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Bologna, divieto di manifestazione. I sindacati di base: o sì al corteo o ricorso

Divieto di manifestare. La solidarietà di Bologna Città Libera alle donne
LA SOLIDARIETA’ DI BCL ALLE DONNE
IN LOTTA CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
Apprendiamo la notizia che il corteo di donne e lesbiche contro la violenza di genere che avrebbe dovuto concludersi sabato 7 marzo in Piazza del Nettuno, è stato obbligato dal Prefetto a spostarsi in Piazza Verdi.
Siamo dispiaciuti dal fatto che l’8 marzo, la festa delle donne, sia la prima occasione in cui s’esplicitano gli effetti liberticidi dell’ordinanza approvata dalla Prefettura, d’intesa con le amministrazioni locali del Partito Democratico. Alle donne e alle lesbiche che sabato e domenica scenderanno comunque in strada per reclamare una città tranquilla, dove vivere senza il timore della violenza maschile e senza gli effetti delle politiche basate sulla costruzione della paura, va la solidarietà del gruppo di uomini e donne lgbt (lesbiche, gay, bisex e trans) di Bologna Città Libera.
Siamo dispiaciuti ma non sorpresi. Abbiamo denunciato per primi gli effetti devastanti sulle libertà e sui movimenti che avrebbe avuto questa ordinanza. Continueremo a denunciare i mille trasformismi del PD, impegnato a condannare, a parole, il decreto Maroni e ad assecondarlo in città.

BOLOGNA. CORTEO DONNE LIMITATO DA PREFETTO, BCL: DISPIACIUTI
“SONO LE PRIME A SUBIRE ORDINANZA LIBERTICIDA, LA COMBATTEREMO”
DIRE, Bologna, 5 Mar. – Solidarietà alle donne dell’Assemblea cittadina donne e lesbiche che, proprio nella giornata a loro dedicata, sono costrette a fare i conti con gli “effetti libertici” della recente ordinanza della Prefettura bolognese. Bologna Città Libera, la lista del candidato sindaco Valerio Monteventi, si dice dispiaciuta che le prime a pagare siano proprio le donne, obbligate dalla Prefettura a modificare il percorso del corteo (doveva terminare in Piazza Nettuno, invece alla luce delle nuove regole arriverà in Piazza Verdi) in programma sabato sera per dire “no” alla violenza. “Siamo dispiaciuti – manda a dire Bologna Città Libera in una nota – del fatto che l’8 marzo, la festa delle donne, sia la prima occasione in cui si esplicitano gli effetti liberticidi dell’ordinanza approvata dalla Prefettura, d’intesa con le amministrazioni locali del Partito Democratico”. Bologna Città Libera ricorda quindi la propria battaglia: “Abbiamo denunciato per primi gli effetti devastanti sulle libertà e sui movimenti che avrebbe avuto questa ordinanza e continueremo a denunciare i mille trasformismi del PD, impegnato a condannare, a parole, il decreto Maroni e ad assecondarlo in città”. Intanto, uomini e donne del gruppo “Lgbt” (lesbiche, gay, bisex e trans) di Bologna Città Libera esprimono solidarietà “alle donne e alle lesbiche che sabato e domenica scenderanno comunque in strada per reclamare una città tranquilla, dove vivere senza il timore della violenza maschile e senza gli effetti delle politiche basate sulla costruzione della paura”.

Bologna, vietato manifestare in centro durante il fine settimana
Il Bologna, 18 Febbraio 2009



