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Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore – Corriere di Bologna

Monteventi “celebra” le nozze laiche. La Lenzi: folklore
In Piazza dell’Unità i “matrimoni di fatto” del candidato BCL
C’è anche la pasionaria no Gelmini Mascagni
di Daniela Corneo, Corriere di Bologna, 31 Maggio 2009

Una Piazza dell’Unità multicolor. In tutti i sensi. Per l’arcobaleno della bandiera-manifesto del movimento omosessuale appesa agli alberi che fanno da cornice al campo da basket. E per la variopinta popolazione del cuore della Bolognina, che ieri pomeriggio s’è affacciatta all’evento di Bologna Città Libera con curiosità e i cellulari pronti a inunortalare l’evento.

Perché ieri il candidato sindaco Valerio Monteventi ha unito simbolicamente 17 coppie (cinque gay, due lesbiche e dieci eterossessuali) che al termine della “celebrazione” laica hanno firmato un registro simbolico. Verrà spedito alla sede elettorale di Flavio Delbono, aspirante successore di Cofferati per il PD. “Così nella sua sede – spiega Maurizio Cecconi, candidato della lista BCL e novello “sposo” – ci sarà almeno un documento con la parola omosessuale”.

Tutte in fila, chi con un mazzo di fiori, chi in abito da cerimonia e chi in vestiti casual, qualcuno con gli anelli da scambiarsi con il compagno/a e qualcun altro commosso proprio come succede nei matrimoni tradizionali, una a una le coppie hanno pronunciato il loro “sì” davanti a un Monteventi in scarpe da ginnastica, camicia color lavanda e in mano il megafono per pronunciare la formula. “Le coppie – ha detto l’ex PRC al pubblico della Bolognina – si sono impegnate a sostenersi reciprocamente, in salute e quando si è ammalati, in ricchezza e in povertà”. Bacio appassionato, lancio del riso, foto di rito, qualche lacrimuccia, i tortellini con il simbolo del candidato consigliere Cecconi a far da bomboniera. E un fragoroso applauso alle coppie più note che si sono unite sotto lo sguardo di Eva Robin’s: Marzia Mascagni, la maestra “pasionaria” delle Longhena, Sergio Spina, consigliere provinciale ex PRC al suo secondo sì (il primo, ufficiale, in Comune) con sua moglie e lo stesso Cecconi, che è stato seguito anche dalla sorella (che si è “sposata” con il suo compagno tenendo in braccio il figlio), e dal fratello che si è unito con la fidanzata.

“Già nel ’95 – ricorda Monteventi – in questa città si parlava di firma sul registro delle unioni civili, la proposta arrivò in consiglio, ma i cattolici di tutti gli schieramenti bloccarono la proposta: siamo qui per rilanciare la questione”. A stroncare l’iniziativa “Monteventi unisce” ieri sono state le donne del PD bolognese: “Inutile folklore, non fa bene a nessuno, nemmeno a loro”, ha liquidato l’evento la parlamentare Donata Lenzi.

Maurizio Cecconi mentre fa l'appello delle coppie

Monteventi: sfido Delbono, “sposo” 20 coppie di fatto

Monteventi: sfido Delbono, “sposo” 20 coppie di fatto
Corriere di Bologna, Daniela Corneo, 24 Maggio 2009
Laicità. Sabato prossimo in Piazza dell’Unità. Ci sarà anche Eva Robin’s
Registro delle unioni, gay e non, andrà al candidato PD

All’inizio ci furono i PACS, patti civili di solidarietà. Che diventarono DiCo, diritti e doveri delle persone conviventi. Che a loro volta (dopo l’intervento della senatrice PD Paola Binetti) si trasformarono in DiDoCo, diritti e doveri della coppia. Adesso è la volta dei Monteventi. O meglio, dei Monteventi unisce. Perché alle 17 di sabato 30 maggio il candidato indipendente ed ex PRC Valerio Monteventi, sostenuto nella corsa per Palazzo d’Accursio dalla lista Bologna Città Libera, si trasformerà in un sacerdote laico, indosserà la fascia (multicolore stavolta, quella del movimento omosex) e unirà le coppie di fatto. Omosessuali ed eterosessuali. Cornice dell’evento: Piazza dell’Unità, cuore della Bolognina rossa, scelta non per questioni politiche ma per il nome. Ospite d’onore (qualcuno avrebbe tanto voluto fosse la madrina) Eva Robin’s. Hanno già chiesto di aderire al rito collettivo una ventina di coppie, sia omosessuali che eterosessuali, ma la lista che sostiene Monteventi ne recluterà altre tutta la settimana.

