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Arcigay 2010, appunti pre-congressuali

DI MAURIZIO CECCONI
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DELL’UNANIMISMO E DELL’ASSENZA DI BUONI STRUMENTI DI LOTTA

“La democrazia comincia a due”, sosteneva Luce Irigaray; intendeva: ci vuole almeno un uomo e almeno una donna perché si possa parlare di “sintesi fra i generi”. Partendo da una dialettica di genere, auspicabile anche dentro Arcigay, possiamo comprendere che la democrazia all’interno della nostra associazione comincia quando, usando le regole interne e condivise, più posizioni politiche e strategiche trovano terreno fertile e buona accoglienza per esprimersi e per partecipare al gioco congressuale, dove si deciderà quale linea raccoglierà il maggior numero di consensi.

Se si cerca con sforzi diplomatici e con tentativi inibitori (come le decisioni calate dall’alto) d’appiattire il dibattito su una sola posizione, per spezzare nella culla la nascita d’altre idee diverse da quelle finora espresse, dobbiamo prima di tutto registrare che siamo in presenza di un terreno ostile e di una cattiva accoglienza. Mi sembra questo il caso della nostra associazione. Va detto senza pelosi buonismi.

Rompere l’unanimismo, obbligare l’associazione a un salto di qualità nella democrazia interna, farla discutere di quali posizioni e di quali soluzioni fossero più utili al lavoro politico è stato il senso vero della mozione “Diritti in movimento” allo scorso congresso. Personalmente sono fiero del lavoro che facemmo e che s’è dimostrato precorritore dei molti problemi che abbiamo successivamente incontrato e che non siamo stati in grado di ben affrontare in questi tre anni, proprio perché la maggioranza compì allora scelte di comodo invece che scelte di merito. Sarebbe bello non compiere ancora gli stessi errori: la storia insegna e per fortuna le maggioranze sono per loro natura variabili come le opinioni.

L’acqua è passata sotto i ponti e se cito quell’esperienza oggi non è per nostalgia ma perché credo che se arriveremo al congresso del 2010 nelle condizioni d’aver ucciso il dibattito e prodotto una sola mozione (al di là del giudizio che ognuno ne può avere) avremo compiuto un gigantesco passo indietro e fatto del male ad Arcigay e al movimento tutto, di cui Arcigay è parte consistente.

Non solo per la salute della nostra democrazia dovremmo avere a cuore la qualità del dibattito. Esiste una stretta correlazione – questa è la mia convinzione – tra dibattito e qualità degli strumenti di lotta. Più posizioni diverse discutono e si confrontano, più idee hanno la possibilità di nascere/evolvere/arricchirsi, migliore è la sintesi e la capacità dell’associazione di rispondere alle enormi difficoltà della situazione italiana, in riferimento alla conquista dei diritti civili e dei diritti individuali. Viceversa, un dibattito costretto a contorcersi perché assente un sano conflitto tra posizioni differenti, è destinato inevitabilmente a produrre una pappa che ci lascia inermi, inoffensivi, incapaci di essere all’altezza dello scontro in atto tra sostenitori delle libertà e clericali di tutti gli schieramenti. Questa è la reale posta in gioco.
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Il Cassero e Arcigay alla XVII Conferenza Internazionale Mondiale sull’AIDS

Tra le poche associazioni italiane presenti alla XVII Conferenza Internazionale Mondiale sull’AIDS c’erano la L.I.L.A., Il Cassero e Arcigay. Oltre 20.000 delegati da tutto il mondo hanno presenziato a questo importante appuntamento che ha rilanciato la lotta alla pandemia da HIV/AIDS. Sandro Mattioli, responsabile saluto del circolo, ha scritto per noi un reportage quotidiano sulla sua esperienza, che potrete leggere cliccando qui. Per approfondire, segnalo altresì i reports della L.I.L.A. [1, 2, 3] e di Riccardo Gottardi per Arcigay.

Suffragio omosessuale | Il Cassero alla Festa dell’Unità di Bologna

Prende il via Venerdì 29 Settembre la Festa dell’Unità del Partito Democratico di Bologna, che in terra emiliana ha scelto di mantenere l’originaria denominazione, senza concessioni nominalistiche alla Festa Democratica. Si terrà, come sempre, al Parco Nord di Via Stalingrado 83 [vedi mappa].

Da anni il Cassero (e anche altre realtà LGBTQ) è presente con un suo stand all’interno del maggior appuntamento politico cittadino. Nel 2007 scorso lo dedicammo al Bologna Pride che s’è svolto con grande successo quest’anno. L’anno prima, ne facemmo una sosta ristoratrice degna del Dopolavoro Omosessuale Bonaparte.

Nel 2008 Anno Domini lo stand del Cassero è ispirato al movimento femminista e ottocentesco delle suffragette, che rivendicò, ottenendolo dopo anni di dure lotte e violente repressioni poliziesche, il suffragio universale, maschile e femminile.

Lo abbiamo chiamato Suffragio omosessuale, per indicare che oggi la frontiera dell’inclusione sociale ha come soglia l’estensione dei diritti di cittadinanza attiva per le persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Le quali, con grande pazienza e lavoro di relazione, rivendicano che siano loro attribuiti gli stessi diritti oggi riconosciuti alle persone eterosessuali: la protezione della loro persona dalle violenze dettate dal razzismo e dal maschilismo, il riconoscimento pubblico delle loro relazioni e unioni affettive, di coppia e non solo di coppia.

