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Articoli marcati con tag ‘Migranti’

Bologna Città Libera contro le leggi razziali del Governo Berlusconi

Una delle caratteristiche del nazionalsocialismo nella sua fase iniziale fu quella di partorire per via legislativa criminali di nuovo tipo: criminali che non avevano commesso crimini. Il Parlamento della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza contro il nazifascismo ha il 2 luglio 2009 approvato una legge che, sub-specie di salvaguardare la sicurezza dei cittadini, esattamente fa la stessa cosa: produce criminali di nuovo tipo, criminali che non commettono crimini. Ieri erano gli ebrei, oggi i cittadini stranieri che non avendo il permesso di soggiorno, perciò stesso diventano criminali, pur non commettendo crimine alcuno. Una legge simile crediamo non esista in alcun paese al mondo, certamente non in Europa. Certamente non nelle Americhe. Si tratta di una legge che viola palesemente i diritti umani, viola palesemente i diritti civili, viola palesemente la nostra Carta Costituzionale. Non sappiamo cosa faranno e diranno le istituzioni di garanzia, il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale. Neppure sappiamo cosa faranno e diranno gli eletti dal popolo nelle rappresentanze locali e regionali, i Sindaci, i Presidenti di Provincia, i Presidenti di Regione, e i rispettivi Consigli. Sappiamo cosa faremo noi, liberi cittadini della libera città di Bologna: ci opporremo alle neonate leggi razziali in ogni luogo della società, faremo ogni giorno obiezione di coscienza contro una legge cui non riconosciamo legittimità alcuna fin quando questa vergogna non sarà cancellata, opereremo in tutti modi possibili perché a Bologna nessun cittadino sia straniero.

Bruno Giorgini, Claudio Borgatti, Maurizio Cecconi, Angela Attianese,
Valerio Monteventi, Tiziana Milito, Sandy Da Fè, Tiziano Loreti, Micol Todesco

Io non ti denuncio

Elezioni europee. Everyone Group: “No a Cofferati e Domenici. Intolleranti”

Gli attivisti di Everyone Group, associazione internazionale per i diritti umani, hanno inviato una lettera aperta alle dirigenze del Partito Democratico in Toscana ed Emilia-Romagna, nonché a tutti i Parlamentari Europei e ai membri del Parlamento Italiano contro la candidatura come eurodeputati degli attuali sindaci di Firenze e Bologna.

“Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, e Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’A.N.C.I., sono stati alcuni dei precursori delle politiche razziste e xenofobe per cui oggi l’Italia si trova al centro della riprovazione internazionale”. Lo dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani. “Il Gruppo EveryOne, proprio sulla base delle politiche all’insegna dell’intolleranza durante i mandati dei due sindaci, protesta vivamente, con il massimo sdegno, contro la loro candidatura alle elezioni europee, fra le file del PD, che li ha scelti addirittura il primo come capolista nel nord ovest, il secondo come probabile capolista del centro Italia”.

“Le ordinanze anti immigrati e le politiche persecutorie contro il popolo Rom regalarono a Cofferati il plauso della Lega Nord già nel 2005″, spiegano gli attivisti, “quando i leader del Carroccio lo definirono “Meglio di Guazzaloca”, primo sindaco di destra di Bologna. Durante tutto il suo mandato, Sergio Cofferati si è distinto per aver ordinato una sequenza tragica di sgomberi di insediamenti Rom senza alternative di alloggio, senza assistenza sociale né igienico-sanitaria per donne, malati e bambini, senza alcun piano d’integrazione né rispetto per la dignità personale dell’individuo. La Bologna di Cofferati si è trasformata a poco a poco in un inferno per i Rom, come ha potuto verificare l’ottobre scorso una delegazione di esperti riguardo ai fenomeni di persecuzione razziale, guidata dall’europarlamentare Viktoria Mohacsì. “Agiscono senza autorizzazione e bisogna combatterli affinché non ce ne siano più, in futuro”, disse dei mendicanti, degli artisti di strada e dei lavavetri,sollevando l’entusiastica approvazione della Lega, di Forza Nuova, dei neonazisti di Stormfront e White Pride e in genere della destra xenofoba” proseguono i rappresentanti di EveryOne. “Pochi giorni fa, all’inizio di aprile 2009, Cofferati ha ordinato nuovi tragici sgomberi a danno degli ultimi Rom rifugiati a Bologna, presso l’ex area militare dei Prati di Caprara”.

