Articoli marcati con tag ‘Monsignor Vecchi’
Casa e Chiesa. Il patrimonio immobiliare del Vaticano e della Curia di Bologna
Ilaria D’Amico e la trasmissione da lei condotta su La7, Exit, dedicano una puntata al patrimonio immobiliare della Chiesa Cattolica in Italia. Col 22% dei beni immobili di sua proprietà, il Vaticano è il più importante possidente della penisola, a cui il Governo Berlusconi assicura cospicui privilegi economici, in primis l’esenzione dall’ICI, anche per le proprietà con fini commerciali.
Focus iniziale sulle proprietà della diocesi bolognesi e in particolare della Fondazione Lercaro, presieduta da Monsignor Vecchi, che sfratta le famiglie disagiate dagli appartamenti che affitta a prezzi di mercato.
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Komos, il coro gay diventa protestante
Bologna, sui finanziamenti alle scuole private il PD sospende il giudizio

Bologna, Curia: “Alle scuole cattoliche il 30% della torta”

Elezioni 2009. A Bologna scoppia il dibattito su “cos’è una famiglia”
I titoli dei giornali di oggi:
- Daremo vantaggi alle coppie sposate (Cazzola)
- E’ scontro sulla famiglia (ACLI)
- Appoggio ai candidati coerenti con la fede (ACLI)
- Cattolici PD, l’affondo di Vecchi: “Rispettate il pensiero del Cardinale” (Curia)
- Critiche a Caffarra, gli ex DC contestano l’assessore Paruolo (PD)
- Adesso tutti si rifugiano nella famiglia
Bologna, elezioni 2009 – Domande sulla laicità. Il silenzio dei tre big
Dieci quesiti movimentano la politica.
Esempio: spendere per edilizia scolastica o di culto?
Non rispondono i tre candidati
Alfredo Cazzola, Flavio Delbono e Giorgio Guazzaloca
Pierpaolo Velonà, L’unità, 29 Maggio 2009
L’UAAR (Unione atei, agnostici e razionalisti) chiede ai candidati sindaco di bloccare i finanziamenti comunali all’edilizia di culto: oltre 4 milioni di euro stanziati da Palazzo d’Accursio per le confessioni religiose, nei sette anni che vanno dal 2000 al 2006 (e, in proporzione, fino al 2009). In cima alla lista dei beneficiari, la Curia bolognese: solo nel 2004 ha ottenuto dal Comune 698mila euro (in totale 3.939mila euro). Ebrei, testimoni di Geova e Avventisti del settimo giorno hanno ricevuto una media di 27mila euro all’anno. Tutto secondo la legge dello Stato che da carta libera ai Comuni, ricorda l’UAAR, prevedendo un’apposita voce nel bilancio: “Oneri di urbanizzazione secondaria per opere relative a chiese ed edifici per servizi religiosi”. I Comuni, però, non avrebbero alcun obbligo in tal senso: tanto che l’amministrazione di Civitella Val di Chiana che, nel 2001, decise di chiudere i rubinetti, vinse il ricorso al Tar presentato dalla diocesi locale. “E’ una regalia che si aggiunge all’otto per mille. Piuttosto si aiuti l’edilizia scolastica pubblica” dice Roberto Grendene, coordinatore dell’Uaar bolognese, che ha come presidenti onorari il ginecologo Carlo Flamigni, l’astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi e il vignettista Sergio Staino. Per stoppare i finanziamenti a partire dal prossimo mandato, l’Unione degli atei ha lanciato una petizione al Comune di Bologna (1.360 le firme raccolte), rivolgendosi anche ai candidati sindaco.
Hanno firmato Gianfranco Pasquino (candidato della lista ulivista omonima), Valerio Monteventi (BCL), Michele Terra (Partito comunista dei lavoratori) e Giuseppina Tedde (in corsa con la lista di donne Altra città).
Non hanno invece aderito i tre big Flavio Delbono (PD), Alfredo Cazzola (PDL e Lega) e Giorgio Guazzaloca (UDC). I quali, sostiene l’UAAR, hanno anche evitato di rispondere alle “10 domande laiche”. Petizione a parte, Grandene ha interpellato gli aspiranti sindaco sui finanziamenti comunali alle scuole confessionali, sull’impegno a garantire un’alternativa valida all’ora di religione, sugli spazi per matrimoni e funerali civili, sulla raccolta dei testamenti biologici.
“Sono argomenti ritenuti a torto di nicchia”, dice Pasquino, che, dal canto suo, ha compilato il questionario. Le risposte di Pasquino e quelle di Tedde sono già disponibili sul sito internet www.uaar.it/bologna. Oggi saranno caricati gli interventi di Terra e Monteventi.
Spulciando il sito si apprende che il politologo Pasquino ritiene che la Chiesa cattolica abbia già “finanziamenti più che sufficienti”. E che “bisogna ridiscutere trasparentemente la convenzione con la Fism (la federazione che riunisce le scuole materne cattoliche, ndr)”. Il professore promette poi “uno sportello per lo sbattezzo in Comune”.
