Articoli marcati con tag ‘Partito della Rifondazione Comunista’
Elezioni amministrative a Bologna. Dove va Rifondazione?
Aprirà i giochi Tiziano Loreti, il segretario di Rifondazione, di cui si conoscono le posizioni dure rispetto al PD. I paletti indicati da Loreti per impostare il confronto con Delbono sono netti: lotta alla crisi economica e al precariato, ma anche finanziamenti solo alla scuola pubblica, no al passante, laicità come punto centrale. Poco proponibili, questi ultimi punti, al Partito Democratico. 250 firme di militanti e iscritti sono in calce ad un documento che condivide queste posizioni, più vicine alla linea della lista Bologna Città Libera.
A quattro mesi dalle elezioni, questa sera potrebbe esserci il chiarimento definitivo e per Loreti potrebbe consumarsi la rottura con esiti imprevedibili, compreso il suo abbandono da Rifondazione. Se il suo documento venisse sfiduciato, infatti, si andrebbe a congresso. Roberto Sconciaforni, capogruppo di Rifondazione in Consiglio comunale, non vuole fare previsioni su quello che accadrà stasera ma precisa che una linea il partita se l’era già data e contemplava di aprire il confronto in città con la sinistra e con il PD. | Fonte Radio Città del Capo

L’elettorato gay a Bologna. Né come Montanelli né come Cipputi
Voglio qui scrivere un paio di pensieri sulle questioni sollevate e ambire a fornire delle risposte dal carattere pubblico.
La prima obiezione sollevata è che la vittoria della destra a Bologna rappresenterebbe un passo in avanti verso la fascitizzazione dell’Italia.
La destra a Bologna ha già vinto una volta, con Guazzaloca. Se vincerà, vincerà nuovamente con Guazzaloca – tutti i sondaggi registrano l’impossibilità per Cazzola di arrivare al ballottaggio – . Guazzaloca non è di destra (è di centro come il PD, qualunque cosa significhi “centro”) e ha governato la città (questa è la mia personale opinione) facendo politiche meno conservatrici del PD che ha eletto Cofferati. Quindi meno dannose. Se abbiamo sopportato come gay, lesbiche, bisex e trans, Cofferati per cinque anni andandoci anche talvolta a braccetto, non abbiamo niente da spaventarci per un possibile arrivo di un Guazzaloca-bis. Non sarà un’altra giunta mediocre come l’attuale a far sparire il movimento per i diritti civili e per le libertà dell’individuo, forte e storicamente consolidato da più di trent’anni sotto le Due Torri.
Non per questo dobbiamo rinunciare a ragionare su quale situazione politica sarebbe ottimale per il movimento. Semplicemente, ricordiamocelo, quando qualcuno farà dell’allarmismo coercitivo e vagamente intimidatorio, invocando il voto utile, l’unità delle sinistre, la destra che avanza e tutto distrugge, etc…
La seconda obiezione è che non esiste un’alternativa al PD+SD+PSI++PRC+VENDOLIANI+VERDI = ULIVO e che se anche esiste, è inutile farla crescere e appoggiarla perché è meno probabile che vinca.
Una coalizione ulivista al governo dell’Italia l’abbiamo già avuta tre volte. E’ servito a qualcosa? A noi è servita a qualcosa? Ha portato dei cambiamenti reali nella vita delle persone LGBT? Cambia qualcosa se stavolta l’edizione ulivista è locale, sul territorio bolognese, invece che nazionale? Non ci sono gli stessi veti, le stesse ingerenze, le stesse paralisi costruite sulle richieste delle persone LGBT? Gli stessi tradimenti della laicità costituzionale? Io li vedo e non posso concordare che la soluzione stia nel turarsi il naso alla Montanelli e nel porgere le chiappe alla Cipputi. Credo nella costruzione di un’alternativa di sinistra autonoma dai partiti che hanno fatto la rappresentanza elettorale del novecento o che ne sono i figli. Credo che in questa nuova autonomia ci siano le nostre possibilità di creare nuovi spazi di libertà e di liberazione e di riavviare un discorso pubblico capace di innovare le richieste di giustizia delle persone. Richieste che sono vive e vegete come sempre, ma che non hanno voce e rappresentanza. Bologna Città Libera si presenta alle elezioni per fornire alle istanze di uguaglianza il posto che meritano nella nostra comunità: al centro del nostro agire.

