uccelli

Articoli marcati con tag ‘Mara Carfagna’

Against Italian Homophobia. Urgent! Call For Action [Please Forward Me]

Dear friends,

we need your help.

The reason why we’ve decided to contact you is because we believe that your support to our cause is vital. It could help us raise the profile of the struggle for equality that we are fighting in our own country.

We are outraged and appalled at the wave of homophobia we are seeing growing every day, and at the increasing number of hate crimes being committed against people because of their sexual orientation, both in Italy and abroad. The recent cases in Italy as in the rest of Europe are testimony to this awful spread in violence.

But we would like to draw your attention on something which might be happening at thousands of kilometres away, but nevertheless affect us all because it shows how barbaric, violent and homophobic our so-called “Western civilisation” is becoming.

The Italian parliament just yesterday scrapped a bill aimed at protecting gay people from hate crimes, on the grounds that it would violate the country’s national constitution. A debate over the introduction of such legislation had stemmed from the wave of murders, beatings, verbal aggressions and acts of bullying against LGBT people occurred in Italy in the last few months.

However, the Italian parliament’s justification for throwing out the bill – which would have raised penalties against acts of violence motivated by homophobia – was simply absurd: they said that it would give “unequal protection” to gays compared to other groups, violating the principle of equality.

A number of MPs even motivated their choice by saying that the very expression “sexual orientation” is in itself “ambiguous”, as it could include things like paedophilia, zoophilia, necrophilia, incest and so on. And they didn’t simply state it verbally, but put it writing in a legal document that the majority of the parliament then approved.

This is delirious and insulting for our own dignity of Italians, but also for the dignity of every gay, lesbian, bisexual and transsexual person living anywhere in Europe and in the world. It effectively touches each and every one of us living in the EU, because we are all part of the same Union, and there are basic principles of equality and respect that all of our governments are bound to respect.

Following the bill rejection, the United Nation High Commissioner for Human Rights said that the Italian Parliament’s stance is a “step backward for human rights in Italy”.

We ask you to support us in our battle for equality, by helping us organise and hold a protest/demonstration in front of the Italian embassy as soon as possible, involving as many people as possible to have our voice clearly heard.

Helping us protect LGBT rights in Italy today also means protecting your own rights to be yourselves, to live and to exist tomorrow in every part of the world.

Arcigay – Gay & Lesbian Italian Association
www.causes.com/decriminalisation
www.arcigay.it

Italian Embassies All Around The World
http://www.esteri.it/MAE/EN/Ministero/Rappresentanze/default.htm?LANG=EN

Write An E-Mail To

Giorgio Napolitano – President of Italian Republic
https://servizi.quirinale.it/webmail/

Gianfranco Fini – President of House of Representatives
http://nuovo.camera.it/588
or
fini_g@camera.it

Renato Schifani – President of Senate
schifani_r@posta.senato.it

Silvio Berlusconi – Prime Minister
http://www.camera.it/altresezionism/1568/1567/email.asp?recipient=berlusconi_s@camera.it
or
berlusconi_s@camera.it

Mara Carfagna – Minister for Equal Opportunities
antidiscriminazioni@pariopportunita.gov.it
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Manifestazione contro l’omofobia. Le associazioni ascoltino le voci della piazza

Sabato 10 Ottobre s’è tenuta a Roma una manifestazione nazionale contro l’omofobia e per l’uguaglianza dei cittadini lgbt di fronte alla legge. Era un azzardo. Preceduta da due mesi intensi di mobilitazioni in tutta Italia contro gli episodi di violenza omofoba e anticipata dalla delusione per un testo di legge Concia contro l’omofobia che, per dirla con le parole di Beppe Ramina, è utile quanto “una maionese allo yogurt”, c’era il rischio concreto che poche persone trovassero le ragioni e la voglia di partecipare.

Se a questo aggiungiamo l’auto-lesionismo delle associazioni lgbt nel concedere incontri ai ministri del Governo Berlusconi proprio a due giorni dalla “prova della piazza”, si comprende che i timori che le assenze pesassero erano concreti. Anestetizzare le rivendicazioni e i conflitti è una tattica di ogni potere esecutivo. Stupisce vedere 50enni scafati da trentanni di militanza politica attiva abboccare ancora all’amo delle promesse mai mantenute. Un “Grazie Ministra Carfagna per la richiesta d’incontro, preferiremmo vederci dopo il 10 Ottobre” ci stava tutto. Peccato non averlo sentito.
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Coop. Marchetta (Quando il marciapiede è un’impresa…)

