Articoli marcati con tag ‘Musica’
Sostieni Farug, per un’Uganda inclusiva delle persone lgbt
L’omosessualità in Uganda è un reato punibile con la reclusione dai 10 anni all’ergastolo. Gli omosessuali maschi quindi spesso preferiscono sposarsi e condurre una doppia vita. Le lesbiche sono invece costrette al matrimonio e violentate dai mariti; quando sono visibili possono subire stupri correttivi, pratica incoraggiata dalle stesse famiglie delle vittime, ritenendo che il lesbismo sia dovuto alla mancanza di occasioni di avere relazioni con uomini.
Giovedì 21 ottobre al Cassero, pagando un ingresso di 3 €, potrete partecipare al seguente ricco programma:
19.30 // Apertivo goloso e solidale e opening Bar
21.00 // Documentario “The Kuchus Of Uganda”, della svedese Mathilda Piehl [vedi anticipazione su YouTube].
22.00 // Dibattito con Manuela Fazia, presidente di Pianeta Viola Brescia.
22.30 // Concerto dei MaMaAFRIKA
I MaMaAFRIKA sono una formazione bolognese che propone al pubblico quasi esclusivamente pezzi originali cantati in diverse lingue (spagnolo, inglese, francese, italiano, portoghese, lingala) che spaziano tra i vari ambiti della black music (reggae, ska, funk, latin, hip hop) per arrivare a sonorità più occidentali (punk, rock) dando vita al “trash reggae in lo-fi” che parla di uguaglianza, amore e speranza.
La serata è in collaborazione con: Pianeta Viola Brescia, Gruppo Contatto Modena, Volontari del Cassero.
Komos, voci fuori dal coro
Il Laboratorio Cinematografico del DAMS di Bologna ha realizzato un breve documentario sul coro omofonico Komos.
Costumi rovignesi #02
Ai rovignesi piace cantare. Rovigno conta 15.000 abitanti, 3 cori specializzati, più un coro per ognuna delle 4 scuole presenti, più numerosi gruppi musicali. La scena di questi ultimi è fluida: si formano e si disfano con facilità e suonano musica dei generi più diversi, dal folk balcanico, stile Bregovic, al rock più duro e metallico ai ritmi più soavi e coerenti con l’atmosfera balneare del raggae. Per fare un esempio concreto, restando nell’ambito famigliare: mio “suocero” canta in un coro di musica sacra, mia “cognata” canta nel coro della scuola superiore ed è apparsa alla televisione nazionale per un’esibizione dal vivo dei giovani talenti croati. Il locale municipio organizza festival musicali, gare di canto, concerti, tutti frequentati con vivo interesse. I rovignesi hanno raggiunto l’apice della fama musicale – se non nel mondo, almeno nei paesi di lingua serbocroata – grazie al cantante pop Tony Cetinski, a cui si deve la hit super trash “Santa Eufemia” (vedi video sottostante). Santa Eufemia è la patrona della città, sepolta nella chiesa che, col suo splendido campanile veneziano, domina il centro storico. La credulità popolare di matrice cattolica spaccia la leggenda secondo cui il sarcofago, in cui è contenuta la salma della santa, sia giunto per mare, trasportato dalle onde, cavalcandole come un veliero doma l’impeto furioso della tempesta. Il sarcofago è in pietra e pesa svariate tonnellate. Dopo aver attraversato l’Adriatico, non si hanno ulteriori notizie di suoi autonomi spostamenti. Non resta che cantare con loro: “Siamo rovignesi / amici cortesi / [...] / Santa Eufemia / prega per noi”.
