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Articoli marcati con tag ‘Massimo D’Alema’

CSM, accordo nel segno dell’omofobia

Michele Vietti

Michele Vietti

Sul nome di Michele Vietti, quale vice-presidente del CSM, Anna Finocchiaro, a nome del PD, ha dato il via libera: “Hai il nostro voto”.

Nonostante un appello della società civile indirizzato al Partito Democratico e sottoscritto da autorevoli parlamentari della stessa forza politica, affinché scegliesse candidati di qualità e non secondo logiche di spartizione, s’è consumato quanto previsto fin dall’inizio: sarà eletto un candidato dell’UDC, col sostegno determinante del PD e del PDL.

In cambio, al PDL l’UDC darà una mano a far passare la legge-bavaglio sulle intercettazioni. Il sostegno del PD al candidato centrista è invece una scelta della segreteria Bersani e di D’Alema: coltivare, in ogni modo, l’alleanza col partito del Vaticano.

Già così ce n’è abbastanza per schifarsi (un poco, ma non troppo, data la mole di vicende per le quali indignarsi).

Per noi lgbt c’è una ragione in più. Perché noi froci, lesbiche e trans, questo Michele Vietti sappiamo bene chi è.

Come ci ha ricordato Franco Grillini – che a nome dell’IDV ha espresso voto contrario alla sua elezione -

“Vietti, a nome dell’UDC, è stato l’autore dell’affossamento della legge sull’omofobia, attraverso una mozione di incostituzionalità dai contenuti fortemente offensivi verso la comunità omosessuale italiana. Si tratta, quindi, di un esponente niente affatto centrista e niente affatto moderato che esprime in materia di laicità e di diritti civili posizioni di estrema destra che non possono essere condivise da uno schieramento di centro sinistra”.

Queste le parole, di cui Vietti fu primo firmatario, contenute nelle pregiudiziali di incostituzionalità che uccisero sul nascere la proposta Concia di legge contro l’omofobia:

“La disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compreso incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo“.

Traduco in linguaggio non giuridico: secondo Vietti e l’UDC, prevedere un’aggravante per le violenze compiute in base all’orientamento sessuale leggittimerebbe altresì la pedofilia, l’incesto, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo. Chiaro, no?

Ancora una volta: Grazie Partito Democratico per l’aiuto che ci dai. Siamo con te.

Frontismo

Il frontismo democratico, come il frazionismo in nome della purezza, sono riflessi pavloviani della sinistra. La proposta di Baffino D’Alema, rilanciata da Bersani, di un “governo di transizione”, con tutte le forze politiche dentro, va letta in questo senso: come un limite della fantasia, come un’assenza di progetto per la società. Le conseguenze son sempre le stesse: pagheranno i più deboli.

DD. Declino Democratico

Il sindaco di Bologna, Flavio Delbono, s’è dimesso, in seguito a uno scandalo sessuale-finanziario, che lo vede pesantemente coinvolto i strani giri di soldi nella sanità emiliano-romagnola.

Bologna s’avvia verso le elezioni. Ancora non si conosce la data certa; s’ipotizza una concomitanza con le regionali, quindi tra due mesi, il 28 e il 29 marzo.

Si sono aperte le danze: chi va di qua, chi va di là, con chi mi alleo (per fare cosa?), chi è il candidato sindaco, primarie sì primarie no però di coalizione.

Intanto Baffino D’Alema persevera. Oggi a Bologna, tende una mano all’UDC: “Naturale che, anche localmente, non sia alleata col PDL”. Per ora Casini risponde picche… ma forse è solo per alzare il prezzo… vedremo.

Per discutere del marasma in cui siamo caduti a causa dell’insipienza della classe dirigente del Partito Democratico e della sinistra a lui alleata, Bologna Città Libera ha convocato un’assemblea aperta a tutti per Martedì 2 Febbraio, alle ore 20.30, presso l’Istituto del Risanamento, in Via Muratori 4/2 [vedi mappa]. Partecipate!

Potevamo dire: ve l’avevamo detto. E’ vero, ma non basta. E del resto non siamo stati certo con le mani in mano in tutto questo tempo. Per questo di fronte al nuovo scenario che si è aperto con le dimissioni del sindaco noi preferiamo rispondere nell’unico modo che abbiamo sperimentato durante la scorsa campagna elettorale per dialogare con/nella città: un’assemblea pubblica di Bologna Città Libera.

Baffino D’Alema e la “generosità” di Berlusconi

Non ho mai visto Berlusconi fare qualcosa disinteressatamente. Non mi spiego quindi il perché tutti, a destra e a sinistra, plaudano la decisione del governo di sostenere Baffino D’Alema quale Ministro degli Esteri dell’Unione Europea. Cosa ha promesso in cambio il PD?

I cieli di Kabul

La Lega Nord – forza trainante di questo governo papista e guerrafondaio – ha chiesto l’abolizione del Concordato col Vaticano e il ritiro delle truppe entro Natale. D’Alema, non pago di aver bombardato Belgrado, ci riprova con l’Afghanistan. La CGIL è stupita del voto operaio al partito di Bossi, che intanto per sicurezza ha baciato la sottana della CEI. La confusione è grande sotto i cieli, non soltanto di Kabul.

Un soldato a Kabul

Il matrimonio tra PD e UDC è la tomba dei diritti

Ho aperto su Facebook un gruppo utile ad avviare una riflessione libertaria sui prossimi sviluppi della situazione politica italiana, con un occhio di riguardo per i diritti civili e le persone gay/lesbiche/bisex/trans. Iscriviti.

PD + UDC = NO, GRAZIE!

