Articoli marcati con tag ‘Regione Emilia-Romagna’
Emilia-Romagna, clericale dell’UDC verso la presidenza della Commissione Pari Opportunità. Una petizione per dire NO
Se condividete le intenzioni e il testo dell’appello, firmate e diffondete.
I clericali non vanno mai in ferie. Nemmeno noi.
Emilia-Romagna, una clericale verso la presidenza della Commissione Pari Opportunità
E che poltrona! Importante per i diritti delle donne e delle persone lgbt, tematiche su cui, è noto ai più, il partito di Casini può vantare posizioni avanguardistiche in tema di diritti civili.
La Rete Laica Bologna ha ricapitolato con un comunicato stampa le posizioni in materia di Noè: è contraria al rinoscimento dell’omogenitorialità e delle coppie omosessuali, è contraria all’aborto e sulla pillola RU486 ha una posizione diametralmente opposta a quella della Regione, ha definito il Bologna Pride una manifestazione “di depravazione e di degrado”, è contraria al testamento biologico. I laici emiliani ne traggono dunque le dovute conseguenze:
Se diventerà presidente della Commissione Pari Opportunità, tanto vale che la Banda Bassotti venga nominata al Bilancio. Con questa ipotesi di alleanza/desistenza con l’UDC, si prospettano tempi ancor più bui, nella nostra regione, per la laicità.
Recentemente la Noè andata a protestare contro uno spettacolo teatrale, come ci ha mirabilmente raccontato Vincenzo Branà, perché conteneva una scena in cui Gesù dava un bacio a una donna devota. In quell’occasione, la barricadera Noè, dimentica della libertà d’espressione (anche artistica) sancita dalla nostra Costituzione, con slancio da crociata dichiarava: “Perchè non prendono di mira Allah?”. E infatti pochi giorni dopo, di mira Allah l’hanno preso, dando fuoco al Centro di Cultura Islamica. Certamente non è stata la prodigiosa Noè e altrettanto certamente le sue parole denotano un razzismo e un’intolleranza religiosa degna del più oscuro medioevo, che alimentano la paura e istigano ad azioni violente.
Katia Zanotti, da anni protagonista del movimento delle donne in città e presidente dell’Associazione per la Sinistra, saputa la notizia della candidatura della casiniana, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera alla redazione di Repubblica.
Nessuno scambio politico sulle libertà delle donne, sui diritti delle persone omosessuali, sulle libere scelte procreative è tollerabile in questa regione, per la storia importante di emancipazione, di liberazione, di difesa intransigente della laicità delle tante donne dell’Emilia Romagna. Le posizioni al riguado di Silvia Noè sono note e sono inconciliabili con questa storia. Le prove di alleanze allargate del PD, se in tale contesto dovesse stare l’indicazione di una esponente dell’UDC alla Commissione Pari Opportunità, sarebbero l’ennesima esibizione di un tatticismo del Partito Democratico emiliano e bolognese che risponde al vuoto evidentissimo di politica di questo Partito.
Da segnalare l’analisi di Fausto Anderlini, sociologo, vicino al PD, che lancia un allarme: con questa mossa (e altre simili) i voti del partito diminuiranno significativamente.
L’offerta alla Noè Silvia, la nota pulzella casiniana, delle “Pari Opportunità” regionali, con il nobile intento di allargare al centro il perimetro del centrosinistra, sembra essere una di quelle mosse che più controverse non si potrebbe. Un’Alea che rischia di lasciare al di qua del Rubicone una parte delle truppe. Come non bastassero quelle già disperse, ammuntinate, contumaci o disertate. Prendi un voto (forse) ne perdi due (sicuri).
I “laici” del PD sono “non pervenuti”: quando c’è da prendere una posizione diversa dagli ordini di scuderia, come per magia si fan di nebbia e aspettano che passi la burrasca. Che dire? Grazie mille, molto utili.