Che in Italia si respiri da tempo – complice l’eutanasia della sinistra – aria di perbenismo, di repressione, di autoritarismo e di razzismo, tutto frullato assieme, è cosa nota alle persone attente alle libertà civili. A farne le spese sono i migranti, i nuovi poveri, le prostitute, eletti a responsabili dei mali della politica e dell’assenza di equità e di benessere. La destra al governo si affanna a concepire progetti di legge che negano il problema dello sfruttamento della prostituzione, che condannano le prostitute all’emarginazione, all’invisibilità e alla clandestinità. Il Partito Democratico asseconda nel merito e nel metodo. Questo contesto è lo spunto di partenza per Vincenzo Branà e Luca de Santis, che organizzano al Cassero un nuovo e ironico talk show in tre puntate: Coop. Marchetta (Quando il marciapiede è un’impresa…). Per parlare di prostituzione con le protagoniste, le prostitute. Per discutere di auto-determinazione. Per ridere delle performance en travesti di Celin Dior, Gaeta Jones, Bertha Black e Lysandra Coridon. Per informarci sulla situazione a Bologna e in provincia. Le serate sono previste per Martedì 3, Martedì 10 e Martedì 17 Febbraio, alle ore 21.30. Le registrazioni audio saranno poi disponibili su Cassero Podcast. Venite discinti/e !!!

“Difendi la tua lucciola di quartiere”. In piazza contro il ministro Carfagna – Rassegna stampa e foto

“Difendi la tua lucciola di quartiere”
In piazza contro il ministro Carfagna.
La Repubblica, 14.12.2008

A Roma manifestazione contro il ddl
sulla prostituzione della ministra Carfagna

RaiNews24, 13.12.2008

SexWorkers: prostitute, suore, operatori sociali
tutti in piazza contro il ddl Carfagna

L’Unità, 14.12.2008

Trans e prostitute: “Anche noi in crisi”
In piazza a Roma contro le leggi più restrittive
La Stampa, 14.12.2008

Prostituzione: ombrelli rossi contro il ddl Carfagna
Praitano cita S.Paolo: “Il peccato è l’ipocrisia”
Omoios, 15.12.2008

Foto su La Repubblica e su Facebook

Una foto della manifestazione "Adeschiamo diritti"

Adeschiamo diritti – Roma, 13 dicembre 2008

QueerEvolution e Sexyshock t’invitano a “Noi le gonne non le allunghiamo”

QueerEvolution e Sexyshock ti invitano a

NOI LE GONNE NON LE ALLUNGHIAMO
Aperitivo con l’ombrello (rosso)
in vista della manifestazione delle e dei sex workers
Adeschiamo diritti Sabato 13 Dicembre, Roma

Giovedì 11 Dicembre, H 19.00
XM24, Via Fioravanti 24 – Bologna

Noi le gonne non le allunghiamo - Powered by SexyShock

Adeschiamo diritti – Manifestazione nazionale contro il DDL Carfagna sulla prostituzione – Roma, sabato 13 dicembre

ADESCHIAMO DIRITTI
SABATO 13 DICEMBRE, ROMA
[invia la tua adesione]

Dalla presentazione del Disegno di Legge Carfagna sulla prostituzione e con le ordinanze di tanti Sindaci in Italia si è creato un pericoloso clima di intolleranza verso tutte le persone che si prostituiscono. Insieme al ddl si sono avviate campagne politico-mediatiche per alimentare l’allarme sociale e la paura dei cittadini. Sulle persone socialmente “deboli” (della cui sicurezza non ci si preoccupa), si vuole oggi indirizzare l’insicurezza e la paura della gente facendole diventare il capro espiatorio su cui sfogare le frustrazioni di un Paese che sta impoverendo in tutti i sensi. La “sicurezza” sta diventando l’abbaglio e il pretesto per escludere e discriminare i più “deboli”, i “diversi” e gli “stranieri”, nei confronti dei quali sono aumentate aggressioni, violenze, discriminazioni che si fanno passare come normali, endemici e scontati atti di violenza metropolitana, sottacendone l’origine razzista, sessista, omo-transfobica.