Il Gruppo EveryOne ribadisce poi il netto no anche alla candidatura dell’attuale sindaco di Firenze e presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. “Leonardo Domenici è il sindaco ideatore, con l’assessore-sceriffo Graziano Cioni, dell’ordinanza comunale di agosto 2008 che prevedeva fino a tre mesi di carcere per i lavavetri della città di Firenze, parlando addirittura di “pericolo di conflitto sociale”. Ricordiamo che Domenici dichiarò al Corriere della Sera “Tolgo i lavavetri ai semafori seguendo la lezione di Lenin”, divulgando la notizia secondo cui esistesse un racket di lavavetri che minacciava la sicurezza dei fiorentini e ricevendo la sementita pubblica del procuratore Nannucci e l’invito a rivedere l’ordinanza poiché non esistevano illeciti penali nell’operato dei lavavetri. Domenici strumentalizzò l’articolo 154 della Costituzione: “Il secondo comma”, disse il sindaco di Firenze sempre al Corriere della Sera in quell’occasione, “impone a chi ha incarichi pubblici di esercitarli con “disciplina e onore”. La nostra Costituzione è stata scritta nel ’47 e alcune parole sono ormai desuete, ma queste due sono belle: disciplina e onore. A me piacciono”. Leonardo Domenici” prosegue l’organizzazione internazionale per i diritti umani “è anche il sindaco che ha autorizzato il nuovo regolamento di Polizia Urbana della città di Firenze, in cui non solo sono previste sanzioni di oltre 160 euro per i questuanti, ma anche per tutti i mendicanti che “intralcino il passaggio dei pedoni” per le strade fiorentine o che “diano fastidio” chiedendo l’elemosina o “dormendo in modo palesemente indecente occupando il suolo pubblico”. Non ultimi, gli episodi accaduti più volte in cui a Rom e senzatetto, rifiutati dai ricoveri per l’emergenza freddo in convenzione con il Comune, sono state tolte, in autunno e in pieno inverno, le coperte per riscaldarsi all’aperto. Nonostante tutto ciò Leonardo Domenici ha mantenuto l’assoluta indifferenza di sempre riguardo a politiche integrative e di assistenza umanitaria nei confronti dei più deboli” conclude EveryOne.

“Vi sono alcuni uomini della destra,”, spiegano ancora gli attivisti, “a partire dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, che stanno facendo ammenda per le politiche xenofobe e razziste condotte negli ultimi anni dalle Istituzioni italiane. Come è possibile che la sinistra, che dovrebbe avere i diritti umani, l’accoglienza e l’antirazzismo fra le basi della propria politica, stia invece premiando i propri rappresentanti che si sono distinti per intolleranza a azioni persecutorie nei confronti di Rom, migranti e senzatetto? Ci auguriamo che la classe politica italiana smetta di cercare consensi elettorali facendo leva sulla xenofobia e inizi a seguire realmente le linee-guida, ispirate ai più alti valori civili, dell’Unione europea. E questo cominciando con il ripensare seriamente alla candidatura in Europarlamento dei due sindaci dell’intolleranza”.

Immigrazioni e omosessualità – Il video

Dal 12 al 14 dicembre 2008 si è svolto a Napoli il seminario IO – Immigrazioni e omosessualità. Si è trattato di un importante momento di formazione rivolto ai soci dei comitati Arcigay che ha visto la partecipazione di studiosi ed esperti di importanza nazionale e internazionale e nel corso del quale sono stati presentati i risultati della ricerca “Essere migranti LGB in Italia oggi”, la prima sul tema.

