parlamento: “Per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”.

Il secondo aspetto positivo della sentenza è che la Corte reputa plausibile che il legislatore s’attardi – come l’esperienza purtroppo insegna – a riconoscere giuridicamente le coppie omosessuali e pertanto, in permanenza di tale, illegittimo, vuoto, la Consulta stessa si riserva di tutelare le unioni omosessuali ogni qual volta si presentino singole esigenze di tutela omogenee a quelle delle coppie eterosessuali sposate.

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La Corte Costituzionale dice no ai matrimoni gay. La destra esulta, il movimento lgbt prosegue la lotta nei tribunali, nella società, nel Parlamento

Cronaca del 14 Aprile. ATTENZIONE! Si leggono dall’ultimo al primo, in ordine inverso rispetto alla pubblicazione.

Il tabù dei matrimoni gay: 5 proposte impolverate in Parlamento http://bit.ly/9Ody32

Matrimoni gay: Parlamento o tribunali, la battaglia continua http://bit.ly/chnr5I

ANSA: Photostory sui matrimoni gay. Le associazioni non demordono http://bit.ly/bpWX45

Matrimoni gay, coppia Firenze: “Speravamo in una sentenza della Consulta più coraggiosa” http://bit.ly/ciHZkN

Matrimoni gay, Franco Grillini (IDV): “Dopo Consulta rilanciare battaglia nel paese” http://bit.ly/9xKGzD

ANSA: Same-sex marriage suits rejected http://bit.ly/du4FDG

Matrimoni gay, Toniollo (CGIL): “Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale” http://bit.ly/crE6JF

Matrimoni gay, Scalfarotto (PD): “Avere portato il caso davanti alla Corte Costituzionale è già una grande vittoria” http://bit.ly/d6gUZM

Matrimoni gay, Dalla Torre (LUMSA): “Inutile invocare art. 3 per difendere i gay da inesistente discriminazione” http://bit.ly/csbfYv

Matrimoni gay, Lupi (PDL): “Bene Consulta, non è possibile ”scimmiottare” un’istituzione civile e religiosa” http://bit.ly/bDs5GN

Matrimoni gay, La Loggia (PDL): “Matrimonio è tra uomo e donna” http://bit.ly/bJqOp2

Matrimoni gay, Forum Famiglie: “Consulta ha scelto per il bene della società” http://bit.ly/cJJ6qE

Italy’s Highest Court: No Gay Marriage http://bit.ly/bYhjmW

Matrimoni gay, Arcigay “Il Cassero”: “Rinvio al Parlamento è chiaro richiamo al legislatore perché garantisca diritti” http://bit.ly/cdQ8lp

Matrimoni gay, Comitato “Sì, lo voglio”: “Noi andremo avanti” http://bit.ly/asyxNn

Matrimoni gay, Vladimir Luxuria: “Serve legge su convivenze omosessuali che ci riporti in Europa” http://bit.ly/dl9BH6

Matrimoni gay, una testimonianza: “Insieme da 12 anni, ma in ospedale siamo cugine. Sentenza Consulta fa molto male” http://bit.ly/cC6Gpp

Matrimoni gay, Mazzocchi (PDL): “No alle nozze, sì al riconoscimento dei diritti” http://bit.ly/cwemvv

Matrimoni gay: Voglia di famiglia, dai PACS al no alle nozze. Falliti finora i tentativi di regolare le unioni civili http://bit.ly/cK3JpV

Matrimoni gay: Orlando e Bruno, 45 anni d’amore in attesa http://bit.ly/9tknBj

Matrimoni gay, Rondini (Lega Nord): “In Italia non c’è nessuna discriminazione nei confronti degli omosessuali” http://bit.ly/aNazwq

Matrimoni gay, Radicali: “Parlamento calenderizzi la discussione delle proposte di legge in materia” http://bit.ly/ce9m0e

Matrimoni gay, Francesco Piomboni: “Siamo sgomenti” [video] http://bit.ly/ajX8ER

Matrimoni gay, Bertolini (PDL): “Bene Consulta, desideri non sono diritti” http://bit.ly/a5gAel

