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Articoli marcati con tag ‘Omogenitorialità’

Essere genitori omosessuali – Una storia vera da raccontare a Giovanardi e a Sacconi

Una coppia di genitori gay

Una coppia di genitori gay

In questi giorni in cui si tiene a Milano una pessima “Conferenza nazionale sulla famiglia”, che esclude programmaticamente le unioni omosessuali, con o senza figli (e in cui i ministri iraniani Giovanardi e Sacconi si sono distinti per l’impegno con cui ci riportano al medioevo), due miei cari amici metodisti (una coppia eterosessuale) mi hanno inviato un estratto della rubrica “Dialoghi con Paolo Ricca”, pubblicata sul settimanale Riforma, periodico delle chiese evangeliche battiste, valdesi e, per l’appunto, metodiste.

Nel botta e risposta tra un lettore perplesso e critico e la risposta del teologo valdese, emerge una storia vera, fatta d’amore e d’impegno verso il proprio compagno e i propri figli. Mi stupisce constatare che Ricca, per vie assai diverse da quelle da me percorse, che sono ateo, arrivi alle mie medesime conclusioni. Questo evidenzia, a mio avviso, quanto conti l’assenza di dogmatismo accompagnata alla capacità di cogliere lo spirito delle regole (anche se il teologo chioserebbe della “Scriptura”) di una comunità, di una polis.

Mi stupisce ma non mi coglie impreparato, perché la fecondità politica, umana e ideale della Rete Laica Bologna è nella sua pluralità, nel suo testimoniare, per il solo fatto di esistere, che uno stato laico può far convinvere e far progredire i suoi cittadini e le sue cittadine, siano essi ed esse credenti, atei, agnostici, eterosessuali, gay, lesbiche, trans, bisessuali e tuttifrutti.

Questa storia, che mi hanno inviato Guido ed Elisabetta, è un bel regalo e desidero condividerla con voi.
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Figli dei gay. Un’inchiesta di Current sull’omogenitorialità

Intervista a Radio Città Fujiko su matrimoni gay e adozioni

Questa settimana si terrà l’incontro del Comitato “Sì, lo voglio” a Milano e il convegno “Bambini e bambine con genitori omosessuali” a Bologna.

Radio Città Fujiko mi ha intervistato sui temi del matrimonio gay e delle adozioni. Ecco l’audio.

La ex moglie: niente figlia, è gay. Il giudice: è un buon padre

Importante sentenza del Tribunale di Bologna
che sancisce l'uguaglianza dei diritti

Dopo otto anni di matrimonio e con una figlia si scopre omosessuale, ne parla con la moglie e insieme, senza particolari traumi, decidono per la separazione. I problemi sono sorti quest’anno, quando la donna, a giudizio dell’ex marito, contravviene agli accordi e ostacola la frequentazione tra i due. Contestualmente, impedisce all’uomo di portare la bambina in vacanza in un villaggio turistico di un’isola greca. L’ex moglie teme che la piccola possa assistere a manifestazioni di affettività omosessuale. Lo scorso maggio il padre si rivolge al tribunale per ottenere l’affido condiviso. I giudici gli danno ragione: l’ex marito è un buon padre, il fatto di essere gay non lo rende "inadeguato" al suo ruolo e il problema è all’interno della coppia che ora dovrà, aiutata da esperti, trovare la via migliore per rendere consapevole la bambina delle nuove scelte di vita del padre. "L’importanza della sentenza è politica - spiega Rita Rossi, legale dell’uomo - il diritto alla genitorialità viene così riconosciuto anche nel caso di un genitore dichiaratamente omosessuale". Positive le reazioni delle associazioni omosessuali: "Una piccola ma significativa vittoria, che fa ben sperare per il futuro" e ancora "una sentenza assolutamente condivisibile" che "si prefigura come un altro segno di civiltà giuridica, in un paese dove è solo la politica che non fa il suo dovere". Esultano l’Arcigay, il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma e l'Associazione Matrimonialisti Italiani il cui presidente, Gian Ettore Grassani, osserva che si tratta di "una sentenza con pochi precedenti in Italia ma che è in linea con lo spirito delle attuali leggi che mirano ad eliminare ogni discriminazione di sorta nel rapporto tra genitori e figli".

