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Articoli marcati con tag ‘Regione Emilia-Romagna’

La Curia attacca il welfare esteso alle coppie di fatto, Rete Laica Bologna risponde

Con una violentissima lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, la Curia bolognese guidata dal Cardinal Caffarra ha attaccato la proposta di estensione del welfare regionale alle coppie di fatto conviventi. Le “parole eversive” del prelato fascista sono state prontamente condannate e smentite dalla Rete Laica Bologna. Nonostante l’attacco isterico, Errani s’è dichiarato disposto a incontrare il Cardinale. Mentre l’Arcigay “Il Cassero” si dichiarava “sconcertato”, Franco Grillini, candidato per l’Italia dei Valori a Bologna, chiedeva al Presidente della Regione “di non genuflettersi”. Paolo Soglia, direttore di Città del Capo – Radio Metropolitana, ha consigliato invece al capo della Chiesa Cattolica in città di farsi un Tavor. Concordo. Anche due. Il dibattito continua.

Gay bolognesi e emiliani, brevi istruzioni per il suicidio

1. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi concede qualcosa purché rinunciate alla pubblica rivendicazione delle vostre richieste, fatelo.

2. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi finanzia il Pride con 1.500 euro e poi sgancia 2 milioni di euro all’anno alla Curia, ringraziatelo: siete pur sempre nei suoi pensieri.

3. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi promette una legge regionale contro le discriminazioni e poi in cinque anni non riesce ad approvarla a causa dei veti dei cattolici, plaudite l’escamotage d’inserire un articolo nella finanziaria emiliano-romagnola: ottenere qualcosa è sempre meglio che lottare con dignità.

4. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza difende il crocefisso dalla assurde richieste di laicità che provengono dall’Europa, complimentatevi con voi stessi per aver votato democristiano.

5. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza prende le distanze dai festival culturali che organizzate e afferma di non aver approvato i finanziamenti, riunitevi in preghiera: è solo un brutto momento, passerà.

6. Quando il sindaco del partito di centro-sinistra e di maggioranza sostiene che offendete la Santa Romana Chiesa, per buona educazione distogliete lo sguardo dalla sua lunga sottana nera.

7. Quando chiedete una campagna informativa contro le malattie a trasmissione sessuale e l’assessore del partito di centro-sinistra e di maggioranza vi risponde che non si può mostrare un preservativo, esclamate “Mea culpa”. Lo sanno tutti che i bambini li porta la cicogna.

8. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza elegge contemporaneamente un discepolo dell’Opus Dei e una persona omosessuale, fingete che quest’ultima conti qualcosa.

9. Quando il partito di centro-sinistra e di maggioranza vi regala una briciola, sentitevi sazi come Lucio Licinio Locullo dopo una cena in compagnia di Cicerone e Pompeo.

10. Quando il masochismo non sarà più una piacevolissima pratica sessuale ma politica, avrete raggiunto il vostro obiettivo. Amen.