In altre parole: a) un provvedimento contro l’omofobia che estenda la legge Mancino; b) la creazione di un nuovo istituto giuridico alternativo al matrimonio che dia leggittimità alle unioni civili; c) l’estensione del matrimonio alle persone LGBT; d) il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e l’estensione delle adozioni alle persone LGBT; e) un radicale cambiamento della legge 40, che vieta alle coppie omosessuali l’accesso alla fecondazione assistita; f) la possibilità per gli uomini e le donne trans di poter cambiare nome senza dover passar prima attraverso la ridefinizione del sesso biologico.

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Ogni giorno della Festa dell’Unità sarà accompagnato da un’iniziativa. Tra quelle di maggior spessore, ricordo la presentazione della sesta edizione di Gender Bender lunedì 1 Settembre alle ore 21.30 in compagnia del direttore del festival Daniele Del Pozzo; la tavola rotonda con Riccardo Gottardi e Sandro Mattioli, di ritorno dalla XVII Conferenza Mondiale sull’HIV/AIDS, venerdì 5 Settembre alle ore 21.30; lunedì 8 Settembre alle ore 21.30 si discute invece di migranti e ricongiungimenti familiari per le persone LGBT insieme a Salvatore Simioli, dell’Arcigay di Napoli e a Gianpaolo Silvestri, storico esponente dei Verdi e primo senatore della Repubblica italiana dichiaratamente gay; il giorno seguente, martedì 9 Settembre alle ore 22.00 (nottambuli), Walter Rovere e Matteo Giorgi presentano e distribuiscono ( “a lavurer!” :-P ) l’ultimo numero di Cassero Magazine; mercoledì 10 Settembre alle ore 22.00 scende a valle Helena Velena, già protagonista in una scorsa Festa dell’Unità di un atto di rivolta: bruciò una bandiera della Sinistra Giovanile, scatenando le ire dei nostri giovani padroni di casa; se dopo l’Avvento della Grande Profetessa del Transgender saremo ancora vivi, il giorno seguente, giovedì 11 Settembre alle ore 21.00 Chiara Lambertini ci introduce alla Gay Issue di Amnesty International, attiva in questi giorni a Denver con un’installazione di straordinario valore politico; venerdì 12 Settembre alle ore 21.00 Katia Zanotti di Sinistra Democratica e Sergio Lo Giudice del Partito Democratico cantano Bella Ciao, mentre Raimondo Ricci, vice-presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ci relaziona sul ruolo dell’ANPI nella promozione dei diritti civili nel nostro paese; lunedì 15 Settembre alle ore 21.00 ci spostiamo come docili masse allo spazio Forum della Festa per un dibattito letterario dal titolo L’isola che non c’è – Le politiche per lesbiche, gay, bisessuali e trans in Italia, dove discuteranno di diritti civili Vittoria Franco, ministra ombra per le pari opportunità, Sergio Lo Giudice, presidente della Commissione LGBT del Ministero per le Pari Opportunità, Milli Virgilio, assessora del Comune di Bologna per le politiche per le differenze e Sara Ghedini del PD bolognese; lasciata alle spalle l’isola che non c’è per approdare in carne e ossa a quella che per fortuna esiste, ci ritroviamo mercoledì 17 settembre alle ore 21.00 per un incontro con Franco Grillini, Marco Fraquelli, Luca De Santis e Sara Colaone sul tema degli omosessuali di destra ed estrema destra, dal titolo Italo odia i froci e ama il suo camerata; dulcis in fundo, un po’ di sesso, giovedì 18 Settembre alle ore 21.30: Vincenzo Branà, giornalista de Il Domani di Bologna, ci presenta Il porno risolve il caro vita, incontro con Federico Ferrazza, autore di Personal Porno, un excursus sull’auto-marketing della prostituzione fai da te.

Scarica il programma completo in formato .pdf

Ascolta lo spot inaugurale dello stand del Cassero

Visita il blog del Cassero alla Festa dell’Unità
con la registrazione dei migliori interventi
http://suffragioomosessuale.wordpress.com

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Il Partito Democratico non è né il PCI, né il PDS, né i DS. Non è più il partito che ha fatto da sponda parlamentare alle richieste del movimento omosessuale italiano. Il Partito Democratico ospita posizioni politiche dichiaratamente o sottilmente ostili alle richieste di uguaglianza avanzate dalle persone omosessuali, che pagano e a caro prezzo nella vita di tutti i giorni il mancato riconoscimento legislativo della loro dignità e l’assenza di un punto di riferimento istituzionale che dia loro una buona speranza per il futuro prossimo.

Se il PD attua la politica dello struzzo che insabbia le questioni dietro paraventi post-ideologici, il movimento omosessuale e le sue associazioni hanno la necessità di prendere atto del cambiamento. La relazione col PD non può essere amicale – ma potrà tornare ad esserlo, se e quando saranno accolte le nostre istanze – . Un rapporto è bene che ci sia: dialettico e onesto. E costruito con la consapevolezza che tra le nostre rivendicazioni di uguaglianza e la volontà politica del PD è in corso un conflitto.

Sarà bene tenere a mente questa nuova cornice, affinché il nostro rapporto col PD non risulti né subalterno né collaterale e produca, da subito, un’interazione in grado di far crescere la lotta per i diritti civili. E, più in piccolo ma parimenti per noi importante, un programma del Cassero dentro la Festa dell’Unità maggiormente incisivo e coerente con l’attualità politica.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
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