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Divieto di piercing: l’assessore Santandrea risponde alla lettera inviata a Cofferati – Quali sono gli operatori sanitari abilitati?
COMUNE DI BOLOGNA
Attività Commerciali, Turistiche e Marketing UrbanoAlla cortese attenzione di
Sig. Maurizio CecconiL’Assessore
Bologna, 19 set. 08Oggetto: risposta a sua lettera del 23 luglio 2008.
Gentile Sig. Cecconi,
in relazione alla sua lettera inviata al Sindaco il 23 luglio ultimo scorso, sono a precisare che la disposizione oggetto di contestazione, che con analoga formulazione è già presente nell’Allegato E del vigente Regolamento d’Igiene per la tutela della salute e dell’ambiente, è presente nelle Linee Guida per l’esercizio delle attività di tatuaggio e piercing, approvate con deliberazione di Giunta Regionale del 11 aprile 2007.
Nelle Linee Guida veniva richiesto ai Comuni di adeguare tempestivamente i propri regolamenti al fine di assicurare nel territorio della regione una regolamentazione omogenea dell’attività, a salvaguardia della salute pubblica.
Il contenuto delle Linee Guida, con scopi di prevenzione da infezioni ed altri rischi connessi a pratiche invasive quali quelle in questione, entra con valenza integrativa nei Regolamenti Comunali e non può essere disconosciuto dagli stessi.
La formulazione è stata condivisa nel Tavolo Provinciale per la elaborazione del Regolamento Tipo per la disciplina delle attività di Estetisti Acconciatori, Tatuaggio e Piercing, e si trova attualmente inserita nel Regolamento Comunale, nel frattempo approvato, che entrerà in vigore il primo di ottobre.
Entrando nel merito della sua contestazione, ovvero del presunto divieto anche a maggiorenni di apporre piercing nelle parti intime, sottolineo che proprio nel contesto della Commissione Attività Commerciali e Produttive cui lei fa riferimento nella sua missiva, si è sottolineato come non si tratti di un divieto assoluto della pratica, ma di un divieto per chi svolge l’attività di tatuatore e piercier di effettuare queste operazioni in zone del corpo che richiedono particolari cautele in fase di esecuzione e di cicatrizzazione, per cui è necessario che vengano effettuate da operatori sanitari, in possesso di adeguata formazione medica. Si tratta quindi proprio di stabilire regole più incisive nei confronti degli esercenti, sotto il profilo della tutela della salute pubblica, come da lei stesso auspicato.
Io stessa, nel corso della medesima Commissione, mi sono resa disponibile ad attivarmi, accanto all’assessore Paruolo, perché la Regione Emilia-Romagna, competente sotto il profilo sanitario, individui soluzioni in grado di garantire che queste operazioni “chirurgiche” possano essere effettuate in tutta sicurezza.Dott.ssa Maria Cristina Santandrea
Assessore al Commercio, Turismo e Marketing Urbano
Bologna,
27 settembre 2008.
Gentile assessore Santandrea,
grazie per la sua risposta alla mia lettera indirizzata al sindaco Sergio Cofferati.
Come ho avuto modo di argomentare in un mio precedente articolo, la vicenda dei piercing ai genitali vietati anche alle persone maggiorenni ha visto il Comune di Bologna protagonista di una pessima restrizione delle libertà personali.
Per il momento, non convince la sua risposta che il Comune non vieta, ma impone l’obbligo di rivolgersi presso degli operatori sanitari abilitati. Se così fosse, le chiedo gentilmente di fornirmi l’elenco degli operatori sanitari abilitati, affinché sia reso pubblico. Sarà mia premura farlo anche dalle pagine di questo sito.
Vorrebbe così dimostrata la volontà del Comune di Bologna di non impedire una pratica effettuata in tutta consapevolezza da persone adulte e che l’azione amministrativa è esclusivamente rivolta a prevenire problemi alla salute pubblica e a far sì che i piercings siano effettuati in condizioni sanitarie ottimali.