Il servizio raccoglie le interviste fatte ai relatori del seminario: Laura Pozzoli (ricercatrice sociale), Giorgio Dell’Amico e Miles Gualdi (coordinatori del progetto IO – Immigrazioni ed Omosessualità), Laura Spizzichino, (psicologa e psicoterapeuta), Nicola Mai (ricercatore della London Metropolitan University), Matteo Bonini Baraldi (presidente del CESD, Centro europeo studi sulla discriminazione), Adri Tekin (attivista Associazione GLADT di Berlino) e Salvatore Simioli (presidente dell’Arcigay di Napoli).

Video di Carmine Urciuoli e Luca Mercogliano
Una produzione NapoliGayPress per Arcoiris Campania

Valerio Monteventi per Bologna Città Libera: “I migranti si schierino contro la violenza sulle donne”

Adnkronos, Bologna, 16 Feb. – “C’è una non cultura maschile di uomini che pensano di poter fare quello che vogliono sul corpo delle donne. Le culture di origine incidono su questo fenomeno e sarebbe sbagliato negare che parte di questi episodi vengono portati aventi da stranieri. Anche per questo dobbiamo chiedere alle comunità di migranti di prendere una posizione su questo tema”. Questo il messaggio che il consigliere indipendente e candidato a sindaco di Bologna Città Libera, Valerio Monteventi, lancia dai banchi dell’aula di Palazzo d’Accursio alle associazioni di stranieri presenti a Bologna affinché si schierino apertamente contro la violenza sulle donne.

Donna infranta

BBC #02 – Bologna per il Bene Comune – Speciale casa

E’ uscito il secondo numero di BBC – Bologna per il Bene Comune, foglio di comunicazione di Bologna città libera. Potete trovarlo nelle edicole del centro cittadino, oppure scaricarne il .pdf gratuitamente.

Il secondo numero di BBC è dedicato alla questione abitativa a Bologna. Sono circa 10mila le famiglie che si rivolgono al Comune per problemi relativi al bisogno primario dell’abitazione. Questo dato si ricava dall’incrocio delle domande nei vari bandi pubblici del nostro territorio. Di fronte a questa situazione, l’Amministrazione comunale ha mai visto la questione della casa come una priorità? La risposta è molto semplice: no.

Sommario

  • La situazione degli sfratti in città
  • Assegnazioni e graduatoria ERP
  • Graduatoria a canone calmierato
  • Fondo sociale per l’affitto
  • Noi cosa proponiamo?
  • Non sono gli immigrati a portarci via le case popolari
  • Via Azzo Gardino, la via degli spazi vuoti

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Bologna non merita un sindaco fascista

Con un duro intervento, Franco Berardi “Bifo” commenta l’ennesimo giro di vite della Giunta Cofferati sul consumo di alcolici in città. Dopo la guerra agli esercizi aperti di notte e obbligati a terminare la distribuzione degli alcolici alle 2, dopo l’estensione del precedente divieto anche alle associazioni e ai circoli privati (Il Cassero prese una posizione politica molto severa su questa ordinanza), ecco scattare una nuova proibizione. Ad esserne vittima, un paio di baretti che offrivano spritz a prezzi modici e quindi frequentati da studenti e anziani. La Giunta Cofferati e il Partito Democratico stanno dimostrando di essere estranei alla complessità della composizione sociale di Bologna. Di fatto, sono il partito dei palazzinari e della piccola e media borghesia immobiliare, di cui difendono spietatamente le derive anti-degrado. Mentre gli studenti e i migranti sono trattati come il necessario fastidio che serve a procurare denaro e manodopera e a cui proibire la soddisfazione dei bisogni e impedire l’esercizio della cittadinanza. Il post di Bifo recita così:

Un’onda di allegria si è diffusa quando, una decina di giorni fa, il ragionier Cofferati ha deciso di non ricandidarsi. Incontrandosi per strada l’amico abbracciava l’amico come se fossimo finalmente liberi. Non è così. Non solo perché i candidati che il partito democratico presenterà alle prossime elezioni saranno fatti della stessa pasta di Cofferati. Ma soprattutto perché quell’individuo è ancora seduto sulla poltrona, e nei mesi che ci separano dalla sua dipartita possiamo stare certi che farà del suo meglio per vendicarsi di una città che gli ha mostrato di non amarlo quanto egli avrebbe desiderato. Cofferati è un pericolo per questa città, è un pericolo per ciascuno di noi, un pericolo per la libertà per la convivenza, per la democrazia. Le ultime azioni compiute dalla sua Junta sono azioni dichiaratamente fasciste. La decisione di chiudere un bar per la semplice ragione che davanti ad esso si radunavano persone dall’aspetto non conformato non può essere definita in altro modo che questo: un gesto di fascismo. E’ un gesto di arroganza, di violenza e – tecnicamente parlando – di fascismo. Quella decisione equivale a un ordine di scioglimento degli assembramenti sotto la minaccia della Milizia armata. Le normative a cui questa chiusura si riferisce sono quelle con cui il regime fascista colpì a morte la democrazia. Le multe che da qualche tempo vengono comminate a chi siede per terra sono dichiarazioni arroganti di intolleranza contro qualsiasi gesto libero che una persona possa azzardarsi a compiere nella città. La punizione esemplare per un cittadino senzatetto che occupava un metro quadrato del territorio pubblico in maniera non conformata è violenza che colpisce ciascuno di noi. Attenzione. Il 15 maggio del 1921 nella città di Bologna 175.000 persone votarono come deputato un criminale di nome Mussolini. E’ bene ricordarlo, è bene sapere che, a dispetto delle leggende, una parte di questa città ha sempre avuto una vocazione autoritaria. Perciò in questa città ci può essere ancora qualcuno che voterebbe di nuovo per Cofferati e per il suo partito. Ma Bologna è anche la città di Anteo Zamboni, è anche la città medaglia d’oro della resistenza. Chi si è impadronito del potere cittadino lo esercita con uno stile che è quello del ventennio mussoliniano. Questa città non può accettarlo. Finora abbiamo pensato che il giorno della cacciata di Cofferati sarebbe venuto alla fine della primavera del 2009. Ora dobbiamo ricrederci. Non possiamo aspettare quella data.

Immigrazioni e omosessualità – Seminario

Immigrazioni e omosessualità – Seminario
Bologna, 24/25 ottobre 2008
Sala conferenze, Settore Istruzione e Politiche delle differenze
Via Cà Selvatica, 7 – [vedi la mappa]

Con il patrocinio del Comune di Bologna

Il seminario Immigrazioni e Omosessualità è organizzato nel quadro del progetto Nuovi approcci nel campo dell’integrazione dei migranti residenti in Italia: l’aiuto ai migranti gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, realizzato da Arcigay con i sostegno del Ministero della Solidarietà Sociale. E’ indirizzato agli operatori ed alle operatrici dei servizi pubblici e privati rivolti agli stranieri non comunitari. L’obiettivo del seminario è di fornire un contesto di riflessione sulla progettazione e fornitura di servizi e interventi efficaci anche per i migranti LGBT.

Pegaso 14

Pegaso, il bollettino associativo di Arcigay, dedica il numero autunnale alla manifestazione per la visibilità delle coppie omosessuali del 14 febbraio 2009: Libro amore in libero stato. Inoltre, è presente uno speciale sul Progetto IO – Immigrazione ed Omosessualità, iniziativa che intende dare strumenti e risorse per l’integrazione delle persone LGBT non italiane, ma che in Italia ci vivono. Pegaso lo trovate in tutti i circoli dell’associazione oppure in dowload dal link sottostante.

Scarica Pegaso N. 14 – Bollettino associativo di Arcigay

Suffragio omosessuale | Il Cassero alla Festa dell’Unità di Bologna

Prende il via Venerdì 29 Settembre la Festa dell’Unità del Partito Democratico di Bologna, che in terra emiliana ha scelto di mantenere l’originaria denominazione, senza concessioni nominalistiche alla Festa Democratica. Si terrà, come sempre, al Parco Nord di Via Stalingrado 83 [vedi mappa].

