Articoli marcati con tag ‘Marcella Di Folco’
Pride: di nuovo a Bologna dopo nuovo dieci anni
ADNKRONOS, Bologna - A dieci anni di distanza dall'ultima volta che il corteo dell'orgoglio omosessuale ha sfilato sotto le due torri, torna a Bologna l'appuntamento nazionale con il Gay Pride. E torna, naturalmente, con il suo carico da novanta di polemiche, soltanto un poco attenuate dall'apertura del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, che, pur non concedendo il patrocinio alla manifestazione, ha ammesso l'esistenza del problema dell'omofobia e ha annunciato lo studio e la presentazione in tempi rapidi di una normativa ad hoc.
In tutto 40 le iniziative in calendario che già dallo scorso mese stanno anticipando la manifestazione. Tanti i temi che all'ordine del giorno: l'omofobia, la laicità, la libertà d'espressione, i matrimoni gay, il ruolo delle religioni nella sfera pubblica. Un corteo, quello che si snoderà sotto le due torri, "senza barriere", grazie alla presenza di un info-point a disposizione dei diversamente abili, grazie alla collaborazione con "Lgd - Abili di cuore", la rete nazionale composta da persone omo-bisessuali con disabilità e da persone interessate ai temi dell'omosessualità e della bisessualità.

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Cassero Magazine Maggio / Giugno 2008 – Numero speciale dedicato al Bologna Pride
Lo speciale coinvolge giornalisti, scrittori, politici, cantanti, attori, showmen, soubrettes, maitre à penser e scienziati di fama mondiale che vanno dalla A di Alcazar alla V di Helena Velena passando per Matteo B. Bianchi, Stefano Bolognini, Paola Brandolini, Fabio Canino, Costantino della Gherardesca, Marcella di Folco, Alessandro Fullin, Franco Grillini, Margherita Hack, Sergio Lo Giudice, Vladimir Luxuria, Porpora Marcasciano, Ennio Marchetto, Lorenzo “Q” Griffi, Eva Robin’s e Valeria Vaglio.

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Bologna Pride: al Festival DiverGenti il documentario su Lucy, una trans a Dachau
e svela l’amore omosex che la portò a Dachau
Di Vincenzo Branà
Il Domani di Bologna – 29 Maggio 2008
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Un viso come tanti, segnato dalle inevitabili rughe dell’età ma illuminato da un sorriso che va oltre la piega delle labbra e coinvolge gli occhi vivi con cui guarda dritta in camera. Lucy è così. O perlomeno così appare in Essere Lucy, il documentario che la regista Gabriella Romano ha messo in cantiere e di cui stasera (alle 21 al cinema Lumière) verrà offerto un promo nella serata inaugurale di DiverGenti, il festival di cinema trans curato dal Mit di Bologna. Perché Lucy, l’ottantenne arzilla signora protagonista del lavoro di Romano, nel 1924, quando venne alla luce, era un maschio. Poi negli anni Settanta, a Londra, riuscì a “correggere” quel corpo che da sempre sentiva estraneo ed è diventata a tutti gli effetti una donna.
Nella storia di Lucy la transessualità è solo un elemento di contorno: perché quello che Gabriella Romano sta tentando di portare sullo schermo è una storia inedita, che ha che fare con quel ingarbugliato susseguirsi di date che ne costituisce la spina dorsale. Nell’agosto del 1943 Lucy fu arruolato, e a settembre scoppiò il conflitto mondiale, per il quale entrò nell’esercito tedesco. Lucy, però, era un omosessuale, e quando il suo “segreto” esplose – nel ‘43 fu trovato in una camera dell’hotel Bologna mentre faceva sesso con un soldato tedesco – fu perseguitato e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau.
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Bologna Pride: DIVErGenti + DIVErTenti
Obiettivo principale di DIVErGenti è di promuovere e incentivare una produzione artistica e culturale sulla questione transessuale/transgender. Creare i presupposti per una conoscenza corretta, seria e approfondita dell’esperienza stessa, far in modo che essa si liberi dai facili stereotipi che nel tempo gli sono stati cuciti addosso. Guardare e comprendere il transessualismo non significa solo puntare la lente sull’individuo ma anche sull’ambiente in cui esso agisce, documentando caratteristiche sociali e culturali di luoghi e tempi particolari. Il documentario di un’esperienza può essere una lente doppia, da una parte puntata sull’individuo con le sue gioie e i suoi dolori, dall’altra sul contesto socio culturale da cui far emergere limiti e contraddizioni: desideri, emancipazione, conquiste sociali ma anche discriminazione, pregiudizio, violenza.
Dal 1952 anno di uscita di Glen or Glenda di Ed Wood, primo film ad affrontare la questione, ad oggi la rappresentazione del transessualismo si è trasformata, ha superato quegli stereotipi che confondevano e distorcevano la comprensione arrivando a una produzione ricca, variegata e interessante. Dai documentari Mondo Movie degli anni Sessanta in cui l’esperienza era presentata come un fenomeno da baraccone o come materiale da manuale psichiatrico ai nuovi documentari che indagano e descrivono la realtà trans da innumerevoli punti di vista. Ci sono ancora pochi festival di cinema a tematica trans nel mondo a fronte di una consistente produzione cinematografica. Un dato questo che ha motivato ancora di più l’organizzazione di DIVErGenti che ha l’ambizione di diventare una vetrina stabile in Italia per questo genere di produzioni.
DIVErGenti, come prima edizione ha scelto di fare una piccola sezione sul “come ci vedevano” proiettando uno spezzone tratto da Mondo Movie degli anni Sessanta, in cui l’esperienza trans è presentata come un fenomeno da baraccone, e il divertente e dissacrante Myra Breckinridge, del 1970, film tratto dall’omonimo romanzo di Gore Vidal, che racconta del cambiamento di sesso di un uomo per diventare una star del cinema di Hollywood.
L’evento è realizzato con il patrocinio e la collaborazione di: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Comune di Zola Predosa, Cineteca di Bologna, Corso di Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale del DAMS Università di Bologna, Dottorato di Ricerca di Studi di Genere Università di Napoli Federico II, CGIL Regione Emilia-Romagna.
Il programma completo del festival è scaricabile in formato .pdf