Franco Grillini, provocatoriamente attaccato da Noè per la sua strenua difesa dei diritti civili, replica serafico che “non sarà mai eletta coi voti dell’Italia dei Valori” e che quella poltrona dovrebbe essere occupata da una “donna laica, libertaria, di sinistra”.
Concordo in pieno con l’amico Franco.
Regione Emilia-Romagna. I matrimoni civili sorpassano quelli religiosi, aumentano le coppie di fatto
La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i dati – a cura dell’ufficio statistiche – relativi ai matrimoni nel 2008.
Si delinea il quadro di una società ampiamente secolarizzata: i matrimoni civili sorpassano quelli religiosi e aumentano le coppie di fatto.
La politica ha recentemente fatto fronte ai cambiamenti della società emiliano-romagnola, estendendo l’accesso ai servizi sociali anche le coppie di fatto.
Su questo tema (e alla luce di questi dati) è importante far di più e di meglio. Per esempio, essendo la Regione, in base al Titolo V della Costituzione, responsabile dell’organizzazione sanitaria, potrebbe da subito sancire che le porte degli ospedali siano aperte ai partner conviventi. E’, questa, una misura di umanità che rientra nel “minimo sindacale”.
La proposta, lanciata dal democratico Sergio Lo Giudice e dalla Rete Laica Bologna, dovrebbe essere raccolta dalle associazioni lgbt, fatta propria e presentata al nuovo Assessore alla Sanità, Carlo Lusenti.
Obama docet.
Raffaele Donini e la laicità innominata
Da pochi giorni s’è concluso il congresso provinciale del Partito Democratico di Bologna, che ha eletto quale suo nuovo segretario Raffaele Donini. Elezioni che hanno registrato la partecipazione di pochi iscritti, il 20%, e come risultato una percentuale “bulgara” per l’ex sindaco di Monteveglio.
Grazie a Radio Radicale, ho potuto ascoltare la registrazione audio del congresso e la prima importante relazione del neo segretario, da leggere e interpretare come il panorama politico/ideale entro cui si muoverà la nuova dirigenza.
Dopo una parte dedicata alla crisi economica e alle strategie del PD per riconquistare la fiducia dei cittadini dopo il capitombolo immorale di Delbono, Donini affronta il tema dei drammatici tagli alla scuola, che non definisce mai “pubblica”, bensì parte di “un sistema complessivo”.
La traduzione è: per noi democratici la scuola è sia quella pubblica e quella privata e difendiamo entrambe. Peccato che nessun potere forte (Governo, Vaticano) attacchi la seconda, che continua a godere indisturbata dei suoi privilegi e finanziamenti – questi sì cospicui e “pubblici” -, erogati dalle istituzioni di ogni ordine e grado: Ministero, Regione, Provincia, Comune. Il primo è vittima della direzione mercantile-clericale della Gelmini e delle destre berlusconiane; in Emilia, il secondo e il terzo sono governati dal centrosinistra, di cui il Partito Democratico è l’indiscussa forza di riferimento; il quarto, il Comune, stanno ragionando appunto su come riconquistarlo. La questione, dunque, è di massima attualità, perché permette di verificare dal vivo se esiste una differenza tra destra e sinistra sui temi della difesa della scuola pubblica e della laicità. Attualmente, tutte e quattro le Istituzioni finanziano le scuole private, in barba alla Costituzione.
“Ahi! Ahi! Ahi! Che brutta parola, che dolore mi causi nel pronunciarla!”, avrebbe potuto esclamare un delegato al congresso provinciale del PD; per non causare malori in sala, Donini non l’ha mai nominata questa “benedetta e maledetta” laicità. Come se non fosse uno dei principi cardine dello stato repubblicano e della nostra Costituzione, tanto brandita a parole quanto disattesa nella sostanza (spesso dalle stesse persone che se ne fanno smemorati alfieri).
