uccelli

Articoli marcati con tag ‘Papa’

Essere amici ai tempi della “Facebook Generation”

Facebook logoSegnalo il mio intervento, nello spazio “Opinioni” del sito della UAAR.

Una riflessione nata sul social network e a causa del social network.

Ne è uscito un articolo “leggero” e spero sensato, sulla destra e sulla sinistra, sulla laicità e sul clericalismo.

E sull’amicizia!

Marcelo Brajnovic, l’uomo che sfidò la NATO

Di Maurizio Cecconi
Cassero Magazine, Novembre / Dicembre 2009

Lo scirocco schiarisce il cielo, prima nuvoloso e carico di pioggia; l’afa ingrassa l’aria, incollando i vestiti alla pelle. Non è facile giungere all’Embassy Of God, dove la bandiera col simbolo di Jahvè sventola garrula. A condurmici è Nataša Bošnjakovic, giovane laureanda dell’università di Fiume, impegnata in una tesi sulle teorie astrologiche relative al calendario Maya e al 21 dicembre del 2012, giorno in cui finirà il «Lungo Computo» durato 5.125 anni e avrà inizio l’«Era dell’Acquario», un’epoca di pace e di profonda evoluzione spirituale.

Marcelo Brajnovic e la sua famiglia – composta di artisti affermati – vivono in un paesino dell’entroterra di Rovigno, nella religiosa Croazia, su una collina accerchiata da boschi di pini mediterranei. Qui ha fondato e costruito l’Ambasciata di Dio, che si presenta composta da tre strutture in pietra: una casa con le fattezze di un piccolo santuario, una torre a due piani e una fontana «dell’Apocalisse». Gli edifici sono stati costruiti secondo un suo disegno, che riprende elementi dell’architettura votiva e di quella jugoslava. Le forme geometriche del quadrato e del rettangolo s’uniscono al cerchio e all’edera, scolpita sui muri in altorilievo. L’insieme offre una sensazione di «fermo-immagine fantastico». Il bianco dei muri contrasta con l’azzurro terso del cielo e col verde brillante della vegetazione.

Seduti su assi di legno poste di fronte alla fontana circolare, ha inizio la nostra conversazione, o meglio: il suo monologo, interrotto sporadicamente da qualche mia domanda chiarificatrice.
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Il prossimo outing de “Il Giornale”

Mi auguro che la guerriglia tra la destra berlusconiana e puttaniera e la Chiesa ipocrita e meretrice prosegua ancora un poco, così il prossimo outing che farà “Il Giornale”, dopo quello del direttore dell’Avvenire, sarà quello di Benedetta XVI.

La Chiesa del no, Marco Politi. Incontro con l’autore – Bologna Città Libera

LA CHIESA DEL NO
MARCO POLITI
MONDADORI, 2009

Venerdì 24 Aprile, Ore 18.00
Le Scuderie, Piazza Verdi 2, Bologna [vedi mappa]

Introduce

Franco Motta
Università di Torino

Ne discuno con l’autore

Alberto Melloni
Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII”

Rita De Santis
Presidente Agedo – Associazione Genitori di Omosessuali

Modera

Carla Codroma
Bologna Città Libera

Dare vita ad un lungo viaggio tra gli italiani per scoprire un Paese in cui il senso dell’etica convive con la comprensione per le scelte esistenziali difficili e la fede si coniuga alla laicità e all’attenzione per le idee altrui. E’ questo l’obiettivo del contributo di Marco Politi ”La Chiesa del no. Indagine sugli italiani e la libertà di coscienza”, in libreria per Mondadori. A 80 anni dalla la firma del Concordato Politi fa il punto, attraverso numerosi pareri e testimonianze, su argomenti ancora aperti come quello del divorzio, della fecondazione assistita, dell’aborto, delle coppie di fatto, dei gay, dei diritti del malato a sospendere nutrizione e idratazione artificiale in caso di stato vegetativo persistente. Alla ricerca di risposte, l’autore ha spaziato dal mondo ecclesiastico a quello della scienza, dalla medicina alla politica, dal diritto al cinema. Ha incontrato personalità come Alessandro Plotti, Gustavo Zagrebelsky, Ignazio Marino, Enrico Bellone, Vito Mancuso, Giulio Girello, Enzo Bianchi, donne dai destini diversissimi come Mina Welby e Rosy Bindi, uomini di spettacolo come Lino Banfi, seguace di Padre Pio, e sacerdoti dal percorso travagliato come Franco Barbero. Ma, soprattutto, ha incontrato Benedetto XVI, una personalità dalle molte sfumature e per molti versi enigmatica. Il libro riporta, infatti, il testo completo e inedito dell’ultimo colloquio avuto con lui prima della sua elezione al soglio pontificio.

