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Divieto di manifestare. Bologna Città Libera: “Bisogna disobbedire”

Pioggia di critiche sul provvedimento che impedisce
manifestazioni politiche in piazza nei week-end
“Bisogna disobbedire a questa decisione”
Dura presa di posizione di Monteventi e Rdb. E anche Arcigay si dice contrario
Il Domani di Bologna, 19 Febbraio 2009

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Il leader no global Valerio Monteventi, candidato sindaco con la lista civica Bologna Città Libera, annuncia battaglia contro la decisione delle autorità di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i week-end. “Bisogna disobbedire – dice Monteventi – l’ho già detto al capo della Digos, non chiederò più l’autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedrà triplicati; se lo mettano in testa. Sulla libertà sono pronto a giocarmi tutto”. Parole che arrivano dopo un contatto telefonico con la Questura, fatto anche di battute di spirito (“per lei è un prepensionamento”, sarebbe stato fatto osservare a Monteventi, promotore di innumerevoli cortei e iniziative di piazza). Ma il candidato non ha intenzione di adeguarsi al nuovo regime sulle manifestazioni. “Questa direttiva – spiega il consigliere – ha tutte le caratteristiche di un provvedimento fascista, perché limitala libertà di espressione delle persone. È un iniziativa del Governo, ma ha avuto qui un’applicazione molto grave, praticamente alla lettera”. Le manifestazioni, ricorda Monteventi, “si fanno al sabato perché la gente non lavora ed è più facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico”. E poi “l’altra cosa paradossale che questo provvedimento di una gravità estrema, che dal ’68 non c’era mai stato, non ho sentito prese di posizione chiare, a parte Cobas e Rdb”. Il sindaco Sergio Cofferati, tra l’altro “era presente al comitato per l’ordine pubblico che l’ha deciso: ci dicono di fare argine contro la destra, ma anche parte del Pd l’ha condiviso”. Duro il commento di Arcigay “Il Cassero”: “In una città che quotidianamente consolida il suo ruolo di teatro di violenza lo “stop” alle manifestazioni durante il weekend imposto dalla Prefettura con l’accordo di Comune e Provicia, e argomentato con l’obiettivo assolutamente discutibile di “migliorare la vivibilità” del centro storico nelle giornate di sabato e domenica, ha i connotati di un provvedimento irresponsabile e unilaterale”. Arcigay poi prosegue: “In nome di una non meglio specificata vivibilità, si chiude le porte del centro cittadino alle libere espressioni dei suoi abitanti” e dunque il Cassero esprime “un dissenso forte” invitando sindaco e presidente della Provincia “ad assumersi responsabilità rispetto alla deriva del cuore cittadino, senza ulteriormente caricare di questi problemi la cittadinanza, i suoi fermenti, le sue espressioni”. Per il Cassero il provvedimento sulle manifestazioni è la classica goccia che fa traboccare il vaso dopo che “in cinque anni di mandato Provincia e Comune hanno messo in campo un’imbarazzante sequenza di divieti che hanno profondamente interrotto la vivacità di fruizione degli spazi cittadini”.

Non vogliamo essere cavie dei vostri errori

Il leader di Bologna Città Libera: “Disubbidiamo, l’ho detto alla Digos”
Cortei? Non di sabato. Monteventi non ci sta
Il Bologna, 19 Febbraio 2009

Disobbediamo! Così Valerio Monteventi reagisce alla decisione delle Autorità di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i week-end. “L’ho già detto al capo della Digos – dice Monteventi – non chiederò più l’autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedrà triplicati; se lo mettano in testa. Sulla libertà sono pronto a giocarmi tutto”. Monteventi parla dopo aver avuto un colloquio telefonico con la Questura, un colloquio infarcito di ironia. “La prepensioniamo” si è sentito dire Monteventi che nella sua lunga militanza politica non si fatto mancare nulla: cortei, manifestazioni, iniziative di lotta in piazza, presidi, ecc. “Questa direttiva – spiega il candidato sindaco di Bologna Città Libera – ha le caratteristiche di un provvedimento fascista, di fatto limita la libertà di espressione delle persone. E’ un’iniziativa del Governo, ma se le norme vanno interpretate, qui la cosa più grave è che si è deciso di applicarla praticamente alla lettera”. Continua: “Le manifestazioni si fanno al sabato perché la gente non lavora ed è più facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico”. Infine una critica a Cofferati: “Era presente al comitato per l’ordine pubblico che ha preso la decisione, dobbiamo fare argine contro la destra, ma anche parte del PD l’ha condiviso”.

