Articoli marcati con tag ‘Mara Carfagna’
Carfagna: “Non comprendo chi vende il proprio corpo”
ANSA, Roma, 11 Set. – Un po’ stupita un po’ sarcastica, la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Mara Carfagna che stamattina ha detto di provare “orrore per chi vende il proprio corpo”. Eppure – afferma Corso – “la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie”.

Il Ministro Carfagna cancella il finanziamento all’Istat per un’indagine sull’omofobia – Sergio Lo Giudice scrive una lettera aperta
MANCUSO (ARCIGAY): CRUDELIA - CARFAGNA CANCELLA IL FINANZIAMENTO ALL'ISTAT PER UNA RICERCA SULL'OMOFOBIAA due giorni dal Pride nazionale ecco il messaggio politico che il ministro invia al popolo lgbt. Proprio non ce la fa il ministro Mara Carfagna ad essere un ministro delle Pari Opportunità. Da quando è stata designata ad uno dei dicasteri socialmente più rilevanti, ha oscillato tra la non conoscenza dei problemi e l'arroganza delle soluzioni, e tra le dichiarazioni ad effetto e le smentite dei fatti. La notizia che abbia cancellato il finanziamento, previsto dalla precedente responsabile del dicastero Barbara Pollastrini, all'Istat per una seria ed approfondita ricerca nazionale sull'omofobia non ci stupisce ma ci sconcerta. A fronte di un clima d'odio che mette in pericolo la vita di migliaia di gay, lesbiche, trans, il ministro decide, a due giorni dal Pride nazionale di Bologna, di dare un forte negativo segnale politico. Tra l'altro colpisce il fatto che si ritiri il finanziamento ad un progetto avanzato non da un qualsiasi ente di ricerca, ma dall'Istat, ovvero l'istituzione più autorevole e prestigiosa del paese.
Alla Carfagna, quindi, non interessa approfondire la materia e farsi finalmente guidare dai dati e dalla realtà sociale ma vuole invece proseguire nel dare di sé un'immagine ben precisa: la Crudelia Demon dei diritti civili italiani. Questa sua decisione è l'ulteriore offesa alla difficile condizione di vita di tante persone che vengono aggredite, insultate, discriminate in tutto il paese come dimostra il dossier sull'omofobia, redatto da Arcigay, acquisito persino dalla Commissione Europea. Sabato a Bologna risponderemo adeguatamente al ministro delle Pari Opportunità.
Il Partito dei Comunisti Italiani aderisce al Bologna Pride
Bologna, 19 giu. - Come consigliere provinciale del Partito dei Comunisti Italiani, invio un'adesione convinta al Gay Pride che si svolgerà il 28 giugno 2008 nella città di Bologna. Ritengo aberranti le dichiarazioni fatte del neo Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, riguardo ai Gay Pride che, a suo avviso, avrebbero solo il fine di arrivare al riconoscimento delle coppie omosessuali. Mancava solo lei dopo le tante manifestazioni di intolleranza e di xenofobia che il Governo Berlusconi ci ha abituato all’indomani dal suo insediamento. Dopo la caccia agli immigrati, ai campi rom a cui si dà fuoco, le donne sotto attacco sull’aborto, ci mancava pure la discriminazione delle coppie omosessuali. Condivido la proposta del gruppo provinciale dei Verdi per la Pace - Alfredo Vigarani – in merito al patrocinio e alla presenza del Gonfalone della Provincia di Bologna a tale manifestazione. Giovanni Venturi, PDCI Bologna. | Fonte Sassuolo 2000.
Il Governo Berlusconi approva il disegno di legge che istituisce il reato di stalking – Ora alla prova dei fatti della lotta alle violenze omofobiche
DIRE, Roma, 19 giu. - Il governo dichiara guerra allo stalking. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato ieri un disegno di legge "snello" (6 articoli), che introduce il nuovo reato di "atti persecutori" o "molestie insistenti" - lo stalking, appunto - per cui si prevede una pena da uno a quattro anni di reclusione, aumentati se il fatto è commesso da un partner, o da un ex compagno. Prevista anche "la pena dell'ergastolo in caso di omicidio preceduto da stalking". Il provvedimento porta la firma dei ministeri della Giustizia e delle Pari Opportunità. Il testo è ispirato a quello licenziato, nella scorsa legislatura, dalla commissione Giustizia della Camera.Leggi il resto di questo articolo »
La strategia? Co-governare dall’opposizione – Non a nome nostro
Carfagna e la Concia: dialogo sui gay, Corriere della Sera, Roma, 11 giu. — "Mara Carfagna mi è sembrata molto attenta, interessata, ragionevole: sono sicura che oggi non direbbe più le cose che ha detto sui gay. Del resto è comprensibile: è la prima volta che fa il ministro per le Pari opportunità". È convinta Paola Concia, deputata del PD responsabile delle questioni omosessuali. Ieri pomeriggio ha incontrato per più di un'ora il ministro per le Pari Opportunità Carfagna, in un tavolo dove sedeva anche Simonetta Matone, capo dipartimento del ministero.