Franco Grillini verso l’Italia dei Valori e la candidatura alle regionali 2010

REGIONALI. FRANCO GRILLINI VERSO IDV, VOCI SU CANDIDATURA
MA IL FONDATORE DI ARCIGAY FRENA; NANNI: NON NE SO NULLA

DIRE, Bologna, 20 ottobre – “Sì, è vero, sono in una fase di avvicinamento all’Italia dei Valori. Il panorama attuale, del resto, non è che offra molte scelte…”. Ma di una candidatura alle regionali del 2010 “è ancora presto per parlarne”. Franco Grillini, già fondatore dell’Arcigay, iscritto del PCI, del PDS, dei DS, di Sinistra Democratica e del Partito Socialista, sta meditando un nuovo approdo nella sua carriera politica. Che potrebbe persino sfociare in una candidatura per le regionali del 2010, anche se il diretto interessato frena: “E’ ancora presto per parlarne”. E il capogruppo dei dipietristi in Regione, Paolo Nanni, ammette di essere all’oscuro: “Le liste per le elezioni regionali – spiega – vengono composte dall’ufficio di presidenza del partito”. Di certo c’è che Grillini è una “macchina da voti”: “Nel ’94 – racconta lui stesso -, quando mi presentai alle Europee per l’ultima volta col sistema delle preferenze, solo a Bologna ne presi 9 mila. Certo, quelli erano altri tempi…”. Grillini comunque non fa mistero del suo feeling con l’Italia dei Valori, feeling scoccato anche per la posizione tenuta dal partito di Antonio Di Pietro nei confronti dei provvedimenti sull’omofobia. Una questione di coerenza, insomma, “la stessa coerenza che mi ha fatto abbandonare il PD: non posso stare nello stesso partito in cui c’è Paola Binetti”. Da qui a una candidatura per le regionali, però, ce ne passa: “Mica si aderisce a un partito per farsi candidare”, mette le mani avanti Grillini. Anche se la voglia di ricominciare non manca: “Sono ormai due anni che sto fermo…”. Dice di non saperne nulla, invece, Paolo Nanni: “Le liste per le regionali, così come quelle per le politiche – spiega – vengono stilate direttamente dall’Ufficio di Presidenza”.

“Laicità questa sconosciuta”, intervista a Maurizio Cecconi su BolognaNotizie

RETE LAICA BOLOGNA, SI PARTE CON LA RACCOLTA FIRME SUL TESTAMENTO BIOLOGICO. L’INTERVISTA A MAURIZIO CECCONI

Da poche settimane è attiva la Rete Laica Bologna, che raccoglie numerosi soggetti del mondo dell’associazionismo e si pone l’obiettivo di svolgere una costante azione di osservatorio e di lobbing sui temi che riguardano la laicità. Ne abbiamo parlato con Maurizio Cecconi, portavoce di RLB.

C’è nei piani di RLB l’intenzione futura di diventare soggetto politico tout court capace di rappresentare quella fetta di elettorato sensibile ai temi della laicità, che al momento fatica a trovare referenti politici?

Ovviamente no. La forza della Rete Laica è data dal fatto che resti fuori dalla battaglia politica in senso partitico e che invece si inserisca nel merito delle questioni attinenti la laicità. Inoltre, RLB è un insieme di associazioni e non vi fanno parte partiti politici né abbiamo intenzione di diventare uno di essi, perché ci farebbe perdere di autorevolezza, nel senso che il nostro impegno è esclusivo sui temi della laicità e non su altri.

La vostra prima azione concreta è stata la proposta di delibera popolare per l’istituzione di un registro comunale per il testamento biologico. Oggi (ieri, ndr) il gruppo consiliare del PD ha approvato un odg in cui si impegna in questa direzione e chiede alla Giunta di proporre un suo testo di legge. Quanto della vostra proposta potrà entrare in questo testo?

L’odg concordato dal gruppo consiliare del PD dice sostanzialmente due cose, una positiva e l’altra no. La prima cosa è che dice sì al registro, il che è un passo in avanti visto che fino a sei mesi fa l’idea era di fare una cosa del genere solo in Provincia, e questo passo è merito di RLB.

Il secondo punto è che chiede alla Giunta di presentare lei stessa una proposta di delibera. Quindi non capiamo il motivo per cui la nostra proposta non vada bene, visto che è già stata approvata ed è entrata a regime in 20 comuni, mentre quella del PD ancora non esiste, e sarebbe quindi una cosa improvvisata, che verrebbe fatta solo per non perdere l’iniziativa politica su questo tema. In più, su questioni come il diritto di decidere della fine della propria vita – su cui l’Italia ha dimostrato di avere una sensibilità molto forte – è importante che la voce sia data ai cittadini e non che tutto si esaurisca in un gioco di palazzo, perché questo ucciderebbe la mobilitazione e l’opera di sensibilizzazione. Invece una proposta di delibera popolare – come la nostra – richiede, per essere presentata, 2000 firme, e quindi anche una previa opera di informazione.
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Omofobia, la Regione Emilia-Romagna ascolti Napolitano

Le associazioni LGBT dell’Emilia Romagna a Vasco Errani:
“Ascolti il monito del Presidente Napolitano”

Il Presidente della Repubblica oggi ha aperto la Conferenza Internazionale sulla violenza alle donne invitando a lottare contro l’omofobia e la xenofobia. Dal Quirinale è giunto forte e chiaro un monito contro l’allontanamento spesso inconsapevole dai principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica.