Matrimoni gay, prima coppia in Italia: “Prematuro commentare sentenza, ma amarezza non ci fermerà” http://bit.ly/cF5xTr

Matrimoni gay, Enrico Oliari (GayLib): “Amarezza ma rispetto per la Corte Costituzionale” http://bit.ly/aIJ6XY

Matrimoni gay vietati, “Estense”: “Crolla il sogno della coppia ferrarese” http://bit.ly/bv8Idf

Matrimoni gay, Concia (PD): “Consulta stabilisce che Costituzione non vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso” http://bit.ly/8Ya8iJ

Matrimoni gay, Roccella (PDL): “Corte Costituzionale ribadisce le ragioni del Family Day” http://bit.ly/cBMpm5

Matrimoni gay, Giovanardi (PDL): “Per Governo è giusta e corretta la decisione della Corte” http://bit.ly/dwXy3L

Matrimoni gay, Certi Diritti: “Grazie alle coppie che hanno dato vita alla battaglia e agli avvocati di Rete Lenford” http://bit.ly/aqOkdw

Matrimoni gay, Sergio Rovasio (Certi Diritti): “Prima o poi vinceremo. Avanti con la campagna di affermazione civile” http://bit.ly/9gWtQG

Matrimoni gay, Paola Concia (PD): “La Corte Costituzionale non può legiferare. Stimolo al Parlamento” http://bit.ly/csR2ih

Matrimoni gay, Bianconi (PDL): “Per la Consulta la famiglia è fondata sul matrimonio tra persone eterosessuali” http://bit.ly/cyn8IK

Matrimoni gay, MOIGE: “Alla base del matrimonio c’è la famiglia naturale, composta da un uomo ed una donna” http://bit.ly/8XSTKt

Matrimoni gay, Praitano (Mario Mieli): “Nostro interlocutore è il Parlamento più oscurantista della storia d’Italia” http://bit.ly/a0xPfD

Matrimoni gay, Marco Volante: “Corte pavida, i giudici abdicano dalla loro funzione giurisdizionale” http://bit.ly/boFHt2

Matrimoni gay, Imma Battaglia (Di’Gay Project): “Sintonia tra Corte Costituzionale e Vaticano” http://bit.ly/b4r8LX

“L’antichità di un pregiudizio non è un buon motivo per la sua sopravvivenza”, Corte Suprema del Sudafrica sul matrimonio gay.

Arcigay: “Vogliamo il matrimonio civile” http://bit.ly/cIYjcC

Matrimoni gay, Arcigay: “Avanti con ostinazione e tenacia per permettere alle persone omosessuali di veder garantiti i propri diritti”.

Matrimoni gay, ore 16.00 conferenza stampa del Comitato “Sì, lo voglio” a Montecitorio, Roma http://bit.ly/bOZrUs

“Nozze gay: a quando? Ce le imporrà l’Europa?”, di Tommaso Cerno, L’Espresso http://bit.ly/aOoN7R

Matrimoni gay, dove sono legali in Europa e nel mondo http://bit.ly/csNcHM

Matrimoni gay, la Corte Costituzionale rigetta il ricorso. Questo il comunicato http://bit.ly/9jtI3C

Matrimoni gay, no della Consulta: “Discrezionalità del legislatore” http://bit.ly/bkaNqe

Matrimoni gay, Paolo Patanè (Arcigay): “Abbiamo grande rispetto per la Corte Costituzionale e il lavoro che ha fatto” http://bit.ly/9A3Fug

Matrimoni gay, Franco Grillini (Gaynet): “Attendiamo fiduciosi la sentenza. Nostra battaglia continuerà con forza” http://bit.ly/cQNA7c

Matrimoni gay, Francesco Bilotta (Certi Diritti): “Rispetteremo sentenza della Corte Costituzionale” http://bit.ly/dyWoaJ