L’omofobia di Buttiglione e la futura alleanza PD-UDC

La contrarietà di Rocco Buttiglione – presidente dell’Unione di Centro (prossima a cambiar nome in Partito della Nazione) – a una legge sull’omofobia rende plasticamente indispensabile una presa di posizione delle associazioni lgbt in merito all’alleanza per il governo tra Partito Democratico e UDC, che si concretizzerà qualora Bersani/D’Alema vincessero il congresso del PD.

***

Cosa propone D’Alema, in sintesi, e che Bersani ha fatto suo da quando è candidato alla segreteria del PD?

La proposta del Baffino Nazionale è di rivedere in senso “tedesco” la legge elettorale: un ritorno al proporzionale con un’alta soglia di sbarramento. Una legge elettorale siffatta aprirebbe la strada a una ridefinizione del peso politico dei partiti presenti in Parlamento e di quelli che si (ri)candideranno ad entrarci.

Il cambiamento della legge elettorale permetterà ai centro cattolico rappresentato dall’UDC di trovare una sua collocazione al centro degli schieramenti (oggi è schiacciata dal maggioritario e senza l’aiuto concreto del Vaticano alle ultime elezioni non avrebbe superato la soglia di sbarramento, restando priva di una rappresentanza).

D’Alema/Bersani intendono quindi garantire una sopravvivenza-senza-patemi al cattolicesimo conservatore e ipotizzare il rientro in Parlamento di una sinistra, nel frattempo divenuta marginale, anche grazie al contributo determinante delle leggi elettorali e dei correttivi approvati in Parlamento col voto favorevole del Partito Democratico.

La loro visione è: un PD che si fa centro di un’alleanza per il governo che va dall’UDC a una sinistra debolissima. Sono convinti che il peso elettorale del PD sarà in grado di garantire un equilibrio tra le diverse anime che si propongono di unire in un nuovo centro-centro-sinistra (un’ulteriore involuzione del precedente e già debolissimo centro-sinistra). In questo quadro, la voce della sinistra, se ci sarà, sarà paragonabile al cinguettio di un passerotto.

***

Torniamo a noi. Cosa c’azzeccano quindi i froci, le lesbiche, i/le bisessuali e i/le trans con la futura alleanza PD-UDC?

A una domanda (anche se retorica) è maleducazione rispondere con un’altra domanda. Faccio il maleducato a fin di bene, perché chi legge è importante che arrivi a comprendere questi sviluppi da solo/a.

Secondo voi, quale sarà il punto di mediazione su cui si stringerà l’accordo PD-UDC? [Siete pregati di rispondere lasciando un commento/opinione]

Vi scrivo come la vedo io. Così: si scambieranno qualche poltrona e qualche centro di potere (naturalmente) e sul piano politico l’accordo si farà sull’insabbiamento sine die della riforma del diritto di famiglia, sui veti nei confronti dell’estensione dei diritti individuali – gli unici argomenti elettorali a cui è interessata l’Unione di Centro – . I diritti civili (coppie gay, adozioni, divorzio breve, testamento biologico, riforma della legge sulla fecondazione assistita), i diritti della persona e quelli collettivi, saranno il terreno della rinuncia del Partito Democratico per i prossimi vent’anni.

E’ il prezzo che hanno deciso di pagare per tornare al governo del paese. E’ un prezzo che in realtà paghiamo e pagheremo noi, uomini e donne, di qualunque orientamento sessuale e in particolare le persone omosessuali a cui oggi non è riconosciuto nessun diritto.

Risponderà qualcuno: “Fantapolitica!” oppure “Pessimista!” oppure “Bugiardo!” o più pericolosamente “Vedrete che andrà diversamente, ce la faremo a convincere l’UDC a votare a favore delle coppie gay e di una legge sull’omofobia!”.

Ribatto: cari amici/amiche del PD, non siete riusciti a far votare nemmeno i vostri di deputati e senatori a favore dei diritti civili e pensate di convincerci/prendere-in-giro facendo credere che gestirete “progressivamente” l’alleanza con cattolicesimo conservatore? Suvvia! I loro sono “valori non negoziabili”: ve l’hanno detto in tutti i modi possibili.

***

Così andrà la storia se non interverranno fattori diversi a farle cambiar percorso. Uno di questi potrebbe essere il movimento gay/lesbico/bisessuale/trans e la sua capacità di rapportarsi trasversalmente con la società civile italiana.

Fin da oggi è prioritario che le associazioni e i soggetti della galassia arcobaleno prendano pubblicamente le distanze da questo compromesso. Ognuno col suo tono e ognuno con la sua voce, ma col comune obiettivo di smetterla di essere merce di scambio per il gioco delle alleanze tra i partiti e con l’inemendabile richiesta di uguaglianza.

Non ci risponderanno “Sì”, anzi ci attaccheranno pesantemente, emarginandoci dalla comunicazione politica ancor più di adesso (avete notato che i Pride sono diventati notizie da quinta pagina, vero? E che i più attenti a considerarci “poco significatici” sono i quotidiani di centro-sinistra?).

Per questo dobbiamo aprire una stagione (vera e non solo a parole) di mobilitazione, in ogni città. Dobbiamo reagire prontamente ogni qual volta succederà un fatto che ci riguarda. Dobbiamo programmare per tempo almeno un paio di grandi manifestazioni sul tema della “parità di diritti”. Questo sarà un anno importante che aprirà o chiuderà i giochi per tanti anni a venire. E l’oggetto del contendere siamo noi e le nostre vite. Non restiamo inermi.

Ce la faremo? Chissà.

La diversità fuori dal PD+UDC

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