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Reggio Emilia s’è desta laica
Oggi sarò a Reggio Emilia, per le Giornate della laicità, organizzate da Micromega, dall’Arci e da Iniziativa Laica.
Alle ore 18 parteciperò a questo incontro, gratuito e aperto a tutti e a tutte:
Il movimento laico in Italia: debolezze e opportunità
Dibattito tra Carlo Flamigni, Tullio Monti e Maurizio CecconiLuogo: Università di Modena e Reggio Emilia
Sede di Reggio Emilia, Aula 2
Viale Antonio Allegri 9 [vedi mappa]
La prenotazione è obbligatoria e si può effettuare presso la Biglietteria Teatro Valli:
Piazza Martiri del VII Luglio, Reggio Emilia
Tel. 0522.458811 – centralino a selezione passante
Tel. 0522.458854 prenotazioni telefoniche
Fax 0522.451475
Numero verde: 800.55.42.22
Buoni consigli per non perdere la poltrona di dittatore
Azioni da non compiere quando il tuo potere, se sei un dittatore, barcolla:
- mettere il coprifuoco in città di milioni di abitanti. Sicuramente non lo rispetteranno e tu ci fai la figura del pirla che non è in grado di garantire l’ordine costituito;
- bloccare internet e i telefoni cellulari, ma lasciare funzionanti i fax. Quel che non si può fare comodamente, in situazioni d’emergenza, ci s’arrangia a fare con mezzi antichi;
- impedire ai giornalisti di raccontare ciò che succede, arrestandoli e/o espellendoli. Non esiste metodo migliore per crearsi un’opinione pubblica internazionale a te avversa;
- sottovalutare la forza liberatoria di chi s’emancipa dalla paura. Sapranno auto-organizzarsi;
- mettere i bastoni fra le ruote a chi organizza un sciopero generale. Sarà ancora più grande del previsto.
Se hai fatto solo alcune, o peggio tutte, queste azioni, la tua fine è vicina.
Matrimonio omosessuale, se il codice civile prevale sulla Costituzione
Matrimonio omosessuale, se il codice civile prevale sulla Costituzione
di Persio Tincani, docente di filosofia del diritto, Università di Bergamo
La vicenda del matrimonio omosessuale in Corte costituzionale si è conclusa nel modo che in molti prevedevano, cioè con un sostanziale rigetto delle questioni di costituzionalità rimesse dalla corte d’appello di Trento e dal tribunale di Venezia. Che la decisione fosse, in questo senso, prevedibile non ha, però, nulla a che vedere con la questione in sé (il matrimonio omosessuale è compatibile con la Costituzione?) e molto a che vedere con il fatto che non dobbiamo fingerci vergini, del tipo di quelle convinte che ci sia sempre un giudice a Berlino. Che la Corte avrebbe respinto le questioni, insomma, eravamo più o meno tutti ragionevolmente certi, tanto i favorevoli al matrimonio omosessuale, ovvero la stragrande maggioranza dei giuristi italiani, quanto la minoranza dei giuristi contrari.
Tutti o quasi tutti, infatti, consideravano assai improbabile che la Corte avrebbe deciso nel senso dell’ammissibilità del matrimonio omosessuale, in quanto la questione è stata caricata (non importa adesso quanto ciò sia stato fatto ad arte) di un significato politico pressoché esclusivo, che ha finito per far passare nelle retrovie il fatto che si tratti, come ogni altra questione posta di fronte alla Consulta, di una faccenda di leggi e di diritto.
Al di là delle argomentazioni sostenute da ciascuno per la tesi della fondatezza o dell’infondatezza dei particolari rilievi di costituzionalità presenti nei due atti con i quali le corti hanno posto la questione di fronte alla Consulta, e ancor di più al di là degli argomenti che ciascuno adduce per l’ammissibilità o per l’inammissibilità del matrimonio omosessuale nel nostro ordinamento, nessuno avrebbe scommesso sul fatto che una parola definitiva sarebbe stata pronunciata dalla Corte in merito.
Ciò che stupisce, quindi, non è che la Corte abbia dichiarato non fondate le questioni di costituzionalità, ma il modo in cui lo ha fatto, cioè con una sentenza, la n. 138/2010 (15 aprile), assai criticabile, sia sotto il profilo della tecnica giuridica, sia sotto il profilo della mera coerenza argomentativa. I passaggi argomentativi fallaci o discutibili della sentenza sono molti. Qui mi limito a segnalarne uno.
Testamento biologico. Bologna Città Libera aderisce alla manifestazione “Sì alla vita, no alla tortura di stato”
La commissione sanità del senato ha licenziato il testo base Calabrò sul testamento biologico, con le astensioni di quattro senatori del Partito Democratico. Prima che venga definitivamente approvato questo scempio giuridico che lede i diritti dell’individuo e del paziente, vi chiediamo di manifestare contro il progetto clericale della maggioranza di destra e di protestare nei confronti del PD per la sostanziale sudditanza ai voleri delle gerarchie cattoliche.
Bologna Città Libera organizza per martedì 24 febbraio, alle ore 20.30 in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6, un’iniziativa dal titolo Il testamento biologico è un diritto, con la partecipazione di Mina Welby, di Adriana Scaramuzzino, di Francesca Rescigno, di Chiara Lalli e di Serafino D’Onofrio.
Il testamento biologico da compilare è scaricabile dal sito di Bologna Città Libera: www.bolognacittalibera.org.

Bologna Pride: Paolo Flores D’Arcais replica al cardinal Caffarra – “In natura esiste una varietà di comportamenti sessuali”
Polemiche in vista del Pride
Paolo Flores d’Arcais replica a Caffarra
"Tutti sanno che in natura esiste una varietà di comportamenti sessuali. La gerarchia vaticana dica che non condivide quelli non riproduttivi, senza tirare in ballo una presunta legge naturale": così Paolo Flores D'Arcais, direttore di Micromega, replica al cardinale Carlo Caffarra che nelle pagine bolognesi dell'Avvenire di domenica aveva ribadito, pur non parlando di Pride, la manifestazione nazionale gay che si terrà sabato a Bologna, la condanna della Chiesa ai comportamenti omosessuali.