Altrimenti, se operatori sanitari abilitati non esistono al momento, non si può che trarre la conclusione di essere di fronte a un imbroglio, che nasconde dietro la triangolazione Regione Emilia-Romagna/Comune di Bologna/ASL il riuscito tentativo di imporre una visione moralistica del ruolo degli enti locali, impegnati a limitare le libertà individuali.
Nell’attesa dell’elenco degli operatori sanitari abilitati, le invio i miei sinceri auguri di buon lavoro.
Maurizio Cecconi
www.puta.it

Bologna, divieto di piercing: la ASL offre una mano alla Giunta Cofferati
Le linee guida regionali infatti impongono il divieto di effettuare piercing nelle parti intime a meno di non rivolgersi ad operatori sanitari autorizzati; allo stato attuale, non esiste un solo operatore sanitario autorizzato. Di fatto, il regolamento non potrebbe essere più restrittivo.
Il regolamento comunale invece non vieta esplicitamente alcuna pratica. Rimanda alle decisioni della ASL, che ora sono arrivate e danno man forte alle politiche repressive delle due Giunte, regionale e comunale.
Sotto le Due Torri sono vietati i piercing ai genitali, ai capezzoli e alle palpebre, ma anche i tatuaggi estesi a tutto il corpo. Lo stabilisce l’Ausl di Bologna che ha prodotto le schede tecniche divenute parte integrante del nuovo regolamento comunale per le attività di acconciatore, estetista, tatuaggio e piercing.
Il rimpallo di responsabilità tra le due amministrazioni e la delega alla ASL in merito a decisioni politiche hanno prodotto quanto avevamo maggiormente temuto: l’approvazione di un regolamento bigotto e codino, che limita le libertà individuali e tratta i cittadini maggiorenni come bambini sotto tutela dello regione/comune-padre/autoritario.

Bologna, divieto di piercing: il Comune chiede alla Regione un cambio delle norme
Un sostanzioso passo in avanti su una questione che aveva infiammato il dibattito sia civile che politico.
Non va smarrita la consapevolezza che alla prossima occasione l’amministrazione Cofferati continuerà a distinguersi per arroganza e illiberalità. Perché, si sa, i cittadini son bambini a cui va vietata la cioccolata. Vanno mandati a letto presto, possibilmente al calare della sera.

Fuoco laico sulle norme anti-piercing
Le nuove norme su piercing e tatuaggi come i manganelli: tante polemiche e poi il rischio che tutti resti sulla carta. Tanto che le norme approvate nei mesi scorsi dalla giunta non convincono del tutto neanche l'ala laica del Pd. "Ancora una volta lanciate messaggi moralistici allucinanti e poi, dopo aver conquistato le pagine nazionali dei giornali, si fa il passo indietro: e poi magari neanche si va avanti, applicando così la stessa logica di spray e manganelli". L'affondo è di Valerio Monteventi (indipendente del Prc), che attacca a testa bassa Giuseppe Paruolo e Maria Cristina Santandrea, rispettivamente assessore alla Sanità e alle Attività commerciali. "Chi siete voi per decidere se uno può fare una cosa o l'altra - incalza Monteventi - che competenza avete?". In realtà Monteventi si risponde da solo: "Siete dei bacchettoni e per di più dalla mente compressa". Nel nuovo regolamento comunale per le attività di estetista, acconciatore, tatuaggio e piercing si vieta in questi laboratori di agire su "su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe essere compromessa da tali trattamenti o in parti la cui cicatrizzazione sia particolarmente difficoltosa" (a definirle meglio sarà l'Ausl). Da tempo l'assessore al Commercio Santandrea ha precisato che "le parti intime sono evocate in questa norma in modo molto chiaro", ma per Monteventi il testo è volutamente generico. Per questo chiede di approfondire e propone una raffica di udienze conoscitive, in cui invitare persone e coppie che un piercing