Articoli marcati con tag ‘Ministro delle Pari Opportunità’
Manifestazione contro l’omofobia. Le associazioni ascoltino le voci della piazza
Se a questo aggiungiamo l’auto-lesionismo delle associazioni lgbt nel concedere incontri ai ministri del Governo Berlusconi proprio a due giorni dalla “prova della piazza”, si comprende che i timori che le assenze pesassero erano concreti. Anestetizzare le rivendicazioni e i conflitti è una tattica di ogni potere esecutivo. Stupisce vedere 50enni scafati da trentanni di militanza politica attiva abboccare ancora all’amo delle promesse mai mantenute. Un “Grazie Ministra Carfagna per la richiesta d’incontro, preferiremmo vederci dopo il 10 Ottobre” ci stava tutto. Peccato non averlo sentito.
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O tutte o nessuna – Ovvero di cosa parliamo quando diciamo prostituzione?
O tutte o nessuna
ovvero di cosa parliamo quando diciamo prostituzione?
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Martedì 7 Ottobre, H 21.00
Sala Enzo Biagi – Sala Borsa
Piazza del Nettuno 3 – Bologna
A settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge presentato dalla Ministra Mara Carfagna sulle misure contro l’esercizio della prostituzione che, modificando la legge Merlin, introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e “in luogo pubblico”. Le “misure contro la prostituzione” messe a punto dal Ministro per le Pari Opportunità andranno a colpire sia le donne che si prostituiscono in strada che i loro clienti con un’ammenda da 200 a 3000 euro o addirittura con l’arresto da cinque a quindici giorni. Siamo sicure che il ddl presentato dalla Carfagna con i ministri Maroni e Alfano sia la soluzione giusta? Betty non ne è sicura. Il mercato del sesso è un mondo complesso che chiama in causa innumerevoli dimensioni: le politiche sull’immigrazione, la povertà, le disuguaglianze di genere e il diritto di ogni donna a poter scegliere come gestire la propria sessualità e il proprio corpo. Questa serata, dunque, sarà un’occasione per raccontare il mercato del sesso fuori dalle banalizzazioni e dai moralismi della politica e della cattiva informazione, per offrire delle posizioni alternative di politiche sul mercato del sesso che mettono al centro i diritti delle persone che si prostituiscono. L’iniziativa proposta fa parte della campagna di comunicazione e informazione: Anche io sono una puttana, promossa da Sexyshock e Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.

O tutte o nessuna

Con queste parole le Betty del SexyShock propongono di diffondere lo slogan Anche io sono una puttana:
Per il Bologna Pride abbiamo prodotto un bollino, “anche io sono una puttana”, riprendendo una spilletta prodotta da un collettivo di donne catalane. Ci piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della “vergogna” comunemente associata al mestiere. Perché alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell’ “epiteto” che ancora oggi – tutte le donne sanno – corrisponde ad un’offesa. “Puttana”, ben lungi da designare una professione, e’ innanzitutto qualcuna che “la da’ via”. Il sotto testo, ci fosse bisogno di spiegarlo, è che la cosa peggiore che una donna può fare, è avere una vita sessuale di cui disporre liberamente. E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se la puttana è un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perché tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci!

Carfagna: “Non comprendo chi vende il proprio corpo”
ANSA, Roma, 11 Set. – Un po’ stupita un po’ sarcastica, la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Mara Carfagna che stamattina ha detto di provare “orrore per chi vende il proprio corpo”. Eppure – afferma Corso – “la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie”.

La strategia? Co-governare dall’opposizione – Non a nome nostro
Carfagna e la Concia: dialogo sui gay, Corriere della Sera, Roma, 11 giu. — "Mara Carfagna mi è sembrata molto attenta, interessata, ragionevole: sono sicura che oggi non direbbe più le cose che ha detto sui gay. Del resto è comprensibile: è la prima volta che fa il ministro per le Pari opportunità". È convinta Paola Concia, deputata del PD responsabile delle questioni omosessuali. Ieri pomeriggio ha incontrato per più di un'ora il ministro per le Pari Opportunità Carfagna, in un tavolo dove sedeva anche Simonetta Matone, capo dipartimento del ministero.
Dice Paola Concia: "È un incontro che ho chiesto io e che lei mi ha concesso con solerzia. Le ho spiegato che cosa è un gay pride e che esiste da trentotto anni appena". Ma non solo: "Le ho fatto capire che i problemi degli omosessuali in questo paese sono tanti e tante sono le discriminazioni. Che esiste un clima omofobico da combattere. Che è necessario fare passi in avanti nel nostro paese sulla questione dei diritti degli omosessuali". E lei, il ministro, come ha reagito?
"Mi è sembrata attenta davvero: ha capito che il problema non è eludibile. Per questo siamo rimaste d'accordo che collaboreremo per trovare un punto d'incontro".