Dalla Costituzione, infatti, deriva il nostro diritto ad avere pari dignità e tutele dalla legge. Abbiamo sollevato da tempo la necessità, anche per la nostra Regione, di una legge per le pari opportunità che non escluda i cittadini LGBT. Quella legge è pronta, ma non è ancora stata approvata. Dopo diversi comunicati in merito ci chiediamo perché non ci giungano risposte.

Non tolleriamo questo silenzio, specie a pochi giorni dai fatti incresciosi e gravi che hanno portato il nostro movimento a mobilitarsi e ribadire che siamo nati liberi e uguali in dignità e diritti e che è dovere della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Così recitano Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e Costituzione della Repubblica Italiana.

Anche in Regione siamo mobilitati e decisi ad avere risposte concrete. Chiediamo che il presidente Vasco Errani segua l’esempio e il monito di Napolitano e si faccia garante affinché il pdl sulle pari opportunità sia approvato.

M.I.T.
Agedo Bologna
Arcilesbica Bologna
Coordinamento Regionale Arcigay
Arcigay “il Cassero” Bologna

Giorgio Napolitano

Altre adesioni al sit-in di Bologna contro l’omofobia

Oltre a quelle contenute qui, ci sono arrivate le adesioni di Milena Naldi di Sinistra Democratica, assessora del Comune di Bologna, di Katia Zanotti, coordinatrice dell’Associazione per la Sinistra, di Paolo Zanca a nome del Partito Socialista, di Andrea De Maria a nome del Partito Democratico, di Zeno Gobetti per l’associazione radicale Giorgiana Masi, di Rossella Giordano per il Partito della Rifondazione Comunista e di Marco Monesi, sindaco di Castel Maggiore.

Non si può stare a guardare quello che sta succedendo alla comunità GLBT, per questo sarò con voi domani pomeriggio a Bologna con gratitudine per avere organizzato questo presidio. L’arretramento davvero drammatico di questo paese avrebbe bisogno su questi temi di una politica alta che non c’è, ma non bisogna smettere di pretenderla.

Un abbraccio,
Katia Zanotti.

ZANCA SPRONA L’EMILIA ROMAGNA:
APPROVARE PDL SU PARI OPPORTUNITÀ
E ANNUNCIA: SOCIALISTI AL SIT-IN DI DOMANI A BOLOGNA

DIRE, Bologna, 3 Settembre – Paolo Zanca, segretario regionale del Partito Socialista e vice-presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna annuncia l’adesione del partito al sit-in contro l’omofobia che si terrà domani alle 18 in piazza Nettuno a Bologna. E coglie l’occasione per sollecitare l’approvazione del progetto di legge sulle pari opportunità e contro le discriminazioni di cui è primo firmatario e che ancora stenta ad essere presentato in aula per il voto. “Mi chiedo che cosa aspettiamo, che altri ragazzi vengano brutalmente offesi, dileggiati e sottoposti a violenza?”, sbotta Zanca alla vigilia della manifestazione organizzata dopo i ripetuti episodi di aggressione alla comunità omosessuale avvenuti nella Capitale. “Credo che il nostro dovere – aggiunge in una nota – debba essere quello di dare a questa Regione e a questo Paese una forte impronta di civiltà, e per fare questo devono essere politica e istituzioni a fare il primo grande passo”. Del resto, ammonisce, “gli atti di natura omofobica compiuti in questo ultimo mese, non solo devono far riflettere con quale bieca realtà devono confrontarsi coloro che vivono una sessualità diversa da quella eterosessuale”, ma soprattutto “spingono a scendere convintamente in piazza a fianco delle associazioni lgtb e di tutti coloro che vorranno manifestare vicinanza e solidarietà a coloro che quotidianamente vengono classificati come cittadini di serie B”. Infine, il consigliere regionale invita a seguire il “modello che ha portato la Spagna socialista di Zapatero a diventare uno dei Paesi più civili e democratici d’Europa, introducendo fra le materie scolastiche lo studio della cittadinanza”. Perché, conclude, “è fondamentale che si parta dall’educazione nelle scuole per fermare i fenomeni di bullismo nei confronti degli omosessuali e transessuali”. | Fonte GayNews