E allora ricordiamolo cosa dice la nostra Carta. All’articolo 33 così troviamo scritto:
L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Credo si possa affermare che le madri e i padri costituenti siano stati sufficientemente chiari: chi vuole fondare una scuola privata, di qualunque orientamento ideologico e confessionale, è libero di farlo. Lo Stato non può impedirlo né sovvenzionarla. (Inciso. Da questo stesso articolo, discende l’ovvia conseguenza che la circolare del direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna, Limina, che s’è espresso contro le critiche del corpo insegnante alle politiche governative, è incostituzionale, quindi inapplicabile: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.)
In conclusione, due considerazioni.
La prima: se il segretario del Partito Democratico di Bologna non nomina la laicità, la laicità soffre e boccheggia, perché è qui, tra le fila dell’ultimo partito di massa dell’ex sinistra italiana che dovrebbe avere i suoi maggiori, naturali e coerenti sostenitori. Il sintomo della rimozione non lascia sperare in possibili evoluzioni positive nel breve e medio periodo. I laici sono avvertiti: o si attardano in un lungo e faticoso lavoro interno al partito – che durerà decine d’anni e che non ha garanzie di successo – o si danno da fare da un’altra parte.
La seconda: se non la vuole/può nominare come punto di riferimento politico/ideale perché dispiacerebbe a una fetta consistente dei dirigenti del partito (specie quelli cattolici), Donini qualche segno opposto l’ha però lanciato. Ha dichiarato, in un’intervista a Repubblica, di sostenere l’estensione del welfare alle coppie di fatto (i maldefiniti “DiCo all’emiliana”) e al testamento biologico. Piccoli segnali, provvedimenti concreti (e auspicabili) e che sicuramente rientrano tra le battaglie per uno Stato più libero e solidale. Manca il coraggio intellettuale di rivendicarli non come azioni isolate, ma come parte di un orizzonte politico: la laicità appunto. Una posizione debole e poco lucida, non all’altezza della guerra che il Vaticano ha dichiarato alla laica e libera Repubblica Italiana nata dalla Resistenza. Rifiutarsi di raccogliere questa sfida e di usare concetti, categorie e strumenti all’altezza delle avversità che il momento storico ci impone di vivere, equivale a condannare il nostro paese, per gli anni presenti e a venire, a un furioso clericalismo, alla restrizione delle libertà individuali e alla sparizione dei diritti civili.
Maurizio Cecconi
Emilia-Romagna, sostieni i giornalisti freelance e precari
Questo è un post per pochi e un post per tutti.
Per pochi, in quanto rivolgo un invito ai lettori di questo blog che sono giornalisti o pubblicisti. Andate a votare per il rinnovo degli organismi dirigenti dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e votate i candidati del Coordinamento Giornalisti Collaboratori Precari e Freelance: Suglia, Cardone, Visani (professionisti); Persichella, Tancredi, Tomassone (pubblicisti).
Per tutti, perché un’informazione più libera la si ottiene solamente con giornalisti più tutelati e meno ricattabili. E noi laici sappiamo bene quanta necessità ci sia di un’informazione più libera…
Quindi se, come me, non siete giornalisti, passate parola, ai vostri amici e amiche giornalisti.
I fatti dell’Emilia-Romagna
Una fotografia economica, sociale e demografica dell’Emilia-Romagna. E’ da oggi disponibile online, il Factbook Emilia-Romagna, curato dal servizio statistica della Regione.
Il documento è navigabile e può essere interamente scaricato dal portale di statistica della Regione Emilia-Romagna.
Il lavoro è stato sviluppato insieme al Dipartimento di scienze statistiche dell’Università di Bologna. | Fonte DIRE
Emilia-Romagna, l’opposizione prêt-à-porter del PDL
Emilia-Romagna, Vasco Errani contrario alle adozioni gay
Adozioni per le coppie gay? “Ho molti dubbi. Non credo di essere favorevole”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, ospite di E’TV.
Le regioni non hanno nessuna competenza in materia di diritto di famiglia. Non possono cambiare la legge nazionale in merito alle adozioni, così come non possono modificare quella sul matrimonio. Possono estendere i servizi che offrono e questa è la linea intrapresa con l’approvazione dei “DiCo all’emiliana”, che garantiscono l’accesso al welfare anche alle coppie di fatto. Questa decisione, contenuta nella Finanziaria 2010 della Regione Emilia-Romagna, seppur non sia una rivoluzione sociale, è un timido segnale che ha lasciato l’amaro in bocca al Cardinal Caffarra, intervenuto per condannarla durissamamente.