Bologna, affidamento della figlia minore anche al padre gay

ANSA, Bologna, 22 luglio - Il tribunale di Bologna ha deciso l'affidamento condiviso di una figlia minorenne ad una coppia separata nella quale il padre è dichiaratamente omosessuale. Si tratta di uno dei primi provvedimenti del genere in Italia. In un primo momento, dopo la separazione, la bambina era stata affidata alla madre, con la facoltà per il padre di vederla quando lo desiderava previo accordo con la madre. In seguito però, visti gli ostacoli della donna a consentire al padre di vederla, ne è nata una contesa legale conclusa con la decisione del Tribunale di un affidamento ad entrambi i genitori. Nella loro decisione i giudici, pur mantenendo la residenza abituale della bambina presso la casa della madre, hanno fissato una regolamentazione precisa dei tempi nei quali sarà il padre a stare con la figlia, che prevedono fra l'altro un week end a settimane alterne, tre settimane durante l'estate, sei giorni durante il periodo natalizio e tre per la settimana di Pasqua.

Bologna Pride: Politiche della famiglia in Italia ed inclusione sociale delle famiglie omogenitoriali

Gli strumenti di protezione sociale sono stati nell’ultimo secolo un potente mezzo di promozione sociale e inclusione delle fasce più svantaggiate della popolazione in tutte le economie sviluppate. Tuttavia, esiste una vasta documentazione storica anche sul ruolo assai poco benevolo e assai meno che inclusivo svolto dalle politiche sociali, ed in particolare della politiche per la famiglia, in alcuni paesi e in certi periodi storici. Fin troppo facile citare, ad esempio, le politiche familiari e demografiche che hanno accompagnato le politiche coloniali e razziali del regime fascista. Meno sinistro e più attuale, anche se forse meno noto al di fuori dalla cerchia degli studiosi, il problema di come gli strumenti di welfare abbiano frenato il processo di trasformazione della famiglia eterosessuale, in particolare con riferimento ai ruoli di genere. Al momento però, in Italia il caso più esplicito di esclusione dalle politiche della famiglia riguarda le famiglie delle persone omosessuali, in particolare di quelle con figli.

Il dibattito è stato fino ad ora per lo più relegato al terreno più strettamente ideologico, quello della legittimità della famiglia omosessuale. Mentre, in campo accademico e tecnico, l’analisi della questione di quali strumenti di policy sono coinvolti nel processo di esclusione delle famiglie di omosessuali e delle conseguenze comportate da questa esclusione non è ancora nemmeno cominciata. Questo tipo di analisi deve riguardare una vasta pluralità di politiche; per citare solo le più ovvie: sistema pensionistico, sistema fiscale, trasferimenti a sostegno dei carichi familiari e politiche di conciliazione tra responsabilità familiari e tempi di lavoro. Per sua natura perciò richiede un approccio multi-disciplinare in grado d’individuare i bisogni delle famiglie, gli ostacoli che nel nostro ordinamento ne impediscono il soddisfacimento e le migliori risposte che le istituzione dovrebbero dare.

Mercoledì 18 Giugno, H 20.00
Aula Magna di Santa Cristina, Via del Piombo 5 – Bologna
Politiche della famiglia in Italia
ed inclusione sociale delle famiglie omogenitoriali

Relatori

Chiara Saraceno
(Sociologa, Università di Torino,
Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino)

Paolo Bosi
(Economista, Università di Modena e Reggio Emilia)

Matteo Bonini Baraldi
(Giurista, Università di Bologna)

Giuseppina La Delfa
(presidente associazione Famiglie Arcobaleno)

Introduce e modera
Daniela Mantovani
(Famiglie Arcobaleno e
Università di Modena e Reggio Emilia)

Con il patrocinio del Comune di Bologna

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Bologna Pride: Famiglie e omosessualità. Quali famiglie, essere genitori ed essere omosessuali. Una realtà

Le associazioni Agedo e Famiglie Arcobaleno presentano, all’interno delle iniziative del Pride nazionale, la conferenza Famiglie e omosessualità.

Al centro dell’appuntamento verranno proiettati due documentari realizzati con la collaborazione di giovani omosessuali ed eterosessuali che hanno deciso di raccontare la propria ricerca di identità alle telecamere, in un quadro di dialogo e scambio non solo con gli amici e i coetanei ma anche e sopratutto con le famiglie. Subito dopo le proiezioni si aprirà un dibattito sul ruolo che hanno queste due associazioni in Italia. Intervengono Rita De Sanctis – presidente Nazionale Agedo -, Giuliana Beppato – vicepresidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno – e i portavoce del Bologna Pride.

Giovedì 5 Giugno, H 20.00
Cineteca Lumière, Sala Cervi, Via Riva Reno 72 – Bologna
Famiglie e omosessualità
Quali famiglie, essere genitori ed essere omosessuali
Una realtà

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La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
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