Dice Paola Concia: "È un incontro che ho chiesto io e che lei mi ha concesso con solerzia. Le ho spiegato che cosa è un gay pride e che esiste da trentotto anni appena". Ma non solo: "Le ho fatto capire che i problemi degli omosessuali in questo paese sono tanti e tante sono le discriminazioni. Che esiste un clima omofobico da combattere. Che è necessario fare passi in avanti nel nostro paese sulla questione dei diritti degli omosessuali". E lei, il ministro, come ha reagito?
"Mi è sembrata attenta davvero: ha capito che il problema non è eludibile. Per questo siamo rimaste d'accordo che collaboreremo per trovare un punto d'incontro".

Dopo un mese di dichiarazioni fantascientifiche della Carfagna, una deputata del PD che ha come merito di essere l’unica lesbica dichiarata del Parlamento, è andata dal Ministro per uno scambio cordialissimo di battute. La Carfagna ci ha detto che: siamo esibizionisti, volgari, senza speranza, che dovremmo stare a casa, che non ci sono discriminazioni, che il Pride dovremmo abbandonarlo… “Adesso che io, Paola Concia, le ho spiegato, ha capito”. Il Ministro, grato di questa apertura di credito fatta a nome del movimento LGBTQ italiano da parte di chi non ci ha mai militato, ringrazia e la congeda. Tutto per un trafiletto. Troppo onore.
Due domande, senza polemica ma a cui sarebbe bene offrire delle risposte, per i milioni di persone omosessuali che vivono in Italia: Onorevole Concia, la sua strategia è co-governare la sconfitta dall’opposizione? La seconda domanda: a nome di chi parla?
Le anticipo, se vorrà ascoltarla, la mia opinione: non a nome nostro. Al massimo, le ricordo che Lei può parlare a nome dei gay e delle lesbiche del PD che l’hanno scelta quale portavoce. Quanti sono? 100? 200? 1000? Si limiti a questi, per favore. La questione della rappresentanza è un punto troppo serio per essere venduto per poche righe sul Corsera.
Pride: di nuovo a Bologna dopo nuovo dieci anni
ADNKRONOS, Bologna - A dieci anni di distanza dall'ultima volta che il corteo dell'orgoglio omosessuale ha sfilato sotto le due torri, torna a Bologna l'appuntamento nazionale con il Gay Pride. E torna, naturalmente, con il suo carico da novanta di polemiche, soltanto un poco attenuate dall'apertura del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, che, pur non concedendo il patrocinio alla manifestazione, ha ammesso l'esistenza del problema dell'omofobia e ha annunciato lo studio e la presentazione in tempi rapidi di una normativa ad hoc.
In tutto 40 le iniziative in calendario che già dallo scorso mese stanno anticipando la manifestazione. Tanti i temi che all'ordine del giorno: l'omofobia, la laicità, la libertà d'espressione, i matrimoni gay, il ruolo delle religioni nella sfera pubblica. Un corteo, quello che si snoderà sotto le due torri, "senza barriere", grazie alla presenza di un info-point a disposizione dei diversamente abili, grazie alla collaborazione con "Lgd - Abili di cuore", la rete nazionale composta da persone omo-bisessuali con disabilità e da persone interessate ai temi dell'omosessualità e della bisessualità.

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Tanto non ci dividi
Adnkronos, Roma, 5 giu. - GIUSTIZIA: CARFAGNA, IN PROSSIMO CDM PRESENTERO' DDL SU STALKING. GAY EVITINO POLEMICHE, ALLO STUDIO MISURA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI. "Nel prossimo Consiglio dei ministri operativo presenterò un ddl sul reato di stalking". Lo annuncia il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna intervistata da Maurizio Belpietro per "Panorama del giorno" su Canale 5. Si tratta di un provvedimento contro la violenza sulle donne "che potrebbe evitare altri casi come quello dell'omocidio di Maria Antonietta Multari a Sanremo, per la cui morte il fidanzato è accusato di omicidio volontario e oggi inizia l'udienza preliminare. "Ho incontrato i genitori di Antonietta - dice il ministro - e ho letto nei loro occhi una disperazione che nessuno potrà consolare".