GAY: BOLOGNA, DOMANI SIT-IN IN PIAZZA CONTRO OMOFOBIA

Adnkronos, Bologna, 3 Settembre – Un sit-in contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia si terrà domani a Bologna dalle 18 alle 19.30 in piazza Nettuno. All’iniziativa, organizzata dalla comunità lgtb di Bologna, dopo i recenti episodi di violenza contro gli omosessuali, sarà presente anche il segretario provinciale del PD Andrea De Maria, per portare la solidarietà e il sostegno dei Democratici. | Fonte Romagna Oggi

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L’associazione radicale di Bologna Giorgiana Masi aderisce al sit-in contro l’omofobia di venerdì 4 settembre alle ore 18:00 in Piazza Nettuno a Bologna. Dopo le ultime notizie di cronaca sulle aggressioni e indimidazioni ai danni di persone e di gruppi LGBT, è necessario che le istituzioni rispondano sanzionando con maggior rigore e contrastando la diffusione di una cultura intollerante.

Zeno Gobetti
Segr. Ass. radicale “G.Masi”

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Il PRC di Bologna sarà presente al sit-in contro omofobia, lesbofobia e transofobia che si svolgerà oggi a Bologna alle ore 18 in piazza Nettuno. Il susseguirsi di episodi di discriminazione e di violenza confermano che l’omofobia vive una reale escalation, volta ad innescare la paura nelle/negli omosessuali, lesbiche e transessuali italian*. Ci uniamo all’appello dei promotori invitando la città a partecipare e far sentire la propria voce, perché sia chiaro che la reazione di tutte e tutti è esattamente opposta: NOI NON ABBIAMO PAURA. Inoltre, ci associamo alla richiesta al Parlamento italiano di una legge contro l’omofobia, mentre ci impegneremo con il Comune di Bologna nella realizzazione di una campagna contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia nella nostra città, tanto con la nostra presenza istituzionale, quanto con la nostra mobilitazione nelle piazze.

Rossella Giordano – segretaria provinciale PRC Bologna.

GAY BOLOGNA. SINDACO CASTEL MAGGIORE:
OMOFOBIA ALLARMANTE
DA MONESI SOLIDARIETA’ E ADESIONE
AL SIT-IN DI OGGI POMERIGGIO

DIRE, Bologna, 4 Settembre – “Il ripetersi di aggressioni ai danni di persone gay in diverse parti del nostro paese è allarmante e non può non far pensare, se non a un disegno preordinato, ad un clima generale di intolleranza, di chiusura, di inciviltà e anche di indifferenza che sta avvelenando il nostro paese, allontanandolo dalla cultura europea e dalla mentalità di apertura e rispetto delle differenze che caratterizza i paesi più avanzati”. E’ opinione di Marco Monesi, sindaco di Castel Maggiore, che a nome dell’amministrazione comunale esprime “ferma solidarietà alla comunità gay e adesione alla manifestazione di solidarietà e lotta contro le discriminazioni indetta per oggi alle 18″ a Bologna in piazza Nettuno.