Bologna, “Il Cassero”: lo stop alle manifestazioni è proibizionismo

In una città che quotidianamente consolida il suo ruolo di teatro di violenza lo “stop” alle manifestazioni durante il week-end imposto dalla prefettura con l’accordo di Comune e Provincia – e argomentato con l’obiettivo assolutamente discutibile di “migliorare la vivibilità del centro storico nelle giornate di sabato e domenica” – ha i connotati di un provvedimento irresponsabile e unilaterale, che in nome di una non meglio specificata vivibilità, chiude le porte del centro cittadino alle libere espressioni dei suoi abitanti. “Il Cassero” di Bologna esprime un dissenso forte rispetto a questa scelta e chiama gli amministratori locali – Cofferati e Draghetti, entrambi presenti all’incontro in prefettura – ad assumersi responsabilità rispetto alla deriva del cuore cittadino, senza ulteriormente caricare di questi problemi la cittadinanza, i suoi fermenti, le sue espressioni. In cinque anni di mandato Provincia e Comune di Bologna hanno messo in campo un’imbarazzante sequenza di divieti che hanno profondamente interrotto la vivacità di fruizione degli spazi cittadini. Ne soffrono gli albergatori, i commercianti, e i cittadini tutti, costretti a muoversi in una città divenuta a tutti gli effetti vuota e pericolosa. Cortei, happening, flash mob sono la linfa e l’anima di un tessuto urbano, canali di scambio e confronto di opinioni. Censurarli vuol dire sottoscrivere la deriva di questa città, percorso di sofferenza rispetto al quale gli amministratori del centrosinistra bolognese non si sono mostrati per niente all’altezza, latitando sulle proposte e inflazionando la cultura e del divieto e del proibizionismo, che non è legalità bensì soltanto uno stile anacronistico e povero (di risorse e di idee) per affrontare problemi. Il Bologna Pride dello scorso anno, così come il Crossing Kisses che abbiamo messo in atto per il giorno di San Valentino, sono dimostrazioni di come il pensiero, l’opinione, il movimento possano essere ingredienti pacifici e sereni di confronto e pluralismo. Draghetti, Cofferati per convincerci dell’opportunità di questo loro ulteriore atto di forza, dovranno prima smentire questa considerazione e dichiarare chiusa, dall’alto del loro colore politico e delle proprie storie – l’era dell’espressione del pensiero per lasciar spazio a quella dello shopping.

Protest!

Bologna, scissione in Rifondazione. Loreti verso Bologna Città Libera

La lunga notte del Comitato Politico Federale si è chiusa con le dimissioni del segretario cittadino. A prevalere è stata la linea che vuole il dialogo con il Pd alle prossime amministrative. Con Tiziano Loreti escono una decina di componenti del comitato tra cui Giuseppina Tedde, ex assessore della Provincia. La vittoria della linea di Ugo Boghetta è stata di misura: 35 contro 25 (5 voti aveva ricevuto una mozione di mediazione). Dovrebbero lasciare il partito anche il capogruppo a Palazzo Malvezzi Sergio Spina e Marzia Mascagni, responsabile scuola. Il loro futuro potrebbe essere nella lista Bologna Città Libera. | Fonte Radio Città del Capo

Tiziano Loreti

Bologna, vietato manifestare in centro durante il fine settimana

Vietate le manifestazioni politiche, il sabato pomeriggo e la domenica, in quattro piazze del centro: Piazza Maggiore, Nettuno, Re Enzo e Santo Stefano. Stop ai cortei politici anche in via Ugo Bassi e altre vie del centro cittadino. Salve le cerimonie e le feste più importanti. Questa la decisione del prefetto che ha tradotto in salsa bolognese il decreto Maroni sulla limitazione dei cortei nei centri delle città. Il provvedimento sarà firmato oggi e avrà una durata sperimentale. Si potrà, quindi, fare marcia indietro e apportare delle modifiche se qualcosa non funziona. La decisione è stata condivisa anche dal sindaco Cofferati e dal presidente della Provincia Draghetti che ieri hanno partecipato al vertice in prefettura. Insomma neanche i gazebo di propaganda politica potranno essere montati nel centro storico durante il week-end. Per le elezioni però le regole saranno diverse e frutto di riunioni specifiche.