Anche Sergio Lo Giudice, consigliere comunale Pd e presidente onorario di Arcigay, ha riposto alle domande. Si augura che “gli oneri di urbanizzazione secondaria vengano usati per scopi civili” e “che l’ora di religione sia sostituita con un’ora di educazione alla cittadinanza”.
Temi caldi che scatenano, di riflesso, un botta e risposta tra Monteventi e il vice del cardinale Caffarra, monsignor Ernesto Vecchi. “Nella fase di approvazione del Rue, il regolamento urbanistico edilizio – dice Monteventi – Vecchi ha chiesto che la possibilità di intervenire sugli immobili religiosi fosse estesa a tutti gli spazi della Curia, non solo alle chiese, e il Comune gliel’ha concessa”. “Chiediamo solo di essere trattati secondo le leggi che riguardano le attrezzature religiose”, replica Vecchi.
Bologna Pride: Lina Delli Quadri, “La Chiesa dialoghi con il Gay Pride”
Venerdì 18 Luglio, La Repubblica di Bologna, Silvia Bignami - Una cattolica per dire "qualcosa di sinistra" sul Gay Pride. Non su quello degli insulti e degli slogan blasfemi, ma sulla maggioranza sobria e corretta dei 50mila che il 28 giugno hanno sfilato sotto le torri in nome della dignità e contro la discriminazione. La vice capogruppo dei Democratici in Comune Lina Delli Quadri - lady di ferro del cattolicesimo targato PD, con una storia da ex Popolare ed ex Margherita alle spalle e un "secondo lavoro" come dipendente alla parrocchia del Sacro Cuore - scende in campo a polemiche ormai nel cassetto. Per "cercare di impostare una riflessione e un dialogo" e per difendere il corteo Lgbt (lesbico, gay, bisex, e transgender).
"Chi ha assistito al Gay Pride - scrive in una lettera aperta la Delli Quadri - ha notato un atteggiamento diverso rispetto alle manifestazioni degli altri anni in termini di correttezza e sobrietà. Una manifestazione di rivendicazione di diritti più che una carnevalata". Le polemiche irrispettose e gli insulti ci sono stati, è vero, "ma in mezzo a 50mila persone costituivano assolutamente l'eccezione". Mentre "la polemica corretta", ammette, "è un prezzo che la Chiesa deve pagare nel momento in cui rivendica il diritto di riaffermare la propria morale sessuale, mettendo in conto che vi possono essere persone che non condividono quella morale".
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Bologna Pride: non esistono messe riparatrici di manifestazioni democratiche
Bologna Pride: si parte
"Sfileranno per la città 30 carri che rappresenteranno le associazioni gay e lesbiche di tutta Italia: ci aspettiamo circa 30 mila persone". Emiliano Zaino, presidente di Arcigay "Il Cassero", che lunedì sera ha riunito il consiglio direttivo del comitato Bologna Pride 2008, scommette sul successo della manifestazione che si svolgerà il prossimo 28 giugno a Bologna.
L'organizzazione dell'evento è ormai ad uno stadio avanzatissimo e restano da definire solo i dettagli. Il 26 giugno in piazza Maggiore, nell'ambito della rassegna estiva del Comune, verrà proiettato il film "Tutto su mia madre" di Almodóvar. Il prossimo 20 giugno al Cassero in via Don Minzoni si farà una tavola rotonda su "Omosessualità nel cristianesimo" con Don Franco Barbero della comunità Cristiana di base di Pinerolo, Gianni Geraci del coordinamento omosessuali cristiani italiani e Letizia Tomassone, pastora della chiesa Valdese di Verona. L'evento è organizzato dal movimento "Noi siamo chiesa" che ieri ha detto sì al Gay Pride "perché le persone omosessuali, gay, lesbiche e transessuali meritano di essere accolte a pieno titolo nella Chiesa". Secca replica di Monsignor Ernesto Vecchi: "Non è un movimento riconosciuto dalla Chiesa e quindi non hanno voce in capitolo".
Il momento clou del Gay Pride sarà naturalmente il corteo del 28 giugno. Ci sarà un info-point fin dalla mattinata in piazza Ravegnana, mentre la manifestazione vera e propria partirà dalle 14 con un corteo senza carri che partirà dalle due torri e proseguirà fino ai giardini Margherita. Qui inizierà la seconda parte del corteo con la sfilata dei carri lungo i viali di circonvallazione. Intorno alle 17 il serpentone dovrebbe arrivare in piazza VIII agosto dove la manifestazione dovrebbe concludersi intorno alle 20. Poi festa dalle 22 al Parco Nord.

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