Alla vigilia delle elezioni regionali di fine marzo, ospite della televisione E’TV (vicinissima alla Curia bolognese), per ricucire lo strappo di due mesi fa, Errani non trova argomento migliore dei diritti gay, per far intendere alle gerarchie ecclesiastiche che lui è moderato. Con una dichiarazione di puro principio (la regione non ha competenze in materia, repetita iuvant), il candidato presidente del Partito Democratico e del centro-sinistra dubita della sua “approvazione in materia di adozioni gay”.
Bene, grazie per averci messo al corrente dei suoi dubbi, presidente Errani. Ora vorrei metterLa al corrente delle mie certezze.
Certezza numero uno. Basta dare spazio ai politici che usano pretestuosamente i diritti delle persone – già riconosciuti o rivendicati – per questioni di potere e di poltrone. L’internità a qualunque forza politica è secondaria rispetto alla causa, ovvero alle richieste di noi froci, lesbiche, trans, bisessuali.
Certezza numero due. Non sentirò nessuna persona omosessuale militante nel Partito Democratico criticarLa seriamente.
Certezza numero tre. Non sentirò il presidente Errani condannare moralmente il comportamento del suo ex vice-presidente, Delbono, per aver girato il mondo in compagnia delle sue molte fidanzate a spese della regione. In compenso, ha trovato il tempo per dichiararsi contrario alle adozioni gay. La doppia, tripla ipocrita morale del Partito-Democratico-Di-Governo-Costi-Quel-Che-Costi è insopportabile.
Certezza numero quattro. Votare laico.
Elezioni regionali 2010. Emilia-Romagna, una firma per la lista Bonino/Pannella
la legge elettorale impone un numero molto alto di firme per potersi presentare alle elezioni regionali. I grossi partiti non hanno problemi, quelli piccoli sì. La lista radicale Bonino/Pannella ha seri problemi nel raggiungere la quantità necessaria.
Una vostra firma non è una dichiarazione di voto radicale, bensì un atto d’amore per la democrazia: per permettere a chi combatte al nostro fianco – per la laicità e per l’autodeterminazione degli uomini e delle donne, di gay, lesbiche e trans – di presentarsi alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna.
Per questo, a prescindere da chi votetere alle prossime elezioni, Vi invito a dare il vostro aiuto.
A questo link le istruzioni su come e dove firmare.
Grazie!
Maurizio Cecconi,
portavoce Rete Laica Bologna.
Coppie di fatto, Emilia-Romagna. Grillini scrivi a Errani
leggo oggi sulla stampa di Bologna che, in seguito all’incontro con il cardinale Caffarra, sarebbe sostanzialmente cambiato l’articolo della finanziaria regionale volto a garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini emiliano-romagnoli nell’accesso ai servizi pubblici.
Questo cambiamento, consisterebbe nell’escludere i cittadini single e le coppie omosessuali dal provvedimento in ossequio ad un concetto di famiglia caro all’ultrareazionario cardinale bolognese ma estraneo ai principi di solidarietà e uguaglianza che dovrebbero caratterizzare l’azione amministrativa di un ente pubblico soprattutto di centro-sinistra.
Nell’esprimerti le mie perplessità sull’idea, per me profondamente errata, che la Costituzione definirebbe famiglia soltanto un uomo e una donna regolarmente sposati e non, invece, qualunque nucleo familiare basato su amore e stabilità, ti chiedo un pronunciamento chiaro sul tema dei diritti delle coppie omosessuali, vale a dire: le “famiglie” lgbt (perché per me sono famiglie) sono comprese o no nella legge regionale?
Sperando in una tua risposta affermativa, che cancelli ogni dubbio in materia, colgo l’occasione per formularti i più cordiali saluti.




