Articoli marcati con tag ‘Rete Laica Bologna’
E’ nato il “Coordinamento Laico Nazionale”
A Modena, sabato 29 gennaio 2011, s’è costituito il Coordinamento Laico Nazionale.
Io e Cinzia Gori siamo stati nominati portavoci del Coordinamento.
E’ un compito che porteremo avanti con impegno e con senso di responsabilità, perché a richiederlo sono i tempi bui che viviamo.
Hanno aderito le associazioni e le realtà presenti all’assemblea: Associazione Libera Uscita, Associazione Liberi di decidere (Firenze), Associazione Luca Coscioni, Rete Laica Bologna, UAAR, Iniziativa Laica (Reggio Emilia), Laici Trentini, Democrazia Laica (Roma), Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Comitato Altavoce (Reggio Emilia), Associazione Per Eluana (Udine), Federazione Italiana per la Cremazione, Aldes, Consulta di Bioetica (Torino), Associazione Amici di Eleonora (Campania), LucidaMente, Coordinamento delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, Forum Donne Giuriste, Associazione Liberacittadinanza, Italia Laica.
Al Coordinamento potranno aggiungersi tutte le associazioni – comprese quelle religiose – che si impegnano a difendere il principio della laicità.Per aderire, inviare una mail.
Fra i primi compiti che il Coordinamento si propone vi è quello di censire le varie realtà laiche italiane e di diffondere le iniziative realizzate dalle associazioni aderenti.
Il tema delle “dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario” (Dat) è considerato la prima urgenza da affrontare.
Due interventi
Da un mese va in onda sulle frequenze di Radio Radicale “Amore civile – Certi Diritti in radio”, rubrica curata dall’omonima associazione.
Nella puntata del 29 dicembre 2010 sono intervenuto a nome della Rete Laica Bologna, per discutere, insieme a Filomena Gallo, avvocato dell’Associazione radicale Luca Coscioni e a Maria Laura Cattinari, presidente dell’Associazione Libera Uscita, di testamento biologico e più in generale di laicità.
Invece sabato 15 Gennaio 2011 si poteva leggere, sull’edizione bolognese del Corriere della Sera, una mia intervista, in seguito alle minacce di morte al cardinale Caffarra.
Per la cittadinanza onoraria della città di Bologna a Beppino Englaro
Nel documento presentato leggiamo che
In questi anni Beppino Englaro è divenuto un simbolo, forse suo malgrado. Il simbolo migliore di un Paese che fatica a ritrovare il senso dello stato di diritto; il simbolo chiaro di un Paese che soffre eppure non si arrende; il simbolo dell’Italia che crede alla laicità, alla libertà, all’autodeterminazione degli individui. Beppino Englaro è divenuto il simbolo di un Paese che crede al rispetto e che disprezza l’arroganza dei potenti sui deboli, sugli ultimi, sui semplici cittadini. [...] Proponiamo la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro perché, attraverso questo atto prestigioso, si possa sostenere con maggior forza l’articolo 32 della Costituzione, laddove i padri e le madri costituenti hanno voluto scrivere inequivocabilmente che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Durante l’incontro organizzato in città con Beppino Englaro per discutere di testamento biologico, la proposta è stata resa pubblica. Di seguito il servizio del TG3 Emilia-Romagna e di Radio Città Fujiko, che ringrazio.
Saluto al IV° congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti
Sul sito della Rete Laica Bologna potete trovare il video/saluto che ho inviato al IV° congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti.
Essere genitori omosessuali – Una storia vera da raccontare a Giovanardi e a Sacconi
Nel botta e risposta tra un lettore perplesso e critico e la risposta del teologo valdese, emerge una storia vera, fatta d’amore e d’impegno verso il proprio compagno e i propri figli. Mi stupisce constatare che Ricca, per vie assai diverse da quelle da me percorse, che sono ateo, arrivi alle mie medesime conclusioni. Questo evidenzia, a mio avviso, quanto conti l’assenza di dogmatismo accompagnata alla capacità di cogliere lo spirito delle regole (anche se il teologo chioserebbe della “Scriptura”) di una comunità, di una polis.
Mi stupisce ma non mi coglie impreparato, perché la fecondità politica, umana e ideale della Rete Laica Bologna è nella sua pluralità, nel suo testimoniare, per il solo fatto di esistere, che uno stato laico può far convinvere e far progredire i suoi cittadini e le sue cittadine, siano essi ed esse credenti, atei, agnostici, eterosessuali, gay, lesbiche, trans, bisessuali e tuttifrutti.
Questa storia, che mi hanno inviato Guido ed Elisabetta, è un bel regalo e desidero condividerla con voi.
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Nemmeno un euro
Leggendolo scoprirete come al disinvestimento sulla scuola pubblica corrisponda un vertiginoso trasferimento di finanziamenti sulla scuola privata.
In altre parole, finanziare le scuole private paritarie contribuisce, quanto i tagli delle “riforme” Gelmini, alla distruzione di un diritto costituzionale.
Per queste ragioni, Rete Laica Bologna chiede che nemmeno un euro vada alle scuole private paritarie (leggasi cattoliche) e che s’apra una nuova stagione d’investimenti nella scuola pubblica da parte del Comune di Bologna.
[Vedi articolo su Città del Capo - Radio Metropolitana]
[Intervista a Radio Bruno]
L’Italia di Silvia Noè al 74° posto della classifica mondiale sulle pari opportunità
Apprendiamo che “l’Islanda si classifica al primo posto nel mondo in materia di parità tra i sessi. La conferma arriva dalla speciale classifica stilata dal WEF sulle prestazioni in 134 Paesi del mondo. L’isola nord-europea è seguita nella classifica da tre altri Paesi nordici: Norvegia, Finlandia e Svezia. Per quanto concerne l’Italia, il Belpaese si colloca nella metà bassa della classifica mondiale, scendendo dal 72esimo al 74esimo posto”.
Dunque siamo scesi di due punti.
Non pare un caso che al primo posto ci sia quella minuscola e fredda isola dell’Europa, l’Islanda, la cui premier è donna, lesbica e sposata con la sua compagna, mentre da noi, in Italia e in particolare in Emilia-Romagna, per combattere le disparità di genere tra uomini e donne, si vorrebbe alla guida della Commissione Pari Opportunità regionale la cognata di Casini, Silvia Noè.
L’esponente dell’UDC è attenta a difendere la famiglia (la sua), fondata sul matrimonio eterosessuale, a condannare le donne che si avvalgono dell’interruzione di gravidanza e a stigmatizzare la laicista “cultura di morte” che si nasconde dietro il testamento biologico.
Se il centrosinistra continua a farci del male, l’anno prossimo saremo all’80° posto della classifica.
Bologna. Uguaglianza: 2 a 1 (per ora)
Maurizio Cevenini, il più quotato, no.
Dunque: snobbiamo il più quotato e scommettiamo sui laici.
Rete Laica Bologna live a Radio Città Fujiko
Live dalla Festa dell’Unità di Bologna.
Link video.
Abbiamo parlato del rifiuto di Maurizio Cevenini a celebrare dei simbolici matrimoni gay, dei finanziamenti alle scuole private cattoliche, del futuro di Bologna, dell’anniversario del XX settembre, delle pari opportunità e della candidatura di Silvia Noè.