Komos, note positive
Bologna partecipa al TDOR, Transgender Day of Remembrance – Venerdì 20 Novembre
IL 20 NOVEMBRE PRESIDI, FIACCOLATE, MOSTRE, MUSICA E FILM
Venerdì 20 Novembre a Bologna (e in altre tre città italiane: Napoli, Torino e Verona) verrà celebrato il TDOR, ovvero il Trangender Day of Remembrance che dal 1998 ricorda in tutto il mondo le vittime della transfobia. Cioè “chi ha dovuto pagare con la propria vita”, spiega una nota dell’associazione Movimento Indentità Transessuale, il prezzo per poter essere sé stesso o sé stessa. In Italia “si consuma il più alto numero di omicidi di transessuali”, continua la nota, “le aggressioni omofobiche si susseguono a ritmo serrato”, l’esclusione e l’emarginazione dei transessuali è “altissima”. Nonostante ciò, scrive il M.I.T., “si preferisce non parlarne e girare la testa dall’altra parte perché la cosa non è importante”. Tranne nel caso in cui, continua la nota con un riferimento implicito alla vicenda dell’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, scoppi lo scandalo “che vede coinvolto il personaggio di spicco beccato il flagranza con il simbolo stesso del peccato”. Il 20 novembre, quindi, “non vogliamo celebrare la solita ricorrenza con la solita mestizia e rassegnazione ma con il nostro orgoglio e la nostra dignità che noi e solo noi ci siamo guadagnati”. Si svolgeranno presidi e fiaccolate, reading, performance teatrali, mostre fotografiche, eventi musicali e proiezioni cinematografiche.
Venerdì 20 Novembre
Ore 18.00
Piazza del Nettuno
Sit-In / fiaccolata per ricordare le vittime dell’ultimo anno
Ore 19.00
Performance dimostrativa altamente visiva all’incrocio della T
(Via Indipendenza / Via Rizzoli)
Ore 21.30
Davide Tolu e Matteo Manetti presentano “One new man show”
Cassero, Via Don Minzoni 18
(In collaborazione con la CGIL)
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[Scarica il report 2009 sulle violenze transfobiche: .doc oppure .pdf]
I furbetti annullano il concerto bolognese di Sizzla e lo spostano a Modena
Bologna, la comunità lgbt contro il concerto del cantante reggae Sizzla
La comunità lgbt bolognese si ribella all’idea che il cantante reggae Sizzla possa tranquillamente tenere il suo concerto al Sottotetto. Con una lettera aperta e un comunicato, le associazioni e i collettivi chiedono che il concerto sia annullato. Riccardo Malagoli , presidente del Quartiere San Donato, dove ha sede lo storico locale della scena underground cittadina, minaccia la sospensione della convenzione.
Nelle sue canzoni Sizzla inneggia all’omicidio di gay e lesbiche: “Salite in prima linea / Fuoco sugli uomini che fanno sesso con gli uomini dal di dietro / Sparate ai gay e alle lesbiche, la mia grossa pistola fa bang / Bang Bang! i gay e le lesbiche vanno ammazzati / Ai sodomiti e i batty boy, io dico: a morte! / Non mi fido di Babilonia nemmeno per un secondo / Io vado a sparare ai gay e alle lesbiche con le armi”.
Speriamo bene che arrivino in ritardo
Morire per delle idee
Fabrizio De AndréMorire per delle idee, l’idea è affascinante
per poco io morivo senza averla mai avuta,
perché chi ce l’aveva, una folla di gente,
gridando “viva la morte” proprio addosso mi è caduta.Mi avevano convinto e la mia musa insolente
abiurando i suoi errori, aderì alla loro fede
dicendomi peraltro in separata sede
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè
ma di morte lenta.Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all’altro mondo bighellonando un poco
perché forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.Ora se c’è una cosa amara, desolante
è quella di capire all’ultimo momento
che l’idea giusta era un’altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta
ma di morte lenta.Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant’anni almeno.Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè,
ma di morte lenta.A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole arrivare dietro il grande stendardo
pensa “speriamo bene che arrivino in ritardo”
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta, vabbè,
ma di morte lenta.E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c’è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.
L’ideologia di Nek piace alla Curia