Da anni il Cassero (e anche altre realtà LGBTQ) è presente con un suo stand all’interno del maggior appuntamento politico cittadino. Nel 2007 scorso lo dedicammo al Bologna Pride che s’è svolto con grande successo quest’anno. L’anno prima, ne facemmo una sosta ristoratrice degna del Dopolavoro Omosessuale Bonaparte.

Nel 2008 Anno Domini lo stand del Cassero è ispirato al movimento femminista e ottocentesco delle suffragette, che rivendicò, ottenendolo dopo anni di dure lotte e violente repressioni poliziesche, il suffragio universale, maschile e femminile.

Lo abbiamo chiamato Suffragio omosessuale, per indicare che oggi la frontiera dell’inclusione sociale ha come soglia l’estensione dei diritti di cittadinanza attiva per le persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Le quali, con grande pazienza e lavoro di relazione, rivendicano che siano loro attribuiti gli stessi diritti oggi riconosciuti alle persone eterosessuali: la protezione della loro persona dalle violenze dettate dal razzismo e dal maschilismo, il riconoscimento pubblico delle loro relazioni e unioni affettive, di coppia e non solo di coppia.

In altre parole: a) un provvedimento contro l’omofobia che estenda la legge Mancino; b) la creazione di un nuovo istituto giuridico alternativo al matrimonio che dia leggittimità alle unioni civili; c) l’estensione del matrimonio alle persone LGBT; d) il riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e l’estensione delle adozioni alle persone LGBT; e) un radicale cambiamento della legge 40, che vieta alle coppie omosessuali l’accesso alla fecondazione assistita; f) la possibilità per gli uomini e le donne trans di poter cambiare nome senza dover passar prima attraverso la ridefinizione del sesso biologico.

***

Ogni giorno della Festa dell’Unità sarà accompagnato da un’iniziativa. Tra quelle di maggior spessore, ricordo la presentazione della sesta edizione di Gender Bender lunedì 1 Settembre alle ore 21.30 in compagnia del direttore del festival Daniele Del Pozzo; la tavola rotonda con Riccardo Gottardi e Sandro Mattioli, di ritorno dalla XVII Conferenza Mondiale sull’HIV/AIDS, venerdì 5 Settembre alle ore 21.30; lunedì 8 Settembre alle ore 21.30 si discute invece di migranti e ricongiungimenti familiari per le persone LGBT insieme a Salvatore Simioli, dell’Arcigay di Napoli e a Gianpaolo Silvestri, storico esponente dei Verdi e primo senatore della Repubblica italiana dichiaratamente gay; il giorno seguente, martedì 9 Settembre alle ore 22.00 (nottambuli), Walter Rovere e Matteo Giorgi presentano e distribuiscono ( “a lavurer!” :-P ) l’ultimo numero di Cassero Magazine; mercoledì 10 Settembre alle ore 22.00 scende a valle Helena Velena, già protagonista in una scorsa Festa dell’Unità di un atto di rivolta: bruciò una bandiera della Sinistra Giovanile, scatenando le ire dei nostri giovani padroni di casa; se dopo l’Avvento della Grande Profetessa del Transgender saremo ancora vivi, il giorno seguente, giovedì 11 Settembre alle ore 21.00 Chiara Lambertini ci introduce alla Gay Issue di Amnesty International, attiva in questi giorni a Denver con un’installazione di straordinario valore politico; venerdì 12 Settembre alle ore 21.00 Katia Zanotti di Sinistra Democratica e Sergio Lo Giudice del Partito Democratico cantano Bella Ciao, mentre Raimondo Ricci, vice-presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ci relaziona sul ruolo dell’ANPI nella promozione dei diritti civili nel nostro paese; lunedì 15 Settembre alle ore 21.00 ci spostiamo come docili masse allo spazio Forum della Festa per un dibattito letterario dal titolo L’isola che non c’è – Le politiche per lesbiche, gay, bisessuali e trans in Italia, dove discuteranno di diritti civili Vittoria Franco, ministra ombra per le pari opportunità, Sergio Lo Giudice, presidente della Commissione LGBT del Ministero per le Pari Opportunità, Milli Virgilio, assessora del Comune di Bologna per le politiche per le differenze e Sara Ghedini del PD bolognese; lasciata alle spalle l’isola che non c’è per approdare in carne e ossa a quella che per fortuna esiste, ci ritroviamo mercoledì 17 settembre alle ore 21.00 per un incontro con Franco Grillini, Marco Fraquelli, Luca De Santis e Sara Colaone sul tema degli omosessuali di destra ed estrema destra, dal titolo Italo odia i froci e ama il suo camerata; dulcis in fundo, un po’ di sesso, giovedì 18 Settembre alle ore 21.30: Vincenzo Branà, giornalista de Il Domani di Bologna, ci presenta Il porno risolve il caro vita, incontro con Federico Ferrazza, autore di Personal Porno, un excursus sull’auto-marketing della prostituzione fai da te.