Omosessuali sensibili? No! Incazzati

Arcigay: la Regione Emilia-Romagna approvi legge contro le discriminazioni

ARCIGAY: REGIONI APPROVI LEGGE CONTRO DISCRIMINAZIONI
INTANTO CRESCONO LE ADESIONI AL SIT-IN DI DOMANI A BOLOGNA

DIRE, Bologna, 3 Settembre – La Regione Emilia-Romagna approvi al più presto una legge per tutelare gay, lesbiche e trans dalle discriminazioni. L’esortazione arriva da Flavio Romani, portavoce regionale dell’Arcigay, che in una nota invita Viale Aldo Moro a prendere una posizione netta dopo gli episodi di violenza omofobica degli ultimi giorni, culminati con l’esplosione di due bombe carta in un abituale ritrovo della comunità omosessuale a Roma. “Sono fatti che dovrebbero far riflettere riguardo l’imbarbarimento civile a cui è arrivata la nostra società – scrive Romani – conseguenza dell’ignoranza e dei mille messaggi che da molte parti tendono a criminalizzare chi viene considerato diverso, facendolo diventare facile bersaglio di insulti, violenze e aggressioni”. La comunità gay sta ancora “aspettando dal Parlamento e dal Governo una risposta riguardo una legge nazionale che identifichi e punisca i crimini d’odio omofobico”, ovvero l’estensione della legge Mancino alla discriminazione sessuale. Ma anche per la Regione Emilia-Romagna “siamo ancora dei fantasmi sociali – attacca Romani – da anni è in preparazione un progetto di legge che dovrebbe tutelare dalle discriminazioni anche le persone gay, lesbiche e transgender che vivono e lavorano nella nostra regione”. E’ già stato consegnato “da tempo alla prima commissione un testo unificato che prevede una serie di provvedimenti nei campi della scuola, del lavoro, della salute, della casa, dell’associazionismo e dei servizi in generale”, su cui nel maggio 2008 fu fatta “un’audizione con Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Mit”. Da allora più nulla, ma “i tempi e i fatti di cronaca mostrano che è dovere di questa legislatura discutere e approvare quella normativa, che in Toscana e Piemonte è in vigore e in Calabria e Liguria è in via d’approvazione”, fa notare Romani. Nel frattempo i Giovani Democratici di Bologna, il movimento giovanile del PD, annunciano in una nota la loro adesione al sit-in di domani, alle 18 in piazza del Nettuno, contro l’omofobia. “Ci dichiariamo fortemente preoccupati – afferma Carmine Casella, segretario dei giovani del PD – dal crescente senso di violenza e intolleranza che ha macchiato la cronaca dell’ultimo periodo”. Per questo, “aderiamo alla manifestazione di solidarietà e lotta contro le discriminazioni”, con l’augurio che “il clima politico e sociale del Paese sia presto contrastato da norme severe contro questo tipo di crimine”. Un cartellone di protesta verrà anche esposto allo stand dei Giovani Democratici alla Festa dell’Unità di Bologna al Parco nord.

Marcia contro l'omofobia

Un “Avvenire” senza rispetto

Arcigay Emilia-Romagna
Comunicato stampa, 22 Giugno 2009

L’Avvenire senza rispetto

“Sono pretestuose e senza rispetto le critiche formulate dal supplemento cittadino Bologna Sette del quotidiano Avvenire, a proposito degli spot realizzati per i 60 anni della Costituzione e commissionati dalla Regione Emilia-Romagna a un gruppo di studenti di Scienze della Comunicazione” – dichiara Flavio Romani, coordinatore Arcigay Emilia-Romagna.

“L’Avvenire si indispettisce per il fatto che in questi spot “famiglie e cattolici vengono oscurati dagli zerovirgola”, come se famiglie e cattolici già non imperversassero senza scampo 24 ore su 24 su tutti i media. E come se la famiglia non fosse l’argomento più di moda fra i politici che amano nominarla in continuazione per fare contenti i vescovi, tranne poi dimenticarsi di realizzare qualsiasi concreto aiuto che dia un reale sostegno alle moltissime famiglie in difficoltà”.

“Siamo inoltre certi che a far sobbalzare maggiormente l’Avvenire sia stato lo spot con protagonista una trans a un colloquio per la selezione di personale, sessanta secondi delicati e ironici, che toccano uno dei momenti più difficili della vita delle persone trans, ovvero trovare un lavoro. L’Avvenire, tronfio e supponente, classifica queste persone fra gli “zerovirgola”, ovvero una minoranza insignificante che non vale nemmeno la pena di ricordare. Eppure il Vangelo insegna che i dimenticati dovrebbero essere i primi ad essere accolti a braccia aperte”.

