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Articoli marcati con tag ‘Partito Democratico’

Pier, ma come parli?

Pierluigi Bersani

Pierluigi Bersani

Ricordatevi questa data: 5 settembre 2010. Ieri è nata la destra democratica in Italia e Bersani farfuglia: “governo tracheggia”; immaginifico: “basta coi giochi del cerino”.

Ma come parli? E’ nata la destra democratica! Adesso possiamo essere di sinistra!

Fai mente locale: uguaglianza, giustizia, laicità.

I fondamentali, Pier: non ci sono più scuse.

Emilia-Romagna, una clericale verso la presidenza della Commissione Pari Opportunità

Silvia Noè

Silvia Noè

Indiscrezioni giornalistiche danno Silvia Noè dell’UDC in prima fila per la presidenza della Commissione Pari Opportunità della Regione Emilia-Romagna. La candidatura fa parte della strategia del PD per allargare il campo delle alleanze politiche; non avendo potuto includere direttamente gli integralisti dell’UDC nella coalizione che ha vinto le recenti elezioni regionali, a posteriori offrono loro una poltrona.

E che poltrona! Importante per i diritti delle donne e delle persone lgbt, tematiche su cui, è noto ai più, il partito di Casini può vantare posizioni avanguardistiche in tema di diritti civili.

La Rete Laica Bologna ha ricapitolato con un comunicato stampa le posizioni in materia di Noè: è contraria al rinoscimento dell’omogenitorialità e delle coppie omosessuali, è contraria all’aborto e sulla pillola RU486 ha una posizione diametralmente opposta a quella della Regione, ha definito il Bologna Pride una manifestazione “di depravazione e di degrado”, è contraria al testamento biologico. I laici emiliani ne traggono dunque le dovute conseguenze:

Se diventerà presidente della Commissione Pari Opportunità, tanto vale che la Banda Bassotti venga nominata al Bilancio. Con questa ipotesi di alleanza/desistenza con l’UDC, si prospettano tempi ancor più bui, nella nostra regione, per la laicità.

Recentemente la Noè andata a protestare contro uno spettacolo teatrale, come ci ha mirabilmente raccontato Vincenzo Branà, perché conteneva una scena in cui Gesù dava un bacio a una donna devota. In quell’occasione, la barricadera Noè, dimentica della libertà d’espressione (anche artistica) sancita dalla nostra Costituzione, con slancio da crociata dichiarava: “Perchè non prendono di mira Allah?”. E infatti pochi giorni dopo, di mira Allah l’hanno preso, dando fuoco al Centro di Cultura Islamica. Certamente non è stata la prodigiosa Noè e altrettanto certamente le sue parole denotano un razzismo e un’intolleranza religiosa degna del più oscuro medioevo, che alimentano la paura e istigano ad azioni violente.

Katia Zanotti, da anni protagonista del movimento delle donne in città e presidente dell’Associazione per la Sinistra, saputa la notizia della candidatura della casiniana, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera alla redazione di Repubblica.

Nessuno scambio politico sulle libertà delle donne, sui diritti delle persone omosessuali, sulle libere scelte procreative è tollerabile in questa regione, per la storia importante di emancipazione, di liberazione, di difesa intransigente della laicità delle tante donne dell’Emilia Romagna. Le posizioni al riguado di Silvia Noè sono note e sono inconciliabili con questa storia. Le prove di alleanze allargate del PD, se in tale contesto dovesse stare l’indicazione di una esponente dell’UDC alla Commissione Pari Opportunità, sarebbero l’ennesima esibizione di un tatticismo del Partito Democratico emiliano e bolognese che risponde al vuoto evidentissimo di politica di questo Partito.

Da segnalare l’analisi di Fausto Anderlini, sociologo, vicino al PD, che lancia un allarme: con questa mossa (e altre simili) i voti del partito diminuiranno significativamente.

L’offerta alla Noè Silvia, la nota pulzella casiniana, delle “Pari Opportunità” regionali, con il nobile intento di allargare al centro il perimetro del centrosinistra, sembra essere una di quelle mosse che più controverse non si potrebbe. Un’Alea che rischia di lasciare al di qua del Rubicone una parte delle truppe. Come non bastassero quelle già disperse, ammuntinate, contumaci o disertate. Prendi un voto (forse) ne perdi due (sicuri).