L’ex Prc, che la mattina sarà invece impegnato in un matrimonio vero nella Sala Rossa di Palazzo d’Accursio, li “sposerà” pronunciando una formula studiata per l’occasione: “Queste persone si impegnano simbolicamente a sostenersi reciprocamente”. I novelli “sposi” firmeranno quindi un registro informale che verrà spedito direttamente alla sede elettorale del candidato sindaco del PD, Flavio Delbono. Una scelta con un chiaro intento politico e un messaggio al Partito Democratico, perché, almeno a Bologna, una delle capitali del movimento gay, il centro-sinistra torni a occuparsi dei diritti delle coppie di fatto e degli omosessuali. Per festeggiare le coppie unite da Monteventi verrà regalato un quintale di “tortellini gay” con i nomi dei candidati omosessuali della lista Bologna Città Libera.

“Non è la prima volta che faccio una cosa di questo tipo – racconta Monteventi – : lo feci già nel ’95, quando il Cassero era a Porta Saragozza e con Marcella Di Folco sposai due coppie gay. Il Parlamento Europeo aveva da poco dato l’ok alle unioni civili e speravamo che il Consiglio Comunale arrivasse a una delibera in merito”. Così non fu. E non lo è ancora. Da qui la decisione di spedire il registro che verrà firmato sabato a Delbono. “E’ un modo per sensibilizzare i democratici su una tema sentito da molti bolognesi – continua Monteventi – : se ne parla da 15 anni e per l’interferenza delle correnti cattoliche si è sempre fatta marcia indietro e oggi forse quelle pressioni sono più forti”.

Maurizio Cecconi, consigliere di Arcigay candidato in consiglio per Bologna Città Libera, che sabato si “sposerà” con il suo compagno Tomas, aggiunge: “Nel suo programma Delbono evita di usare parole come gay, lesbica e trans”.

Monteventi torna invece all’attacco delle amministrazioni che si sono succedute da metà degli anni Novanta a oggi: “Il Comune di Bologna in tutti questi anni non ha mai portato a termine la scelta di istituire un registro delle unioni civili”. L’unica possibilità, per chi Io chiede e Io vuole dichiarare, resta il registro dell’anagrafe che riconosce la convivenza per “vincoli affettivi”.

Per la democrazia e contro la disinformazione – Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione

“PER LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA DISINFORMAZIONE
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE
IMPOSTO DAL PREFETTO E DAL SINDACO”

Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera,
sul sit-in odierno in Piazza Maggiore contro il divieto di manifestazione

“Bologna Città Libera ha violato con un sit-in, oggi pomeriggio, la direttiva del Ministro dell’Interno Maroni (che lede l’articolo 17 della Costituzione sul diritto a manifestare) e l’ordinanza applicativa emanata dal prefetto Tranfaglia (che vieta le manifestazioni in centro a Bologna il sabato pomeriggio e la domenica). Questa ordinanza è stata varata d’intesa con le amministrazioni locali guidate dal Partito Democratico nell’ambito del Comitato provinciale per l’Ordine Pubblico. Si tratta di un’ordinanza “abnorme”, secondo giuristi e costituzionalisti, ma che è stata difesa dal PD con un odg approvato dal Consiglio Comunale in cui non si chiede il ritiro del provvedimento“, queste le parole di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera.

Bologna Città Libera invita le cittadine e i cittadini a manifestare per la democrazia e contro la disinformazione e a partecipare ai prossimi sit-in che romperanno ancora il divieto di manifestazione.

In questi giorni la Doxa sta effettuando un sondaggio telefonico a Bologna sulle elezioni amministrative. Chiede a chi risponde se si conoscono i candidati a sindaco e per quale si voterebbe, ma ne “dimentica” due.