Dire, Roma, 5 giu. - STALKING. CARFAGNA: PRESENTERO' DDL AL PROSSIMO CDM. "Se nel nostro ordinamento fosse previsto il reato di stalking, probabilmente Maria Antonietta sarebbe ancora viva", per questo "al prossimo Consiglio dei Ministri presenterò un disegno di legge sullo stalking, perché credo sia necessario evitare che accadano altri delitti come quello". Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, prende come emblema per parlare del reato di stalking, la molestia continua che spesso sfocia in gravi atti di violenza, la storia di Maria Antonietta Multari, 33 anni, la giovane uccisa a coltellate per strada a Sanremo dall'ex fidanzato Luca Delfino, il 10 agosto del 2007. E lo fa intervenendo alla trasmissione del mattino di Canale 5, intervistata da Maurizio Belpietro. Carfagna, che ricorda di aver invitato la madre della vittima al ministero, "anche per metterla al corrente del percorso legislativo che sto intraprendendo", sottolinea come, "nella scorsa legislatura, era stato presentato un disegno di legge che non venne approvato per una serie di ragioni".
Prima, Roma, 5 giu. - GAYLIB: BENE MINISTRO CARFAGNA PER UNA LEGGE CONTRO DISCRIMINAZIONE. MA BISOGNA RICONOSCERE LE COPPIE GAY. "E' dolce musica svegliarsi al mattino ed ascoltare Mara Carfagna che parla della sua intenzione di arrivare ad una legge contro la violenza e la discriminazione di gay e lesbiche: che si stia aprendo lo spiraglio per un dialogo costruttivo?". Lo afferma in una nota Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centro-destra), il quale ha continuato dicendo che "è tuttavia necessaria un'azione concreta per ovviare non solo alla discriminazione attiva, ma anche a quella passiva ovvero a quel tremendo vuoto di leggi che non dà ragione alle coppie formate da persone dello stesso sesso". Alberto Ruggin, referente di GayLib per il Veneto, ha ripreso il ragionamento di Oliari: "Il ministro Carfagna si era precedentemernte detta indisposta a valutare il riconoscimento delle coppie gay, ma noi di GayLib speriamo poterle sottoporre la nostra proposta del riconoscimento dei diritti delle coppie omoaffettive, un'alternativa a quelle delle sinistre che darebbe ragione e dignità agli omosessuali italiani". "Si tratta – ha poi concluso Oliari – di diritti che sono realtà nel resto dell'Unione Europea e trovo assurdo che la classe politica giustifichi la condivisibile istituzione del reato di clandestinità col fatto che esso è presente anche negli altri Paesi europei, ma poi si dimentichino le Risoluzioni e le realtà che sono a nostro favore".

La mattina di oggi si apre con una promessa – vedremo se e come mantenuta – da parte del Ministro Carfagna di presentare al prossimo Consiglio dei Ministri un disegno di legge sullo stalking. Il primo dato che va fatto presente è che viene spezzato il lavoro compiuto dalla precedente legislatura. Invece di approvare un unico testo di legge contro lo stalking e l’omofobia, si privilegia il primo, nel tentativo di dividere l’unione tra il movimento delle donne e quello lgbtq. Credo si possa giudicare favorevolmente come un passo in avanti la presentazione del ddl sullo stalking e la promessa – velata di minacce: “Gay, non fate polemiche!” – di presentarne uno in seguito – “attualmente allo studio” – sull’omofobia. E’ necessario altresì aggiungere che questa manovra da dividi et impera è destinata a fallire. Le analisi, le lotte, i punti programmatici in comune tra il movimento di liberazione lgbtq e il movimento delle donne sono tali e tanti che non verranno spezzati e divisi. Anzi, lavoriamo ogni giorno assieme con la convinzione comune che il raggiungimento dei risultati per uno apre la strada al raggiungimento dei risultati per l’altro. E viceversa.
Una nota a margine merita la dichiarazione di Enrico Oliari per GayLib. Fa bene l’esponente di punta dello sparuto gruppo dei gay di destra a incalzare il Ministro sulla questione del riconoscimento delle coppie gay. Assolutamente fuori luogo e razzista è però l’accostamento delle unioni civili all’introduzione del reato di clandestinità. La sua paura per i i migranti Oliari se la tenga per sé: già soffiano forti i venti xenofobi in Italia. Davvero non si sente il bisogno di sapere se è più sfortunato un omosessuale che non può sposarsi pur desiderandolo o un immigrato scappato per fame e povertà dal suo paese d’origine e incarcerato per diciotto mesi solo perché senza un documento. Sono i fatti che contano. E i fatti sono che delegazioni di migranti di varie nazionalità parteciperanno al Pride. Vicino allo spezzone di GayLib.