Scarica il programma completo in formato .pdf

Ascolta lo spot inaugurale dello stand del Cassero

Visita il blog del Cassero alla Festa dell’Unità
con la registrazione dei migliori interventi
http://suffragioomosessuale.wordpress.com

***

Il Partito Democratico non è né il PCI, né il PDS, né i DS. Non è più il partito che ha fatto da sponda parlamentare alle richieste del movimento omosessuale italiano. Il Partito Democratico ospita posizioni politiche dichiaratamente o sottilmente ostili alle richieste di uguaglianza avanzate dalle persone omosessuali, che pagano e a caro prezzo nella vita di tutti i giorni il mancato riconoscimento legislativo della loro dignità e l’assenza di un punto di riferimento istituzionale che dia loro una buona speranza per il futuro prossimo.

Se il PD attua la politica dello struzzo che insabbia le questioni dietro paraventi post-ideologici, il movimento omosessuale e le sue associazioni hanno la necessità di prendere atto del cambiamento. La relazione col PD non può essere amicale – ma potrà tornare ad esserlo, se e quando saranno accolte le nostre istanze – . Un rapporto è bene che ci sia: dialettico e onesto. E costruito con la consapevolezza che tra le nostre rivendicazioni di uguaglianza e la volontà politica del PD è in corso un conflitto.

Sarà bene tenere a mente questa nuova cornice, affinché il nostro rapporto col PD non risulti né subalterno né collaterale e produca, da subito, un’interazione in grado di far crescere la lotta per i diritti civili. E, più in piccolo ma parimenti per noi importante, un programma del Cassero dentro la Festa dell’Unità maggiormente incisivo e coerente con l’attualità politica.

Bologna Pride: omofobia e diritto d’asilo

Il settore giuridico di Arcigay “Il Cassero” presenta

Omofobia e diritto d’asilo
incontro-aperitivo in occasione della XXI giornata mondiale del rifugiato

Inserito all’interno del programma del Bologna Pride 2008
e nel calendario delle iniziative promosse
dall’Osservatorio provinciale delle Immigrazioni di Bologna

Giovedì 19 Giugno, H 19.30
Arcigay “Il Cassero”
Via Don Minzoni 18 – Bologna

Intervengono
Michele Giarratano (responsabile settore giuridico Cassero)
Cathy La Torre (responsabile sportello legale Arcigay)
Raffaele Lelleri (osservatorio provinciale delle immigrazioni di Bologna)
Monica Russo (dottore di ricerca università di Bologna)

Info
giuridico@cassero.it

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IMMIGRATI: CASSAZIONE, ESSERE COPPIA DI FATTO NON SALVA DA ESPULSIONE. IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA NON VALE L'EQUIPARAZIONE ALLA FAMIGLIA

Adnkronos, Roma, 18 giu. - Essere una coppia di fatto per un clandestino non vale ad evitargli l'espulsione. Parola di Cassazione che sottolinea che in materia di immigrazione clandestina non è possibile "estendere l'equiparazione tra famiglia legittima e famiglia di fatto". Applicando questo principio, la prima sezione penale ha respinto il ricorso di un clandestino contro il provvedimento di espulsione applicato dal Tribunale di sorveglianza di Lecce nel luglio del 2007.

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
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