Invita i tuoi amici e le tue amiche a DIVErGenti
e aggiungi l’appuntamento al tuo calendario
[Giornate: 29 Maggio | 30 Maggio | 31 Maggio]
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Roma, caccia alle trans: stasera alle 20, le associazioni LGBT al TG1
Bologna Pride: “Il Governo rispetti la legge 194″
ANSA, Bologna, 15 mag. - Di fronte al nuovo governo di centrodestra gli organizzatori del Gay Pride Nazionale, in programma a Bologna il 28 giugno, "non si illudono" ma ribadiscono punti fermi e richieste. Ad esempio che non venga sepolta la commissione per le persone gay, lesbiche e trans istituita dall'ex ministro Pollastrini, che venga applicata la risoluzione europea sulla parità di diritti alle coppie omosessuali, che non si tocchi la legge 194 né la laicità. Altrimenti "questa volta scenderemo in piazza davvero", minaccia Marcella Di Folco, presidente del Movimento Identità Transessuale e nello staff del Gay Pride. "Non coltiviamo alcuna illusione rispetto al governo delle destre", è la premessa del movimento gay, lesbiche e transgender che però precisa di volersi "confrontare con le istituzioni, anche se a volte siamo un po' imbarazzati di fronte a certe dichiarazioni". Tuttavia "guai a toccare" la legge sull'aborto: ''Al Papa diciamo che la 194 non è una linea d'autobus, ma una legge importante", ha scandito Di Folco, anzi "un caposaldo nella storia della liberazione della donna", per cui l'unica azione ammessa è la sua completa applicazione. Altro punto fermo è la laicità ("Ci preoccupa il peso e l'influenza che la Chiesa può avere sulla compagine parlamentare"), insieme alla lotta all'omofobia fin nelle scuole.
Marcella Di Folco, Portavoce del Bologna Pride 2008
Bologna Pride: “Il Governo ci tuteli o sarà protesta di piazza”
DIRE, Roma, 15 mag. - Il nuovo governo non piace per niente al mondo omosessuale italiano. In particolare il nuovo ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna. E, a scanso di equivoci, lancia un avvertimento. "Un Governo ha il dovere di tutelare tutte le minoranze - è l'appello di Marcella Di Folco, portavoce del Gay Pride nazionale - noi non siamo fantasmi: questa volta scendiamo in piazza davvero. E davanti a Palazzo Chigi c'è abbastanza spazio per tutti". Oggi a Bologna, sede del prossimo Gay Pride nazionale, in programma il 28 giugno, il comitato organizzatore della kermesse omosessuale ha presentato la "piattaforma politica di rivendicazione" su cui si basa la manifestazione di quest'anno.
Il pacchetto di richieste è tutto all'indirizzo del Governo, al quale il mondo omosessuale chiede di "non seppellire la commissione Pari opportunità del mondo Lgbt istituita dell'ex ministro Barbara Pollastrini - manda a dire Di Folco - serve un luogo di confronto e dialogo, perché in Parlamento siedono persone che non sanno neanche di cosa si sta parlando quando si tratta dell'omosessualità". Buona parte della preoccupazione degli organizzatori del Gay Pride è legata al nuovo ministro delle Pari opportunità. "Carfagna ha più volte sostenuto che vanno riconosciute solo le coppie che possono procreare, escludendo quelle omosessuali - sottolinea Paola Brandolini, presidente di Arcilesbica Bologna e anche lei portavoce del Pride nazionale - non è una questione di ignoranza, ma una pesante idea sulla libertà personale. Con queste istituzioni - tira le somme Brandolini - non possiamo che avere un confronto imbarazzato".

Paola Brandolini, Portavoce del Bologna Pride 2008
Bologna motore della calda estate dei diritti
Sala Savonuzzi, Palazzo D’Accursio – Bologna
Conferenza stampa congiunta
dei portavoce dei Pride italiani
I portavoce del Pride nazionale di Bologna, per la prima volta in Italia congiuntamente ai rappresentanti delle altre manifestazioni che percorreranno l’Italia (Milano, Roma, Biella, Catania), presenteranno la piattaforma politica ufficiale dell’estate di mobilitazione LGBTQ.
Le mobilitazioni toccheranno l’Italia da nord a sud: il Pride Nazionale di Bologna del 28 giugno, sarà preceduto dai Pride cittadini di Milano e Roma del 7 giugno, da quello di Biella del 14 giugno, e seguito da quello di Catania del 5 luglio.
La conferenza stampa sarà dunque l’occasione in cui il movimento omosessuale e transessuale italiano lancerà un appello a tutte le forze progressiste, “movimenti, associazioni e partiti” ad aderire al Bologna Pride.
Intervengono:
Marcella Di Folco, M.I.T. – Portavoce Pride Nazionale
Paola Brandolini, Arcilesbica – Portavoce Pride Nazionale
Emiliano Zaino, Arcigay “Il Cassero” – Portavoce Pride Nazionale
Paolo Ferigo, Arcigay Milano – Portavoce Pride Milano
Rossana Praitano, Circolo Mario Mieli – Referente Roma Pride
Paolo Patanè, Arcigay Sicilia – Portavoce Pride Catania
Arianna Gelardi – Comitato Biella Pride

Discriminazioni, è polemica in Regione

Articolo de Il Domani di Bologna

