Articoli marcati con tag ‘Rom’
Quota 30
Il Ministro Gelmini ha infine ricordato che la “Quota 30″ avrà numerose applicazioni grazie al Governo Berlusconi. Ecco un primo provvisorio elenco fornito dallo stesso astro nascente del centro-destra italiano.
- Almeno il 30% degli studenti delle scuole superiori dovranno essere bocciati, per evitare il congestionamento delle università italiane.
- Almeno il 30% dei professori dovrà essere iscritto al Popolo della Libertà, per evitare “l’egemonia culturale della sinistra comunista che lava il cervello ai nostri ragazzi”.
- Almeno il 30% dei professori dovrà parlare bergamasco, per evitare “l’egemonia culturale della sinistra terrona e romano-centrica”.
- Almeno il 30% dei bidelli dovrà leggere “Il Giornale” durante l’orario di lavoro e ripetere a memoria gli editoriali di Vittorio Feltri.
- Almeno il 30% delle bidelle dovrà insultare una volta al giorno Concita De Gregorio e tutte le giornaliste donne de “L’Unità”.
- Almeno il 30% degli studenti stranieri dovrà essere ribatezzato con nomi di limpida origine nordica, possibilmente ispirati alle leggende del ciclo celtico.
- Almeno il 30% delle classi dovrà intonare “O mia bella Madunina” all’inizio delle lezioni.
- Almeno il 30% degli studenti dovrà indossare il cilicio, per imparare “il valore della sofferenza e dell’obbedienza”. Al restante 70% è fatto obbligo di sfoggiare una spilla-crocifisso, reperibile come allegato al settimanale “TV Sorrisi e canzoni”.
- Almeno il 30% delle gite di classe dovrà essere effettuato nei campi rom. Sono raccomandati bastoni e accendini.
- All’opposizione parlamentare sarà garantito sempre un tetto massimo del 30% dei deputati.
Pronta la replica dei partiti di centro-sinistra: “Quest’ultima è un’imposizione inutile e dannosa, perché eccessivamente ambiziosa. Non sappiamo quando raggiungeremo un così ampio elettorato. Sediamoci a un tavolo e rivediamo le stime”.
Rom, gay e disabili: pregiudizi in 6 studenti su 10
Reggio Emilia – Nelle scuole superiori italiane sei studenti su dieci nutrono pesanti pregiudizi nei confronti di rom, omosessuali e disabili. Lo dice una ricerca nazionale della onlus Fondazione Intercultura, presentata a Reggio Emilia. Si tratta di un’indagine condotta sui 1.432 studenti di liceo e istituti professionali in otto città di quattro regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia). Dal rapporto emerge in primo luogo una “forte carenza di informazione sull’immigrazione” in generale (a cominciare dal numero di stranieri presenti in Italia che, per alcuni, sono il 60% della popolazione). Dalle interviste risulta poi che quasi un quarto degli studenti è “completamente d’accordo” sul fatto di “bloccare l’accesso agli extra-comunitari”. Forti le chiusure nei confronti delle singole categorie. Il 60% degli studenti indica che essere “straniero” è penalizzante nel proprio contesto sociale.
Essere rom o musulmani è ritenuta una “condizione di svantaggio” da parte dell’87% di chi frequenta i licei (con picchi del 90% nelle province di Vicenza) e dal 76% degli iscritti agli istituti professionali. Il secondo fattore di esclusione per gli adolescenti italiani è l’essere omosessuale: la percentuale più alta di discriminazione si registra in Toscana (84% nei licei, 61% nei professionali), mentre la più bassa in Emilia-Romagna (80% dei licei, ma 88% negli istituti tecnici).
Per quanto riguarda il settore handicap, il dato più rilevante della ricerca della Fondazione Intercultura si riscontra nei licei scientifici emiliani dove per il 93% degli studenti essere disabile è fattore di esclusione. Segue il Veneto. I più “tolleranti” in Puglia.
“La vicinanza dell’immigrato non cambia il pregiudizio che non viene contraddetto dalla conoscenza delle singole persone”, commenta il segretario generale della Fondazione Intercultura Roberto Ruffino. La discriminazione poi non è influenzata dal fattore regionale o scolastico, “anzi nella scuola tradizionale è più accesa”. La strada dell’integrazione insomma, conclude Ruffino, “è ancora lunghissima e più difficile in tempi di crisi”. | Fonte DIRE

Elezioni europee. Everyone Group: “No a Cofferati e Domenici. Intolleranti”
Gli attivisti di Everyone Group, associazione internazionale per i diritti umani, hanno inviato una lettera aperta alle dirigenze del Partito Democratico in Toscana ed Emilia-Romagna, nonché a tutti i Parlamentari Europei e ai membri del Parlamento Italiano contro la candidatura come eurodeputati degli attuali sindaci di Firenze e Bologna.
“Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, e Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’A.N.C.I., sono stati alcuni dei precursori delle politiche razziste e xenofobe per cui oggi l’Italia si trova al centro della riprovazione internazionale”. Lo dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani. “Il Gruppo EveryOne, proprio sulla base delle politiche all’insegna dell’intolleranza durante i mandati dei due sindaci, protesta vivamente, con il massimo sdegno, contro la loro candidatura alle elezioni europee, fra le file del PD, che li ha scelti addirittura il primo come capolista nel nord ovest, il secondo come probabile capolista del centro Italia”.
“Le ordinanze anti immigrati e le politiche persecutorie contro il popolo Rom regalarono a Cofferati il plauso della Lega Nord già nel 2005″, spiegano gli attivisti, “quando i leader del Carroccio lo definirono “Meglio di Guazzaloca”, primo sindaco di destra di Bologna. Durante tutto il suo mandato, Sergio Cofferati si è distinto per aver ordinato una sequenza tragica di sgomberi di insediamenti Rom senza alternative di alloggio, senza assistenza sociale né igienico-sanitaria per donne, malati e bambini, senza alcun piano d’integrazione né rispetto per la dignità personale dell’individuo. La Bologna di Cofferati si è trasformata a poco a poco in un inferno per i Rom, come ha potuto verificare l’ottobre scorso una delegazione di esperti riguardo ai fenomeni di persecuzione razziale, guidata dall’europarlamentare Viktoria Mohacsì. “Agiscono senza autorizzazione e bisogna combatterli affinché non ce ne siano più, in futuro”, disse dei mendicanti, degli artisti di strada e dei lavavetri,sollevando l’entusiastica approvazione della Lega, di Forza Nuova, dei neonazisti di Stormfront e White Pride e in genere della destra xenofoba” proseguono i rappresentanti di EveryOne. “Pochi giorni fa, all’inizio di aprile 2009, Cofferati ha ordinato nuovi tragici sgomberi a danno degli ultimi Rom rifugiati a Bologna, presso l’ex area militare dei Prati di Caprara”.
Il Gruppo EveryOne ribadisce poi il netto no anche alla candidatura dell’attuale sindaco di Firenze e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. “Leonardo Domenici è il sindaco ideatore, con l’assessore-sceriffo Graziano Cioni, dell’ordinanza comunale di agosto 2008 che prevedeva fino a tre mesi di carcere per i lavavetri della città di Firenze, parlando addirittura di “pericolo di conflitto sociale”. Ricordiamo che Domenici dichiarò al Corriere della Sera “Tolgo i lavavetri ai semafori seguendo la lezione di Lenin”, divulgando la notizia secondo cui esistesse un racket di lavavetri che minacciava la sicurezza dei fiorentini e ricevendo la sementita pubblica del procuratore Nannucci e l’invito a rivedere l’ordinanza poiché non esistevano illeciti penali nell’operato dei lavavetri. Domenici strumentalizzò l’articolo 154 della Costituzione: “Il secondo comma”, disse il sindaco di Firenze sempre al Corriere della Sera in quell’occasione, “impone a chi ha incarichi pubblici di esercitarli con “disciplina e onore”. La nostra Costituzione è stata scritta nel ’47 e alcune parole sono ormai desuete, ma queste due sono belle: disciplina e onore. A me piacciono”. Leonardo Domenici” prosegue l’organizzazione internazionale per i diritti umani “è anche il sindaco che ha autorizzato il nuovo regolamento di Polizia Urbana della città di Firenze, in cui non solo sono previste sanzioni di oltre 160 euro per i questuanti, ma anche per tutti i mendicanti che “intralcino il passaggio dei pedoni” per le strade fiorentine o che “diano fastidio” chiedendo l’elemosina o “dormendo in modo palesemente indecente occupando il suolo pubblico”. Non ultimi, gli episodi accaduti più volte in cui a Rom e senzatetto, rifiutati dai ricoveri per l’emergenza freddo in convenzione con il Comune, sono state tolte, in autunno e in pieno inverno, le coperte per riscaldarsi all’aperto. Nonostante tutto ciò Leonardo Domenici ha mantenuto l’assoluta indifferenza di sempre riguardo a politiche integrative e di assistenza umanitaria nei confronti dei più deboli” conclude EveryOne.