Matrimoni gay, l’attesa del verdetto della Consulta tra serenità e rispetto http://bit.ly/aQZRa8

Manifestazione contro l’omofobia. Le associazioni ascoltino le voci della piazza

Sabato 10 Ottobre s’è tenuta a Roma una manifestazione nazionale contro l’omofobia e per l’uguaglianza dei cittadini lgbt di fronte alla legge. Era un azzardo. Preceduta da due mesi intensi di mobilitazioni in tutta Italia contro gli episodi di violenza omofoba e anticipata dalla delusione per un testo di legge Concia contro l’omofobia che, per dirla con le parole di Beppe Ramina, è utile quanto “una maionese allo yogurt”, c’era il rischio concreto che poche persone trovassero le ragioni e la voglia di partecipare.

Se a questo aggiungiamo l’auto-lesionismo delle associazioni lgbt nel concedere incontri ai ministri del Governo Berlusconi proprio a due giorni dalla “prova della piazza”, si comprende che i timori che le assenze pesassero erano concreti. Anestetizzare le rivendicazioni e i conflitti è una tattica di ogni potere esecutivo. Stupisce vedere 50enni scafati da trentanni di militanza politica attiva abboccare ancora all’amo delle promesse mai mantenute. Un “Grazie Ministra Carfagna per la richiesta d’incontro, preferiremmo vederci dopo il 10 Ottobre” ci stava tutto. Peccato non averlo sentito.
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Famiglie Arcobaleno: “Legge contro omofobia è insulto alle richieste del movimento”

Ancora una volta quello che riesce a proporci questo Stato e questo Governo è una legge al ribasso, una legge inutile, una legge che si prende beffa di noi, cittadini LGBT.

La legge sull’omofobia discussa questi giorni in commissione Giustizia non tiene conto né degli insulti alle persone (nostro pane quotidiano), né delle discriminazioni vissute giorno per giorno, né contempla le persone transessuali che sono purtroppo le più fragili vittime della violenza urbana. Gli emendamenti migliorativi proposti dai radicali sono stati tutti bocciati.

Questa legge, cosi come viene presentata alle camere, è un’ulteriore insulto alla nostra intelligenza e alle nostre richieste. Ma il movimento LGBT è sempre più maturo e sempre più convinto della giustezza delle proprie rivendicazioni. La piazza non si fermerà, la nostra azione decisa andrà avanti e continueremo a ribadire con forza le nostre richieste finché verremmo davvero sentiti.

Ribadiremo al Ministro Carfagna l’iniquità di una tale legge. Lo ribadiremo con forza, con la nostra presenza, sabato 10 ottobre alla manifestazione nazionale UGUALI. UGUALI come dovremmo essere di fronte alle leggi di questo paese.

Giuseppina La Delfa
Associazione Genitori Omosessuali
www.famigliearcobaleno.org

Legge contro l’omofobia. E’ tempo della piazza

Prosegue la turbolenta vicenda della legge Concia contro l’omofobia.

Oggi alla commissione giustizia della Camera sono stati bocciati tutti gli emendamenti migliorativi presentati. All’elaborazione degli emendamenti avevano contribuito sia Arcigay sia Certi Diritti sia Rete Lenford.

Subito è scoppiata una feroce polemica tra i deputati radicali eletti nel PD e i deputati del PD stesso, coi primi ad accusare i secondi di aver votato contro. Pronta la risposta della Concia che li ha definiti “bugiardi”, per poi presentare le proprie scuse in tarda serata, dopo un chiarimento coi Radicali.

Polemica chiusa a parte, di sicuro per adesso si sa – quando sarà disponibile il verbale della Commissione Giustizia poi vedremo esattamente come si sono svolti i fatti – che alcuni deputati del PD si sono astenuti sugli emendamenti migliorativi alla legge contro l’omofobia e che la stessa Concia ha chiesto alla deputata radicale Bernardini di ritirare l’emendamento che chiedeva l’approvazione del piano nazionale contro le discriminazioni. Dopo il rifiuto della Bernardini di ritirarlo, Concia ha votato a favore ma l’emendamento è stato ugualmente bocciato.