“La Doxa ha il dovere morale di rendere noto chi è il committente di questi sondaggi che creano confusione e che producono disinformazione”, chiede con forza Monteventi.

La diretta della manifestazione è stata diffusa dal sito www.bolognacittalibera.org e attraverso lo spazio Twitter www.twitter.com/bocittalibera che Bologna Città Libera, primo movimento politico a Bologna ad averlo fatto, apre oggi per l’occasione e che vuole essere un modo per permettere a chi non ha potuto esserci di aderire e partecipare idealmente a questa battaglia di democrazia.

Per la democrazia e contro la disinformazione. Bologna Città Libera rompe il divieto di manifestazione – La diretta

PER LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA DISINFORMAZIONE
ROMPIAMO IL DIVIETO DI MANIFESTAZIONE

Diretta del sit-in
A cura di Maurizio Cecconi

  • Il sit-in si è sciolto. Per foto e video e comunicati stampa, si rimanda al sito di Bologna Città Libera www.bolognacittalibera.org
  • Dopo tanto attendere, l’esito è che la polizia non vieta nulla. L’ordinanza del prefetto è decaduta.
  • “Elemosiniamo un fermo della polizia facendo un giro del crescentone”, Serafino D’Onofrio
  • E’ arrivato Roberto Panzacchi, consigliere comunale
  • “Sono qui per condividere insieme a voi questo momento di rivendicazione della libertà di espressione”, una manifestante
  • Continuano ad aggiungersi altri manifestanti: siamo a 200 persone
  • “Piazza Maggiore è un luogo che vogliam poter vivere tutti i giorni”, un manifestante
  • Maria Laura Valente (Comitato Libera Pratello): “Negare l’evidenza ha come unico effetto di calare un’oscurità minacciosa sulle coscienze”
  • “La poesia è non delegare agli altri l’immaginazione” Pino De March
  • “La politica è la capacità d’immaginare un mondo diverso”, Pino De March
  • “La politica è subordinata ai poteri forti, anche a Bologna”, Valerio Monteventi
  • “Tutti i luoghi che sono vietati dall’ordinanza verranno usati per manifestare”, Valerio Monteventi
  • Sullo sgabello Valerio Monteventi, candidato sindaco di Bologna Città Libera: “Ciò che stiamo attuando oggi è un bell’esempio di democrazia”
  • “Senza dibattito si creano i nuovi Berlusconi”, un manifestante
  • Alcuni bambini mi si avvicinano per chiedere: “Cosa fai?”, quando glielo spiego annuiscono
  • Si continua a chiedere l’intervento della polizia per far rispettare l’ordinanza del prefetto. Ma la polizia non interviene.
  • Circa 100 manifestanti, sorridenti e determinati
  • Sullo “sgabello della democrazia” stanno salendo in tanti a prendere la parola contro l’ordinanza Maroni-Cofferati
  • Maria Laura Valente (Comitato Libera Pratello): “Dobbiamo tutti prendere coraggio; prendete la residenza per votare a Bologna e farci valere”
  • Un manifestante: “Bologna è più assopita”
  • Bifo: “Da 49 minuti stiamo violando l’ordinanza fascista e liberticida”
  • Bifo: “Evidente tentativo di disinformazione”
  • Bifo: “Denunceremo la Doxa e chi ha commissionato questo sondaggio”
  • Serafino D’Onofrio: “Ora vi leggiamo un sondaggio della Doxa dove si dice che ci sono solo 4 candidati a sindaco”
  • Art. 17 della Costituzione: I cittadini hanno diritto di riunirsi liberamente
  • “La normativa Maroni-Cofferati è da ritenersi decaduta”. Bifo
  • “La normativa Maroni ci fa ridere”, Bifo
  • “Il Prefetto, il sindaco e la presidente della provincia hanno accettato la direttiva Maroni, primi in Italia”
  • “Stiamo violando una direttiva chiaramente anti-costituzionale”, Bifo
  • “Stiamo violando la normativa Maroni resa esecutiva da Cofferati”, Bifo
  • “Le borse piene di danari” dei candidati del PD e del PDL e di Guazzaloca sono uno schiaffo morale ai disoccupati
  • Arriva la polizia
  • Delbono, Cazzola, Guazzaloca spenderanno centinaia di migliaia di euro per la campagna elettorale, anche se siamo in piena crisi
  • Per il diritto di manifestare non solo per chi migliaia di euro per affittare un palazzetto dello sport
  • Aperto lo striscione Bologna Città Libera
  • Valerio Monteventi contro l’ordinanza del prefetto approvata col consenso del PD, al megafono
  • Bifo e Valerio Monteventi al sit-in con cartelli e manifesti
  • Mamme e bambini al sit-in
  • E’ arrivato Tiziano Loreti, ex segretario del PRC di Bologna
  • E’ arrivato Serafino D’Onofrio, consigliere comunale
  • Cominciano ad arrivare alla spicciolata, allertati da mail e da sms, i manifestanti per la democrazia e contro la disinformazione elettorale
  • Moltissima gente in piazza, in questa splendida giornata. Chiacchierano sul crescentone. Le donne dell’UDI fanno un banchetto e danno mimose
  • In Piazza Maggiore, connesso a Iperbole Wireless, per raccontarvi la diretta del sit-in. Oggi rompiamo il divieto di manifestazione. Maurizio Cecconi
  • C’è il sole. Splendida giornata per manifestare