Englaro: “Grazie a Beppino”, in 200 in piazza a Bologna
Bassezze elettorali – La “sinistra” a Bologna
Cosa dovrebbe fare la sinistra ora, dopo questa Caporetto esistenziale, è la domanda che da mesi si pongono in tanti e tante. C’è chi invoca l’unità poi fa altre scissioni, c’è chi riparte dal basso, con fatica, per riallacciare i nodi di una rappresentanza dispersa ma non scomparsa.
C’è un intero ceto politico, logorato dagli anni, che cerca lavoro. Va bene qualunque cosa: un’occasione, un ritaglio di giornale, uno scranno da cui pontificare sulle sorti magnifiche e progressive dell’umanità. Li vedete? Vengono dalle fila del PRC, dei Verdi, della Sinistra Democratica, dei Comunisti Italiani (questi ultimi, bisogna riconoscerglielo, con una tale assenza di senso della vergogna che suscita rispetto per il molto pelo sullo stomaco).
Fino alla vicenda della pseudo-riforma della legge elettorale europea, sembrava possibile una mediazione tra la burocrazia della sinistra e la necessità di ritrovare l’ossigeno necessario a ripartire. La soluzione s’era trovata in una serie di accordi locali col PD, per andare uniti alle elezioni amministrative e vincere dove possibile.
Certo è un bel rospo da mandare giù, quello di cercare un accordo con chi ti ha dato una mano a farti sparire. Ma in politica bisogna saper digerire anche questo, si sa. Fino a che… visti i sondaggi elettorali, che danno il PD in caduta libera, al 23%, Veltroni ha deciso di puntellare la sua vuota leadership con un accordo bipartisan con Berlusconi. Si son detti: “Mettiamo uno sbarramento abbastanza alto da elimare la rappresentanza dei partiti minori a destra e a sinistra, ridiamo fiato alle trombe del voto utile e arginiamo la diaspora”.
Ora, che faranno i reduci della Sinistra Arcobaleno? A livello nazionale già gridano allo scandalo, minacciano ricorsi, preparano sit-in davanti alle sedi del PD. Ma non dicono l’unica cosa che un’organizzazione con un po’, ma giusto un pochetto di dignità, dovrebbe dire: “Nessun accordo elettorale con voi, né locale né nazionale, finché non abbondonate la chimera del bipartitismo”.
Grideranno come polli incattiviti dalla presenza di una faina nel pollaio, poi si risiederanno tranquilli in un angolo, in attesa che il felino divori le uova e la possibilità di un futuro. Perché l’importante è che gli accordi, almeno a livello locale, si facciano. Della cagnara per salvare la faccia e tanta sottomissione programmatica per salvare qualche poltrona.
Cari amici e care amiche, a Bologna andrà così, ci vogliamo scommettere?
Post Scriptum: un’alternativa al PD+rametti-confusi c’è. L’unica realtà che non è disposta a scendere a patti con l’uccisione della rappresentanza e delle possibilità di un’azione di sinistra si chiama Bologna Città Libera. Fine del dispaccio.

Con chi, per chi, per che cosa? La sinistra a Bologna – Elezioni amministrative 2009
CON CHI, PER CHI, PER CHE COSA?
Può esistere, o si può costruire, un progetto della sinistra a Bologna?
Martedì 16 dicembre, H 21.00 – Sala del Risanamento
Via Muratori 4/2, Bologna [ Mappa ]
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Sentiamo cosa pensano
Franco Berardi, Roberto Buonamici, Tiziano Loreti,
Massimo Ruffini, Alfredo Vigarani, Katia Zanotti
Li fa discutere
Beppe Ramina

Bologna Pride: Vladimir Luxuria in Si sdrai per favore
Domenica 29 Giugno, H 21.15
Teatri di Vita
Via Emilia Ponente 485 – Bologna

Invita allo spettacolo i tuoi amici e le tue amiche
e aggiungi l’appuntamento al tuo calendario
Nichi Vendola al Bologna Pride

Le donne del Partito della Rifondazione Comunista aderiscono al Bologna Pride
Il Velino, Roma, 26 giu. - "Scenderemo in piazza e ce la metteremo tutta per contribuire alla riuscita di questo importante appuntamento politico. In un clima insopportabile e pericoloso di insofferenze omofoniche, razzismo e xenofobia, vogliamo rispondere con le nostre pratiche di libertà e dire con forza che la laicità, la dignità e l'auto-determinazione delle donne e degli uomini, l'uguaglianza sostanziale dei diritti delle lesbiche, dei gay e dei transessuali, la cancellazione della legge 40, non sono battaglie secondarie o specifiche, ma prioritarie e generali. E quanto dichiara in un comunicato il Forum delle donne del Partito della Rifondazione Comunista. "Sono battaglie di civiltà - prosegue la nota - che hanno a che fare con la possibilità stessa della libera esistenza e della convivenza di tutte e tutti. E riguardano tutte e tutti coloro i quali hanno a cuore la democrazia".In Provincia il Bologna Pride spacca la maggioranza
GAY PRIDE BOLOGNA. IN PROVINCIA IL CENTRO-SINISTRA SI SPACCA. Distanze incolmabili tra PD e Verdi, SD, PRC.DIRE, Bologna, 24 giu. - Il Consiglio provinciale di Bologna "aderisce ai principi di promozione e difesa dei diritti di uguaglianza a di dignità della persona che il Pride vuole porre all'attenzione". Ma non alla manifestazione in sé. E l'evento Glbt spacca di nuovo la maggioranza, mentre due esponenti della Giunta annunciano che saranno ugualmente in piazza: non solo Giuseppina Tedde, in quota PRC, ma anche Simona Lembi del PD. Questo il risultato del dibattito che si è articolato oggi, a Palazzo Malvezzi, nel corso della seduta consiliare. Prima Alfredo Vigarani (Verdi) ha ribadito il rammarico per la mancata approvazione, da parte della presidente Beatrice Draghetti, della proposta di far sfilare alla manifestazione Glbt il Gonfalone della Provincia.
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La federazione cittadina di Rifondazione Comunista aderisce al Bologna Pride
GAY PRIDE. PRC BOLOGNA ADERISCE:
BASTA CON LE DISCRIMINAZIONI.DIRE, Bologna, 17 giu. - Dopo il PD anche Rifondazione comunista di Bologna aderisce al Gay Pride che si terrà il prossimo 28 giugno. E lo fa con queste parole della segreteria provinciale: "Di fronte all'intolleranza delle destre e all'omofobia dilagante si rende indispensabile la lotta alle discriminazioni, unitamente ad una forte rivendicazione politica di diritti e riforme che adeguino il nostro paese al riconoscimento dei diritti civili intrapreso dall'Europa".



