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La comunicazione del movimento lgbt: come, a chi e con quali scopi
Le due associazioni promotrici, sulla base di esigenze avvertite ciascuna al proprio interno e poi condivise come comuni, hanno deciso di offrire questa occasione per una riflessione e un confronto con le altre realtà lgbt sulle modalità di comunicazione delle varie anime del movimento.
La prima valutazione fatta dalle due associazioni è la constatazione dell’empasse totale che il movimento lgbt nel suo complesso vive attualmente, soprattutto in termini di dialogo interno; da ciò avvertiamo la necessità, per noi improrogabile e indispensabile, di una ripartenza vera, che solo un incontro concreto e senza pregiudiziali di sorta può offrire. Riteniamo che non sia possibile, in questa fase, pensare ad un minimo di futuro per il movimento in quanto tale che si possa sostenere sui comunicati, sulle e-mail o su sporadiche telefonate, ultimamente spesso rari o formali o addirittura inesistenti. Quindi pensiamo che questo appuntamento possa essere da una parte un’opportunità per un vero e reale incontro collettivo, e dall’altra parte un’occasione per riattivare il confronto.
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Il maschio del futuro è marcio come quello del passato
un documentario di Alberto D’Onofrio
Orsi, lupi, cacciatori. Tutti esponenti di una cultura gay dove gli orsi sono uomini pelosi, dalla corporatura robusta e dall’aspetto spiccatamente mascolino mentre il lupo è molto peloso, ma di stazza più asciutta. I cacciatori infine sono gli uomini attratti dagli orsi. Un documentario che racconta il mondo poco conosciuto della comunità ursina, dove gli stereotipi dell’immaginario gay vengono rielaborati e spesso rovesciati oltre i limiti e le convenzioni dell’immaginario comune.

Sinossi
Si vedono tre orsi seduti sui gradini di San Petronio a Bologna, giubbotto e occhiali da sole e testa rasata. L’immagine trasmette un déjà vu: sembrano fascistelli di borgata. Non è un bel vedere.
Fin qui ci può stare. De gustibus. Io sono per la solarità e la liberazione; se qualcuno si vuol rappresentare cupo e vagamente minaccioso sono affari suoi, finché questa minaccia immaginata non si trasforma in realtà.
Stacco nel documentario. Si passeggia. A parlare sono Nicola e Sauro. Il documentario alterna frasi di uno e dell’altro. Eccole (non ho preso appunti, vado a memoria):
“Essere orsi significa accettare il proprio corpo, etc…”
“Essere orsi è un modo di essere maschile. Spendiamo tempo assieme in modo maschile. Non ci piacciono quei gay effeminati che scheccano. Etc…”. Segue delirio contro le checche.
Sono idee nuove? Sono idee di liberazione delle omosessualità? Sono idee che s’inseriscono nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità?
Ha fatto bene Gender Bender, che quest’anno s’interroga sul maschio del futuro, a mettere in programma questo documentario. Si scopre che il maschio del futuro è marcio come quello del passato.
Sono tutte cose che si sapevano già.
Quello che non sapevo e che mi chiedo è: cosa c’azzecca il movimento di liberazione delle omosessualità col maschilismo e la violenza patriarcale? Ha diritto, il maschilismo, a una rappresentanza politica interna al movimento?
Movimento degli studenti contro il decreto Gelmini – I consigli di Cossiga al Governo Berlusconi
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.
Dichiarazione di Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica Italiana, nonché Ministro degli Interni nel 1977.

Del reciproco disconoscimento e dei danni che da soli facciamo a noi stessi
Pubblico oggi questo mio intervento. Sento nell'aria voglia di violente ripicche, voglia di resa dei conti. Sento agire come un motore animalesco frustrazioni incarognite che non sanno nemmeno spiegare a se stesse perché esistono. La mia storia è fatta di una politica razionale, seria, trasparente, onesta, rigorosa. Quando c'è bisogno del conflitto lo sostengo senza problemi, perché so che lo scontro, se resta nel merito, non diventerà mai guerra fra poveri. Questa è l'aria che si respira in questi giorni: di una guerra scatenata fra poveri, che si muovono l'un l'altro armati. E non mi riconosco in questo desiderio di vendette trasversali. Se queste parole saranno d'aiuto nel far ragionare e calmare gli animi, avranno fatto il loro dovere. Me lo auguro per tutti noi. E' necessario spezzare subito questa catena di disconoscimento. Altrimenti, la prossima volta la violenza sarà ancora più forte, irrazionale e ingiustificata e le vendette ancor più prive di raziocinio. MC.Durante gli interventi conclusivi del Bologna Pride, alcuni esponenti della rete FacciamoBreccia hanno, con modalità violente ed estranee al pacifismo delle manifestazioni LGBTQ, compiuto un’azione di forza. Lo scopo: appropriarsi del palco e srotolare uno striscione dietro la vice-presidente del M.I.T. e attivista anti-clericale Porpora Marcasciano. Aiutati dalla presidentessa del M.I.T. Marcella Di Folco (e una dei portavoce del Pride), sono entrati e saliti sul palco per prendere visivamente la parola, nonostante FacciamoBreccia abbia da sempre avversato l’idea dei Pride itineranti (sostengono che solo a Roma ha senso fare una manifestazione nazionale) e non abbia aderito alla piattaforma rivendicativa (sostanzialmente identica a quella di Torino 2006, a cui invece aderì).
Ci sono in questi due episodi, a torto considerati minori rispetto al successivo e conseguente fermo di Graziella Bertozzo, due precise responsabilità politiche che è doveroso esplicitare.
ABC Pride #04. Ricostituenti per la nostra coscienza politica
Ricostituenti per la nostra coscienza politica
Mercoledì 11 Giugno, H 21.00
Arcigay “Il Cassero”
Via Don Minzoni 18 – Bologna
Raccontami una storia
Il movimento gay e lesbico in Italia
Gianni Rossi Barilli incontra Beppe Ramina
Dagli anni Settanta, quando il movimento per i diritti delle persone omosessuali cominciò a farsi sentire anche in Italia, le cose sono diverse. La percezione delle altre sessualità e delle differenti identità di genere sono effettivamente cambiate, verso un clima di più grande accettazione sociale e culturale. Ma qual’è la storia – tra le più recenti della nostra politica – del movimento gay, lesbico e transessuale italiano? Ne parlano Beppe Ramina, direttore del quotidiano Il Domani di Bologna, e Gianni Rossi Barilli, giornalista e autore de “Il movimento gay in Italia” per Feltrinelli.