“Vi sono alcuni uomini della destra,”, spiegano ancora gli attivisti, “a partire dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, che stanno facendo ammenda per le politiche xenofobe e razziste condotte negli ultimi anni dalle Istituzioni italiane. Come è possibile che la sinistra, che dovrebbe avere i diritti umani, l’accoglienza e l’antirazzismo fra le basi della propria politica, stia invece premiando i propri rappresentanti che si sono distinti per intolleranza a azioni persecutorie nei confronti di Rom, migranti e senzatetto? Ci auguriamo che la classe politica italiana smetta di cercare consensi elettorali facendo leva sulla xenofobia e inizi a seguire realmente le linee-guida, ispirate ai più alti valori civili, dell’Unione europea. E questo cominciando con il ripensare seriamente alla candidatura in Europarlamento dei due sindaci dell’intolleranza”.
Impronte ai rom. Gay in piazza
pubblicata oggi da Il Domani di Bologna.

Oggi alle 17.00 in Piazza del Nettuno, la cittadinanza bolognese si ritrova per un appuntamento promosso dall'Arci e dall'Ufficio Stranieri della CGIL: Prendete le impronte anche a noi!. L'obiettivo è protestare contro le schedature dei rom avviate dal Ministro degli Interni Roberto Maroni. Durante il Bologna Pride, gli organizzatori hanno sottolineato con iniziative e dichiarazioni che questi provvedimenti prefigurano l'avvio di una politica discriminatoria su base etnica e che ricordano dolorosamente le leggi razziali. Leggi razziali che il fascismo approvò contro la popolazione ebraica e che portarono al confino e ai campi di concentramento anche molte persone omosessuali. La comunità gay e lesbica bolognese sarà in piazza a lasciare le sue impronte: se qualcuno dev'essere schedato, che lo siano tutti, allora. Zingari, froci, etero, donne, operai, casalinghe, impiegati, disoccupati. Tutti. Fabrizio De André cantava che gli zingari sono speciali perché sono la memoria vivente del nostro lontanissimo passato di nomadi e cacciatori. Che questi versi risuonino anche nelle stanze del Viminale: "Porto il nome di tutti i battesimi / ogni nome il sigillo di un lasciapassare / per un guado, una terra, una nuvola, un canto / un diamante nascosto nel pane / per un solo dolcissimo umore del sangue / per la stessa ragione del viaggio, viaggiare".
Il Bologna Pride contro le schedature dei rom: “la società scenda in piazza con noi contro il ritorno di pratiche fasciste”
Bologna, 27 giugno - I portavoce del Pride che si svolgerà domani a Bologna commentano le ultime battute del Ministro degli Interni: "Ultimo raccapricciante segnale la volontà mostrata dal Ministro dell'Interno Maroni di schedare i minori rom che abitano nei campi nomadi. Nonostante la sua ridicola giustificazione, la tutela dei bimbi che "hanno diritto a restare" (mentre gli altri? Sono da buttare via?), il paragone con l'epoca fascista sorge spontaneo. Questo genere di metodi, che mira a schedare chi è diverso rispetto allo standard di maschio bianco eterosessuale cattolico, non può non preoccuparci. Quali erano i gruppi tradizionalmente schedati nel periodo fascista? Gli ebrei, i rom, gli omosessuali, le prostitute. Oggi siamo ancora i primi a essere vittime della violenza feroce che si è scatenata da quando questo governo si è insediato. Chiediamo a tutte le forze politiche, ai singoli, alle associazioni di prendere posizione contro fatti gravi come questo, e di vigilare sulla salute del nostro sistema democratico. Un sonnacchioso disinteresse da parte della popolazione può facilmente scivolare nel consenso nei confronti di iniziative antidemocratiche, discriminanti e ideologicamente violentissime".