Il testo base approvato venerdì, che esclude i/le trans e che non permette di citare in giudizio chi insulta e diffama le persone lgbt, andrà alla votazione di tutta la Camera così come è stato approvato la settimana scorsa.

I radicali hanno promesso di ripresentare i propri emendamenti migliorativi. Le possibilità che siano approvati sono pressoché nulle.

Così come è del tutto improbabile che la legge possa essere migliorata. Anzi c’è da temere che il passaggio al Senato la peggiori ulteriormente.

Per questi motivi, è importante che la manifestazione di sabato 10 ottobre “Uguali” sia partecipata e rivendicativa, mettendo in primo piano quali sono le reali richieste del movimento lgbt. Stanno scritte nero su bianco nella piattaforma della manifestazione: estensione della legge Mancino e parità di diritti di fronte alle legge. Le nostre richieste sono quanto di più lontano ci sia dalle pessime mediazioni al ribasso. Dobbiamo essere noi i primi e le prime a non avere timori nel sostenerle.

Da Bologna, potete ancora prenotare i pullman rivolgendovi al Cassero; per chi arriva da altre parti d’Italia, potete consultare il sito web della manifestazione.

Infine, almeno una buona notizia c’è. Il Comune di Bologna invierà il gonfalone e l’assessora alle Pari Opportunità Simona Lembi in rappresentanza della città alla manifestazione nazionale contro l’omofobia. Lo stesso faranno altri comuni: Torino, Firenze, Pisa e Livorno. Bene.

Il gonfalone di Bologna alla manifestazione contro l’omofobia

GAY. SINDACO BOLOGNA MANDA GONFALONE A ROMA PER 10 OTTOBRE
ASSESSORE LEMBI E VIGILI ALLA MANIFESTAZIONE ANTI-OMOFOBA

DIRE, Bologna, 5 ottobre – Il sindaco Flavio Delbono invia una spedizione bolognese a Roma per la manifestazione contro l’omofobia del 10 ottobre. A manifestare accanto al movimento gay-lesbico ci sarà anche l’assessore comunale alle Pari opportunità, Simona Lembi, responsabile anche dell’Istruzione nell’esecutivo comunale. Nella capitale per la giornata contro l’omofobia, fa sapere l’amministrazione, ci saranno anche i vigili col gonfalone della città.

La comunità omossesuale si ribella. Cecconi: “E’ ora di reagire a questa violenza”

Grazie a Davide Matteo Scorza.

Numerosi episodi di violenza sono stati commessi ai danni di esponenti della comunità omosessuale negli ultimi tempi in varie parti d’Italia e anche Bologna non è rimasta immune. Contro questa ondata omofobica è nato un movimento spontaneo di protesta, che ha organizzato il sit-in di Piazza Maggiore dello scorso 4 settembre e ora, in vista della manifestazione di Roma del 10 ottobre, sta mettendo in atto in questi giorni un’iniziativa di raccolta fondi per poter arrivare nella capitale muniti di bandiere arcobaleno, simbolo del movimento lgbt. Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori del movimento, Maurizio Cecconi.

Di cosa si tratta e cos’è più nel dettaglio questa iniziativa?

È nata da un gruppo informale creato su Facebook (Bologna contro omofobia, lesbofobia e transfobia) che ha organizzato il sit-in di Piazza del Nettuno del 4 settembre, che ha visto la partecipazione di 500 persone. In quell’occasione, ci siamo resi conto che molte persone non avevano con sé la bandiera arcobaleno, nonostante avessimo chiesto di portarla. Volendo mantenere questa modalità di manifestare esclusivamente sotto l’egida della bandiera arcobaleno, anziché di simboli di partito e associativi, abbiamo pensato di fare una colletta per raccogliere 400 euro, che sono la cifra minima per acquistare uno stock di bandiere, e, qualora riuscissimo a superare questa soglia, anche un megafono, che è mancato alla manifestazione del 4 settembre, al punto che molte persone non sono riuscite a sentire quanto si è detto. Si può andare da Melbookstore, in via Rizzoli 18, e lasciare una quota di 10 euro.