Dopo un mese di dichiarazioni fantascientifiche della Carfagna, una deputata del PD che ha come merito di essere l’unica lesbica dichiarata del Parlamento, è andata dal Ministro per uno scambio cordialissimo di battute. La Carfagna ci ha detto che: siamo esibizionisti, volgari, senza speranza, che dovremmo stare a casa, che non ci sono discriminazioni, che il Pride dovremmo abbandonarlo… “Adesso che io, Paola Concia, le ho spiegato, ha capito”. Il Ministro, grato di questa apertura di credito fatta a nome del movimento LGBTQ italiano da parte di chi non ci ha mai militato, ringrazia e la congeda. Tutto per un trafiletto. Troppo onore.
Due domande, senza polemica ma a cui sarebbe bene offrire delle risposte, per i milioni di persone omosessuali che vivono in Italia: Onorevole Concia, la sua strategia è co-governare la sconfitta dall’opposizione? La seconda domanda: a nome di chi parla?
Le anticipo, se vorrà ascoltarla, la mia opinione: non a nome nostro. Al massimo, le ricordo che Lei può parlare a nome dei gay e delle lesbiche del PD che l’hanno scelta quale portavoce. Quanti sono? 100? 200? 1000? Si limiti a questi, per favore. La questione della rappresentanza è un punto troppo serio per essere venduto per poche righe sul Corsera.
Lettera aperta al Ministro delle Pari Opportunità
Di Daniele Pacini
Gentile Ministro Carfagna,
in merito alla sua richiesta di una dimostrazione concreta della effettiva discriminazione dei cittadini omosessuali italiani, Le sottopongo con piacere la mia personale situazione. Dopo sei anni di convivenza, due anni fa a Vancouver (British Columbia) ho sposato un cittadino canadese. Come saprà il Canada è un bellissimo, ricco e civilissimo paese che però non fa parte della Comunità Europea. La presenza del mio sposo extra comunitario in Italia, in mancanza di un riconoscimento della nostra unione, è quindi legata alla durata del permesso di soggiorno che lui ha ottenuto grazie ad un contratto di lavoro a tempo determinato, trovato molto faticosamente. Penso che possa immaginare quanto una situazione del genere contribuisca alla serenità della nostra vita in comune. Inoltre grazie all’efficienza del sistema attuale, il rinnovo del permesso di soggiorno arriva praticamente allo scadere del contratto in essere, costringendoci a vivere per la maggior parte del tempo dovendo usare una ricevuta delle Poste Italiane come documento di identità. Tutto questo non succede ad esempio ad un qualsiasi altro cittadino italiano che volesse regolarizzare la sua novella sposa extracomunitaria conosciuta il mese prima grazie ad un annuncio online. Dal momento che è così sicura che gli omosessuali non subiscano discriminazioni, la prego di indicarmi in che modo i miei diritti sono uguali a quelli dell’ipotetico cittadino italiano che ho appena citato. La prego di indicarmi quale tipo di scrittura privata o atto notarile può concedere al mio sposo il basilare diritto di vivere con me indefinitamente del mio paese. Perché, cara Signora Carfagna, i casi sono due: o mi è sfuggito qualcosa, come spero, o l’ignoranza che dimostra della condizione umana di molti cittadini italiani, per non parlare della sua assoluta mancanza di sensibilità verso il loro concreto e quotidiano disagio, la rendono del tutto incompatibile con il ruolo di cui è stata investita.
Rispettosamente,
Daniele Pacini.
P.S.: Se la sua risposta dovesse essere “perché non emigra lei in Canada”, la informo che rimango in questo paese perché credo prima di tutto di averne diritto, e poi perché sono qui per i miei anziani genitori, dunque la mia famiglia, che verrebbe distrutta da un mio trasferimento in un paese così lontano.

Bologna Pride: “Il Governo ci tuteli o sarà protesta di piazza”
DIRE, Roma, 15 mag. - Il nuovo governo non piace per niente al mondo omosessuale italiano. In particolare il nuovo ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna. E, a scanso di equivoci, lancia un avvertimento. "Un Governo ha il dovere di tutelare tutte le minoranze - è l'appello di Marcella Di Folco, portavoce del Gay Pride nazionale - noi non siamo fantasmi: questa volta scendiamo in piazza davvero. E davanti a Palazzo Chigi c'è abbastanza spazio per tutti". Oggi a Bologna, sede del prossimo Gay Pride nazionale, in programma il 28 giugno, il comitato organizzatore della kermesse omosessuale ha presentato la "piattaforma politica di rivendicazione" su cui si basa la manifestazione di quest'anno.
Il pacchetto di richieste è tutto all'indirizzo del Governo, al quale il mondo omosessuale chiede di "non seppellire la commissione Pari opportunità del mondo Lgbt istituita dell'ex ministro Barbara Pollastrini - manda a dire Di Folco - serve un luogo di confronto e dialogo, perché in Parlamento siedono persone che non sanno neanche di cosa si sta parlando quando si tratta dell'omosessualità". Buona parte della preoccupazione degli organizzatori del Gay Pride è legata al nuovo ministro delle Pari opportunità. "Carfagna ha più volte sostenuto che vanno riconosciute solo le coppie che possono procreare, escludendo quelle omosessuali - sottolinea Paola Brandolini, presidente di Arcilesbica Bologna e anche lei portavoce del Pride nazionale - non è una questione di ignoranza, ma una pesante idea sulla libertà personale. Con queste istituzioni - tira le somme Brandolini - non possiamo che avere un confronto imbarazzato".

Paola Brandolini, Portavoce del Bologna Pride 2008