Testamento biologico: Bologna Città Libera ne deposita 210 in Comune. Il vice-sindaco Paruolo (PD) apre alla possibilità di un ufficio che li raccolga

TESTAMENTO BIOLOGICO. “COMUNE BOLOGNA APRA UFFICIO AD HOC”
RICHIESTA DELLA LISTA BOLOGNA CITTA’ LIBERA,
CHE HA RACCOLTO 210 MODULI

DIRE, Bologna, 2 Mar. – Aprire un ufficio comunale a Palazzo d’Accursio che raccolga il testamento biologico dei bolognesi. E’ la richiesta di Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, che questa mattina, insieme a Serafino D’Onofrio, ha presentato i risultati della serata di martedì, quando nel corso di un convegno in Cappella Farnese sul testamento biologico sono state raccolte 210 dichiarazioni di volontà. Il fascicolo è stato portato questa mattina al Protocollo generale del Comune, per essere consegnato al sindaco Sergio Cofferati. “Il nostro obiettivo – spiega Monteventi – è far aprire un ufficio comunale che abbia questo compito, dove i cittadini possono consegnare le proprie volontà”. A occuparsene dovrebbe essere il neo vice-sindaco Giuseppe Paruolo, assessore alla Sanità e alle Politiche sociali. “L’ex vice-sindaco Adriana Scaramuzzino – sottolinea Monteventi – si era già dimostrata disponibile”. E anche il sindaco di Monzuno Andrea Marchi (PD) si è detto disponibile ad accettare i cinque testamenti biologici dei cittadini del suo Comune che li hanno consegnati martedì sera in Cappella Farnese. L’impegno della lista Bologna Città Libera, annuncia dunque Monteventi, è di raccogliere le firme per una delibera popolare che istituisca l’ufficio comunale per i testamenti biologici, come è stato fatto a Roma. “Adesso non c’è tempo, perché siamo a fine mandato – spiega Monteventi – ma è l’impegno che ci prendiamo per l’inizio del prossimo mandato”. Dei 210 moduli raccolti martedì sera, 95 sono stati compilati da donne e 80 da uomini; a questi ne vanno aggiunti 35 di residenti in altri Comuni. Tra i politici bolognesi, il testamento biologico è stato compilato dai candidati sindaco Monteventi e Gianfranco Pasquino, dai consiglieri comunali D’Onofrio e Roberto Panzacchi, dai consiglieri provinciali Sergio Spina, Vania Zanotti e Sergio Caserta, da Monica Mischiatti dei Radicali, dal segretario provinciale dello SDI Franco Franchi, dall’ex segretario del PRC Tiziano Loreti e dalla ex deputata di SD Katia Zanotti.

www.fammiscegliere.com

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TESTAMENTO BIOLOGICO. BOLOGNA, PARUOLO APRE SU UFFICIO AD HOC
SU PROPOSTA MONTEVENTI “GIUSTO CHE SI ESPRIMA CONSIGLIO COMUNALE”