Sulla paura e sull’insicurezza si sono costruite campagne che non risolvono ma ingigantiscono i problemi, dei quali si continua a non considerare le cause cercando semplicemente di eliminare gli effetti per mezzo della ricetta più semplice, quella di nascondere. Esattamente quello che si sta tentando di fare con la prostituzione: renderla invisibile. Ma in questo modo non si tutelano i diritti di nessuno. In questo modo si riducono i diritti di tutti:

  • il ddl Carfagna sulla prostituzione non tiene assolutamente in considerazione l’esperienza di tutte quelle persone (trans, donne, uomini) che hanno scelto liberamente di vendere prestazioni sessuali, né risponde ai bisogni delle persone che esercitano la prostituzione per vivere o sopravvivere. Le emargina soltanto, senza neppure offrire una alternativa;
  • inoltre, contrariamente a quanto afferma il Governo, il ddl aggrava la condizione di chi è sfruttato ed è vittima della tratta di esseri umani, fenomeno molto frequente, che riguarda moltissime persone straniere che si prostituiscono in strada, spingendo le persone nel sommerso di appartamenti e locali, rendendole irraggiungibili e completamente sotto il controllo degli sfruttatori;
  • infine, il disegno di legge non renderà i cittadini più sicuri, poiché la sicurezza si costruisce innanzitutto creando condizioni di benessere diffuso, di convivenza pacifica, di rispetto, di pari opportunità, di diritti per tutti e non spingendo al chiuso e nei ghetti fenomeni sociali e persone che fanno parte della nostra società.

Questo DDL attacca i principi di libertà garantiti dalla Costituzione, priva di diritti le persone che esercitano la prostituzione, minaccia seriamente la loro salute e la loro sicurezza, non tutela l’incolumità delle vittime di sfruttamento, non permette di portare avanti i servizi che da anni operano attività di riduzione del danno e di prevenzione sanitaria che da sempre garantiscono il diritto alla salute dell’intera comunità (contatto, informazione, sensibilizzazione ed accompagnamento che svolgono gli operatori sociali direttamente in strada con le persone che si prostituiscono). Questo DDL rischia inoltre di depotenziare il sistema di tutela e assistenza delle vittime di grave sfruttamento e tratta di persone, che pure rappresenta un punto di eccellenza dell’Italia nel panorama internazionale: le vittime non avranno più accesso ai programmi di aiuto poiché non potranno essere più contattate dalle unità di strada, ed anche per le forze dell’ordine il contatto sarà più difficile.

Ci opponiamo al DDL perché crediamo che le persone debbano essere:

  • Libere dalla violenza, a cui vuole condannarle il DDL Carfagna costringendo le persone ad esercitare la prostituzione al chiuso, dove è più difficile difendersi dalla violenza e dove aumenta la precarietà. Il DDL non considera il fatto che chi si prostituisce non commette reati contro terzi ma spesso li subisce (violenze, stupri, rapine, sfruttamento, riduzione in schiavitù); non considera inoltre che violenza, sfruttamento, riduzione in schiavitù già sono presenti in una parte della prostituzione al chiuso esercitata negli appartamenti o tramite i locali notturni. Il DDL inoltre, in evidente violazione degli obblighi costituzionali ed internazionali assunti dallo Stato italiano relativamente alla protezione dei minori, prevede il rimpatrio forzato delle persone minorenni non italiane che si prostituiscono, costringendole a tornare nei luoghi dai quali sono fuggite. Questo significa molto spesso immettere una seconda volta le vittime nel circuito dello sfruttamento e in una condizione di vulnerabilità ancora maggiore.
  • Libere di poter accedere e di usufruire di servizi e opportunità, mentre invece il DDL Carfagna – con il suo estremismo securitario e la sua impostazione esclusivamente repressiva – toglie ogni prospettiva futura per chiunque voglia abbandonare la prostituzione. Le persone trafficate vedranno ridotte drasticamente le loro possibilità di accedere ai programmi di assistenza e protezione sociale in quanto sempre più irraggiungibili dagli operatori sociali ma anche dalle forze dell’ordine, che verranno viste come nemiche anziché come un punto di riferimento. A chi esercita la prostituzione per mancanza di alternative e a causa della discriminazione (si pensi alle transessuali), non viene offerta alcuna alternativa, nessuna misura di supporto all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo.
  • Libere di scegliere, mentre il DDL Carfagna non tiene in considerazione il fatto che la prostituzione possa essere una scelta, né garantisce aiuto alle vittime di tratta e sfruttamento, né offre alternative a chi vorrebbe abbandonare l’attività prostitutiva ma ha bisogno di un sostegno.
  • Libere dal pregiudizio, mentre il DDL, criminalizzando la prostituzione, aumenta lo stigma e il pregiudizio verso chi la pratica, esponendo le persone a violenze, persecuzioni, discriminazioni e maggior emarginazione.
  • Libere di agire, mentre il DDL, per salvaguardare il “pubblico pudore”, impone norme di comportamento a tutte e tutti. In questo modo si limita la libertà, l’autodeterminazione e si ledono i diritti.
Elenco dei promotori