Trans negli spot sulla Costituzione. Per la Curia di Bologna la Regione Emilia-Romagna sbaglia

Spot sulla Costituzione: la Curia bacchetta la Regione
Su Bologna Sette: “La campagna per l’anniversario
si dimentica delle famiglie e dei cattolici”

di Giovanni Panettiere, 22 Giugno 2009, Il Resto del Carlino

Sessant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione. Ed è braccio di ferro tra Regione e Curia sulle radici cristiane e la famiglia fondata sul matrimonio. Per celebrare anniversario, Via Aldo Moro ha realizzato cinque spot su altrettanti articoli della Carta, trasmessi in queste settimane su MTV, il network televisivo più seguito dai giovani. Al centro la pari dignità e uguaglianza dei cittadini davanti alla legge (art. 3), la libertà delle comunicazioni (art. 15), quella religiosa (art. 19), il diritto all’istruzione (art. 34) e la disciplina del lavoro (art. 35). Di per sé l’iniziativa non dispiace a Bologna Sette, il settimanale dell’arcidiocesi, che, però, ieri non ha risparmiato critiche ai contenuti degli spot con due articoli in prima pagina: l’apertura, dal titolo eloquente “La Carta in dissolvenza”, e il commento di Stefano Andrini, ‘Famiglie e cattolici oscurati dagli zerovirgola”. “La campagna si dimentica – attacca il caporedattore – della maggioranza sociale e religiosa del Paese suggerendo ai giovani un modello di Costituzione a una dimensione”. A non piacere è soprattutto la pubblicità che invoca il rispetto della dignità delle persone transessuali (“nessuno la mette in discussione ma rappresentano pur sempre uno zerovirgola“), tacendo, invece, sui diritti della famiglia tradizionale (che nel nostro Paese è “ancora un modello largamente maggioritario”, nonostante venga ignorata “dal legislatore, anche quello regionale”). Ma la polemica non dimentica il capitolo sulla libertà religiosa, perché – dice la Curia – lo spot promuove l’idea che “tutte le religioni sono uguali (quella cattolica un po’ meno)” e riduce la fede a “fatto individuale”. Mentre via Altabella promuove il progetto culturale del già presidente della CEI, cardinale Camillo Ruini, sulla presenza della Chiesa nello spazio pubblico e rilancia l’identità cristiana dell’Italia. Bologna compresa. Ancora più duro l’articolo di Teresa Mazzoni che non nasconde di avere provato “un moto di rabbia” davanti alla campagna della Regione. “Basta con questo relativismo – scrive – in cui essere maschio e femmina non è iscritto nel nostro DNA ma appannaggio del libero arbitrio” e con “l’omologazione di chi vuoi far credere che ogni religione è uguale all’altra”.

Elezioni europee. Everyone Group: “No a Cofferati e Domenici. Intolleranti”

Gli attivisti di Everyone Group, associazione internazionale per i diritti umani, hanno inviato una lettera aperta alle dirigenze del Partito Democratico in Toscana ed Emilia-Romagna, nonché a tutti i Parlamentari Europei e ai membri del Parlamento Italiano contro la candidatura come eurodeputati degli attuali sindaci di Firenze e Bologna.

“Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, e Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’A.N.C.I., sono stati alcuni dei precursori delle politiche razziste e xenofobe per cui oggi l’Italia si trova al centro della riprovazione internazionale”. Lo dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani. “Il Gruppo EveryOne, proprio sulla base delle politiche all’insegna dell’intolleranza durante i mandati dei due sindaci, protesta vivamente, con il massimo sdegno, contro la loro candidatura alle elezioni europee, fra le file del PD, che li ha scelti addirittura il primo come capolista nel nord ovest, il secondo come probabile capolista del centro Italia”.