DIRE, Bologna, 2 Mar. – Giuseppe Paruolo, vice-sindaco del Comune di Bologna, non si sbilancia ma appare possibilista sulla creazione di un ufficio ad hoc che accolga i testamenti biologici dei cittadini bolognesi. Rispondendo alla richiesta giunta in mattinata da Valerio Monteventi, candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, Paruolo afferma: “Credo che in questo caso sia giusto si esprima il Consiglio comunale”. Il vice-sindaco, che valuta “positive le sollecitazioni” che arrivano su questo tema, sottolinea che la Conferenza socio-sanitaria della Provincia di Bologna ha attivato un tavolo di lavoro per discutere della questione del testamento biologico. In ogni caso, ci tiene ad aggiungere Paruolo, “è giusto che sia il Parlamento ad esprimersi su questioni del genere: le azioni a livello locale sono sempre meno incisive. La discussione si può avviare in città se il Parlamento non dà indicazioni”.

Giuseppe Paruolo, vice-sindaco di Bologna e assessore alla sanità

Bologna, divieto di manifestazioni. Il PD assolve se stesso e il Prefetto

BOLOGNA. MANIFESTAZIONI, PD E MANCUSO “ASSOLVONO” PREFETTO
MONTEVENTI E CARELLA SI UNISCONO CONTRO GIRO DI VITE SULLE PIAZZE

DIRE, Bologna, 26 Feb. – Il PD di Bologna e l’assessore alla Sicurezza di Palazzo d’Accursio, Libero Mancuso, attaccano il Ministro degli Interni ma difendono il Prefetto Angelo Tranfaglia. Mentre la sinistra in Consiglio comunale incassa l’appoggio del capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, nel chiedere il ritiro dell’ordinanza prefettizia che limita gli orari e i luoghi delle manifestazioni sotto le Due Torri nei week-end. Anzi, Carella è uno dei più combattivi e chiede che il Consiglio acquisisca i verbali delle audizioni che il Prefetto ha fatto con le forze politiche e sociali. “Tutta la città è arrabbiata per questa ordinanza – afferma l’azzurro – voglio capire chi ha dato il suo consenso”.

E così Valerio Monteventi, consigliere comunale e candidato sindaco di Bologna Città Libera, che ha stilato un ordine del giorno per chiedere al Prefetto il ritiro dell’ordinanza, si trova l’appoggio di Carella anche se l’idea di un’alleanza con la destra proprio non va giù all’ex portavoce del Bologna Social Forum. Sia la sinistra sia il capogruppo FI, tra l’altro, scaricano gran parte delle responsabilità sul sindaco Sergio Cofferati, d’accordo con il Prefetto. E’ così è il PD che si oppone all’odg Monteventi, di cui si è discusso questa mattina in commissione Affari istituzionali del Comune. Anzi, i democratici dovrebbero presentare lunedì in Consiglio un loro documento insieme a Sinistra Democratica. La posizione del PD è chiara e ricalca quella della CGIL: la colpa è di Maroni che ha fatto una direttiva “incostituzionale”. Non si può additare il Prefetto di Bologna come responsabile, perché “è solo un esecutore”. Sulla stessa linea anche Mancuso. “Le indicazioni del ministro non hanno cittadinanza giuridica attacca Mancuso – sono l’esempio di una cultura contraria al diritto di manifestare il pensiero. Purtroppo non è una novità, siamo abituati a queste scorrerie da parte del Governo Berlusconi”. L’ordinanza del Prefetto, invece, sostiene l’assessore, “fa lo sforzo di far rientrare questi divieti nel perimetro della Costituzione. Ed è da apprezzare”. Dal canto suo, il capogruppo del PD Claudio Merighi chiede “alla sinistra di ragionare. Concordo sul fatto che bisogna fare un argine contro il Governo di centrodestra, ma voi questo argine lo volete far passare su Cofferati“. Da qui l’ennesima spaccatura con la Sinistra. Come sempre a metà strada SD, che con Gian Guido Naldi critica l’ordinanza del Prefetto (“Non ci convince”) e ne chiede una parziale modifica, ma indica nel ministro il principale responsabile della situazione. Monteventi però non si dà per vinto e ribadisce che i limiti alle manifestazioni nei week-end “è un’interpretazione tutta bolognese della direttiva Maroni”. E aggiunge: “L’ordinanza del Prefetto non fa differenze tra banchetti, presidi o cortei. Li mette tutti sullo stesso piano”. Con lui Serafino D’Onofrio del Cantiere (“Il Prefetto ha inasprito le pesanti disposizioni liberticide del ministro”) e Roberto Sconciaforni del PRC, che invita tutte le forze politiche e sociali a una “mobilitazione di massa contro la direttiva e l’ordinanza”. Sulle barricate, come detto, anche Carella. “E’ stata offesa la sensibilità millenaria di questa città – attacca l’azzurro – impedendo l’uso di Piazza Maggiore, che è la culla delle manifestazioni bolognesi. E’ una cosa che grida vendetta”.