I “laici” del PD sono “non pervenuti”: quando c’è da prendere una posizione diversa dagli ordini di scuderia, come per magia si fan di nebbia e aspettano che passi la burrasca. Che dire? Grazie mille, molto utili.

Franco Grillini, provocatoriamente attaccato da Noè per la sua strenua difesa dei diritti civili, replica serafico che “non sarà mai eletta coi voti dell’Italia dei Valori” e che quella poltrona dovrebbe essere occupata da una “donna laica, libertaria, di sinistra”.

Concordo in pieno con l’amico Franco.

Buone notizie: il PD risponde ai blogger

Mauro Zani

Mauro Zani

Mauro Zani, ultimo segretario della più grande federazione comunista occidentale e già commissario dei DS, quando persero la guida della città a favore del centrodestra guidato da Guazzaloca, ha aperto, un anno fa, un suo blog.

Zani è un blogger atipico, che si può permettere di non rispettare le regole base di una pubblicazione nella blogosfera: non troverete mai neanche un link, i suoi post hanno la forma dell’editoriale e non della conversazione che s’intreccia con altri dialoghi presenti in rete. Non usa i tags (il web semantico), la grafica è quanto di più scarno ed essenziale ci sia, ho dovuto chiedergli di cancellare il sottotitolo di default su wordpress e, per fortuna, Beppe Ramina gli ha suggerito di non scrivere i suoi lunghi articoli come un unico ininterrotto paragrafo, ma di spezzarli ogni tanto con un “a capo”, per facilitare la lettura. Ciò nonostante, Zani è giustamente un blogger molto seguito e se il successo si misura dalla quantità e dalla qualità dei commenti che riceve, rientra sicuramente fra i netcitizen più importanti di Bologna. I suoi articoli analizzano spesso le diverse vicissitudine politiche del capoluogo felsineo; non disdegna argomenti di interesse internazionale e, a mio giudizio, i suoi articoli sull’Afghanistan e sul Kosovo sono tra i migliori che potrete leggere su queste questioni poco dibattute quanto attuali.

Come ogni cittadino dotato di una connessione a internet, Zani usa questo spazio immenso e libero che è il www per pubblicare le sue riflessioni e condividerle con quanti vorranno leggerle. Le sue analisi politiche sono intelligenti, acute, ironiche, ed è già successo che fossero riprese e citate dalla stampa, che evidentemente lo segue. Niente di strano, anzi. Succede lo stesso per i blog di Ivan Scalfarotto o di Beppe Grillo, tanto per fare due esempi, con la differenza che loro fanno politica attiva, Zani si “limita” a ragionare per iscritto.

Il suo ultimo post, dedicato all’apertura del PD nei confronti di Giorgio Guazzaloca, ex avversario ora possibile alleato e/o candidato sindaco per una “coalizione dei migliori”, è stato rirpreso dalle agenzie di stampa e, immagino, oggi sarà sui giornali. Zani preconizza che “alla fine in un modo o nell’altro passerà la nottata delle elezioni. Ci sarà senz’altro un sindaco a Bologna. Si tratta però di vedere cosa resterà del PD. Forse poco. Meno di quanto ci si aspetti”.

Per Zani, il PD bolognese dovrebbe “aderire alla particolare situazione locale suscitando e mettendosi alla testa di un movimento di rinascita civica. Un civismo saldamente ancorato (per ideali e cultura) a sinistra, con le radici affondate in un senso comune che ancora esiste a Bologna, fatto di socialità e solidarietà, di tolleranza e buon senso, di volontà di confrontarsi con un futuro incerto, sempre più difficile. Un appello disinteressato ma non depoliticizzato, alla cooperazione e collaborazione. La costruzione di una trasversalità d’intenti. Alla luce del sole. Un patto per Bologna che rompesse, senza mezze misure e tatticismi deteriori con una progettualità, tanto casuale, quanto sedimentata nell’inerzia e nell’impotenza della politica. Naturalmente bisognava ammettere d’aver sbagliato”.