“Le ordinanze anti immigrati e le politiche persecutorie contro il popolo Rom regalarono a Cofferati il plauso della Lega Nord già nel 2005″, spiegano gli attivisti, “quando i leader del Carroccio lo definirono “Meglio di Guazzaloca”, primo sindaco di destra di Bologna. Durante tutto il suo mandato, Sergio Cofferati si è distinto per aver ordinato una sequenza tragica di sgomberi di insediamenti Rom senza alternative di alloggio, senza assistenza sociale né igienico-sanitaria per donne, malati e bambini, senza alcun piano d’integrazione né rispetto per la dignità personale dell’individuo. La Bologna di Cofferati si è trasformata a poco a poco in un inferno per i Rom, come ha potuto verificare l’ottobre scorso una delegazione di esperti riguardo ai fenomeni di persecuzione razziale, guidata dall’europarlamentare Viktoria Mohacsì. “Agiscono senza autorizzazione e bisogna combatterli affinché non ce ne siano più, in futuro”, disse dei mendicanti, degli artisti di strada e dei lavavetri,sollevando l’entusiastica approvazione della Lega, di Forza Nuova, dei neonazisti di Stormfront e White Pride e in genere della destra xenofoba” proseguono i rappresentanti di EveryOne. “Pochi giorni fa, all’inizio di aprile 2009, Cofferati ha ordinato nuovi tragici sgomberi a danno degli ultimi Rom rifugiati a Bologna, presso l’ex area militare dei Prati di Caprara”.

Il Gruppo EveryOne ribadisce poi il netto no anche alla candidatura dell’attuale sindaco di Firenze e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. “Leonardo Domenici è il sindaco ideatore, con l’assessore-sceriffo Graziano Cioni, dell’ordinanza comunale di agosto 2008 che prevedeva fino a tre mesi di carcere per i lavavetri della città di Firenze, parlando addirittura di “pericolo di conflitto sociale”. Ricordiamo che Domenici dichiarò al Corriere della Sera “Tolgo i lavavetri ai semafori seguendo la lezione di Lenin”, divulgando la notizia secondo cui esistesse un racket di lavavetri che minacciava la sicurezza dei fiorentini e ricevendo la sementita pubblica del procuratore Nannucci e l’invito a rivedere l’ordinanza poiché non esistevano illeciti penali nell’operato dei lavavetri. Domenici strumentalizzò l’articolo 154 della Costituzione: “Il secondo comma”, disse il sindaco di Firenze sempre al Corriere della Sera in quell’occasione, “impone a chi ha incarichi pubblici di esercitarli con “disciplina e onore”. La nostra Costituzione è stata scritta nel ’47 e alcune parole sono ormai desuete, ma queste due sono belle: disciplina e onore. A me piacciono”. Leonardo Domenici” prosegue l’organizzazione internazionale per i diritti umani “è anche il sindaco che ha autorizzato il nuovo regolamento di Polizia Urbana della città di Firenze, in cui non solo sono previste sanzioni di oltre 160 euro per i questuanti, ma anche per tutti i mendicanti che “intralcino il passaggio dei pedoni” per le strade fiorentine o che “diano fastidio” chiedendo l’elemosina o “dormendo in modo palesemente indecente occupando il suolo pubblico”. Non ultimi, gli episodi accaduti più volte in cui a Rom e senzatetto, rifiutati dai ricoveri per l’emergenza freddo in convenzione con il Comune, sono state tolte, in autunno e in pieno inverno, le coperte per riscaldarsi all’aperto. Nonostante tutto ciò Leonardo Domenici ha mantenuto l’assoluta indifferenza di sempre riguardo a politiche integrative e di assistenza umanitaria nei confronti dei più deboli” conclude EveryOne.

“Vi sono alcuni uomini della destra,”, spiegano ancora gli attivisti, “a partire dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, che stanno facendo ammenda per le politiche xenofobe e razziste condotte negli ultimi anni dalle Istituzioni italiane. Come è possibile che la sinistra, che dovrebbe avere i diritti umani, l’accoglienza e l’antirazzismo fra le basi della propria politica, stia invece premiando i propri rappresentanti che si sono distinti per intolleranza a azioni persecutorie nei confronti di Rom, migranti e senzatetto? Ci auguriamo che la classe politica italiana smetta di cercare consensi elettorali facendo leva sulla xenofobia e inizi a seguire realmente le linee-guida, ispirate ai più alti valori civili, dell’Unione europea. E questo cominciando con il ripensare seriamente alla candidatura in Europarlamento dei due sindaci dell’intolleranza”.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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