Roberto Maroni e Sergio Cofferati

Bologna, scissione in Rifondazione. Loreti verso Bologna Città Libera

La lunga notte del Comitato Politico Federale si è chiusa con le dimissioni del segretario cittadino. A prevalere è stata la linea che vuole il dialogo con il Pd alle prossime amministrative. Con Tiziano Loreti escono una decina di componenti del comitato tra cui Giuseppina Tedde, ex assessore della Provincia. La vittoria della linea di Ugo Boghetta è stata di misura: 35 contro 25 (5 voti aveva ricevuto una mozione di mediazione). Dovrebbero lasciare il partito anche il capogruppo a Palazzo Malvezzi Sergio Spina e Marzia Mascagni, responsabile scuola. Il loro futuro potrebbe essere nella lista Bologna Città Libera. | Fonte Radio Città del Capo

Tiziano Loreti

Elezioni amministrative a Bologna. Dove va Rifondazione?

Questa sera il Comitato Politico Federale del PRC dovrebbe decidere la sua linea per le prossime elezioni amministrative: correrà da solo o con il Partito Democratico?

Aprirà i giochi Tiziano Loreti, il segretario di Rifondazione, di cui si conoscono le posizioni dure rispetto al PD. I paletti indicati da Loreti per impostare il confronto con Delbono sono netti: lotta alla crisi economica e al precariato, ma anche finanziamenti solo alla scuola pubblica, no al passante, laicità come punto centrale. Poco proponibili, questi ultimi punti, al Partito Democratico. 250 firme di militanti e iscritti sono in calce ad un documento che condivide queste posizioni, più vicine alla linea della lista Bologna Città Libera.

A quattro mesi dalle elezioni, questa sera potrebbe esserci il chiarimento definitivo e per Loreti potrebbe consumarsi la rottura con esiti imprevedibili, compreso il suo abbandono da Rifondazione. Se il suo documento venisse sfiduciato, infatti, si andrebbe a congresso. Roberto Sconciaforni, capogruppo di Rifondazione in Consiglio comunale, non vuole fare previsioni su quello che accadrà stasera ma precisa che una linea il partita se l’era già data e contemplava di aprire il confronto in città con la sinistra e con il PD. | Fonte Radio Città del Capo

Una manifestazione di Rifondazione Comunista

L’elettorato gay a Bologna. Né come Montanelli né come Cipputi

Discutendo del tema “elezioni amministrative a Bologna e persone omosessuali, bisessuali e transessuali”, sono uscite delle considerazioni che reputo molto significative. Pur comprendendole, non le condivido. I dubbi amletici che “trafiggono” in questo momento le persone lgbt sono questi: votare o non votare la coalizione ulivista che ha come candidato sindaco il cattolico Flavio Delbono? Se perde l’Ulivo a Bologna, avanzerà la destra in città e in Italia? Esiste un’alternativa alla coalizione ulivista?

Voglio qui scrivere un paio di pensieri sulle questioni sollevate e ambire a fornire delle risposte dal carattere pubblico.

La prima obiezione sollevata è che la vittoria della destra a Bologna rappresenterebbe un passo in avanti verso la fascitizzazione dell’Italia.