Queste manifestazioni sono sorte in risposta ai recenti episodi di omofobia. Pensi che il problema sia cresciuto in termini numerici o sono solo i media che gli danno maggiore visibilità?

Non si può sapere se i casi di omofobia siano in aumento in termini statistici; saranno gli studi a darci una risposta. Quello che si può dire è che una destra becera nei toni e nelle motivazioni ideali apre le porte a una violenza maschilista diffusa in tutta Italia e che in posti come Roma trova una concentrazione maggiore. C’è da dire anche che, come nel caso della violenza sulle donne, rispetto al passato è aumentata la protesta contro la violenza. Non c’è un allarme quindi omofobia in senso stretto. Ciò che sta succedendo è che le persone gay, lesbiche e trans stanno alzando la testa.

Cosa si può fare per sensibilizzare al problema le nuove generazioni ed evitare una deriva ancora più violenta in futuro?

Non credo che la sensibilizzazione sia la priorità; la questione va affrontata a più livelli. Il primo riguarda la vita quotidiana delle persone gay, lesbiche e trans, che devono scendere in piazza e dimostrare che a loro non va bene questa situazione. La seconda risposta dev’essere di tipo legislativo: la legge italiana non prevede nessuna aggravante in caso di violenze dovute all’identità di genere o all’orientamento sessuale. Per questo abbiamo chiesto di estendere in questo senso la legge Mancino in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Infine viene un’opera di sensibilizzazione da parte delle istituzioni: siamo scesi in piazza il 4 settembre anche per chiedere al Comune di fare una campagna contro l’omofobia e la transfobia. Il Comune di Bologna ha aderito alla rete nazionale degli enti locali contro le discriminazioni, si è impegnato a fare questa campagna e ha ribadito questa volontà approvando due volte degli ordini del giorno ad hoc. I tempi quindi sono maturi affinché anche Bologna faccia un’opera di informazione.

Quindi necessità di procedere sul piano legislativo. Da oltre un anno si aspetta di mettere in calendario in Parlamento una proposta di legge contro l’omofobia e quasi tutte le forze parlamentari si dichiarono d’accordo nel discutere questa proposta. Pensi che i limiti culturali e politici possano essere superati per giungere all’approvazione a larga maggioranza di questa legge?

A me sembra che la destra, attraverso i suoi apparati culturali e politici stia cercando di minimizzare il problema omofobia, il che è propedeutico a un insabbiamento dell’approvazione della legge. La proposta di legge di Paola Concia a noi piace, ma le preferiamo l’estensione della Legge Mancino, in quanto più forte dal punto di vista legislativo. Non bisogna però dimenticare che questa proposta faceva originariamente parte della legge contro lo stalking e la destra ha deciso di stralciarla. L’ostruzionismo da parte della destra quindi c’è già stato, vedremo se ora intendano continuare a percorrere questa strada oppure, in maniera ancora più pericolosa, “fare melina” su questo tema.

Quali sono le vostre iniziative future per continuare questa battaglia?

L’evento più vicino è la partecipazione alla manifestazione nazionale contro l’omofobia del 10 ottobre a Roma. Ci siamo poi posti l’obiettivo di essere una sorta di gruppo di “pronto intervento” nei casi di episodi di violenza che colpiscono le persone gay, lesbiche e trans. Stiamo anche pensando a altre iniziative, come un altro sit-in o altre azioni più performativa ma comunque forti dal punto di vista politico. In generale vorremmo aumentare la nostra presenza sui social network per creare gruppi informali di persone sensibili sul tema dei diritti civili, ad esempio invitando a iscriversi al nostro gruppo di Facebook, dove si possono proporre nuove iniziative da mettere in atto.

Ascolta l’intervista | Download [10 MB]

Maurizio Cecconi

La campagna
Maurizio Cecconi
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