No del Vaticano all’uso dei preservativi. Monteventi: “Spazzatura ideologica” – Bologna Città Libera

Bologna Città Libera
COMUNICATO STAMPA
21 Marzo 2009

NO DEL VATICANO ALL’USO DEI PRESERVATIVI.
MONTEVENTI: ” SPAZZATURA IDEOLOGICA.
E’ NECESSARIO UN MILIONE DI PRESERVATIVI GRATUITI
ALL’ANNO DA DISTRIBUIRE IN CITTA’ “

Valerio Monteventi, candidato sindaco di BCL,
sul no di Papa Benedetto XVI all’uso dei preservativi
espresso durante il viaggio in Africa e sulla richiesta
dei Radicali Italiani ai candidati sindaco di Bologna
di prendere posizione sulle dichiarazioni del Vaticano.

“Dal 1982 ad oggi, nel mondo sono morte 30 milioni di persone a causa del virus dell’AIDS. Solo in Italia ci sono 120.000 persone sieropositive e la metà di loro non sa di esserlo. Negare l’importanza del preservativo per arrestare la diffusione dell’AIDS – importanza riconosciuta anche dall’ultima Conferenza Mondiale sulla lotta all’AIDS tenutasi a Città del Messico nel 2008 – significa incentivare l’aumento dei casi conclamati di malattia. Oltre che spazzatura ideologica, quello del Vaticano è un comportamento criminale, che contraddice la sua sbandierata difesa della vita“, attacca Monteventi, in risposta alle dichiarazioni di Papa Benedetto XVI, che in Africa s’è espresso duramente contro l’uso del preservativo e contro la sua promozione quale strumento di difesa dalle MTS (Malattie a Trasmissione Sessuale).

“Gli amici Radicali hanno chiesto a tutti i candidati sindaco di Bologna di esprimersi sulla questione. Bologna Città Libera lo fa oggi e lo farà sempre senza remore o ipocrisie”, prosegue Monteventi, “tra i punti qualificanti del nostro programma di governo c’è la laicità delle istituzioni, che devono poter attuare politiche di prevenzione senza sottostare ai diktat culturali e politici delle gerarchie cattoliche. Ma non solo. Nei miei primi cento giorni da sindaco m’impegno personalmente nei confronti della cittadinanza ad avviare campagne di prevenzione dalle MTS, con opuscoli informativi e preservativi distribuiti gratuitamente, nelle scuole, nei posti di lavoro, nei luoghi della socialità. Bologna Città Libera propone la distribuzione di un milione* di preservativi gratuiti all’anno in città“.

“Infine ringrazio i Radicali per darci la possibilità di ribadire l’importanza della laicità e della prevenzione. Bologna Città Libera sostiene politicamente il sit-in promosso dai Radicali in Piazza Pio XII a Roma di Lunedì 23 Marzo, alle ore 17.00, insieme a molte associazioni laiche e gay e lesbiche, per protestare contro le dichiarazioni del Vaticano”.

* L’area metropolitana di Bologna conta 750.000 abitanti, tra residenti e non. Si calcola che il 73 % della popolaziona sia sessualmente attivo (secondo l’indagine sui paesi industrializzati condotta dalla Chicago University e pubblicata sul “New England Journal of Medicine”), ovvero 547.500 persone nell’area metropolitana bolognese. Un milione di preservativi corrisponde a 1,8 preservativi all’anno per ogni persona sessualmente attiva. Il numero di un milione andrà quindi realisticamente aumentato, dopo la prima sperimentazione di distribuzione gratuita.