Le zingare vanno in Paradiso
In questa settimana è successo veramente di tutto. Ricordate? E’ iniziata con la presentazione della Piattaforma politica rivendicativa dei Pride, è proseguita con l’invito al Bologna Pride rivolto al neo Ministro Mara Carfagna, unitamente alla richiesta di patrocinio per le attività culturali legate alla manifestazione. La Ministra ha prima risposto che ci pensava e intanto ha aggiunto che per le istituzioni governative non sono ammesse discriminazioni di alcun genere e che quindi il suo dicastero si sarebbe garbatamente, pacatamente occupato d’altro. L’appellativo che le ho attribuito – Carfagna, Ministro della Fantascienza – ha preso rapidamente piede e a tutt’oggi esiste un gruppo su Facebook così denominato, comunicati stampa sono stati inviati alle redazioni dei giornali e l’appellativo più gentile che le abbiamo concesso è che “vive sulle nuvole e nelle favole”. Pensavamo di poterla lasciar perdere per un paio di giorni, perché a Verona e in tutta Italia si celebrava la Giornata internazionale contro l’omofobia, e invece… Mica sta zitta quella! Con una tempestività e una “sensibilità” tutte sue, nel giorno in cui il movimento ricorda le persone che sono state vittime di violenze omofobiche, lesbofobiche e transfobiche, la Ministra-Tette-Al-Vento la spara grossa: i Pride sono parate esibizionistiche e folkloristiche che sarebbe meglio abbandonare. Domenica, chi era a Bologna è andato in piazza insieme alle mamme dell’Agedo e delle Famiglie Arcobaleno e alla UAAR e ai volontari del Bologna Pride a informare la cittadinanza che Nettuno (e solo lui) mi può giudicare. Lunedì, già allertati perché impegnati durante tutto il fine settimana, arriva il responso: niente patrocinio al Pride, ve lo scordate belli miei. Secondo la Ministra, i Pride servono per ottenere il matrimonio anche per le persone omosessuali e il riconoscimento delle coppie di fatto. Ma dai? La prossima settimana ci dirà che la ruota è stata inventata dai sumeri ma che Lei la preferiva quadrata… e soprattutto, con un volo pindarico che nemmeno Alessandro Fullin avrebbe potuto escogitare, afferma che “per il governo gli omosessuali non sono discriminati”. Bene, ottimo, ma almeno ci dica a che serve il suo Ministero? Pronta la risposta: per i disabili, gli anziani e le donne. Dividi et impera. A darle man forte s’aggiunge l’Avvenire, il giornale della Chiesa, che attacca duramente la legge 194, affermando che è a causa dell’aborto se in Italia c’è il calo demografico. Se non fossero seri e potenti, ci sarebbe da ridere. Si respira una pessima aria di razzismo e di violenza xenofoba che, sotto la maschera ipocrita della ricerca della “sicurezza per la gggente”, esporta retate, espulsioni e caccie alle trans. Tutto questo succede al quartiere Prenestino a Roma, spalleggiati da un indegno se(r)vizio giornalistico del TG1. Il Bologna Pride lancia una campagna di boicottaggio della maggiore testata informativa della televisione italiana, io una proposta di disobbedienza civile: smettiamola di pagare il canone. Daniele Pacini, un attivista de “Il Cassero”, indignato dalle affermazioni della Carfagna (ripeto, secondo la quale le persone omosessuali non sarebbero discriminate), le scrive una bellissima lettera aperta. Ieri, giovedì, la redazione del TG1 contatta le associazioni LGBT e propone un passaggio televisivo… che ancora manca all’appello. Nel frattempo, arriva la notizia che la Corte di Cassazione, massimo organo della Magistratura, ha stabilito che le coppie di fatto sono come una famiglia. E’ una sentenza storica che lascerà il segno. Si festeggia (qualcuno, leggete i commenti, brinda). Ma non si molla il colpo e si tiene la mente lucida. E’ anche il 30° anniversario dell’approvazione della legge 194 che legalizzò l’aborto e restituì alle donne il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo. Il Bologna Pride lo ricorda con un impegno: il 28 giugno manifesteremo anche in difesa di questo principio. A dirlo, è Paola Brandolimi, portavoce e componente della segreteria di Arcilesbica. E infine, passiamo a oggi: stasera vi aspettano due appuntamenti. Il primo è l‘anteprima di DIVErGenti, il festival di cinema a tematica trans che presenta la storia di Nicole De Leo. Il secondo, è la vernice di Lorenzo “Q” Griffi, designer della campagna comunicative del Pride Nazionale 2008. Saranno esposti tutti i Puraido finora pubblicati (più qualche new entry)…
Ne son successe di cose, eh? E mancano ancora 36 giorni al 28 giugno! State allerta, c’è molto da fare e ancora tante posizioni da conquistare.
Io, dopo tanto impegno, me ne vado tre giorni al mare, in Croazia. Ci rivedremo su puta.it martedì prossimo. Se ci sono novità, non mancate di segnalarmele scrivendomi. Me ne vado, senza computer e con un paio di buoni libri. Ecco, sto per dirvi ciao; vi lascio un pensiero: in questo periodo di caccia alle strega, di creazione di capri espiatori – rom, rumeni, gitani, zingari, trans, froci, lesbiche e tutti i diversi di questo diverso mondo – mi ha conquistato l’articolo di una giornalista lesbica serba, Biljana Kosmogina. Ha girato la sua città, Belgrado, e ha trovato che anche lì gli zingari sono cacciati e malmenati. Lei ne ha scovate due speciali. Sono zingare e sono trans. Ha dedicato loro un bellissimo servizio, pubblicato su Kupus. L’articolo è in lingua serbo-croata e presto lo potrete leggere tradotto in italiano. Per il momento, pubblico le immagini delle protagoniste. Che dolci e belle che sono. Quanto vorrei averle al Bologna Pride insieme a noi… Una grande Brass Band gitana, alla faccia di tutti i razzisti e gli intolleranti di questo vigliacco e violento pianeta. Il titolo del reportage? Perché le zingare vanno in Paradiso.
Ciao.