Il Bologna, 18 Febbraio 2009

Roberto Maroni e Sergio Cofferati

In Provincia il Bologna Pride spacca la maggioranza

GAY PRIDE BOLOGNA. IN PROVINCIA IL CENTRO-SINISTRA SI SPACCA. Distanze incolmabili tra PD e Verdi, SD, PRC.

DIRE, Bologna, 24 giu. - Il Consiglio provinciale di Bologna "aderisce ai principi di promozione e difesa dei diritti di uguaglianza a di dignità della persona che il Pride vuole porre all'attenzione". Ma non alla manifestazione in sé. E l'evento Glbt spacca di nuovo la maggioranza, mentre due esponenti della Giunta annunciano che saranno ugualmente in piazza: non solo Giuseppina Tedde, in quota PRC, ma anche Simona Lembi del PD. Questo il risultato del dibattito che si è articolato oggi, a Palazzo Malvezzi, nel corso della seduta consiliare. Prima Alfredo Vigarani (Verdi) ha ribadito il rammarico per la mancata approvazione, da parte della presidente Beatrice Draghetti, della proposta di far sfilare alla manifestazione Glbt il Gonfalone della Provincia.
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Bologna Pride, niente gonfalone della Provincia

GAY PRIDE BOLOGNA. NIENTE GONFALONE AL CORTEO.
Forza Italia pronta a fare da scudo umano
per difendere il simbolo della Provincia.

DIRE, Bologna, 20 giu. - Il gonfalone della Provincia di Bologna non sfilerà al Gay Pride, in programma sotto le due torri per il 28 giugno. La presidente Beatrice Draghetti lo ha comunicato al verde Alfredo Vigarani, che aveva avanzato la proposta, spiegando che l'evento non presenta le necessarie caratteristiche istituzionali. Vigarani ne parlerà martedì al prossimo Consiglio provinciale, ma nel frattempo non nasconde il rammarico. "Spiace che la Provincia dia un patrocinio solo parziale", e cioè esplicitato "solo per gli eventi di tipo convegnistico". Sarebbe stato più opportuno, continua Vigarani, "un patrocinio e una presenza completa, come avvenuto in altre circostanze nelle quali la Provincia non ha mai fatto mancare un'adesione totale". Due consiglieri di Forza Italia, il capogruppo Luca Finotti e il vicepresidente del Consiglio provinciale Giuseppe Sabbioni, avevano annunciato che avrebbero fatto da "scudo umano" al gonfalone, in caso di risposta positiva da parte di Palazzo Malvezzi. "Sono solo boutades - minimizza Vigarani - non credo lo avrebbero fatto, perché confido molto nel senso delle istituzioni dei consiglieri provinciali".

I Verdi aderiscono al Bologna Pride e chiedono il patrocinio della Provincia e l’invio del Gonfalone – Forza Italia attacca

GAY PRIDE. VERDI: SFILI ANCHE GONFALONE PROVINCIA BOLOGNA. VIGARANI: PALAZZO MALVEZZI DIA ANCHE PATROCINIO A MANIFESTAZIONE

DIRE, Bologna, 19 giu. - Anche il gonfalone della Provincia di Bologna deve sfilare al Gay Pride di Bologna del prossimo 28 giugno. Lo chiedono i Verdi il cui capogruppo a Palazzo Malvezzi, Alfredo Vigarani, annuncia l'adesione alla kermesse omossessuale, "una straordinaria occasione per reagire alla cappa moralizzatrice che sta opprimendo il nostro Paese e anche la nostra città; indotta da un micidiale mix d'azioni concertate, da rappresentanti d'istituzioni laiche e religiose, che stanno gradualmente minando le conquiste di libertà proclamate nei fondamenti della nostra Carta Costituzionale". Vigarani però dice anche che sarebbe "importante che l'amministrazione provinciale" diventasse "protagonista dell'iniziativa attraverso un formale patrocinio e la presenza con il gonfalone". Finora al Gay Pride hanno aderito PD (e anche i suoi giovani che sfileranno con un carro ad hoc), PRC, SD, Sinistra Universitaria e CGIL.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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