Articoli marcati con tag ‘Rassegna stampa’
Bologna, finalmente attivo, sebbene depotenziato, il registro dei biotestamenti
Parto con questa bella notizia nello zaino: una battaglia che ho portato avanti da tre anni, arriva alla sua positiva conclusione.
Finalmente la nostra città avrà il suo registro dei testamenti biologici (Sì, lo so: il comunicato della Giunta dice che tutto nasce da un’iniziativa del Pd, sebbene non sia vero – ma sapete anche voi come son fatti questi partiti… si attribuiscono spesso dei meriti che hanno invece solo parzialmente e si “dimenticano” degli altri, di chi ha fatto il lavoro duro; non è simile alla proposta della Rete Laica, però nel frattempo è intervenuta quella pessima circolare della fascista Roccella a complicare le cose. Meglio questo di niente e avevamo atteso fin troppo. Ora c’è e cittadini potranno usarlo).
Ciò detto, queste son soddisfazioni!
[Qui il mio pezzo per Il Fatto Quotidiano].
Sulla grottesca caccia ai Radicali
S’è consumata la messa in scena dell’ennesimo sostegno posticcio al Governo Berlusconi. Bersani per una volta ci ha azzeccato: “di fiducia si muore” ha sintetizzato. Al netto delle votazioni, i deputati che sostengono la maggioranza di centrodestra sono diminuiti e, come ha subito notato Termometro Politico, se togliamo i voti dei ministri, che possono partecipare solo saltuariamente alle votazioni, di fatto Pdl e Lega Nord sono congenitamente in minoranza, anche in Parlamento e non solo nelle intenzioni di voto. Una coalizione con questi numeri può reggersi giorni, al massimo settimane e noi di sinistra dovremmo saperne qualcosa (Do you remember Romano Prodi II?).
Ce ne sarebbe abbastanza per prepararsi a succedere al peggior governo di sempre, invece in casa Democratica hanno deciso di lanciarsi in una grottesca caccia alle streghe, accusando i sei deputati Radicali d’essere “inaffidabili” e “stronzi”, in quanto, una volta raggiunto il numero legale1, sono entrati e hanno votato contro la fiducia a Berlusconi.
A partire da dichiarazioni infondate e falsificanti rilasciate da numerosi esponenti del Partito Democratico, s’è aperta una caccia alle streghe, che evidentemente coagula nella sua inconsistenza fattuale la rabbia, la delusione e le aspettative di una larga fetta d’Italia che non ne può più della destra e del satrapo di Arcore.
Resta da chiedersi, per i pochi e poche che ancora riescono e vogliono ragionare con la testa e non con gambe e mani, perché dalle parti dei caminetti democratici s’è scelta questa strada pericolosa.
Infatti non si ha memoria che la virginale e neo-barricadera Rosy Bindi abbia mai definito “stronzi” i catto-fondamentalisti del Pd, tra cui la Binetti (altra vergine consacrata alla politica), che si rifiutarono di votare la fiducia al Governo Prodi, in seguito alla proposta dei Dico, né che nei loro confronti sia mai stato posto un problema di “affidabilità” (quanti pesi, quanti sistemi di misurazione, quante morali: una per ogni occasione).
Attenzione però, una spiegazione esiste. Chi racconta balle a proposito d’un presunto collateralismo dei Radicali sostiene altresì la linea centrista del Pd e vorrebbe un accordo con la filo-clericale Udc, in funzione del quale i pannelliani debbono essere necessariamente eliminati, in quanto laici. In più, attaccare i Radicali oggi significa attaccare Veltroni, con cui s’accordarono tre anni fa. In altre parole è tutta una battaglia interna, come al solito, tra d’alemiani/bersaniani e veltroniani; roba misera, come i tempi che viviamo.
Riassumendo: oggi il Pd ha dimostrato d’esser parte del problema di questo ventennio berlusconiano (e d’averne in parte mutuato i modi e le gesta) e che non ne sarà la soluzione.
- Uffici Camera: Numero legale è a quota 265. Il servizio Assemblea di Montecitorio rende noto infatti che oggi i deputati in missione sono 50. L’articolo 46 del Regolamento della Camera stabilisce che i deputati in missione sono “computati come presenti per fissare il numero legale”. Da quota 316 va quindi sottratto il numero di 50 più il Presidente Fini che non vota. Il primo deputato radicale che ha votato era il numero 298. ↩
Welfare Bologna, Zani: “Macché sussidiarietà, è opa ostile”
Non s’è fatta attendere la voce di Mauro Zani, il segretario dei Ds chiamato a risolvere il disastro della vittoria nel 1999 di Guazzaloca e da sempre politico molto acuto e stimato in città, sulla questione della sussidiarietà. Il dibattito è ufficialmente aperto, dopo l’omelia filo-cielle del cardinale Caffarra e i pronti “sì” ricevuti in risposta dal sindaco Virginio Merola, dal governatore Vasco Errani e dal segretario provinciale del Pd Raffaele Donini.