Quest’ultima considerazione, unita alla precedente – la definitiva e irreversibile trasformazione del Partito Democratico nella Democrazia Cristiana d’altri tempi -, deve avere scatenato allarme nelle accaldate stanze di Via Rivani, dove ha sede, a Bologna, il PD. E non è bastata l’ironia – “la gente già lo sa, e magari apprezzerebbe un’aperta ammissione di colpevolezza. Anche nei tribunali c’è lo sconto di pena per questo” – a far soprassedere i dirigenti locali, pronti alla severa replica, al “chiarimento” ad uso e consumo delle masse.

Ed è la replica la parte più curiosa di questa vicenda. Con un comunicato stampa, il PD Bolognese fa sapere di “non aver perso la bussola”, che loro parlano con tutti, ma non coi finiani che sono “un’altra cosa” (forse intendono di destra?), che se Guazzaloca è interessato al loro progetto per la città (quale non è specificato) ben venga. In altre parole, non smentiscono il fatto alla base dell’analisi di Zani e non scrivono cos’hanno in mente per Bologna. Non potrebbe esserci, dunque, conferma più autorevole. Scambiano per “consigli” indesiderati le opinioni, per quanto di spessore, espresse da un signore, per quanto importante, sul suo blog e a quelle riflessioni rispondono denunciando con vigore che “ogni giorno non mancano consigli su come il PD dovrebbe muoversi da qui alle elezioni amministrative, conditi dalla previsione di nefaste conseguenze se il partito non agisse come gli viene suggerito”. Ringraziano “sentitamente”, ma “la linea del partito è chiara”.

Giornalisticamente parlando, la vera notizia non è che esistono persone addentro alla politica che reputano le molteplici svolte centriste del PD come la fine, a sinistra, del più grande partito di massa. Infatti, lo credono in molti e Zani non è né il primo né l’ultimo. La vera e buona notizia è che il PD risponde ai blogger, almeno a quelli bolognesi. Ci seguono, ci leggono, ci studiano, discutono tra di loro di ciò che scriviamo, elaborano risposte che poi inviano in forma di comunicati stampa ai mass-media.

Quindi, amici miei netcitizen, armatevi di tastiera e continuate a produrre i vostri pensieri. Non passeranno inosservati.

Un viaggio inutile

Un viaggio inutile di Rossana Rossanda

Un viaggio inutile di Rossana Rossanda

Credo che questo testo di Rossana Rossanda, diario di viaggio in Spagna nel 1962, sia un libello prezioso per capire il presente e il futuro della mancata “sinistra” italiana, impelagata nell’allenza col centro “moderato”.

“E’ la storia di quando, per la prima volta, a me membro del comitato centrale del Partito Comunista, i conti non tornarono”.

E ancora non tornano.

Appello ai componenti del Consiglio Superiore della Magistratura

Neanche un Nichelino di laicità

Comune di Nichelino (TO)A Nichelino, comune alle porte di Torino, un giovane consigliere del PD, Fabio Salerno, a inizio luglio ha presentato una mozione per istituire un registro delle unioni civili. La sua iniziativa è stata bocciata dal Consiglio Comunale, coi voti dei suoi compagni di partito e della destra. Stesso copione di Pesaro.

A nulla è servito l’esempio che la città di Torino avrebbe dato da lì a pochi giorni e di cui si discuteva da mesi.

Neanche un Nichelino di laicità.

CSM, accordo nel segno dell’omofobia

Michele Vietti

Michele Vietti

Sul nome di Michele Vietti, quale vice-presidente del CSM, Anna Finocchiaro, a nome del PD, ha dato il via libera: “Hai il nostro voto”.

Nonostante un appello della società civile indirizzato al Partito Democratico e sottoscritto da autorevoli parlamentari della stessa forza politica, affinché scegliesse candidati di qualità e non secondo logiche di spartizione, s’è consumato quanto previsto fin dall’inizio: sarà eletto un candidato dell’UDC, col sostegno determinante del PD e del PDL.

In cambio, al PDL l’UDC darà una mano a far passare la legge-bavaglio sulle intercettazioni. Il sostegno del PD al candidato centrista è invece una scelta della segreteria Bersani e di D’Alema: coltivare, in ogni modo, l’alleanza col partito del Vaticano.

Già così ce n’è abbastanza per schifarsi (un poco, ma non troppo, data la mole di vicende per le quali indignarsi).

Per noi lgbt c’è una ragione in più. Perché noi froci, lesbiche e trans, questo Michele Vietti sappiamo bene chi è.