La destra a Bologna ha già vinto una volta, con Guazzaloca. Se vincerà, vincerà nuovamente con Guazzaloca – tutti i sondaggi registrano l’impossibilità per Cazzola di arrivare al ballottaggio – . Guazzaloca non è di destra (è di centro come il PD, qualunque cosa significhi “centro”) e ha governato la città (questa è la mia personale opinione) facendo politiche meno conservatrici del PD che ha eletto Cofferati. Quindi meno dannose. Se abbiamo sopportato come gay, lesbiche, bisex e trans, Cofferati per cinque anni andandoci anche talvolta a braccetto, non abbiamo niente da spaventarci per un possibile arrivo di un Guazzaloca-bis. Non sarà un’altra giunta mediocre come l’attuale a far sparire il movimento per i diritti civili e per le libertà dell’individuo, forte e storicamente consolidato da più di trent’anni sotto le Due Torri.

Non per questo dobbiamo rinunciare a ragionare su quale situazione politica sarebbe ottimale per il movimento. Semplicemente, ricordiamocelo, quando qualcuno farà dell’allarmismo coercitivo e vagamente intimidatorio, invocando il voto utile, l’unità delle sinistre, la destra che avanza e tutto distrugge, etc…

La seconda obiezione è che non esiste un’alternativa al PD+SD+PSI++PRC+VENDOLIANI+VERDI = ULIVO e che se anche esiste, è inutile farla crescere e appoggiarla perché è meno probabile che vinca.

Una coalizione ulivista al governo dell’Italia l’abbiamo già avuta tre volte. E’ servito a qualcosa? A noi è servita a qualcosa? Ha portato dei cambiamenti reali nella vita delle persone LGBT? Cambia qualcosa se stavolta l’edizione ulivista è locale, sul territorio bolognese, invece che nazionale? Non ci sono gli stessi veti, le stesse ingerenze, le stesse paralisi costruite sulle richieste delle persone LGBT? Gli stessi tradimenti della laicità costituzionale? Io li vedo e non posso concordare che la soluzione stia nel turarsi il naso alla Montanelli e nel porgere le chiappe alla Cipputi. Credo nella costruzione di un’alternativa di sinistra autonoma dai partiti che hanno fatto la rappresentanza elettorale del novecento o che ne sono i figli. Credo che in questa nuova autonomia ci siano le nostre possibilità di creare nuovi spazi di libertà e di liberazione e di riavviare un discorso pubblico capace di innovare le richieste di giustizia delle persone. Richieste che sono vive e vegete come sempre, ma che non hanno voce e rappresentanza. Bologna Città Libera si presenta alle elezioni per fornire alle istanze di uguaglianza il posto che meritano nella nostra comunità: al centro del nostro agire.

Cosa le costa provare Flavio Delbono?

Englaro: “Grazie a Beppino”, in 200 in piazza a Bologna

ANSA, Bologna, 10 Feb. – Un presidio in piazza del Nettuno a Bologna (in contemporanea con altre cinque piazze italiane) per confermare la vicinanza a Beppino Englaro e al presidente della Repubblica anche con una poesia di Roberto Roversi “dedicata a chi assiste i morenti”. A organizzarlo è stata la Consulta di bioetica che, nonostante la morte di Eluana, ha deciso di non rinviare l’iniziativa perché “è il tempo del rispetto, ma non del silenzio”. In piazza si sono radunate quasi 200 persone, alcune con cartelli a favore della separazione tra Stato e Chiesa, altre con volantini attaccati al petto contro il Governo, come “Pian pianino ecco il golpino”. In mezzo qualche bandiera dei Radicali, dell’associazione Luca Coscioni, dell’Unione degli atei e agnostici e del Prc. Tra i presenti anche Franco Grillini e Aurelio Mancuso, ex e presidente attuale di Arcigay e alcuni consiglieri dell’Altrasinistra del Comune di Bologna come Serafino D’Onofrio, Roberto Panzacchi, Valerio Monteventi, Roberto Sconciaforni. “Di fronte alle grida degli sciacalli che si leveranno ora ancora più forti, bisogna continuare a portare avanti la battaglia di civiltà e legalità dei genitori di Eluana – ha ribadito la Consulta in una nota – e di quanti credono nel bene fondamentale della libertà individuale”. A chiusura del sit-in sono stati letti i versi del poeta bolognese: “Ferito mi rialzo, colpito non mi abbandono, posso deviare la freccia che mi cerca e non arriva al cuore”.
La campagna
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Maurizio Cecconi
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