cel'hanno: sul pene, sulla lingua, al capezzolo. Motivo? "Capire il piacere che provano e l'eroticità che se ne guadagna". Infatti, affonda Monteventi "Dove mettiamo la bellezza di un tatuaggio che parte dall'ombelico e va in giù? Avete perso la bellezza di queste cose perché avete una vita chiusa". Sulla stessa linea anche Roberto Panzacchi dei Verdi e, un po' a sorpresa, autorevoli esponenti del Pd come Sergio Lo Giudice ed Elisabetta Calari. Per il presidente onorario dell'ArciGay, infatti, a prevedere regolamenti troppo restrittivi c'è il serio rischio di fare un regalo al mercato nero, visto che chi vuole fare un piercing in una "zona vietata" si recherà a chi opera di sottobanco. A replicare al fuoco di sbarramento congiunto tra laici del Pd e sinistra radicale sono gli assessori Santandrea e Giuseppe Paruolo, responsabile della Sanità. Paruolo si dichiara "leso" dall'intervento di Monteventi: "Temo si sia fatto prendere la mano", replica: non si può parlare di divieto", sottolinea l'assessore, si tratta solo che "sulle parti del corpo più critiche dal punto di vista sanitario si possa agire solo in contesti sanitari più importanti". Il resto sono tutte polemiche che finiscono per gonfiarsi mediaticamente: "Il Comune di Bologna rischia di rimanere al centro dell'attenzione - spiega - solamente perché ha recepito per primo quella che è una normativa regionale". Sulla stessa linea anche Santandrea per la quale "Abbiamo sempre incontrato le associazioni di categoria, non ci siamo alzati una mattina per partorire questa cosa in un "delirio di bacchettonismo"".
Divieto di Piercing a Bologna. Caro Sindaco Sergio Cofferati, così si restringono le libertà individuali
Il testo di una mia lettera aperta inviata al Sindaco,
sul divieto di piercing nelle "zone intime"
e sui capezzoli e sulla lingua
anche per le persone maggiorenni.
Fate girare e invitate a sottoscrivere.Caro Sindaco Sergio Cofferati,
la Commissione consiliare “Attività produttive” presto approverà un regolamento che vieta anche ai maggiorenni di apporre un piercing nelle “parti intime” (capezzoli, inguine e zone puberali) del proprio corpo.
Credo che dal momento in cui diventiamo uomini e donne maggiorenni possiamo disporre del nostro corpo come meglio crediamo.
Credo che il compito della politica sia di fornire informazione e di fare prevenzione, per tutelare chi compie scelte senza la necessaria consapevolezza.
Credo che la politica non debba mai impedire agli individui di gestire la propria vita in piena libertà.
Credo che la politica, nessuna politica, tanto meno una che potrebbe essere di sinistra, possa infrangere il principio all’auto-determinazione, che si concretizza anche e non solo nella pratica dei piercing e dei tatuaggi.
La Sua Amministrazione non è nuova a questa strategia. In passato, introdusse un inedito e inefficace proibizionismo cittadino sull’alcool. Oggi sembra accanirsi contro una pratica per lo più innocua e che anzi sa dare piacere estetico, erotico e sessuale, a chi la frequenta con i dovuti accorgimenti sanitari.
E proprio a informare su questi e a stabilire regole più incisive nei confronti degli esercenti poteva limitarsi il Comune di Bologna.
Bologna, un tempo celebre come città libertaria e nuova fucina di idee, riconquista la scena a causa di politiche repressive, da Lei promosse.
E’ un film già visto, come il finale: le libertà civili e individuali saranno ulteriormente contratte, a danno di tutti e tutte.
Come bolognese, continuerò ad augurarmi per il futuro di suo figlio Edoardo una città migliore, più dolce, più gentile, più rispettosa dei suoi cittadini e dei suoi abitanti.
Caro Sindaco, spero vorrà leggere queste poche righe.
In anticipo, La ringrazio per l’attenzione.
Maurizio Cecconi,
www.puta.it