Le femministe e le lesbiche scrivono al Ministro Carfagna

Bologna Pride: al Festival DiverGenti il documentario su Lucy, una trans a Dachau
e svela l’amore omosex che la portò a Dachau
Di Vincenzo Branà
Il Domani di Bologna – 29 Maggio 2008
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Un viso come tanti, segnato dalle inevitabili rughe dell’età ma illuminato da un sorriso che va oltre la piega delle labbra e coinvolge gli occhi vivi con cui guarda dritta in camera. Lucy è così. O perlomeno così appare in Essere Lucy, il documentario che la regista Gabriella Romano ha messo in cantiere e di cui stasera (alle 21 al cinema Lumière) verrà offerto un promo nella serata inaugurale di DiverGenti, il festival di cinema trans curato dal Mit di Bologna. Perché Lucy, l’ottantenne arzilla signora protagonista del lavoro di Romano, nel 1924, quando venne alla luce, era un maschio. Poi negli anni Settanta, a Londra, riuscì a “correggere” quel corpo che da sempre sentiva estraneo ed è diventata a tutti gli effetti una donna.
Nella storia di Lucy la transessualità è solo un elemento di contorno: perché quello che Gabriella Romano sta tentando di portare sullo schermo è una storia inedita, che ha che fare con quel ingarbugliato susseguirsi di date che ne costituisce la spina dorsale. Nell’agosto del 1943 Lucy fu arruolato, e a settembre scoppiò il conflitto mondiale, per il quale entrò nell’esercito tedesco. Lucy, però, era un omosessuale, e quando il suo “segreto” esplose – nel ‘43 fu trovato in una camera dell’hotel Bologna mentre faceva sesso con un soldato tedesco – fu perseguitato e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau.
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Lettera aperta al Ministro delle Pari Opportunità
Di Daniele Pacini
Gentile Ministro Carfagna,
in merito alla sua richiesta di una dimostrazione concreta della effettiva discriminazione dei cittadini omosessuali italiani, Le sottopongo con piacere la mia personale situazione. Dopo sei anni di convivenza, due anni fa a Vancouver (British Columbia) ho sposato un cittadino canadese. Come saprà il Canada è un bellissimo, ricco e civilissimo paese che però non fa parte della Comunità Europea. La presenza del mio sposo extra comunitario in Italia, in mancanza di un riconoscimento della nostra unione, è quindi legata alla durata del permesso di soggiorno che lui ha ottenuto grazie ad un contratto di lavoro a tempo determinato, trovato molto faticosamente. Penso che possa immaginare quanto una situazione del genere contribuisca alla serenità della nostra vita in comune. Inoltre grazie all’efficienza del sistema attuale, il rinnovo del permesso di soggiorno arriva praticamente allo scadere del contratto in essere, costringendoci a vivere per la maggior parte del tempo dovendo usare una ricevuta delle Poste Italiane come documento di identità. Tutto questo non succede ad esempio ad un qualsiasi altro cittadino italiano che volesse regolarizzare la sua novella sposa extracomunitaria conosciuta il mese prima grazie ad un annuncio online. Dal momento che è così sicura che gli omosessuali non subiscano discriminazioni, la prego di indicarmi in che modo i miei diritti sono uguali a quelli dell’ipotetico cittadino italiano che ho appena citato. La prego di indicarmi quale tipo di scrittura privata o atto notarile può concedere al mio sposo il basilare diritto di vivere con me indefinitamente del mio paese. Perché, cara Signora Carfagna, i casi sono due: o mi è sfuggito qualcosa, come spero, o l’ignoranza che dimostra della condizione umana di molti cittadini italiani, per non parlare della sua assoluta mancanza di sensibilità verso il loro concreto e quotidiano disagio, la rendono del tutto incompatibile con il ruolo di cui è stata investita.
Rispettosamente,
Daniele Pacini.
P.S.: Se la sua risposta dovesse essere “perché non emigra lei in Canada”, la informo che rimango in questo paese perché credo prima di tutto di averne diritto, e poi perché sono qui per i miei anziani genitori, dunque la mia famiglia, che verrebbe distrutta da un mio trasferimento in un paese così lontano.