Zani intitola il suo ragionamento “Ideologie”, per esplicitare quanto la sussidiarietà sia figlia, politicamente, del liberismo. L’agenzia Dire l’ha ripreso e così sintetizzato:
COMUNE BOLOGNA. ZANI: MACCHE’ SUSSIDIARIETA’, E’ OPA OSTILE. “ANCHE QUESTA E’ IDEOLOGIA, E FA MOLTO COMODO ALLA CHIESA”
DIRE, Bologna, 13 ott. – “Si approfitta della difficoltà degli enti locali per lanciare una vera e propria Opa ostile al sistema pubblico sotto forma di sussidiarietà”. Va controcorrente Mauro Zani, ex segretario dei Ds di Bologna ed europarlamentare. Con un intervento apparso oggi sul suo blog, Zani ironizza sulla presa di posizione nei confronti dei “passatisti” da parte del segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini (“Sembra reduce da una dieta a base di bistecche di leone”), e denuncia quella che a suo giudizio è a sua volta una “ideologia”, appunto quella della sussidiarietà. “Se si vuol andar oltre le ideologie – scrive – bisogna ammettere che in Italia, storicamente, quel tanto di sussidiarietà tra pubblico e privato che s’è introdotto nella gestione dei pubblici servizi è risultato soprattutto utile alla costruzione di veri e propri sistemi di potere. Privati naturalmente. E spesso d’ordine confessionale”. Comunione e Liberazione, “tanto per parlare di qualcosa di noto e conosciuto – annota ancora Zani – non potrebbe essere quella potenza anche economica che in effetti ancor oggi è senza quel continuo drenaggio di soldi pubblici di cui s’è dimostrata capace”.
C’è anche una citazione, nel post di Zani, per un esempio di società mista pubblico-privata che funziona, come Seribo, l’azienda che sforna le pappe per le scuole bolognesi. “Se in altri campi, magari non ancora esplorati, qualche privato può e vuole associarsi al pubblico fornendo oltre ad un servizio di qualità concordata anche un utile di gestione al Comune ben venga. Se invece, com’è spesso accaduto in questi anni sull’onda del “privato è bello”, ci si vuol appropriare di funzioni pubbliche per meri ed esclusivi scopi di profitto privato, allora rientriamo nel campo della sussidiarietà ideologica e malandrina del San Raffaele”. Ma questo, conclude Zani, “solo per chiarire che in verità l’ideologia della sussidiarietà viene usata dalla destra (e molto spesso dalla Chiesa) come un grimaldello politico per aprire la cassa pubblica ai privati e non per supplire generosamente alle indubbie difficoltà e/o carenze del sistema pubblico”.
Sull’argomento segnalo anche il comunicato stampa del Circolo UAAR di Bologna e il mio articolo di approfondimento su Il Fatto Quotidiano online.
Gender Bender 2011 travia la Norma

Il manifesto ufficiale 2011 di Gender Bender è un doppio sontuoso omaggio, così descritto da Daniele Del Pozzo, ideatore e direttore del festival:
La nona edizione porta il titolo de La Traviata Norma in ricordo dell’omonimo spettacolo messo in scena 35 anni fa da Mario Mieli – teorico e protagonista del movimento di liberazione gay degli anni ’70 – ed una chiave di lettura dell’Italia di oggi, un Paese continuamente in bilico tra melodramma di accatto e figure illuminate. Un luogo surreale in cui le contraddizioni e gli ossimori sono il pane quotidiano; un Paese esitante tra slanci verso la modernità e repentine fughe verso i lidi sicuri del consenso. La Traviata Norma, perché a volte solo tradendo le regole e le stanche consuetudini è possibile trovare delle risposte alle domande che ci vengono poste dal nuovo che avanza.
Per l’occasione, mi fa piacere condividere con voi l’articolo Mario Mieli dinamite frocia contro la Norma, apparso su Liberazione nel 2008, in cui Francesco Paolo Del Re ripercorre le tappe della vita e del pensiero di uno dei maggiori protagonisti del movimento queer italiano.
Presto online anche il programma definitivo di quest’anno. Stay in touch!