Come ci ha ricordato Franco Grillini – che a nome dell’IDV ha espresso voto contrario alla sua elezione -

“Vietti, a nome dell’UDC, è stato l’autore dell’affossamento della legge sull’omofobia, attraverso una mozione di incostituzionalità dai contenuti fortemente offensivi verso la comunità omosessuale italiana. Si tratta, quindi, di un esponente niente affatto centrista e niente affatto moderato che esprime in materia di laicità e di diritti civili posizioni di estrema destra che non possono essere condivise da uno schieramento di centro sinistra”.

Queste le parole, di cui Vietti fu primo firmatario, contenute nelle pregiudiziali di incostituzionalità che uccisero sul nascere la proposta Concia di legge contro l’omofobia:

“La disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compreso incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo“.

Traduco in linguaggio non giuridico: secondo Vietti e l’UDC, prevedere un’aggravante per le violenze compiute in base all’orientamento sessuale leggittimerebbe altresì la pedofilia, l’incesto, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo. Chiaro, no?

Ancora una volta: Grazie Partito Democratico per l’aiuto che ci dai. Siamo con te.

PD, un doppio paso doble contro i diritti civili

Sintetica cronologia

1. A Marzo, Bersani si dichiara contrario ai matrimoni gay;

2. A Maggio, il gruppo consigliare del PD a Udine boccia la campagna di Arcigay contro l’omofobia, definendo “provocatori” dei manifesti in cui due uomini e due donne si baciano;

3. A Luglio, il sindaco di Spresiano, in provincia di Treviso, eletto dal PD, definisce “malate” le persone omosessuali;

4. A Luglio, il consiglio comunale di Pesaro, guidato dal PD, boccia una mozione per istituire il registro delle unioni civili. Ai voti del Partito Democratico si uniscono quelli della Lega Nord e del PDL.

Considerazioni

Non sono così sciocco da credere che i partiti piccoli, duri e puri siano più utili alla causa dei diritti civili del sostegno, talvolta altalenante, di una grande forza politica quale è, per numeri e potere, il Partito Democratico. Per fare un viaggio lungo e difficile, è necessaria infatti una barca grande e resistente.

Il punto – mi viene da scrivere: il nodo già risolto -, a mio avviso, è che il PD non ci sostiene affatto.

Se guardiamo i fatti (e non le pezze messe a posteriori), non possiamo che trarre questa conclusione. E il suo inevitabile corollario: appoggiarsi a questa forza politica ci condannerà ad altri 30 (trenta) anni senza diritti.

Conclusioni

Andiamo da un’altra parte.

Frontismo

Il frontismo democratico, come il frazionismo in nome della purezza, sono riflessi pavloviani della sinistra. La proposta di Baffino D’Alema, rilanciata da Bersani, di un “governo di transizione”, con tutte le forze politiche dentro, va letta in questo senso: come un limite della fantasia, come un’assenza di progetto per la società. Le conseguenze son sempre le stesse: pagheranno i più deboli.

Napoli Pride 2010 – Il mio videodiario

Ospite del mio amico Jusie Love, ho partecipato alla festa dei collettivi, (S)Queer Think. Suonavano Vozla, Lady Maru & Cascao e Le tette biscottate. Mi sono svegliato all’alba e passeggiato per la città, lungo un isolato di notevole architettura fascista. Ho partecipato al seminario sul matrimonio gay organizzato dal Comitato “Sì, lo voglio!”. Pranzato con una pizzetta e manifestato “alla luce del sole”. Durante il concentramento in Piazza Cavour, ho assistito alla contestazione antifascista a Paola Concia, onorevole del Partito Democratico. Ne ho scritto qui, pubblicando anche il video. E’ stata una splendida manifestazione. La città ha risposto sorridendo e, curiosa di questa marea assortita di persone, ha partecipato, mai con scherno o rifiuto. A causa del mio piede in via di guarigione, ho passato la maggior parte del tempo sul carro del Cassero/Arteria. 6 Km 6 di percorso per il centro: neanche alla Love Parade lo disegnano così impegnativo! L’arrivo in Piazza del Plebiscito ha coinciso col momento di smontare armi e bagagli e prendere il pullman, per tornare a Bologna. Se non s’è ancora capito: GRAZIE NAPOLI!

Il videodiario su Vimeo e su Facebook.

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