Red Ribbon

In Hate We Trust – Elisabeth Ohlson Wallin

Elisabeth Ohlson Wallin ha pubblicato una sua nuova opera, In Hate We Trust (Nell’odio noi crediamo), dedicata alle vittime dell’omofobia della Chiesa Cattolica. La fotografa svedese e lesbica, famosa per aver girato il mondo con la collezione Ecce Homo, aggiunge il suo ultimo lavoro sul Papa alla serie omonima: In Hate We Trust. Questa serie di fotografie racconta delle diverse forme di violenza che subiscono le persone a causa dei pregiudizi e dello stigma sociale che le colpiscono. Complimenti per le bellissime opere, che colpiscono per la forza espressiva e per l’attualità in cui s’inseriscono.

In Hate We Trust - Elisabeth Ohlson Wallin

In Hate We Trust - Elisabeth Ohlson Wallin

In Hate We Trust - Elisabeth Ohlson Wallin

Osservatore Romano: “Il Papa non veste Prada”

Adnkronos, Città del Vaticano, 25 giu. - Il Papa veste Prada? Solo una diceria, il Pontefice veste Cristo, parola dell'Osservatore Romano. Lo scrive il quotidiano della Santa Sede, secondo cui, se è vero che Ratzinger è uomo attento al vestiario, tuttavia non lo è secondo i canoni della frivolezza e della banalizzazione contemporanea ma in base a una precisa visione liturgica. L'Osservatore romano ricorda come i mass media si fossero concentrati sul copricapo rosso del Pontefice detto camauro mentre la rivista Esquire "nel suo annuale riconoscimento ai personaggi che incarnano l'epitome dell'eleganza", ha qualche tempo fa indicato Benedetto XVI come l'uomo che meglio sceglie i suoi accessori di abbigliamento.

La promessa

"Un contadino in piedi è più grande
di un nobile in ginocchio"

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri, ha promesso a Papa Benedetto XVI di mettere una pietra tombale sulle coppie di fatto, etero e omosessuali, e sul testamento biologico. C’è da scommetterci che sarà una delle poche promesse fatte che saranno rispettate. Lo giura Panorama, giornale di sua proprietà.

Altra merce di scambio di questo primo incontro: ancora più soldi alle scuole cattoliche private e alle cliniche mediche e agli ospedali gestiti dalla Chiesa.

C’era da aspettarselo. Meno, mi aspettavo il silenzio acquiescente che è seguito a questo patto di ferro. Battiamo un colpo?

Bologna Pride: “Il Governo rispetti la legge 194″

ANSA, Bologna, 15 mag. - Di fronte al nuovo governo di centrodestra gli organizzatori del Gay Pride Nazionale, in programma a Bologna il 28 giugno, "non si illudono" ma ribadiscono punti fermi e richieste. Ad esempio che non venga sepolta la commissione per le persone gay, lesbiche e trans istituita dall'ex ministro Pollastrini, che venga applicata la risoluzione europea sulla parità di diritti alle coppie omosessuali, che non si tocchi la legge 194 né la laicità. Altrimenti "questa volta scenderemo in piazza davvero", minaccia Marcella Di Folco, presidente del Movimento Identità Transessuale e nello staff del Gay Pride. "Non coltiviamo alcuna illusione rispetto al governo delle destre", è la premessa del movimento gay, lesbiche e transgender che però precisa di volersi "confrontare con le istituzioni, anche se a volte siamo un po' imbarazzati di fronte a certe dichiarazioni". Tuttavia "guai a toccare" la legge sull'aborto: ''Al Papa diciamo che la 194 non è una linea d'autobus, ma una legge importante", ha scandito Di Folco, anzi "un caposaldo nella storia della liberazione della donna", per cui l'unica azione ammessa è la sua completa applicazione. Altro punto fermo è la laicità ("Ci preoccupa il peso e l'influenza che la Chiesa può avere sulla compagine parlamentare"), insieme alla lotta all'omofobia fin nelle scuole.

Marcella Di Folco, Portavoce del Bologna Pride 2008

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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