Invettiva contro i giornalisti che criticano Ronchi

Voi giornalisti conservatori di destra e ancor più di sinistra, voi non capite il suo “genius loci”. Ronchi è dadaista, gioca coi mass-media (da pronunciare con la “s” strascicata di sócc’mel), distrugge le convenzioni, si prende gioco dei luoghi comuni e delle deontologie professionali ammuffite. Lui è cool, voi siete out. Lui è il contemporaneo, voi siete vintage. Lui sa, voi ignorate. Lui può, voi seguite. Ci vuole umiltà, ragazze e ragazzi, tanta umiltà, ma alla fine il Grande Disegno del Grande Assessore vi sarà chiaro: tagliare confondendo le acque con tanto rumore di fondo.
Rassegna stampa sull’outing cialtrone, ovvero fotografia d’un disastro
Rassegna stampa odierna sullo svelamento cialtrone e all’italiana, ovvero senza prove e anonimo.
I giornali che ho recuperato li potete scorrere il questa gallery o scaricare in formato zip.
Resta da chiedersi: chi paga per questa operazione che ha come raziocinio la volontà d’apparire di un singolo e non l’interesse comune?
Risposta: paga tutto il movimento lgbt.
Soluzione: isolare isolare isolare.
Scuole private, Comunione e Liberazione conquista il Consiglio comunale

1. Vi segnalo il mio articolo per Il Fatto Quotidiano online.
2. Lunedì 12 settembre il referendum sui finanziamenti alle scuole private va in trasferta alla Festa dell’Unità di Bologna. Non mancate!
L’arca di Noè affonda sul monte Ararat
Scaricata dal centro-sinistra – grazie alla mobilitazione delle donne, delle persone lgbt e dei laici – Silvia Noè (Udc) affonda sul monte Ararat, a un passo dalla Presidenza della Commissione regionale per Pari Opportunità.
Al suo posto è stata eletta la consigliera Roberta Mori (Pd), a cui auguriamo buon lavoro.
[Scarica la rassegna stampa del 26 Luglio 2011]
[Scarica la rassegna stampa del 27 Luglio 2011]
[Il mio pezzo per Il Fatto Quotidiano online]
Sinistra e gay contro la cognata di Casini
Corriere della Sera, lunedì 25 luglio 2011
Loro ne fanno una battaglia in difesa delle libertà civili. Lei, l’”avversaria”, si appella alle regole della democrazia. In mezzo ci sono le pari opportunità nella regione Emilia Romagna. E una presidenza, ancora da assegnare, che fa già discutere.
Sinistra e libertà, Italia dei valori, Federazione della Sinistra, movimenti in difesa dei diritti degli omosessuali: tutti contro il consigliere udc Silvia Noè, candidata a ricoprire il ruolo di presidente della commissione Pari opportunità della Regione. Creando più di un grattacapo al governatore Vasco Errani, uno dei maggiori sponsor della Noè.
I primi malumori nella giunta sono arrivati già venerdì. Secondo dipietristi e vendoliani con la nomina della Noè verrebbe meno il carattere “laico” della commissione. E non nascondono il fastidio su un presunto accordo tra Pd e Udc che avrebbe portato alla candidatura centrista. La Noè è una democristiana di ferro e moglie di Federico Casini, il fratello del più famoso Pier Ferdinando. Sinistra e associazioni Lgbt la ritengono inadatta a ricoprire quel ruolo proprio per il suo retaggio.
Oggi, davanti al Palazzo della Regione, ci sarà pure un presidio dei movimenti gay con tanto di padelle e mestoli da far sbattere “per protestare contro l’avvento di un moderno Medioevo”. “Chiediamo una presidenza rispettosa del diritto di autodeterminazione di ogni donna o uomo”, dicono. “Non vogliamo una persona contraria all’aborto e all’esercizio delle libertà individuali”.
“Obiezioni infondate”, taglia corto la Noè. “Il ruolo del presidente di commissione è quello di garantire il rispetto delle regole di lavoro, non di decidere i temi”. Secondo la centrista l’obiettivo dei contestatori sarebbe un altro. “Mi attaccano per la mia formazione cristiana e per questo vogliono zittirmi. Ma io non mi farò chiudere la bocca: siamo in una democrazia”. “Il presidente è una persona seria e sarà garante delle regole della Regione”, dice la Noè. “Le sinistre non possono stravolgere questo principio”. Anche perché, se Errani dovesse cedere, “potrebbero esserci ripercussioni anche a livello nazionale”.
Pari opportunità, Noè: “Se non mi eleggono, conseguenze a livello nazionale”
Silvia Noè, oggi sul Corriere, dichiara che se non sarà eletta alla Presidenza della Commissione Pari Opportunità “potrebbero esserci ripercussioni anche a livello nazionale”.
Con questa frase certifica ciò che era evidente a tutt*: la sua elezione sarebbe il frutto di un accordo tra il Pd e l’Udc.