ARCI
ASGI
Associazione Cantieri Sociali
Associazione Giraffa
Associazione Libellula
Associazione NAGA
Associazione On the Road
Associazione radicale Certi Diritti
CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
Consorzio di cooperative sociali “GESCO Campania”
Coooperativa Sociale Dedalus
Coordinamento nazionale transgender Sylvia Rivera
Gruppo Abele
La strega da bruciare
M.I.T. – Movimento di Identità Transessuale
PIAM onlus
Provincia di Pisa
Rivista Carta
Ufficio Pastorale Migranti Piemonte

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SexyShock presenta: Una delle tante

Venerdì 21 novembre, H 20.00
Betty&Books
Via Rialto 23/A

UNA DELLE TANTE
Recital teatrale tratto dal libro
Cara Senatrice Merlin. Lettere dalle case chiuse

Recital per voce narrante, arpa elettrica e video.
Voce narrante: Nicole De Leo
Arpista: Duccio Lombardo
Video e Regia: Luki Massa

Una serata per inaugurare la campagna Anche io sono una puttana, che c’accompagnerà in questi mesi caldi verso le manifestazioni a Roma del 22 novembre – contro la violenza maschile sulle donne – e il 13 dicembre per i diritti delle e dei sex workers, insieme al Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, al M.I.T. e a tante altre realtà. La campagna è a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso, contro il DDL Carfagna che andrà a modificare l’attuale legge Merlin, introducendo il reato di esercizio della prostituzione in strada e in generale in “luogo pubblico”. Il simbolo delle lotte dei e delle sexworkers è un ombrello rosso per proteggersi dagli attacchi che provengono dal cielo e dalla terra. Ci riguarda tutte! Alleati! Se l’ombrello ti sembra eccessivo… porta con te scarpa, rossetto o calzetto, purché sian rossi! Maggiori informazioni e materiale della campagna sul nostro blog. Durante la serata sarà in vendita il libro Cara senatrice Merlin. Lettere dalle case chiuse.

[Promuovi l'evento su Facebook]

O tutte o nessuna – Ovvero di cosa parliamo quando diciamo prostituzione?

Sexyshock presenta

O tutte o nessuna
ovvero di cosa parliamo quando diciamo prostituzione?

[Promuovi l'evento su Facebook]

Martedì 7 Ottobre, H 21.00
Sala Enzo Biagi – Sala Borsa
Piazza del Nettuno 3 – Bologna

A settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge presentato dalla Ministra Mara Carfagna sulle misure contro l’esercizio della prostituzione che, modificando la legge Merlin, introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e “in luogo pubblico”. Le “misure contro la prostituzione” messe a punto dal Ministro per le Pari Opportunità andranno a colpire sia le donne che si prostituiscono in strada che i loro clienti con un’ammenda da 200 a 3000 euro o addirittura con l’arresto da cinque a quindici giorni. Siamo sicure che il ddl presentato dalla Carfagna con i ministri Maroni e Alfano sia la soluzione giusta? Betty non ne è sicura. Il mercato del sesso è un mondo complesso che chiama in causa innumerevoli dimensioni: le politiche sull’immigrazione, la povertà, le disuguaglianze di genere e il diritto di ogni donna a poter scegliere come gestire la propria sessualità e il proprio corpo. Questa serata, dunque, sarà un’occasione per raccontare il mercato del sesso fuori dalle banalizzazioni e dai moralismi della politica e della cattiva informazione, per offrire delle posizioni alternative di politiche sul mercato del sesso che mettono al centro i diritti delle persone che si prostituiscono. L’iniziativa proposta fa parte della campagna di comunicazione e informazione: Anche io sono una puttana, promossa da Sexyshock e Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.

O tutte o nessuna

Con queste parole le Betty del SexyShock propongono di diffondere lo slogan Anche io sono una puttana:

Per il Bologna Pride abbiamo prodotto un bollino, “anche io sono una puttana”, riprendendo una spilletta prodotta da un collettivo di donne catalane. Ci piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della “vergogna” comunemente associata al mestiere. Perché alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell’ “epiteto” che ancora oggi – tutte le donne sanno – corrisponde ad un’offesa. “Puttana”, ben lungi da designare una professione, e’ innanzitutto qualcuna che “la da’ via”. Il sotto testo, ci fosse bisogno di spiegarlo, è che la cosa peggiore che una donna può fare, è avere una vita sessuale di cui disporre liberamente. E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se la puttana è un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perché tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci!

La campagna
Maurizio Cecconi
Maurizio Cecconi
Coordinamento Laico Nazionale
Rete Laica Bologna
Comitato Articolo 33
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I miei cinguettii